Sport

L'ex pilota Loris Capirossi è il tester ufficiale per il progetto del Mondiale di moto elettriche

L'ex pilota Loris Capirossi è il tester ufficiale per il progetto del Mondiale di moto elettriche

Quando Loris Capirossi cavalcava la ruggente Ducati MotoGp non pensava che una decina di anni dopo sarebbe diventato tester ufficiale della Dorna per il progetto MotoE, la nuova categoria riservata alle moto elettriche da competizione che faranno il loro esordio nel Motomondiale 2019. «E’ una sensazione strana sentire il rumore del ginocchio che sfrega sull’asfalto in piega – spiega Capirossi -. Dopo avere provato tre tipi di EgoGp, una progettata in America, un’altra in Belgio, alla fine la migliore mi è parsa quella costruita dall’azienda italiana. Con Energica la Dorna ha stretto un accordo per avere a disposizione 22 moto per il prossimo anno. Nel frattempo svolgerò altri 8 test in piste del Motomondiale, fra le quali anche Misano, con lo scopo di migliorare peso, guidabilità e autonomia».

Approfondiamo la conoscenza di questa moto.

«Energica ha le dimensioni di una Moto2, però pesa molto di più, circa 260 chili. Ma quando la guidi non si sentono tanto, perché è ben bilanciata. La maneggevolezza è più che discreta, grazie al fatto che la pesante batteria è collocata molto in basso. A livello di autonomia l’obiettivo è arrivare a disporre di almeno 20 kilowatt. Ora siamo a 13, pochi per percorrere la decina di giri che ci proponiamo per le gare. La misura della gomma al posteriore è quella di una MotoGp, mentre all’anteriore di una di Moto2». 

A che velocità arriva Energica?

«Per adesso è prudentemente limitata a 240 km orari. Ma senza il limitatore andrebbe più forte. L’erogazione è dolce e precisa. Non ha buchi di potenza e la coppia è eccezionale. E’ come guidare una moto a presa diretta. Devi pensare solo a dare gas e frenare. In questa fase, grazie al freno motore, la batteria si ricarica. E’ dal 2016 che guido queste EgoGp e mi sono sempre divertito molto».

Assomiglia più a una due o a una quattro tempi?

«A nessuna delle due. E’ diversa concettualmente, e serve tempo per adeguarsi. Non ha frizione, non ci sono le marce, è silenziosa e col gas si può giostrare a piacimento. Facendo però attenzione quando si è molto piegati, perché se apri troppo bruscamente è facile ritrovarsi per terra».

Quante gare prevede il primo mondiale di MotoE?

«Sei gare sprint da disputare la domenica fra il warm-up e la Moto3. Gli autodromi sono ancora tutti da decidere così come i piloti. Ma visto il peso di queste moto, serve gente esperta e soprattutto prudente. Quindi, almeno all’inizio, sconsiglio i giovani. Punterei su piloti tipo Kalio, Barberà, Pirro. E anche su qualche ex ancora in forma».

E’ elettrico il futuro del motociclismo?

«Per ora l’interesse è legato al messaggio che trasmettiamo, cioè quello legato all’energia pulita. Ma intorno al progetto noto anche una certa curiosità tecnica. Intanto cominciamo, poi si vedrà col tempo. Certi cambiamenti richiedono anni».

Le case motociclistiche che disputano il Motomondiale sembrano fredde nei confronti di questa iniziativa.

«Non mi pare. Qualcuna si era proposta per entrare subito. Ma per iniziare si è preferito optare per una moto uguale per tutti. Inoltre Energica è stata l’unica a garantire la fornitura di un numero di moto sufficienti per il campionato. Le case arriveranno nel 2022».

r.s. 

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: Capirossi in pista con Energica, la moto elettrica che esordirà nel 2019 nelle piste del motomondiale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast