Cultura e Spettacoli

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola

Sono in mostra i disegni di Ercole Drei donati dalla figlia alla Fondazione Crimola

Fino al 21 ottobre sarà possibile visitare al centro «Gianni Isola» in piazza Matteotti 4 a Imola l’esposizione «Ercole Drei, disegni e incisioni» organizzata dal Doc, Centro di documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna. Isabella Chines Drei, figlia dell’artista faentino attivo soprattutto nella prima parte del Novecento, ha donato nel 2017 alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola la serie completa delle incisioni e varie decine di disegni realizzati dal padre nel corso della sua lunga attività.

«Il corpus delle incisioni venne eseguito, con la tecnica dell’acquaforte o della punta secca, negli anni tra il 1910 e il 1912 probabilmente a seguito dell’ascendente esercitato su di lui da Giovanni Fattori, abilissimo inqueste discipline – si afferma nel comunicato stampa dellamostra -. L’esiguo numero delle prove è dovuto probabilmente alla convinzione dell’artista che questo mezzo espressivo fosse lontano dalla sua attività dominante: la scultura. Per la scultura sono infatti stati realizzati quasi tutti i disegni donati, e quelli altrove conservati, che testimoniano sia una grande abilità, maturata negli anni faentini del “cenacolo baccariniano”, sia capacità di sviluppi e di evoluzioni caratterizzanti e personali».

Ercole Drei, nato nel 1886 e morto nel 1973, studiò alla Scuola di Arti e Mestieri a Faenza, poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove, dal 1904, seguì il Corso speciale di scultura diretto da Augusto Rivalta, mentre suo maestro di pittura fu Giovanni Fattori. Nel 1907 vinse la Medaglia d’Oro all’Esposizione Romagnola Emiliana di Belle Arti di Forlì, nel1908 partecipò alla Prima Mostra Biennale Romagnola d’Arte di Faenza ed eseguì i grandi gruppi scultorei dell’Esposizione Torricelliana e nel 1910 partecipò al Concorso Baruzzi di Bologna dove ottenne il primo premio. «Tra il 1912 e il 1915 enuclea una cifra personale in cui vengono abbandonate descrizioni anedottiche e impressionistiche a favore di un rinsaldarsi della forma e di seducenti astrazioni lineari – si legge nelle note stampa -. Soprattutto a partire dal periodo tra le due guerre persegue una ricerca pittorica, iniziata verso il 1915,che lo conduce verso esiti novecentisti ammorbiditi da sentite concessioni a una sorta di “realismo magico”. Nel 1926, si presenta alla Prima Mostra del Novecento Italiano come pittore. A partire dal 1919 Drei si avvia verso percorsi che lo condurranno da un lato a primeggiare nell’ambito di un più generale ritorno all’ordine con sculture di controllata e levigata eleganza formale e dall’altro ad abbandonarsi ad una operatività per generi per soddisfare occasioni ufficiali. L’attività rimane molto intensa con partecipazioni alle più importanti esposizioni nazionali: Biennale di Venezia (1922, 1926, 1930, 1936 e 1940), Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza (1923 e 1930), Esposizione Italiana di Belle Arti a Buenos Aires (1923), Prima e Seconda Mostra del Novecento Italiano, Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma (1931 e 1935), oltre che a varie sindacali. Nel 1927 viene nominato professore di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, di cui sarà direttore dal 1952 al 1957, anno del pensionamento».

In mostra al centro Isola è possibile vedere l’arte del disegno di Drei. Disegni che, se negli anni Dieci fanno un uso del carboncino appuntito con segni netti dall’andamento curvilineo a marcare i contorni segnati amatita, negli anni 1915-20 vedonoprevalere «una tendenza alla definizione di una linea di contorno più unita e netta che riflette un orientamento ormai deciso verso il Novecento. Un capitolo a parte sono i disegni di guerra in cui si nota un certo espressionismo che ben si addice ai crudi temi del soldato ferito, dei profughi e di altri momenti della vita al fronte».

Orari: giovedì, sabato e domenica 10-12 e 16-19, venerdì 16-19. Ingresso libero. Info: www.arteromagna.it

Nella foto un”opera di Ercole Drei

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