Cronaca

Scuola, l'informatica è importante per aprire la mente. I corsi di tre istituti imolesi

Scuola, l'informatica è importante per aprire la mente. I corsi di tre istituti imolesi

Ormai viviamo immersi nelle tecnologie che hanno a che fare con l’informatica. Che sia per puro diletto, per utilizzo personale o per lavoro, tutto sembra avere a che fare con i computer e la programmazione, specie oggi che ci muoviamo verso l’Industria 4.0, che si basa proprio sull’automazione «spinta» e personale altamente specializzato. Al di là delle attitudini e delle passioni personali, per fornire al mondo del lavoro (e per consentire ai ragazzi di trovare un’occupazione subito) profili adeguati alle nuove tecnologie, è fondamentale che lo studio dell’informatica venga approfondito, in maniera pratica, anche a scuola. Ma qual è la situazione nelle scuole superiori imolesi? Fondamentalmente sono tre gli istituti che forniscono una preparazione più mirata, ossia Alberghetti, Paolini e, almeno in parte, Valeriani.

Al tecnico dell’Alberghetti lo studio dell’informatica comincia nel biennio comune a tutti i corsi. In particolare «le classi prime fanno 3 ore a settimana nelle quali viene svolta un’introduzione al mondo del computer (pacchetto Office) e le basi della programmazione – spiega Maurizio Gubellini, docente di Elettronica e Informatica -. Lo studio della materia diventa più specifico soltanto in terza», quando bisogna scegliere un indirizzo, ossia meccanica e meccatronica, elettronica ed elettrotecnica oppure informatica e telecomunicazioni. Quest’ultimo, attivato di recente, è quello più improntato allo studio dell’informatica, sebbene a Imola è stato attivato con la sola articolazione in telecomunicazioni, «ma si insegna tanta informatica riferita a quell’ambito, sia nelle tre ore settimanali dedicate in terza e quarta, sia durante le ore di laboratorio» specifica Gubellini. Qui si studiano ad esempio i linguaggi C, Css, Java, Php, Html, che vengono applicati al campo delle telecomunicazioni e alle reti di computer».

Il Paolini, invece, non «sforna» solo ragionieri e geometri. Al contrario, il corso di programmatori esiste dalla metà degli anni Ottanta. Oggi, dopo la riforma della ministra Gelmini, è l’articolazione sistemi informativi aziendali (Sia) dell’indirizzo di amministrazione, finanza e marketing, che oggi conta complessivamente 61 studenti. Dopo un biennio comune nel quale sono previste 2 ore settimanali di informatica, prosegue con 4 ore in terza (in cui si insegnano le basi di progettazione e programmazione con linguaggio C e Java) e 5 ore sia in quarta (progettazione database) che in quinta (programmazione web dinamica, ossia pagine web modificabili). Non a caso, all’esame di maturità di quest’anno, gli studenti del Sia avranno come seconda prova proprio l’informatica. «Molto importante è anche l’alternanza scuola-lavoro – aggiunge Andrea Sella, docente di Informatica del Paolini -. Oltre agli stage in azienda, a scuola realizziamo anche progetti “su commissione”».

Poi ci sono i licei. Sia allo scientifico che a quello delle scienze applicate dell’Alberghetti, viene svolta una preparazione di base. Al Valeriani, ad esempio, è possibile scegliere l’opzione che prevede un «rinforzo» di informatica (1 ora a settimana dalla prima alla quinta). Oggi a frequentarlo sono circa 130 studenti (circa il 29% del totale iscritti allo scientifico), ossia «un corso intero dalla prima alla quinta più qualche studente di altre classi – fa sapere il dirigente scolastico, Lamberto Montanari -. Si insegnano le basi della programmazione, con il linguaggio C e altri, ma è un percorso più legato alla disciplina che a richieste specifiche fatte dalle aziende».

gi.gi.

L””articolo completo su “sabato sera” del 15 marzo.

Nelle foto: studenti dello «Scientifico», del Paolini e dell”Alberghetti

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