Risultati di ricerca per “onda solare”

Cronaca 3 settembre 2018

«Castellano dell'anno 2018», trionfo per Mauro Sassatelli del team Onda Solare

Mauro Sassatelli si è aggiudicato l”edizione 2018 del premio «Castellano dell”anno». La premiazione è avvenuta all”Arena comunale durante la serata dedicata alla 13^ «Castello in dvd», il filmato che riassume un anno di manifestazioni nella città termale, realizzato da Fabio Avoni e Giorgia Bottazzi.

Il sindaco Fausto Tinti ha consegnato il premio a Mauro Sassatelli come rappresentante del team Onda Solare che ha costruito Emilia 4, l”auto a energia solare progettata dall”Università di Bologna, che a luglio ha vinto l”American Solar Challenge, negli Stati Uniti.

r.c.

Nella foto: la premiazione con, al centro, Mauro Sassatelli e a destra il sindaco Fausto Tinti

«Castellano dell'anno 2018», trionfo per Mauro Sassatelli del team Onda Solare
Cronaca 25 luglio 2018

Emilia 4 vince l'American Solar Challenge. Un'Onda Solare partita da Castel San Pietro

A Castel San Pietro sono in tanti a festeggiare il successo di Emilia 4, l’auto ha vinto l’American Solar Challenge nella categoria per auto multiposto, la competizione riservata ai veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo, Emilia 4 è stata progettata dall’Università di Bologna, finanziata dalla Regione con circa 1 milione di fondi europei e costruita dal team castellano Onda Solare. «C’è davvero molto di Castel San Pietro in questa vittoria – ha commentato il sindaco di Castello, Fausto Tinti  –, complimenti a Mauro Sassatelli e al suo grandissimo team, in particolare al pilota Ruggero Malossi, dipendente insostituibile del nostro Comune».

In effetti l’idea dell’auto solare è nata nel 2003 nella piccola officina di Sassatelli in via Flavio Gioia a Castello e da allora di strada ne ha fatta tanta. «Siamo un’associazione di appassionati che nel tempo si è allargata sempre di più – conferma Sassatelli –. Claudio Rossi, docente di Macchine elettriche dell’Università di Bologna ha capacità e passione smisurate, si dedica anima e corpo a questo progetto, con uno straordinario spiegamento di uomini e mezzi». Dopo 2700 chilometri attraverso le Montagne Rocciose, dal Nebraska all”Oregon, il team Onda Solare, ha chiuso il percorso conquistando anche due premi speciali, quello per la miglior meccanica e uso dei compositi e quello per il miglior progetto della batteria. Precisazione non da poco per un veicolo e tecnologie che si vogliono passare all”utilizzo vero e proprio sulla strada.

Il veicolo, l”unico a quattro posti tra quelli in gara, ha un aspetto simile a quello di un”auto tradizionale ma per muoversi utilizza l’energia di un asciugacapelli. Con due motori elettrici posizionati dentro alle ruote, è alimentata da cinque metri quadrati di pannelli solari ad alto rendimento collegati a batterie al litio di ultima generazione. «Emilia 4 stata l’unica a non aver avuto bisogno di ricaricare le batterie – rivendica Sassatelli -. In Oregon siamo saliti fino a quota 2500 metri sulle Montagne Rocciose utilizzando solo l’energia del sole».

Quella di Emilia 4 era l’unica squadra europea in una gara che non è una passeggiata. «Dei 24 veicoli che hanno partecipato alle prove, solo 13-14 sono stati ammessi alla gara su strada nelle due categorie» racconta il pilora Malossi. A bordo si alternavano sempre quattro persone, su un equipaggio di otto.

Oltre agli italiani, c’erano australiani, canadesi, russi e tutti gli altri erano americani, fra cui anche il secondo e il terzo classificati. Prossimo appuntamento per Emilia 4 sarà il World Solar Challenge in Australia, a ottobre 2019. (r.c.)

Altre foto e particolari sul “sabato sera” del 26 luglio.

