Cronaca

Nomine ConAmi, prosegue lo stallo sulla formazione del nuovo Cda tra Imola e gli altri Comuni del consorzio

Nomine ConAmi, prosegue lo stallo sulla formazione del nuovo Cda tra Imola e gli altri Comuni del consorzio

Le avvisaglie estive del confronto tra il Comune di Imola della nuova giunta pentastellata a guida Sangiorgi e gli altri Comuni sta prendendo la forma del conflitto costante a suon di sgarbi o presunti tali (mancata presentazione agli incontri programmati). A cui seguono prese di posizione vicendevoli, comunicati, lettere fino ai messaggini sui social e sit-in dei vari sostenitori. C’è grande con-fusione sotto il cielo per le nomine nelle partecipate ed enti vari.

Uno stallo politico che rischia di avere serie ripercussioni pratiche. In particolare per quanto riguarda il ConAmi. Venerdì 19 ottobre c’è stata l’ennesima puntata. La sindaca Manuela Sangiorgi, impegnata in conferenza stampa sul Baccanale (ha tenuto per sé la delega alla Cultura), ha delegato l’assessore alla Legalità e Sicurezza Ezio Roi a rappresentarla nell’assemblea nella quale si doveva decidere il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio. La conclusione è stata un nulla di fatto.

Gli altri sindaci hanno esplicitato tutto il loro disagio con due duri comunicati che vedono Imola isolata rispetto agli altri (perlomeno tra i 20 su 23 presenti il 19 ottobre). L’assessore Roi «ha ritrattato l’accordo unanimemente condiviso con la sindaca Sangiorgi» scrivono nero su bianco quindici sindaci, (per quanto riguarda il nostro circondario da Castel San Pietro, Medicina, Borgo Tossignano, Fontanelice, Casalfiumanese, Mordano, Castel Guelfo).

L’accordo prevedeva due candidati scelti da tutti «per rappresentare anche i numerosi piccoli comuni, oltre ai tre candidati indicati da Imola, Romagna Faentina-Toscana e Circondario Imolese-Bassa Romagna. La proposta condivisa prevedeva anche che il Comune di Imola esprimesse la presidenza. Questa giravolta del Comune di Imola smentisce quanto concordato con la sindaca mettendola quindi in minoranza nella sua stessa Giunta e rendendola non più credibile. Questo tentativo del Comune di Imola di impossessarsi del Cda del ConAmi – aggiungono -, sono imbarazzanti ed impresentabili a livello istituzionale in quanto pretende di esprimere maggioranze politiche “del Movimento 5 Stelle” in un organo gestionale di un ente pubblico economico».

A stretto giro sono arrivate analoghe dichiarazioni dagli altri quattro sindaci presenti, i «civici» (per quanto ci riguarda Dozza e Castel del Rio): «Siamo delusi nell’assistere ad uno squallido teatrino». In questi due mesi «di riunioni e di inutili perdite di tempo non siamo ancora riusciti ad analizzare i profili e le competenze dei candidati in campo. Che senso ha pubblicare un bando aperto a tutti i cittadini se poi la nomina deve essere fatta in maniera uni-laterale dall’Amministrazione comunale di Imola? Anziché parlare di rappresentanze territoriali, competenze specifiche e strategie industriali si sta alimentando un dibattito che sembra mirato esclusivamente alla spartizione delle poltrone».

Imola detiene il 66,13% delle quote del ConAmi. Lo Statuto (articolo 26) richiede che Cda e presidente siano eletti «a scrutinio palese, sulla base di una proposta sottoscritta da almeno un quinto degli enti consorziati, con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 70% delle quote di partecipazione ed almeno la metà degli enti consorziati». In sintesi, Imola da sola non basta, tutti gli altri non possono far nulla senza Imola.

Qualcuno sostiene che sia pensato per mettere in difficoltà la Giunta imolese «non allineata» secondo la retorica dell’accerchiamento dei pentastellati da parte dei Comuni a guida centrosinistra, altri semplicemente che non è giusto permettere ad uno solo di decidere su attività essenziali per i servizi di 22 Comuni. Tanto per capirci, l’accordo prevedeva che Imola scegliesse il presiden-te, ma sui nomi doveva mediare. Pescando dal mazzo dei 34 che si erano proposti con l’avviso di selezione pubblica, i nomi cari a Sangiorgi erano quelli dell’avvocato bolognese già candidato 5Stelle Giulio Cristofori, dell’attivista del movimento antidiscarica Cinzia Morsiani, ricercatrice e docente di biologia, e di Luciano Pirazzoli, dipendente della sede di Molinella dell’azienda svedese Ovako, che negli anni ’80 fu consigliere comunale dei socialdemocratici a Imola.

Gli altri sindaci avevano rilanciato con una richiesta di attenzione da un lato per i piccoli Comuni, dall’altro per competenze e continuità (qualcuno proponeva nomi del Cda dimissionario come l’avvocato specializzata in imprese, Francesca Cardelli Nanni, o Mirko Minghini, vice e direttore di filiale della Banca di Imola). Nell’assemblea del 19 non sono stati fatti nomi ma Imola ha sostenuto la possibilità di sceglierne tre su cinque.

Per chi non lo sapesse, al Consorzio Ami fanno capo reti e impianti, di proprietà di 23 Comuni tra imolese e ravennate, di gas, acqua, elettricità e la discarica di Imola, affidati per la gestione ad Hera Spa (nonché 108 milioni di azioni sempre di Hera Spa che producono da soli oltre 10 milioni di entrate ogni anno). Lo scorso 5 giugno il «forziere» ConAmi ha distribuito 8 milioni e 100 mila euro di utili in quota parte ai Comuni soci, in crescita rispetto all’anno precedente. Le note vicende legate alla discarica Tre Monti hanno fatto scendere in parte i ricavi, nello specifico quanto paga Hera per l’utilizzo dell’impianto, da 2,5 milioni del 2015 a 1,4 milioni nel 2017 per effetto della diminuzione dei conferimenti. (l.a.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto l”ingresso del ConAmi in via Mentana a Imola

1 Comment

  • Curioso statuto in cui chi detiene il 66,13% delle quote debba subire le scelte della minoranza: siamo certi che tutto questo sia legittimo? Forse qualcuno aveva pensato che il potere politico di chi detiene la maggioranza delle quote continuasse in eterno, visto che ha acconsentito ad un simile passaggio antidemocratico. Non è una novità che a Imola e nel Circondario Imolese si sfornino regole che non tengano conto del diritto, bensì di chi ti sostiene politicamente.
    Forse al Comune di Imola, visto l’enorme debito di Con.ami, converrebbe …chiudere i rubinetti…: purtroppo anche qui, come per Formula Imola…scoperta l’acqua calda!

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