Economia

Il kiwi del futuro sarà giallo. La parola agli esperti

Il kiwi del futuro sarà giallo. La parola agli esperti

Meglio verde o giallo? In fatto di kiwi, non è solo una questione cromatica. Per chi li produce la differenza c’è eccome. Il primo, ad esempio, è molto più diffuso nelle campagne del circondario, mentre il secondo qui in zona è ancora una rarità. Ma coltivare il kiwi giallo conviene? Quali sono i pro e i contro? Proprio di questo si è parlato nel convegno dal titolo «Kiwi giallo: opportunità per il territorio imolese?, tenutosi lo scorso 14 dicembre a palazzo Sersanti su iniziativa delle quattro associazioni di categoria Coldiretti Bologna, Cia Imola, Ugc Imola e Confagricoltura Bologna, in collaborazione con il Centro sviluppo economico territorio imolese interno alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola. «Nel territorio imolese c’è prudenza – spiega Carlo Pirazzoli, docente del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna -. In Italia si producono circa 400 mila tonnellate di kiwi all’anno e la varietà gialla con le sue 35 mila tonnellate, rappresenta meno del 10 per cento. Rispetto a cinque anni fa, però, gli ettari coltivati sono saliti da 1400 a 3700. Lo spazio di sviluppo c’è e oggi il kiwi giallo sta dando risultati economici interessanti».

La strada più semplice per un agricoltore che intende avviare questo tipo di coltura è appoggiarsi a un consorzio, in grado di seguirlo in ogni fase della produzione, fin dalle analisi pre-impianto e dalla fornitura delle piante da mettere a dimora. «L’obiettivo è mantenere una qualità elevata» motiva Cristina Fabbroni, responsabile tecnico del consorzio cesenate Jingold, che comprende più di 400 aziende produttrici e ha all’attivo 1500 ettari coltivati in Italia e in Cile per coprire tutto l’arco dell’anno. «Forniamo assistenza tecnica specializzata – prosegue – con visite periodiche da parte del nostro staff, invio di bollettini mensili, monitoraggio per l’autorizzazione alla raccolta. Agli agricoltori chiediamo di rispettare le linee tecniche di coltivazione e alcune regole, tra cui l’obbligo di copertura con reti antigrandine entro il terzo anno dalla messa a dimora».

L’investimento di partenza è consistente, ma il gioco può valere la candela. Un impianto da un ettaro, con mille piante, può costare circa 40 mila euro, ma può anche arrivare a produrre (a partire dal quinto anno) fino a 30 tonnellate di kiwi, con un ritorno medio di 1 euro e 20 centesimi al chilo. Il conto è presto fatto. Questi almeno i dati di massima presentati al convegno. Va anche detto che, rispetto alla varietà verde, il kiwi giallo è più sensibile al cancro batterico Psa. «Rispetto a qualche anno fa – rassicura Fabbroni – sono stati fatti molti passi avanti a livello vivaistico. Oggi ci sono anche regolamenti per una gestione agronomica più attenta. Gli agricoltori che si attengono alle indicazioni fornite producono tranquillamente e riescono a convivere con questo problema».

Quest’anno l’andamento stagionale secco ha impedito lo sviluppo della malattia. Sul fronte della prevenzione, l’entomologo Aldo Pollini consiglia: «Messa a dimora di piante indenni, ridotto apporto di azoto, impollinazione con polline sano, potatura in giornate asciutte, trattamenti dopo la raccolta e a fine febbraio». Tanta attenzione, quindi, che richiede anche lavoro in più rispetto ad altre colture. Il mercato però ripaga, soprattutto quello estero, che assorbe gran parte della produzione italiana. «La Germania – spiega Gabriele Ferri, direttore generale di Naturitalia, che distribuisce i prodotti ortofrutticoli freschi in tutti il mondo – è il primo mercato per la varietà Jingold. A inizio 2017, un chilo di kiwi verdi veniva venduto a 1 euro e 70 centesimi, mentre mezzo chilo di kiwi gialli costava ai consumatori tedeschi 1 euro e 99. Le superfici coltivate a kiwi giallo stanno crescendo lentamente, mentre quelle del verde stanno scendendo. Zespri (tra i principali produttori mondiali, Ndr) prevede addirittura che nel 2026 la produzione di kiwi giallo – conclude – supererà quella del verde». Il futuro del kiwi, dunque, sarà decisamente giallo.

Approfondimenti, ricetta e il parere dei produttori su “sabato sera” dell”11 gennaio.

Nella foto: il kiwi giallo

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