Cronaca

Permanenza massima 6 ore in pronto soccorso, indicazioni regionali e novità a Imola

Permanenza massima 6 ore in pronto soccorso, indicazioni regionali e novità a Imola

«La Regione ci sta chiedendo un tempo di permanenza complessivo in pronto soccorso che tenda a non superare le 6 ore, noi ci riusciamo nell’81 per cento dei casi ma dobbiamo migliorare un po’ per arrivare al 90 per cento». Andrea Neri, direttore del presidio ospedaliero dell’Ausl di Imola, conferma l’indicazione sulla quale sta lavorando la Regione. Le lamentele per le lunghe attese in pronto soccorso si rincorrono da sempre. Ora l’assessorato alla Salute dell’Emilia Romagna ha chiesto un impegno specifico anche su questo, dopo l”attenzione degli ultimi anni sulle liste d”attesa di visite, esami e interventi chirurgici programmati.

Se consideriamo che i codici rossi devono essere visti immediatamente, i problemi arrivano con gli altri. «Da un punto di vista sanitario è importante quanto si aspetta prima della visita del medico – precisa Neri -, su questo, per quanto ci riguarda, abbiamo dei tempi buoni che vanno dai 33 minuti per i codici gialli, che sono il 35 per cento degli accessi, ai 116 dei verdi, ovvero il 49 per cento degli accessi, poco meno per i bianchi. Il nostro obiettivo non è essere velocissimi con chi non doveva venire in pronto soccorso – chiarisce Neri – ma essere bravi con le patologie che possono essere subdole, come i codici gialli, questa è la nostra prima missione».

Per il pronto soccorso di Imola, che lotta da sempre con le persone che, un po’ per «tradizione» e un po’ per comodità, vi si rivolgono impropriamente invece di andare dal medico di famiglia o alla guardia medica, una complicazione in più da gestire. I codici bianchi attualmente sono l’11,5 per cento. Numeri non da poco se consideriamo che «ogni giorno accedono al triage complessivamente 150 persone per un totale di 53.222 all’anno» dettaglia Patrizia Cenni, direttrice del dipartimento di Emergenza, «più o meno le stesse degli anni scorsi».

Neri e Cenni hanno ben chiaro il problema e ci stanno lavorando da più punti di vista. «Per prima cosa dall’1 ottobre è stato inserito un infermiere in più al triage per 12 ore al giorno» dettaglia Neri. Ora sono tre, più due solo per l’anagrafica fino alle 20. «L’infermiere in più è utile per i pazienti in attesa di rivalutazione dopo la visita medica e per gestire i piccoli sovraffollamenti». Inoltre, in previsione dei picchi influenzali «il bed manager sarà presente anche il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi». Si tratta dell’infermiere incaricato di gestire i ricoveri, che tiene i rapporti con i reparti, nonché i pazienti e i famigliari dell’Obi, cioè i letti per le osservazioni brevi intensive della Medicina d’urgenza. Attivare rapidamente un ricovero significa ridurre la permanenza in pronto soccorso. (l.a.)

Altri particolari nell”articolo completo su «sabato sera» del 6 dicembre 

Nella foto il coordinatore infermieristico dell”emergenza Simone Cavini e il primario Patrizia Cenni

2 Comments

  • fare politica sanitaria in maniera che i pazienti con problematiche non urgenti si rechino dal curante sarebbe la cosa giusta! invece pubblicizzate la riduzione del tempo d attesa senza implementare le risorse, così ancora più pazienti si recheranno al pronto soccorso….. RIDICOLO!

  • Caro Dott Neri, non so cosa le riferiscono o che film lei ha visto ma 33 minuti per il codice giallo proprio non esiste purtroppo ho constatato di persona non un sola volta ma come minimo 4 volte ho soggiornato in PS dalle 6/7ore, provi pure lei cosa si prova casomai anche febbricitante, controlli di persona, fino a prova contraria fa parte dei suoi doveri

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