Cronaca

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare

Una certa rassegnazione per non poter evitare l’abbattimento, ma anche qualche malumore e una grande volontà di voler conoscere al più presto quale sarà l’indennizzo previsto. E’ questo lo stato d’animo delle 14 famiglie, tutte imolesi, che nei prossimi anni dovranno abbandonare la loro casa perché verrà demolita in seguito alla realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A14.

Autostrade Spa, infatti, il 7 marzo ha reso noto il progetto esecutivo che porterà alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 nel tratto tra Ponte Rizzoli e lo svincolo con Ravenna (come è noto, invece, tra Ponte Rizzoli e San Lazzaro verrà realizzata la tanto attesa Complanare nord al posto della quarta corsia dinamica prevista inizialmente). Assieme al progetto, sono stati resi noti gli espropri (di case e terreni, sia temporanei per la durata del cantiere che definitivi). Gli interessati hanno 40 giorni di tempo per eventuali osservazioni, come già accaduto nel 2015 quando venne presentato il progetto definitivo. Complessivamente, nel nostro territorio, si tratta di 221 proprietari tra enti pubblici, aziende e cittadini di Imola (127 nominativi in tutto), Dozza (20), Castel San Pietro (62) e Ozzano Emilia (12). Le case da demolire perché troppo vicine al nuovo tracciato sono rimaste le stesse, tutte a Imola, spalmate tra le vie Sellustra, del Condotto e San Prospero.

Per interfacciarsi con Autostrade Spa il gruppo ha scelto di affidarsi all’architetto Moreno Daini, dirigente in pensione del Comune di Imola e del Circondario, oggi libero professionista e docente presso l’Università di Bologna. L’abitazione più antica tra quelle da abbattere risale alla fine dell’Ottocento, ben prima quindi della costruzione dell’autostrada, e si trova al civico 6/a di via del Condotto. Ma l’esproprio che interesserà il maggior numero di persone è quello al civico 135 di via San Prospero, un vecchio casolare ristrutturato nel 2001, dove abitano nove famiglie. «Le procedure per la realizzazione della quarta corsia sono partite nel 2009 – ricorda Daini -. Per questo, i proprietari negli ultimi dieci anni non hanno fatto migliorie ben sapendo che, prima o poi, quei fabbricati gli sarebbero stati espropriati».

Una situazione di stallo che si trascina da anni e che, finora, non ha consentito a queste persone di guardarsi attorno per cercare una nuova abitazione. Finora, però, Autostrade Spa non ha ancora reso noti gli importi degli indennizzi. E questo sebbene il cantiere della quarta corsia dovrebbe partire nella primavera del 2019 e concludersi nel giro di tre anni. Ergo, i residenti delle vie Sellustra, del Condotto e San Prospero dovranno «sloggiare» entro il 2022, ma possibilmente anche prima, visto che avere il cantiere sotto casa è poco piacevole, specie se, come sembra, alcune lavorazioni verranno effettuate in orario notturno. «Faremo presente che non è stata ancora indicata alcuna cifra e, arrivati a questo punto, è importante conoscerla – aggiunge Daini -. Sono punti fermi che abbiamo intenzione di rimarcare». Una volta conosciuto l’indennizzo, infatti, si può decidere di accettare l’offerta oppure, se non la si ritiene congrua, fare ricorso. Ma i tempi si allungherebbero e, a quel punto, le famiglie si vedrebbero costrette a comprare una nuova casa prima di aver incassato l’indennizzo.

gi.gi.

L”articolo completo su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: i fabbricati da abbattere in via San Prospero

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