Cultura e Spettacoli

Matteo Romagnoli, un medicinese al Festival di Sanremo

Matteo Romagnoli, un medicinese al Festival di Sanremo

Hanno fatto il sold out al PalaDozza e riempito il Forum di Assago con quasi diecimila spettatori. Numeri impensabili, fino a qualche anno fa, per un gruppo indie-rock-pop. Invece, a quanto pare, i tempi sono per fortuna cambiati e se n”è accorta anche l”istituzione tradizional-musicale per eccellenza, il Festival di Sanremo che così, per la sua 68a edizione, vede in gara un gruppo bravissimo ed amatissimo, anche se non ancora noto al grande pubblico: Lo Stato Sociale. I cinque musicisti bolognesi approderanno nella città dei fiori tra i venti Big da stasera fino al 10 febbraio (ovviamente in diretta su Rai 1 in prima serata) e, con loro, ci sarà il sesto uomo della band, l”autore, manager e produttore medicinese Matteo Romagnoli.

Matteo, con la sua Garrincha dischi, ha prodotto una quarantina di artisti (tra cui Magellano, Punkreas, I Camillas): l”etichetta è una delle più importanti tra le indipendenti ed è nota per seguire con estrema professionalità il percorso artistico-musicale dei cantanti e gruppi con cui lavora (tra l”altro, ha anche uno studio di registrazione, il Donkey Studio, che si trova a Villa Fontana). Matteo Romagnoli, che è anche musicista e cantante (sia in gruppo, ad esempio con 4 fiori per Zoe e Le-Li, che come solista con il nome di Matteo Costa, omaggio al cognome della madre), ha con Lo Stato Sociale un lungo sodalizio. «Per i primi  dischi del gruppo sono stato produttore artistico – conferma -. Ora seguo ancora il management e sono autore insieme a loro. Mentre l”album nuovo, che arriva durante la settimana sanremese, esce con Universal, a cui Garrincha lo ha dato in licenza».

Sei autore anche del brano che parteciperà al Festival di Sanremo, Una vita in vacanza?

«Sì, è un brano che abbiamo scritto insieme e che affronta il tema del mondo del lavoro e del non lavoro. Gioca coi mestieri più disparati e curiosi facendone un lungo elenco, com”è nello stile de Lo Stato Sociale (che racconta, appunto, la società, ma senza far mai mancare l”ironia, Nda). E affronta il tema dell”altrove: quante volte si prova ad andare altrove? Sia in vacanza che professionalmente…».

Un brano scritto appositamente per Sanremo?

«Non proprio, anche se è perfetto per Sanremo. La scorsa estate abbiamo pensato di scrivere cose nuove, che fossero più immediatamente comprensibili anche al grande pubblico, senza abbandonare lo stile che ci è proprio, ma facendo sì che il messaggio fosse più fruibile. Quando Alberto ha scritto il ritornello di Una vita in vacanza abbiamo capito che era perfetto per Sanremo e così l”abbiamo vestito per l”occasione, con un gran lavoro di arrangiamento: è un brano orchestrale, per il quale usiamo davvero tutta l”orchestra, tutti i sessantacinque elementi, anche i timpani! È un brano d”orchestra ma è anche un pezzo dance».

Andrai anche tu a Sanremo?

«Certo, sarò con loro».

Ma non sul palco?

«No. Qualche volta, nei grandi eventi, sono salito sul palco per fare qualche pezzo insieme. Per cui tutto è possibile, anche entrare in formazione… ma per ora no».

Intanto, però, durante la settimana sanremese uscirà il nuovo album de Lo Stato Sociale che, come dicevamo, ti vede tra gli autori.

«Si intitolerà Primati ed è quello che noi definiamo una raccolta differenziata. Ci sono tredici brani del passato che riproponiamo per presentarci, per far capire chi è Lo Stato Sociale: riempie il PalaDozza ma c”è ancora un pubblico nuovo che non lo conosce, così il festival di Sanremo e il nuovo album sono l”occasione per raggiungerlo. In Primati abbiamo fatto una nuova versione di Sono così indie, che era del 2010, riarrangiandolo e coinvolgendo alcuni artisti amici a cui abbiamo chiesto dei messaggi vocali via Whatsapp: ci sono Jovanotti, J-Ax, Mara Maionchi, Nina Zilli, Giorgio Mastrota… Oltre al brano sanremese ci sono poi altri due inediti, una ballata e Facile, che vede la partecipazione di Luca Carboni».

Per te, il Festival di Sanremo 2018 non è, però, solo Lo Stato Sociale.

«In effetti no. The Bluebeaters, storica band con più di vent”anni di rocksteady alle spalle, sarà la band del Dopofestival: io sono loro manager e produttore, e attualmente stiamo registrando il loro primo disco di brani inediti in italiano a Medicina».

ste.f.

Nella foto (di Melania Pavan): Matteo Romagnoli, con il computer in mano, con tre membri de «Lo Stato Sociale»
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1 Comment

  • Mitico Matteo.
    Sei un grande.
    Tieni alto il nome di Villa Fontana in Italia e nel mondo.

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