Cronaca

Al sole senza paura, i consigli e i miti da sfatare per evitare guai con la tintarella

Al sole senza paura, i consigli e i miti da sfatare per evitare guai con la tintarella

La pelle è allo stesso tempo l’organo più vasto del corpo umano e quello che, in media, trascuriamo di più, soprattutto in estate quando inizia, letteralmente, la caccia alla tintarella più scura e più duratura. Come destreggiarsi, quindi, fra bellezza e salute? Lo abbiamo chiesto alle farmaciste Elena e Giulia Penazzi, titolari della farmacia di Zolino che, oltre a vendere prodotti di terzi, ha da tempo creato la propria linea di dermocosmetici per la cura della pelle.

Inquadriamo la situazione: stare al sole fa più bene o più male?
“Il sole fa bene – spiega Elena –. Aumenta la produzione di vitamina D, è benefico per le ossa ed è un antidepressivo naturale. Ma la pelle deve sempre essere protetta per l’esposizione al sole. Di fatto la produzione di melanina, l’abbronzatura per intenderci, è una forma di protezione che la pelle attua contro i raggi del sole. È qui che entra in gioco la crema solare”.

Come scegliere un buon solare per una bella abbronzatura?
“Innanzitutto bisogna sfatare il mito che una protezione solare alta non fa abbronzare – aggiunge Giulia –. Il sole abbronza la pelle anche e meglio quando la pelle è protetta dal giusto filtro solare. I filtri solari sono molecole che riflettono i raggi del sole (filtri fisici) o li assorbono restituendone una minore quantità (filtri chimici). In entrambi i casi permettono alla pelle di subire meno danni da sole. Basti pensare che negli Stati Uniti le creme solari sono considerate farmaci veri e propri e sono soggette a legislazioni e controlli rigorosi”.

In Italia invece, Paese mediterraneo, cerchiamo l’abbronzatura più evidente e che duri più a lungo…
“Sì, ma è sbagliato decidere di non proteggere la pelle in cambio della tintarella desiderata – continua Elena –. È solo proteggendola adeguatamente i primi giorni che si può ottenere il massimo risultato, perché la melanina nuova impiega fra le 48 e le 72 ore per essere generata e servire per la causa dell’abbronzatura. Inoltre non va dimenticato che il sole è la prima causa delle rughe in viso, quindi per preservare il proprio patrimonio facciale è sempre bene proteggersi con una protezione alta”.

Come si identifica il solare giusto per la propria pelle?
“Farsi consigliare da chi lavora come noi per una cultura della salute e della prevenzione è una buona scelta – spiega Giulia, autrice di diversi libri sulla cosmesi –. Una buona crema solare sarebbe sempre da comprare attraverso i canali tradizionali della dermocosmesi, farmacia parafarmacia o profumeria, scegliendo però solo le marche migliori, quelle che prestano attenzione ai criteri dermatologici. La differenza di prezzo non è sostanziale ma l’efficacia della protezione sì. Inoltre su internet o attraverso canali non tradizionali, come le bancarelle del tutto a pochi euro, si rischia di acquistare prodotti contraffatti, dunque inutili se non addirittura dannosi”.

Una crema solare comune, quindi, non protegge la pelle anche se indica un buon grado di protezione?
“I filtri solari sono molecole costose ed altamente instabili – precisa Elena, che si occupa di informazione di settore per diverse pubblicazioni farmaceutiche ed è docente del master di Cosmetologia dell’università di Ferrara –. Inevitabilmente le creme più economiche sono realizzate con filtri solari più economici, che non durano a lungo sotto il sole. In pratica mettere una crema solare economica è come non metterla. Negli ultimi anni le patologie della pelle, come i melanomi, i tumori della pelle, sono più che raddoppiate nella popolazione fra i 30 e i 50 anni. Inoltre bisogna prestare molta attenzione ai bambini perché è dimostrato che una scottatura in età infantile aumenta del 75 per cento la possibilità di tumori cutanei in età adulta”.

Altri miti da sfatare?
“Quello delle creme solari è un argomento complesso e molto vasto, perché è importante anche la preparazione della pelle prima di metterla al sole e la cura doposole. Ma, sì, diciamo pure che la protezione 15 non è assolutamente una protezione troppo alta per l’abbronzatura. Anzi… La nostra pelle parla di noi e della nostra salute, facciamole raccontare il meglio”. (mi.mo.)

Nella foto Elena e Giulia Penazzi

 

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