Cronaca

Raccolta fondi dell'oratorio di San Giacomo per restaurare la Madonna di Torano

Raccolta fondi dell'oratorio di San Giacomo per restaurare la Madonna di Torano

Nascosta tra il verde delle colline imolesi sorge villa Torano, la grande villa seicentesca costruita dai vescovi imolesi dell’epoca, che ne fecero la propria residenza estiva. Oggi è ancora proprietà della diocesi di Imola e, dopo otto anni in cui era rimasta chiusa, dal 2015 viene gestita dai ragazzi dell’oratorio di San Giacomo, coordinati da don Beppe Tagariello. Di fianco, e collegata alla villa, i vescovi fecero edificare anche la chiesa di Santa Maria in Torano. E’ proprio nell’abside della chiesa che si trova una pittura murale, anonima e senza data, raffigurante una Madonna con Bambino e devoto, che ora i ragazzi dell’oratorio vorrebbero far restaurare. «Il complesso di villa Torano risale al 1622, ma la chiesa deve aver inglobato una cappella che esisteva già precedentemente – racconta Don Beppe-. L’abside della chiesa attuale potrebbe quindi essere l’antico tempietto intorno al quale prima del Seicento forse sorgeva un cimitero medievale. Se fosse così anche la pittura murale nell’abside potrebbe essere più antica di quello che si è sempre pensato».

Quello che è certo è che l’affresco potrebbe riservare delle sorprese, come sottolinea anche Miryam Bertuzzi, studentessa di Beni Culturali all’università di Ravenna, che fa parte dell’oratorio di San Giacomo e che sta seguendo il progetto da vicino. «Lo stile dell’affresco non sembra appartenere al XVII secolo, ma dato che mancano data e autore è difficile definirlo con precisione – dice -. Ci auguriamo che il restauro ci sappia dare una datazione più precisa. Ci sono strumenti appositi che fanno una sorta di “radiografia” della pittura mostrando cosa è più antico e cosa, invece, potrebbero essere interpolazioni successive. Ci auguriamo di poter iniziare i lavori entro settembre e l’obiettivo del restauro è quello di constatare lo stato di conservazione e contrastare l’agire del tempo. Spetterà al restauratore, dopo gli esami diagnostici, decidere come agire. Spero che tutto proceda in tempi brevi anche perché mi laureerò a breve a vorrei dedicare la mia tesi proprio a questo restauro».

Per il momento comunque si stanno ancora raccogliendo i fondi per l’iniziativa tramite il sito, dove è stata aperta la pagina Un restauro per miracolo!, richiamandosi proprio alla tradizione secondo la quale l’affresco sarebbe in grado di compierne. «Abbiamo scelto di utilizzare la piattaforma on-line Ginger perché ci aiuta a gestire la raccolta fondi e permette di elargire piccole “ricompense” a chi dona, dei riconoscimenti simbolici per ringraziare le persone della loro offerta» aggiunge Bertuzzi. In base all’entità della donazione, infatti, si può ottenere ad esempio una semplice lettera di ringraziamento, una visita guidata oppure la possibilità di vedere il proprio nome ricordato in una targa all’interno della chiesa. Per ora sono stati raccolti 4.750 euro, ma la cifra da raggiungere entro il 12 settembre sarebbe di 5.000 euro. «Nel caso in cui non riuscissimo ad arrivare alla somma stabilita, cercheremo qualcuno che possa sostenerci economicamente – conclude Bertuzzi -. Per ora non abbiamo ancora preso decisioni a riguardo perché, ovviamente, speriamo di riuscire a raccogliere il necessario in questo modo». 

re.co.

L”articolo completo su «sabato sera» del 23 agosto.

Nella foto: l”affresco da restaurare

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