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CooperAttivaMente, Alessandro Donati domani a Imola con Libera: “La lotta al doping è culturale. Schwazer è pulito'

CooperAttivaMente, Alessandro Donati domani a Imola con Libera: “La lotta al doping è culturale. Schwazer è pulito'

SALA DELLE STAGIONI

Sandro Donati sarà ospite di Libera domani dalle ore 16.30 alla sala Delle Stagioni di Imola (via Emilia 25). In questo appuntamento, inserito nel cartellone di CooperAttivaMente, Donati racconterà le sue battaglie per uno sport più giusto e pulito, battaglie che non si sono mai fermate, neanche di fronte alle numerose minacce e intimidazioni.

Donati, sono appena iniziate le Olimpiadi invernali più discusse ex ante della storia. Uno sport pulito è possibile?

“Lo sport è un fenomeno molto ampio e per fortuna, in Italia, sono sicuramente casi rari quelli in cui ci sono persone abbastanza pazze da dopare i bambini. Per quanto riguarda i professionisti posso immaginare uno sport più pulito di adesso, ma non più di questo. Le istituzioni dicono di avere metodi capaci di rintracciare tutte le sostanze dopanti, ma non è assolutamente così”.

Quanto la legalità nello sport è una battaglia culturale?

“E” prima di tutto una battaglia culturale. L”informazione nelle scuole è fondamentale. Mi dispiace che anche le società sportive non svolgano una funzione informativa ed educativa sul doping. Il problema non lo affronta in maniera chiara: spesso hanno una doppia faccia”.

Perché porta avanti con Libera la battaglia contro il doping?

“Don Luigi Ciotti ha da sempre una grande passione per lo sport. Insieme a Gabriella Stramaccione, a lungo vicepresidente, mi ha dato mano in grande nei momenti di maggiore isolamento ”.

Il caso Schwazer le ha lasciato molti dubbi, perché?

“Schwazer ora è pulito. Si è ascoltata la voce di quelli che lo lapidavano, che, conoscendoli a uno a uno, erano tutte persone con posizioni più o meno chiare sul doping. Recuperare le persone che sbagliano è una funzione primaria dello sport: nel 2012 ho acceso i fari sulla sua positività e se io gli ho dato una seconda chance lo potevano fare anche gli altri”.

E” deluso dalle persone che lo hanno attaccato una volta pulito?

“No, le persone di cui ho stima hanno capito subito e l”hanno difeso. Gli altri si sono identificati per come li conoscevo: persone ambigue sul doping che hanno sfruttato l”occasione per rafforzare l”immagine”.

La vicenda ha avuto sviluppi recenti. Pensa si possa riaprire?

“Non è una vicenda chiusa: le provette sono finalmente in mano ai Ris di Parma e il 27 febbraio i periti inizieranno il loro lavoro. A metà marzo sapremo il risultato. Alex ha mostrato carattere, capacità di controllo e dignità; è sereno e contento di poter essere giudicato in maniera oggettiva. Gli organismi internazionali ne hanno fatte di ogni: volevano dare ai Ris un campione non sigillato spacciandolo come tale. Solo grazie a due persone integerrime come il colonnello Lago dei Ris e il gip Bolzano che hanno minacciato denuncia, gli hanno consegnato il campione corretto. Sono comunque preoccupato perché sono state 2 anni e un mese in mano a persone a cui non affiderei nulla di mio”.

Christian Fossi

Alessandro Donati con Alex Schwazer (foto tratta dal profilo Facebook di Libera Imola)

Imola, via Emilia 25

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