Nelle foto grande il team di Onda Solare con la coppa della vittoria; Emilia 4 in gara (dalla Pagina Facebook di Onda Solare)

Emilia 4 vince l'American Solar Challenge. Un'Onda Solare partita da Castel San Pietro
Cronaca 21 giugno 2018

La nuova Emilia4 di Onda Solare è pronta per sfrecciare all’American Solar Challenge

Emilia4 è partita. La settimana scorsa, subito dopo la presentazione ufficiale al museo Ferrari di Maranello, la prima vettura italiana omologata a 4 posti ed alimentata ad energia solare è volata negli Usa, dove parteciperà all’American Solar Challenge, gara a tappe con oltre 3.400 chilometri dal Nebraska all’Oregon, riservata a veicoli ad energia solare in programma dal 14 al 22 luglio prossimi.

Dopo le competizioni disputate in Australia, Cile, Emirati Arabi, Francia e Marocco dalle «sorelle» Emilia, Emilia2 ed Emilia3, la nuova vettura dell’associazione castellana Onda Solare, progettata e costruita insieme all’Università di Bologna (Unibo) all’interno di un progetto finanziato dalla Regione, è pronta per gli oltre 3.000 chilometri dal Nebraska all’Oregon della sfida americana. Ma a differenza dei veicoli precedenti, Emilia4 non è solo un prototipo bensì una vera e propria vettura di tipo cruiser a 4 posti, omologata per la strada.

Negli Stati Uniti rappresenterà non solo l’Unibo (la gara è infatti dedicata alle università) e quell’Emilia Romagna «terra dei motori» (evidentemente anche alternativi), ma anche l’Italia e l’Europa, in quanto si tratta dell’unico team tricolore ed unico proveniente dal vecchio continente.

mi.mo.

Nella foto: Emilia4 a Maranello

 

La nuova Emilia4 di Onda Solare è pronta per sfrecciare all’American Solar Challenge
Cronaca 20 settembre 2018

La macchina solare castellana Emilia 4 al convegno di Imola sulla mobilità sostenibile

Al convegno sulla mobilità sostenibile, in programma domani 21 settembre a palazzo Sersanti, sarà protagonista anche Emilia 4, l’auto solare costruita in Emilia Romagna dall’Università di Bologna e dal team dell’associazione castellana Onda Solare, nata per sviluppare prototipi di veicoli solari.

Il progetto Emilia 4 ha visto il coinvolgimento di centri di ricerca e diverse aziende anche del territorio, tra cui l’officina Metal Tig, la carrozzeria Augusta e il Centro Arcobaleno di Castel San Pietro, Bergami di Castel Guelfo, Curti e Solmec di Castel Bolognese. Dopo 2.700 chilometri percorsi dal Nebraska all’Oregon, lo scorso luglio Emilia 4 ha trionfato all’American Solar Challenge, competizione riservata a veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo.

«Il 21 settembre – sottolinea il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, Fabio Bacchilega – la macchina sarà esposta in piazza Matteotti e alcuni membri del team di Emilia 4 saranno a disposizione per rispondere alle domande del pubblico».

La macchina solare castellana Emilia 4 al convegno di Imola sulla mobilità sostenibile
Cronaca 18 aprile 2018

Scoperte in un casolare otto moto rubate, le smontavano per spedirle all'estero. Denunciati due uomini

I carabinieri stavano indagando su alcuni furti avvenuti nelle abitazioni e nei garage dell’imolese e della vallate del Santerno invece hanno scoperto delle moto rubate tra Bologna e Firenze, pronte per essere spedite all’estero.

Otto bolidi di grossa cilindrata che i militari hanno trovato durante la perquisizione di un casolare nella campagna di Casalfiumanese. Un’abitazione nella quale risultano domiciliati saltuariamente due uomini ucraini di venticinque e trentasette anni sospettati di essere coinvolti nei furti nelle case. I due uomini non c’erano, ma in compenso sono state rinvenute sei moto già smontate (una Ducati Scrambler, un”Honda SH300, una Kawasaki Sx1000 e una Z750, una BmwC650gt, un”Aprilia CapoNord), i pezzi accuratamente impacchettati nel cellophan e posizionati all’interno di tre furgoni. Altre due erano ancora integre (una Yamaha R6 e un”Honda Hornet 600).

