Cronaca

Il 97 per cento delle tipicità regionali nasce nei piccoli comuni, c’è anche il marrone di Castel del Rio

Il 97 per cento delle tipicità regionali nasce nei piccoli comuni, c’è anche il marrone di Castel del Rio

C”è anche il marrone di Castel del Rio igp fra le tipicità elencate da Coldiretti nello studio “Piccoli comuni e tipicità” presentato a Roma in occasione dell”apertura dell”anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Tipicità, quella di Castel del Rio, che Coldiretti registra come “tipica della zona di origine da più di cinquecento anni e caratteristico di quattro piccole realtà comunali quali Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Fontanelice e la stessa Castel del Rio”.

Scopo dello studio che Coldiretti ha firmato insieme a Symbola è raccontare il patrimonio enogastronomico nazionale custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici e fuoti dalle mete più conosciute. Il risultato, secondo Coldiretti, è che il 97 per cento delle tipicità regionali nasce nei piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti. Si tratta complessivamente, in Emilia Romagna, di 140 comuni sui 333 totali, che, come detto, da soli generano la stragrande maggioranza dei prodotti dop, igp e tipici della regione.

Così, accanto all”aglio di Voghiera e al culatello di Zibello, entrambi prodotti dop, il marrone di Castel del Rio, unico igp dello studio romagnolo, trova il suo posto fra i migliori prodotti regionali. Da notare poi che delle 388 produzioni di eccellenza che Coldiretti ha iscritto nell”albo tradizionale dell”Emilia Romagna, il marrone di Castel del Rio ed altre 19 sono contraddistinte proprio dal nome del piccolo comune di origine (come anche, fra le altre, il mandorlato al cioccolato di Modigliana).

“I 140 comuni emiliano romagnoli in questione sono una grande vetrina di promozione turistica, culturale e sociale, con un concentrato unico di specialità enogastronomiche e di bellezze naturali e architettoniche – ha commentato il direttore generale di Coldiretti Marco Allaria Olivieri -. I piccoli centri sono infatti il cuore della salvaguardia dell’ambiente e della valorizzazione del territorio e producono la stragrande maggioranza dei prodotti a denominazione d’origine che hanno reso famosa l’Emilia Romagna nel mondo”.

“L’approvazione della legge 158/17 sui piccoli comuni, che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni e del loro patrimonio enogastronomico che arricchisce quello nazionale – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è stato un obiettivo fortemente sostenuto negli anni da Coldiretti per tutelare e valorizzare un patrimonio enogastronomico, naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente, ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti nel nostro territorio”.

La lista emiliano romagnola. Ecco dunque tutti i prodotti dell”Emilia Romagna inseriti da Coldiretti nello studio “Piccoli comuni e tipicità” oltre al marrone di Castel del Rio: aglio di Voghiera, culatello di Zibello, formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone, bomba allo zabaglione di Canossa, castagna di Gusano (Gropparello ), castagna di Vezzolacca (Vernasca), ciliegia marasca di Villanova sull’Arda, ciliegia mora di Diolo (Lugagnano Val d’Arda), lumache alla bobbiese (Bobbio), maccheroni bobbiesi, mandorlato al cioccolato di Modigliana, marrone di Campora (Neviano degli Arduini), pancetta Canusina, patata di Montese, ribiola della Bettola, salame di Canossa, spongata di Corniglio, tartufo Nero di Fragno (Calestano), torta di riso alla bobbiese, trote come si preparano a Succiso (Ventasso), uva bianchetta di Bacedasco (Castell’Arquato), uva bianchetta di Diolo (Lugagnano val d’Arda), vin santo di Vigoleno (Vernasca).

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