Economia

Tasse, secondo un'indagine Cna Imola è terza tra le città con la più bassa pressione fiscale per le piccole imprese

Tasse, secondo un'indagine Cna Imola è terza tra le città con la più bassa pressione fiscale per le piccole imprese

A Imola una piccola impresa deve lavorare fino al 18 luglio per pagare il fisco, l’effettivo guadagno comincia solo a partire da quella data. Se vi sembra alta una pressione fiscale del 54,9%, sappiate che la nostra città figura al terzo posto a livello nazionale nella classifica dei Comuni con le tasse meno alte. Questo almeno emerge dall’indagine che l’Osservatorio Cna sulla tassazione delle piccole imprese per il quinto anno consecutivo ha svolto nei Comuni italiani, 137 per l’esattezza tra capoluoghi e non, prendendo a riferimento cosa accade a un’ipotetica azienda «tipo», con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431 mila euro, un impiegato, quattro operai e 50 mila euro di reddito.

Il titolo dell’iniziativa, Comune che vai, fisco che trovi, rende l’idea del divario a cui purtroppo ci si trova di fronte ogni anno. In testa alla classifica ci sono Gorizia, Udine e Imola (lo scorso anno era al quarto posto). Al 115° posto, come nel 2017, c’è Castel San Pietro, dove il giorno della «liberazione fiscale» arriva solo il 24 agosto. Fanalino di coda è Reggio Calabria, dove le tasse incidono per ben il 73,4% (l’elenco completo è sul sito www.taxfreeday.it/classifica).

I fattori principali che pesano sul risultato sono le rendite catastali degli immobili, l’imposta municipale unica (Imu), la tassa sui rifiuti (Tari), le addizionali comunali e regionali Irpef.

«La tassazione sulle imprese è arrivata a limiti insopportabili – commenta il presidente di Cna Imola, Paolo Cavini, presentando i dati -. Come Cna abbiamo fatto diverse proposte per invertire questa rotta e già da tempo chiediamo una serie di interventi». Ed entra nel merito: «L’aumento della franchigia Irap, dagli attuali 13 mila euro a 30 mila; l’adozione del regime Iri, atteso a breve, frutto della proposta fatta due anni or sono proprio da Cna. A fare l’effettiva differenza sarebbe, poi, l’introduzione della totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese, ovvero capannoni, laboratori, negozi, così come già avviene in agricoltura». Infine, l’estensione del regime forfettario. «Il regime forfettario – prosegue Cavini – deve essere esteso a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100 mila euro. Una misura che aiuterebbe a “sburocratizzare” il sistema, con una reale semplificazione fiscale insieme a una forte riduzione della pressione fiscale per centinaia di migliaia di imprese». (lo. mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto il presidente di Cna Imola Paolo Cavini (immagine tratta dal sito dell”associazione)

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