Molto probabile che all’interno dei furgoni venisse poi posizionata altra merce per occultare i pezzi in caso di un controllo veloce. Il casolare veniva quindi utilizzato come comodo e isolato “garage” per smontare le moto rubate, imballare i pezzi e inviarle altrove. I militari hanno rinvenuto l’attrezzatura da meccanico necessaria, nonché diverse ricetrasmittenti e soprattutto dei Jammer, i “disturbatori di frequenza” che vengono utilizzati per rendere inefficaci i dispositivi elettronici come gli antifurto con combinatore telefonico, gps o bluetooth. “Quando si lascia la moto in strada sempre meglio utilizzare anche un antifurto meccanico oltre a quello elettronico” consigliano i carabinieri. Le moto infatti sono risultate essere state rubate tutte durante la notte mentre erano parcheggiate in strada.

I due ucraini per ora sono stati denunciati per furto aggravato in abitazione e ricettazione in concorso ma le indagini proseguono (il proprietario del colonico è risultato estraneo ai fatti mentre uno dei furgoni è risultato essere stato utilizzato durante un furto in una casa della nostra zona). I legittimi proprietari delle moto sono già stati informati del ritrovamento. (l.a.)

Foto fornite dai carabinieri

Scoperte in un casolare otto moto rubate, le smontavano per spedirle all'estero. Denunciati due uomini
Cronaca 15 febbraio 2018

Mobilità sostenibile, a Castello prende forma “Emilia 4', la vera auto a energia solare

Dopo le gare per veicoli ad energia solare disputate in Australia, Cile, Emirati Arabi, Francia e Marocco, Onda solare si appresta quest’anno a partire alla volta degli Stati Uniti per affrontare una nuova sfida dedicata ai veicoli funzionanti con l’energia prodotta dal Sole. Ma, a differenza delle altre gare già corse, nelle quali l’associazione castellana ha guadagnato qualche podio ed anche due vittorie (la più recente l’anno scorso all’Albi eco race francese), all’American solar challenge in programma dal 14 al 22 luglio prossimi Onda solare parteciperà nella categoria cruiser per le vetture ad energia solare a 4 posti, non più solo prototipi.

Il sogno audace ed ambizioso di Onda solare sta prendendo forma proprio in queste settimane all’interno dell’officina castellana Metal Tig, dove tutto è iniziato più di dieci anni fa, e si chiama Emilia 4: si tratta del primo veicolo ad energia solare italiano a quattro posti che punta ad essere omologato per la strada. «Grazie al buon lavoro svolto negli anni con l’evoluzione di Emilia, nata come bicicletta a pedalata assistita da energia solare, poi diventata un prototipo concentrato di tecnica e tecnologia, siamo entrati a far parte di un progetto strategico biennale dell’università di Bologna per lo sviluppo di un vero veicolo ad energia solare – racconta Mauro Sassatelli, membro del direttivo di Onda solare ma di fatto patron dell’intero progetto insieme al pilota di Emilia Ruggero Malossi -. Grazie al sostegno dell’università e delle sue aziende collaboratrici, abbiamo potuto stilare un vero progetto integrato, facendo il salto qualitativo da realtà amatoriale a realtà professionale».

Il progetto dell’università di Bologna è finanziato dalla Regione, quindi di fatto Onda solare negli Stati Uniti rappresenterà al tempo stesso Unibo (la gara è dedicata alle università) e l’Emilia Romagna, «terra dei motori» (evidentemente anche alternativi). Ma rappresenterà anche, va detto, l’Italia e l’Europa, in quanto unico team tricolore e unico team proveniente dal Vecchio continente.

