Cronaca

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche

Sul Sillaro c’è del movimento su molti consorzi del territorio. Il sindaco castellano Fausto Tinti (nella foto), infatti, ha preso di petto la questione e ha deciso, possibilmente entro la fine del suo mandato nel 2019, di lavorare alla chiusura di diversi consorzi residenziali e produttivi del proprio territorio.

Un’azione che ha intrapreso, spiega, non solo come presidente dei consorzi in questione, una prassi comune per un sindaco, ma anche «in qualità di sindaco, sia per correttezza nei confronti dei consorziati che recentemente o addirittura decine di anni fa hanno acquistato i terreni su cui sorgono le proprie case o aziende e che attendono le opere urbanistiche di completamento, sia perché quartieri ed aree rifinite richiamano nuovi investimenti».La formula del consorzio è presto spiegata: si tratta di un ente di diritto privato formato da più proprietari ed imprese costruttrici. Il terreno del consorzio è di fatto privato fino alla consegna dello stesso all’Amministrazione comunale spettante, passaggio che può avvenire solo quando le opere urbanistiche in capo al consorzio sono completate e col-laudate.

Si tratta, per intenderci, di asfaltature, segnaletica verticale ed orizzontale, parcheggi, dossi rallentatori, cordoli, verde pubblico e così via. Tali opere sono a carico del consorzio sia per la spesa che per la realizzazione, finanziate con le quote preventivamente versate dai consorziati, ovvero i proprietari.

Sul Sillaro, come anche altrove, alcuni consorzi hanno rimandato il completamento delle opere urbanistiche di anno in anno, talvolta causando veri e propri disagi ai proprietari come nel caso delle fognature che causavano problemi di odori e ristagno e della rotonda fuori asse del Borghetto (quest’ultima di recente è stata ri-posizionata al centro dell’incrocio tra via Gandhi e via Madre Teresa di Calcutta).

«I consorziati sono cittadini, privati ed aziende, e meritano attenzione – è il pensiero del sindaco, che come detto veste i panni di presidente dei vari con-sorzi -. Per me è stato importante fin da subito, quando nel 2014 ho iniziato il mio mandato, prendere in mano una situazione di stallo, quella dei molti consorzi aperti e mai completati né chiusi, e portarla ad un lieto fine».

Nel dettaglio il sindaco Tinti si è trovato a fare i conti con i consorzi Borghetto, Quaderna, Pellizzara-Capriva, Molino Nuovo, Collina 2, Panzacchia 2, Valle di Malta (dove da poco ha aperto il discount Md), Fontanelle 2 (confinante con Valle di Malta), Banza Inferiore e Osteria Grande Ovest. «Per lo più si trattava e si tratta di finiture di completamento, dall’asfaltatura definitiva (in alcune strade si trova ancora solo lo strato di binder provvisorio) alla segnaletica fino all’illuminazione, ma sono comunque opere importanti per il decoro delle zone in questione – dettaglia Tinti -. In altri casi, le opere mancanti erano di prima necessità, ad esempio per quanto riguarda le fognature del Borghetto o la mancata asfaltatura di via Anna Magnani del consorzio Quaderna che causava problemi di sollevamento di polvere ai residenti».

Così il sindaco ha lavorato con i vari consigli di amministrazione dei consorzi, coadiuvato anche dall’Ufficio tecnico comunale, per la stesura delle procedure, per «aggredire», dice letteralmente, i consorzi in stallo. Essendo i consorzi enti di diritto privato, il modus operandi per finanziamento (con soldi privati), assegnazione e realizzazione delle opere è semplificato e ad oggi i consorzi Collina 2 e Panzacchia 2 sono già stati chiusi.

I tecnici esterni incaricati dai vari consigli di amministrazione stanno poi lavorando su ben sei consorzi, ossia Borghetto, Fontanelle 2, Banza Inferiore, Quaderna (legato anche al nuovo polo scolastico di Osteria Grande), Molino Nuovo e Pellizzara-Capriva, quest’ultimo aperto ben quarant’anni fa, per «completare le opere necessarie, fare i collaudi e arrivare alla chiusura di questi enti, con il passaggio di proprietà delle parti comuni dai privati al Comune di Castel San Pietro, entro la fine del mio mandato (primavera 2019, ndr) o, al più tardi, entro la fine del 2019». (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

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