Cronaca

Non calano gli abbandoni di animali, i numeri nelle strutture di Imola e negli altri paesi del territorio

Non calano gli abbandoni di animali, i numeri nelle strutture di Imola e negli altri paesi del territorio

Saranno anche i migliori amici dell’uomo, ma c’è ancora chi in estate decide di «liberarsene» per andare in ferie o perché non intende più occuparsene. Dell’abbandono, un reato punito con l’arresto fino ad un anno o con una multa da 1.000 a 10 mila euro, non sono vittime solo i cani, ma anche i gatti, che vengono consegnati alla struttura (per i cani si parla di «rinuncia di proprietà», una sorta di abbandono legalizzato per cui il canile di Imola registra «la fila», dicono le operatrici che ne accettano un paio ogni mese), ma anche abbandonati di notte di fronte ai cancelli.

Di anno in anno, la situazione non migliora, come confermano dal gattile di Imola e dalle oasi feline di Ozzano e Medicina. «In estate gli abbandoni aumentano, tanto di animali adulti visibilmente abituati a vivere in casa quanto di cuccioli e perfino mamme gravide» denuncia Marina Giovannini, vicepresidente dell’associazione Fratelli di zampa, che si occupa della struttura di Ozzano insieme ad altri 5 volontari a tempo pieno ed altrettanti che danno una mano quando possono. Al gattile di Ozzano vivono oggi 140 gatti contro i 70 del passato inverno. Il gattile interviene anche per le colonie di campagna «dove vivono decine di gatti in situazioni talvolta degenerate, con poco cibo e non sterilizzati». La sterilizzazione è una pratica importante per contenere il numero di animali liberi nel territorio. A differenza del cane, infatti, il gatto può vivere libero, fermo restando una certa qualità della vita.

La situazione è similare anche a Medicina ed Imola. «Abbiamo oggi 145 gatti, fra cui tanti cuccioli, contro il centinaio circa di inizio anno – racconta Imelde Garelli dell’Oasi felix di Medicina -. Ne abbiamo già dati tanti in adozione grazie ai canali web e social, ma ce ne sono ancora tanti altri che cercano casa. Per noi pochi volontari è un impegno grande perché siamo appena sette di cui tre pensionati, un giardiniere e la veterinaria che ci assiste per le questioni mediche».

Il medesimo problema dell’abbandono dei cuccioli viene registrato anche al gattile di Imola. «Solo negli ultimi due mesi ne abbiamo contati sessanta, cui si aggiungono gli abbandoni di gatti adulti, ma anche il recupero di randagi incidentati o malati – spiega Cristina Ferri della coop. Gatto Nero che gestisce la struttura con oggi 200 animali -. Per noi i mesi estivi sono un grande impegno per il numero delle presenze che aumentano molto, ma anche dal punto di vista economico, perché i cuccioli necessitano di tante cure. Purtroppo sono in aumento anche gli abbandoni dovuti a situazioni di povertà o disagio delle famiglie…».

Anche al canile di Imola, gestito dalla cooperativa Coala, i cani sono sempre tanti. «A giugno ne contavamo 130, una trentina in più dei mesi precedenti – conferma Serena Mirri, presidente di Coala -. Purtroppo in estate non aumentano solo gli abbandoni di cuccioli, mamme gravide e cani dai 6 anni in su, ma anche le rinunce di proprietà, già 15 quest’anno. E’ ancora troppo frequente, ad esempio, il caso di persone che non sterilizzano l’animale e poi si ritrovano con cuccioli indesiderati».

I numeri da chiamare

Cosa fare se si vede un cane abbandonato? A Imola bisogna chiamare il canile (tel. 0542/640485 dalle ore 7 alle 18), mentre negli orari di chiusura la polizia municipale di Imola (tel. 0542/660311), oppure carabinieri (112) o polizia (113). A Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Mordano, Castel Guelfo, Dozza e Castel San Pietro bisogna chiamare le forze dell’ordine per attivare l’accalappiacani. Medicina fa riferimento al canile di Budrio (tel. 051/6929300), mentre Ozzano si serve dell’associazione Centro soccorso animali onlus di Modena (tel. 059/260066). Per i mici, bisogna contattare i gattili (Imola tel. 320/4457878; Medicina tel. 333/4725817; Ozzano tel. 333/3568312) se si tratta di animali ammalati, feriti o cuccioli perché, in caso contrario, si rischierebbe di portare in struttura un micio che randagio non è.  (mi. mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto le volontarie Sabrina e Luisa dell’Oasi felix di Medicina

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