Per 3.460 chilometri, dal Nebraska all’Oregon, lungo la via della migrazione americana verso il Far west, Onda solare avrà contro le più prestigiose università statunitensi, canadesi, australiane e saudite. «Emilia 4 è già a buon punto – spiega Sassatelli -: gli stampi per il veicolo sono pronti, il telaio è quasi ultimato, il pannello solare del tetto è in costruzione, i motori sono in fase di realizzazione. I vari settori stanno procedendo contemporaneamente e confidiamo di poter testare l’auto in pista dal mese di marzo. Sarà ufficialmente presentata a maggio presso la galleria Ferrari, che sostiene mediaticamente il progetto; poi, a giugno, Emilia 4 partirà per l’America, pronta per la sfida vera».

Se, infatti, l’obiettivo del progetto universitario è la realizzazione della vettura secondo i più rigidi criteri di efficienza, lo scopo della partecipazione alla 7-giorni statunitense di gara di efficienza (non di velocità) è di testarla nella pratica. Alla trasferta prenderanno parte una ventina di persone fra tecnici, meccanici e piloti, con spese a carico dell’associazione. «Rispetto ad altri team più professionali, abbiamo un livello elettronicamente molto alto e grazie ai materiali da Formula Uno che utilizziamo saremo tra i veicoli più performanti in gara – continua Sassatelli -. E’ con questa ambizione che intendiamo contribuire a dimostrare che l’alternativa solare è una soluzione effettiva anche per il trasporto umano. Una volta tornati, poi, l’idea è davvero quella di omologare il veicolo secondo le normative europee, per vederlo circolare su strada».

I partner. Ad aderire al progetto dell’università di Bologna, e dunque a contribuire a realizzare Emilia 4, sono oggi i centri di ricerca industriali Cirimam e Ciriaero di Unibo, l’azienda riminese Scm e il suo centro di ricerca Crif e il consorzio interuniversitario Cineca. Accanto a questi collaborano poi numerose imprese da tutta la regione, fra cui la Curti meccanica di Castel Bolognese. Sempre oggi sostengono invece direttamente Onda solare alcune aziende del circondario: la carrozzeria Augusta e il Centro Arcobaleno di Castel San Pietro, Bergami di Castel Guelfo, Solmec di Castel Bolognese e la ditta e-Max con sede all’estero ma comunque del castellano Massimo Ronchi. In passato hanno contribuito anche altre realtà locali. Insieme al nucleo originale castellano, fanno parte dell’associazione una cinquantina di iscritti da ogni angolo d’Italia; complessivamente Onda solare è affiancata e sostenuta da un centinaio di persone e realtà diverse.

Emilia 4 è dunque l’ennesimo capitolo della storia delle macchine ad energia solare nate sul Sillaro. Una storia lunga un decennio, iniziata sulla scia delle esperienze tecniche maturate in tanti anni di Carrera, gara prettamente castellana per macchinine a spinta. Un piccolo gruppo di castellani ha cominciato a sognare la partecipazione alla competizione australiana per cicloveicoli a pedalata assistita ad energia solare, la World solar challenge. Sogno concretizzatosi nel 2005. E nonostante le difficoltà, anno dopo anno l’hobby è diventato la sfida stagionale. Ora il salto di qualità: sviluppare la tecnologia ad energia solare per i veicoli.

mi.mo

Nella foto: il rendering di Emilia 4

Mobilità sostenibile, a Castello prende forma “Emilia 4', la vera auto a energia solare
Cronaca 14 febbraio 2018

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione

La Giunta Tinti ha in programma nuovi interventi per la riorganizzazione della sosta e della mobilità in centro storico e nelle immediate vicinanze da realizzarsi entro il 2018, ultimo anno solare di lavoro prima delle elezioni amministrative del prossimo anno.

Si tratta, di fatto, di interventi già annunciati, alcuni dei quali molto attesi dalla città (di seguito il dettaglio). L”unica novità, un cambio di rotta per la precisione, riguarda il destino prossimo dell”ex autostazione, l”edificio squadrato ai piedi del Cassero che funge da vetrina di accesso alla città.

