Cultura e Spettacoli

Vasellame liturgico, al Museo diocesano una mostra con sessantacinque calici liturgici

Vasellame liturgico, al Museo diocesano una mostra con sessantacinque calici liturgici

«Tra il vasellame liturgico, il calice è l’oggetto che ha la maggior pregnanza simbolica; è infatti il solo elemento menzionato nei racconti neotestamentari di istituzione dell’Eucaristia».

Inizia così, nelle note rilasciate alla stampa, la presentazione della mostra “Fons Salutis. Calici liturgici tra Seicento e Novecento” da una raccolta riminese e dalla Diocesi di Imola, allestita da domani, domenica, nella Galleria Pio VII del Museo diocesano di Imola.

Promossa dal Museo stesso e curata da Marco Violi, proporrà sessantacinque calici liturgici realizzati in materiali vari – perlopiù argento e vermeil, ma anche metallo (rame, bronzo, ottone, ecc.) a sua volta argentato e dorato, oltre che smalto policromo, pietre preziose, corallo e turchesi – di grande qualità esecutiva, provenienti per metà dalla collezione riminese di Renzo Sancisi e per metà dal Tesoro della Cattedrale di Imola, dalla chiesa Collegiata di Lugo di Romagna, dalla parrocchiale di San Prospero, dal Museo parrocchiale di Castel Bolognese e, infine, dalla raccolta del Museo diocesano di Imola.

L”esposizione si propone di offrire al visitatore «una doppia chiave di lettura del tema – dicono le note per la stampa -: «una puramente conoscitiva a livello storico-artistico ed estetico (pannelli descrittivi e didascalie  dedicate per ogni singola opera ne favoriscono la fruizione) e l”altra prettamente devozionale, legata cioè anche alla devozione all”Eucarestia che, nella tradizione cristiana dei primi secoli, fu talvolta denominata “sacramento del calice del Signore”».

L”inaugurazione dell”esposizione avrà luogo domani alle ore 17, con i saluti del vescovo Tommaso Ghirelli e del vicedirettore del museo Marco Violi, e con interventi di monsignor Giovanni Signani, presidente del Capitolo della Cattedrale di Imola, di Massimo Pulini, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e di Renzo Sancisi, collezionista. La mostra sarà poi visitabile martedì e giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, mercoledì dalle 9 alle 12, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30 (chiuso 1, 2 e 25 aprile).

r.c.

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