Cronaca

Cadavere trovato in discarica, si controllano le telecamere per scoprire il cassonetto

Cadavere trovato in discarica, si controllano le telecamere per scoprire il cassonetto

Si chiamava Makram Ayari, era di nazionalità tunisina e aveva 43 anni. E’ questa l’identità dell’uomo ritrovato senza vita all’interno della discarica Tre Monti con diversi cappotti addosso e i documenti in tasca. Ad oggi, l’ipotesi prevalente sulla quale stanno lavorando i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Morena Plazzi, è che l’uomo sia finito accidentalmente dentro ad un cassonetto dell’immondizia e che, da lì, caricato da un compattatore fino in discarica.

Gli addetti all’impianto di via Pediano l’hanno trovato in mezzo ai rifiuti indifferenziati, in una zona accessibile solo ai camion del Tmb (Trattamento meccanico biologico). L”impianto dove viene ammassato quanto raccolto dai compattatori (dei 23 comuni del Conami, in particolare del circondario imolese e dell’area del faentino) prima di essere trasbordato sui camion e prendere la via dei termovalorizzatori.

Da subito si è ipotizzato che il cadavere si trovasse su uno dei primi compattatori arrivati in discarica quella mattina. Le verifiche hanno permesso di accertare che il compattatore in questione proveniva da Imola e non, come inizialmente ipotizzato, da Castel Bolognese. I carabinieri stanno cercando di individuare il cassonetto dentro al quale è finito Ayari visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate in città. Ovviamente, esclusi da subito i nuovi cassonetti dotati di calotta, dove possono essere inseriti solo sacchetti da 22 litri, ergo la ricerca si limita al centro storico e alla zona industriale. 

Pur non tralasciando alcuna pista, gli inquirenti sembrano propendere per una caduta accidentale dell’uomo all’interno del cassonetto. Stando a quanto ricostruito finora, infatti, il quarantatreenne, aveva problemi con l’alcol, di fatto non aveva fissa dimora e gravitava tra Imola e Castel San Pietro, non era seguito dai servizi sociali. Non si esclude che, ubriaco, possa essere finito dentro al cassonetto per poi assopirsi e non accorgersi dell”arrivo del compattatore.

L’autopsia non ha chiarito con certezza la causa della morte, ma ha evidenziato traumi interni causati da superfici ampie. Il corpo presentava anche delle tumefazioni, ma non è chiaro se siano state provocate quando era ancora in vita oppure dopo la morte. L’esito degli esami alcolemici e tossicologici, atteso nei prossimi giorni, potrà inoltre chiarire se l’uomo fosse o meno ubriaco.  

gi.gi.

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