Una nuova rotonda. E” il progetto più consistente ed atteso, e sostituirà l’attuale semaforo. «Eliminare il semaforo permetterà anche di collegare le piste ciclabili di via Scania e via dei Mille, riuscendo quindi a completare il percorso per il centro storico», spiega l’assessore alla Mobilità Tomas Cenni.

Nuovi parcheggi. Nel piano della sosta sarà aggiunto quest’anno una nuova area per il posteggio a nord, fra le vie Gramsci ed Emilia, dove già sorgono due parcheggi adiacenti ma separati da un’aiuola: il parcheggio ora accessibile da via Gramsci e di quello di «Villa Scardovi», dove ha sede l’omonimo centro polifunzionale. «Sarà un nuovo parcheggio da una cinquantina di posti – dettaglia Cenni – che darà accessibilità a via Cavour, nel borgo, dalla via Emilia. Inoltre rifaremo il primo tratto del marciapiede di via Cavour, come chiesto dai commercianti».

Progetto commercio. Un ultimo progetto riguarda il sostegno al commercio del centro storico, per il quale l”Amministrazione sta studiando un piano di affitti calmierati che preveda anche la semplificazione delle norme. «Da un sondaggio fatto con i commercianti e i proprietari immobiliari è emersa la necessità di semplificare norme quali il cambio di destinazione d’uso – spiega Cenni -. Stiamo strutturando un progetto di affitti calmierati con sgravio fiscale forse sulla Tari. Con il cambio della raccolta dei rifiuti in corso contiamo non solo di raggiungere l’obiettivo regionale di una maggior raccolta differenziata entro il 2020, ma anche di poter risparmiare sulle spese di gestione dei rifiuti già dal prossimo anno e poter così applicare delle scontistiche ai commercianti del centro; vedremo con quali criteri».

Riqualificazione sotto il Cassero. Da condividere con le associazioni di categoria c’è poi il progetto per la riqualificazione dell’area fra piazza Galvani (parcheggi e posteggi taxi) e piazza Martiri Partigiani (dove sorge l’ex autostazione) fino all’adiacente giardinetto. Si tratta, sostanzialmente, di ridisegnare «in maniera più ordinata» i parcheggi della piazza e – aggiunge Cenni – «rendere pedonale l’area dell’ex autostazione, proibendo il passaggio delle auto (oggi è possibile uscire dal parcheggio di via dei Mille non solo dall’ingresso ma anche passando dietro l’ex autostazione, Ndr) e la sosta nelle immediate vicinanze (accanto alla struttura, di fronte al bar, vi sono un paio di posteggi. Ndr)».

La novità. Per quanto riguarda l”ex autostazione nel dettaglio, considerata dai castellani una vetrina della città, l”Amministrazione Tinti cambia invece rotta rispetto all”idea sostenuta fin dai primi giorni del mandato politico per un concorso di idee preventivo alla decisione sul da farsi: «Alla luce della programmata riqualificazione dell”area potremmo decidere di pubblicare il bando per l”assegnazione dell”ex autostazione già nei prossimi mesi», anticipa Cenni.

La sostenibilità dei progetti 2018 e tutte le novità sulla riqualificazione dell”ex autostazione sono su “sabato sera” del 15 febbraio.

mi.mo

Nella foto: l”ex autostazione all”ingresso di Castel San Pietro Terme

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione
Economia 23 luglio 2018

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente

Incentivi all’utilizzo del congedo parentale e del «car pooling», un Gruppo di lavoro dedicato all’efficienza (fino a 5 incaricati della società Curti e fino a 5 componenti indicati dalle Rsu), dove anche i rappresentanti dei lavoratori avranno voce in capitolo, un nutrizionista «aziendale» a disposizione dei dipendenti (al di fuori dell’orario di lavoro), sensibilizzazione contro il problema delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro (la Curti ha recepito integralmente e dà piena attuazione all’Accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria Emilia  Romagna, in data 3 maggio 2017).

