Cronaca

A Castello i giovani della «generazione Z» chiedono più spazi per ritrovarsi

A Castello i giovani della «generazione Z» chiedono più spazi per ritrovarsi

Gli adolescenti castellani faticano ad aggregarsi in maniera spontanea e percepiscono una grande incertezza del futuro, ma chiedono nuovi spazi e momenti dedicati a loro. È quanto emerge dai primi risultati del progetto attraverso il quale due educatori della cooperativa bolognese Open Group da settembre stanno girando per le vie di Castel San Pietro per conoscere i giovani, le loro abitudini sociali e le loro esigenze. L’indagine è stata effettuata grazie a 16 mila euro finanziati al 70% dalla Regione Emilia Romagna e al 30% dal Comune.

Sono risultati in linea con l’inclinazione generale della cosiddetta «generazione Z», che comprende i nati fra il 1995 e il 2010, cresciuti nell’era delle nuove tecnologie e dei social media che incidono fortemente nei loro processi di socializzazione. « I ragazzi di oggi, a differenza del passato, vivono con difficoltà anche il rapporto con il proprio futuro a causa degli interrogativi sull’economia e sul mondo del lavoro – spiega la responsabile del progetto di Open Group, Ilaria Pietrafesa –. Inoltre, i loro genitori faticano a responsabilizzarli e dar loro autonomia, entrando così in un circolo vizioso. Fortunatamente, in questo scenario, Castel San Pietro ed Osteria Grande offrono numerose e diversificate proposte fra cui i giovani possono scegliere per passare il tempo insieme e sentirsi parte del territorio». Il rischio più grande, infatti, è la reclusione volontaria nel mondo digitale, passare le proprie giornate fissando lo schermo di cellulari o computer.

Ad oggi il progetto ha coinvolto oltre 120 ragazzi fra gli 11 e i 19 anni incontrati «per strada, in piazza, alla fermata del bus, in biblioteca, nei centri giovanili e nella sede di Radio Immaginaria – elenca Pietrafesa –. A tutti è stato proposto un questionario, con i più disponibili gli educatori hanno anche conversato». Sono state coinvolte tutte le realtà che hanno a che fare con loro (scuole, biblioteche, teatri, parrocchie, associazioni e centri di aggregazione) al fine di condividere strategie operative efficaci e collaborare all’aumento delle proposte a loro dedicate. Il progetto andrà avanti fino a fine dicembre, mentre all’inizio del 2018 verranno presentati i risultati e individuate eventuali linee di azione.

«Una richiesta che è già emersa da parte degli adolescenti è la voglia di nuovi spazi e momenti a loro dedicati – commenta l’assessore alle Politiche giovanili, Fabrizio Dondi –. La Giunta sta già lavorando in questa direzione, ad esempio nel mese di dicembre, fino a sabato 23, abbiamo ampliato l’orario di apertura del centro giovanile di Osteria Grande all’interno al centro civico (sono stati aggiunti il mercoledì e il sabato pomeriggio, ndr) ed è stato attivato un club gratuito CoderDojo per l’insegnamento delle tecnologie digitali, che ha riscosso grande successo. Vorremmo prorogare il progetto con la cooperativa Open Group per i primi sei mesi del 2018, così da coprire l’intero anno scolastico e ottenere una “mappatura” dei nostri giovani ancora più ricca e precisa».

Nella foto: gli educatori di strada Valentina e Davide della Cooperativa «Open Group»

Castel San Pietro

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