Cronaca

Rifiuti, il Comune di Castel Guelfo ricorre al Tar contro Atersir

Rifiuti, il Comune di Castel Guelfo ricorre al Tar contro Atersir

Castel Guelfo ha deciso di far ricorso al Tar dell’Emilia Romagna contro la delibera 2018 del Consiglio d’ambito dell’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir). In sostanza si tratta del documento che stabilisce i Pef (i Piani economici finanziari) sui quali viene poi calcolata la Tari di cittadini e imprese.

Il Comune di Castel Guelfo, in effetti, è tra quelli che ormai già da diversi anni ha sollevato il problema (anche incalzato dalle opposizioni) del disallineamento tra quanto indicato nei Pef e i rendiconti del gestore per il servizio di raccolta e smaltimento, ossia le fatture di Hera Spa. Complessivamente, per Castel Guelfo si parla di somme pagate in eccesso (sovracopertura) pari a «circa 580 mila euro, dei quali 250 mila nel 2013, 230 mila nel 2014 e 100 mila nel 2015 – dettaglia il sindaco, Cristina Carpeggiani -. Nel 2016, invece, non abbiamo sovracoperture, mentre per il 2017 non abbiamo ancora visto il conguaglio. Abbiamo deciso di impugnare il Pef perché non è congruo, non c’è traccia di alcune compensazione o restituzione di quanto pagato in eccesso da Castel Guelfo in precedenza e, cosa non secondaria, le voci che lo compongono non sono espresse in maniera chiara».

La logica parrebbe quella di una perequazione di Atersir per evitare bollette astronomiche alle zone montane o calmierare le spese di gestione, ma sui parametri utilizzati manca trasparenza. «Il direttore di Atersir Vito Belladonna ha detto chiaramente che le sovra e sotto coperture si compensano in un equilibrio d’ambito, ma se viene inserita una cifra per i comuni disagiati va detto chiaramente – continua Carpeggiani -. Il ricorso è un atto dovuto, a tutela dei nostri cittadini. Passati i cinque anni, se non interveniamo, potremmo essere passibili di danno erariale…».

Tutto ciò per il Comune, quindi per i cittadini ma soprattutto per le aziende (sulle quali a Castel Guelfo è spalmato dal 60 al 70% dei costi della Tari), si traduce nell’aver pagato qualcosa in più del dovuto rispetto ai reali costi di gestione del servizio. «In ogni caso, in questi anni non ci sono stati aumenti della Tari – precisa Carpeggiani -. Anzi, nel 2018 è previsto un calo dell’1,1% per le utenze domestiche e dello 0,69% per quelle non domestiche».

gi.gi.

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Nella foto: il sindaco di Castel Guelfo Cristina Carpeggiani

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