Cronaca

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno

«Fino ad ora siamo riusciti solo a coprire solo il turn over ma quest’anno abbiamo messo a Bilancio le risorse per un piano di assunzioni che andrà a coprire i posti vacanti in pianta organica». La notizia arriva da Stefania Dazzani, direttore dell’Asp, l’Azienda servizi alla persona che gestisce i Servizi sociali e Sociosanitari dei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano.

Oggi l’Asp conta complessivamente 183 dipendenti e un bilancio che per quest’anno si prevede sarà di 19 milioni e 400 mila euro. La settimana scorsa l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di previsione 2018 proposto dal Cda e il relativo piano degli investimenti che prevede, tra le altre cose un budget di oltre 550 mila euro all’anno per assumere a tempo indeterminato dodici Oss, tre infermieri e tre educatori. «Contiamo di fare i concorsi per Oss ed educatori entro l’anno – dice Dazzani -, mente per gli infermieri abbiamo attivato una convenzione con l’Asp di Bologna per farlo insieme a loro». In verità i posti a concorso non saranno proprio questi perché, come prevedono le norme, prima di avviare la procedura pubblica di selezione l’ente sta verificando eventuali mobilità. «Dalla procedura di mobilità aperta abbiamo già assunto tre Oss quindi faremo un concorso solo per 9 – chiarisce Dazzani -, anche un infermiere arriverà a luglio quindi i posti vacanti sono solo 2 da coprire per concorso».

Da notare che Oss e infermieri in forze all’Asp, che sono impiegati nelle case di riposo e nei centri diurni, hanno il contratto di lavoro dei dipendenti dei Comuni e non quello della sanità, quindi l’appetibilità sotto forma di stipendio e vantaggi è inferiore, ma di questi tempi l’idea del «posto fisso» fa gola a molti. «L’assunzione degli Oss andrà a colmare alcune carenze e soprattutto il fatto che stiamo utilizzando molto lavoro flessibile interinale – motiva Dazzani -. In particolare a Medicina, una situazione che si sta trascinando insieme ai pensionamenti e non siamo mai riusciti a risolvere con la mobilità». Dazzani però ci tiene a sottolineare che «questo non significa vi siano elementi di sofferenza nei servizi perché il personale interinale è qualificato e motivato. Solo non può garantire la continuità che dà un dipendente».

Il piano personale 2018 dell’Asp non finisce qui. «La settimana scorsa abbiamo assunto con contratto formazione lavoro un assistente sociale e un altro prenderà servizio l’1 maggio – continua Dazzani -. Questo ci permetterà di raggiungere e superare gli standard regionali che chiedono un assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Noi eravamo in regola se consideriamo anche il personale che fa attività trasversali e non direttamente con l’utente, ma con le due nuove assunzioni avremo la disponibilità anche per il front office sul territorio». I due specialisti dell’attività sociale costeranno circa 70 mila euro all’anno. Altri 63 mila euro all’anno serviranno per sostituire due pensionamenti in area amministrativa e contabile. (l.a.)

Nella foto Stefania Dazzani nella sede Asp presso il «Silvio Alvisi» a Imola 

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