Cronaca

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci

Questa volta forse si riuscirà a superare l’assurdo stallo che si protrae dall’estate scorsa dando un “governo” al ConAmi. I sindaci di Brisighella, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Dozza, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo hanno presentato ufficialmente una lista di candidati per il CdA che verrà sottoposta, come prevede lo statuto, all’approvazione dell’Assemblea prevista per domani, mercoledì 19 dicembre, dopo la convocazione della sindaca di Imola avvenuta venerdì.La settimana scorsa c’era stato l’ennesimo battibecco dopo la riunione seguita al secondo avviso pubblico per il reperimento di ulteriori candidati finita ancora una volta con un nulla di fatto.

Ora il gruppetto dei sei ha deciso di “vedere” le carte, proponendo una lista con una sola donna ma proposta come presidente, ovvero Sara Cirone, imolese amministratore delegato di un’azienda faentina, definita un “profilo di alta esperienza manageriale” e senza “alcuna appartenenza politica e, proprio per questo, adatta a rappresentare i bisogni dei territori”. Quindi un nome trasversale che dovrebbe superare ogni accusa di “vecchie logiche” .

Poi ci sono due candidati che hanno partecipato alla selezione pubblica del Comune di Imola fatta ancora ad agosto, ovvero il docente universitario Sandro Serenari e l’avvocato bolognese Giulio Cristofori, entrambi ben ascrivibili in “quota 5 Stelle”, ergo teoricamente ben visti da Imola. Gli ultimi due invece a rappresentare da un lato i territori del circondario imolese, della Bassa romagna e del faentino Mirko Minghini (già facente parte del precedente CdA) e l’avvocato Carlo Baseggio, che possono accontentare l”area Pd.

Nella nota che accompagna l’elenco, i sei sindaci soci proponenti concludono confidando “di ottenere una condivisione unanime su un CdA competente e preparato” per quello che ritengono “un elemento fondamentale per tutti i 23 Comuni” soci chiedendo “finalmente di assumersi la responsabilità di dare una guida affidabile al Consorzio”. In sostanza, finito il tempo delle parole, ora sul tavolo c’è un’esplicita proposta, chi ha intenzione di proseguire il rimpallo in nome di una chiusura politica ideologica e contrapposta non ha più alibi. Soprattutto perché al ConAmi occorre una guida competente e tecnica per dare gambe ad un nuovo piano industriale in grado di superare il calo di introiti dovuto alla chiusura della discarica (a prescindere da come finirà l”udienza al Tar attesa per il 20 dicembre).

Nell’attesa da notare che oggi la conferenza degli enti soci di Acer, presieduta dal sindaco Virginio Merola, affiancato dal Consigliere metropolitano delegato alle Politiche abitative Luca Lelli (sindaco di Ozzano), ha nominato il terzo membro del Cda della società regionale che gestisce le case di edilizia popolare anche per quasi tutti i Comuni del circondario di Imola (escluso Castel San Pietro). La scelta è caduta sull’avvocatessa Fabiola Salucci, indicata dal Circondario imolese e scelta tra i curricula arrivati nell’apposita selezione pubblica fatta sempre dal Comune di Imola in estate.

Salucci è forlivese con studio anche a Castel San Pietro e Imola.Anche sul nuovo nome per il CdA di Acer si era arrivati ad una rottura un paio di mesi fa quando alla prevista riunione in Circondario la sindaca Sangiorgi non si era presentata limitandosi ad inviare una mail con il nome da proporre, Sabrina Ujcic. Nome ritenuto irricevibile dal presidente del Circondario Onelio Rambaldi (sindaco di Medicina) in quanto “ex dipendente di Acer uscita dall’Ente sbattendo la porta”. (l.a.)

Nella foto il ConAmi a Imola e Acer Bologna

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