Cronaca

La nuova «sfida» sulla sicurezza stradale parte dall'autodromo di Imola

La nuova «sfida» sulla sicurezza stradale parte dall'autodromo di Imola

Dall”asfalto dell”autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola prende il via la seconda edizione del progetto «Driving challenge-Safety campus», nato con l”obiettivo di promuovere tra gli studenti il concetto di sicurezza stradale. A partecipare sono circa 40 ragazzi dell’ateneo della Tuscia, 40 del Campus di Ravenna dell’Università di Bologna, 40 degli istituti superiori di Perugia e 40 di Brindisi che saranno ospiti degli impianti di Vallelunga, Imola e Magione.

Il programma e le finalità del progetto sono state presentate nei giorni scorsi proprio nel circuito imolese alla presenza di Ruggero Campi, presidente dell’Autodromo di Vallelunga, Simone Campajola, presidente dell’Automobile Club Ravenna, Uberto Selvatico Estense, presidente dell’Autodromo di Imola, Giorgio Alberton, presidente dell’Autodromo dell’Umbria di Magione, Pierluigi Fanelli, docente dell’Università degli studi della Tuscia, e Renato Leporelli, organizzatore operativo del progetto. «L’Aci – ha commentato Campajola – sta investendo moltissimo sul fornire ai ragazzi strumenti che consentano loro di avere maggiore tranquillità alla guida. Grazie a questa iniziativa e con esercizi che possono sembrare basilari, diamo a tutti gli studenti coinvolti i rudimenti di base per affrontare la strada in sicurezza e riconoscere i pericoli. Nonostante le nuove tecnologie di cui sono dotate le automobili, l’elemento umano resta sempre fondamentale. Devo ringraziare il Campus di Ravenna per essersi dimostrato così sensibile e per aver sostenuto questa importante iniziativa formativa”.

Il progetto prevede che a ogni sessione gli studenti ricevano da istruttori professionisti una formazione di base teorica e pratica sulla sicurezza alla guida. «Le fondamentali regole per una frenata correttamente modulata o per una giusta traiettoria in curva – ha sottolineato Campi – valgono, ovviamente, anche nello sport. Insegnando la guida sicura in maniera molto evoluta, ci auguriamo che questi giovani si avvicinino poi anche all’automobilismo sportivo. Siamo partiti un anno fa coinvolgendo 40 ragazzi dell’Università di Perugia e questa volta, a cimentarsi nelle prove, sono circa 150 giovani che studiano in Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e Puglia. Nel 2019 ci auguriamo possano diventare oltre 500 e provenire da gran parte del territorio nazionale».

I ragazzi che ottengono la migliore valutazione passano poi alla fase successiva, ovvero vengono suddivisi in team che si sfidano in prove di guida studiate per sviluppare le capacità cognitiva e di controllo. «Il nostro – ha dichiarato Selvatico Estense – è un autodromo pubblico che ha nel dna anche la ricerca del miglioramento della sicurezza sulla strada e di nuove metodologie di insegnamento e approccio al tema. Siamo, quindi, molto contenti di ospitare questo contest e di condividere quest’idea brillante».

Infine i giovani devono cimentarsin prove contro il tempo di pit-stop in modo da migliorare le proprie capacità organizzative e comunicative, queste ultime tramite la realizzazione di videoclip da condividere sui social network. «I ragazzi – ha raccontato il professor Fanelli –, si sono dimostrati straordinariamente interessati. Dalle prove più semplici fino a quelle in pista è stato un crescendo di emozioni e ho notato come gli studenti prendessero consapevolezza dei loro limiti alla guida. L’università deve avere anche un ruolo sociale e questa iniziativa ne è un esempio”. Affermazioni confermate anche dagli studenti del Campus di Ravenna, presenti all’autodromo per la seconda tappa.

L’altra tappa di preselezione è in programma a Magione il 24 aprile e i team si ritroveranno, infine, a Vallelunga il 9 maggio per la pre-finale, durante la quale verrà proclamata la migliore squadra di ogni regione, in attesa della finalissima.

r.c.

Nella foto: auto in pista durante la giornata del progetto

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