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Il sogno di Fabio Scozzoli è ancora Olimpico, intervista a ruota libera tra tatuaggi, affetti e piscina

Il sogno di Fabio Scozzoli è ancora Olimpico, intervista a ruota libera tra tatuaggi, affetti e piscina

Incontriamo Fabio Scozzoli mentre il panorama esterno alla piscina comunale di Imola è completamente bianco. La neve e le strade ghiacciate non hanno fermato gli atleti, presenti come tutti i giorni nelle vasche coperte dell’impianto di via Oriani. “Al ruggi alleno il sogno di tornare alle Olimpiadi”. 

Il caldo della Florida è solo ormai un lontano ricordo.
“Senza dubbio si stava meglio là, anche se devo ammettere che la neve ha il suo fascino, a me piace molto. E’ chiaro che quando sono tornato, qui ha piovuto per una settimana intera: una tristezza incredibile. Per noi, allenarsi all’aperto è tutta un’altra cosa: se potessi stare in Florida anche solo a gennaio e febbraio, sarebbe il top. Il rovescio della medaglia, chiaramente, sono i costi e il fatto di stare lontano dal mio allenatore Cesare Casella”. 

Siete stati a Fort Lauderdale e Miami?
“Eravamo stabilmente a Davie, vicinissimo a Fort Lauderdale, dove c’è una squadra di Gianluca Alberani, un ex allievo di Cesare Casella. E’ una buonissimo appoggio per noi”. 

Oltre a nuotare, cosa avete fatto in Florida?
“Siamo stati al mare e… ci siamo dedicati al cibo americano, che io amo, anche se bisogna darsi un contegno, visto quanto è calorico. Adoro gli hamburger fatti bene, qua da noi difficile trovare carne di qualità”. 

Ho visto sui social che tu e Paolo Ricci vi siete fatti un tatuaggio di Darth Vader: follia del momento oppure era qualcosa di premeditato?
“In realtà ci stavamo pensando da tempo. Io e Paolo siamo molto legati e da anni siamo grandi fan di Star Wars, andiamo sempre a vedere i film insieme al cinema. Cercavamo qualcosa da farci tatuare e c’è venuta questa idea: io l’ho fatto nel polpaccio e lui sul tricipite. Abbiamo consolidato il nostro legame con questa cosa simbolica”. 

Quindi i posti più belli che hai visto sono più legati a viaggi personali.
“Assolutamente sì, anche se ammetto che la città che più mi ha colpito è stata Sidney, che ho visitato grazie ad un viaggio organizzato dalla Speedo, che allora era il mio sponsor tecnico, quindi diciamo che è stata comunque un’esperienza legata al nuoto. Per il resto, i miei viaggi preferiti sono stati a New York, Zanzibar e la più classica La Maddalena, gli ultimi due con la mia ragazza Martina (Carraro)”. 

E sono arrivati i risultati, come lo splendido Europeo in corta a Copenaghen. Quest’estate tocca ripetersi in vasca lunga…
“Già ai Mondiali in vasca corta era arrivato un bel bronzo, pur con tempi non eccelsi. Poi la stagione è continuata bene in vasca lunga, con ottimi crono agli Assoluti Primaverili. Dopo i Mondiali, dove sono arrivato 6º, ho fatto ancora bene. Credo che battere Peaty sia assolutamente impensabile in vasca lunga, però continuo a lavorare e poi vedremo…”. 

Altri avrebbero mollato…
“Credo che quello che mi contraddistingue da molti altri nuotatori, specialmente in Italia, è la passione che metto in quello che faccio. Questo alla lunga ha fatto la differenza. Quando si trova la quadratura nel metodo di lavoro, passione ed entusiasmo ti aiutano a trovare la strada giusta. Ci vuole forza mentale per non perdersi, la sfida è con te stesso e con il cronometro, più che con gli altri”. 

L’intervista completa all’atleta sul “sabato sera” del 9 marzo 2018 

an.ca.

Nella foto Fabio Scozzoli

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