Sono queste le principali novità contenute nel nuovo contratto integrativo aziendale della Curti Costruzioni Meccaniche Spa di Castel Bolognese. La proprietà l’ha siglato insieme a Rsu, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil territoriali e l’assistenza di Confindustria Romagna. Il contratto ha decorrenza dall’1 gennaio 2018 ed è valido fino al 31 dicembre 2020 e riguarda circa 240 lavoratori fra addetti fissi e con contratto di somministrazione.  

Davvero interessante il tema dell’attenzione alle famiglie. A fronte del costante calo delle nascite, la Curti ha scelto di prevedere un’integrazione da parte dell’azienda della quota di trattamento economico, spettante per legge sul congedo parentale, che permette a mamme o papà di assentarsi dall’azienda. In concreto, il primo mese l’azienda aggiungerà alla quota base il 40% dello stipendio (il lavoratore percepirà dunque fino al 70% della retribuzione), il secondo mese il 25% (per un totale del 55% della retribuzione), il terzo mese il 10% (per un totale del 40%). Dunque un’azienda «family friendly». 

Inoltre, per permettere ai lavoratori di raggiungere il luogo di lavoro limitando l’inquinamento, il nuovo contratto incentiva il «car pooling» ovvero l’utilizzo di una sola auto per un gruppo di almeno quattro persone che compiono abitualmente lo stesso tragitto casa-lavoro. L’incentivo, attivato in via sperimentale per 12 mesi, prevede un’indennità mensile lorda per ogni chilometro di percorrenza per il lavoratore che mette a disposizione la propria auto. 

«Il contratto – fanno sapere proprietà, direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori – è stato siglato dopo una trattativa breve e va a integrare, migliorandolo, l’impianto preesistente. Il risultato dimostra che, quando vi è la ricerca di obiettivi comuni tra le parti, anche attraverso la contrattazione aziendale si possono promuovere crescita, sostenibilità ambientale e diritti». 

La Curti Spa, fondata nel 1955, sta vivendo una notevole crescita (negli ultimi cinque anni gli addetti sono passati da 190 a 240). E’ specializzata nella fabbricazione di macchine automatiche per la lavorazione di cavi elettrici, packaging, ma anche per componenti aerospaziali e aeronautici, e l’energia da fonti alternative. Del gruppo Curti fanno parte FamarTec (Sala Bolognese), Curtimet (Polonia) e Curti Usa Corporation (Chicago), tutte controllate al 100%. Curti Costruzioni Meccaniche Spa detiene inoltre partecipazioni all’interno delle aziende Cmatec (70%),  FreeFormPack (60%), Npc (40%), Cogne Macchine Tessili (25%), Hypertec Solution (20%), Nanolever (40%), Fly Safe  (40%). Ha collaborazioni con le Università di Bologna e Cagliari, su progetti di sviluppo specifici. Uno di questi è la realizzazione di Emilia 4, il veicolo elettrico solare a quattro posti nato da un”idea dell”associazione sportiva Onda Solare di Castel San Pietro, che ha partecipato proprio nei giorni scorsi all’American Solar Challenge 2018 negli Stati Uniti.

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente
Cronaca 12 luglio 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In tema di sanità l”Ausl sta effettuando dei controlli nelle case di riposo. Dal 1° settembre in 13 città della regione, invece, autobus gratuito per gli abbonati al treno. Un pezzo di Imola è anche in America: la storia del fotografo Matteo Marchi. Non può mancare la politica con le parole del consigliere regionale Roberto Poli sul futuro del Pd.

In America, però, c”è anche Castel San Pietro con Onda Solare e tre castellani a vordo di Emilia4. Medicina invece si presenta con il racconto degli insegnanti con i capelli bianchi per il decennale di attività. In economia la notizia è che la Cti investe a Ponte Rizzoli.

Sport. In attesa che lo sport entri nel vivo le notizie principali sono la vittoria dei Ravens nel «Nine Bowl» di Terza Divisione e il via degli Internazionali di tennis alla Tozzona. Basket protagonista con la presentazione del nuovo sponsor Sinermatic per i Flying Ozzano.

Su «sabato sera due», gli appuntamenti dell”Erf sul nostro territorio e l”Imola Summer Piano Academy & Festival con 200 talenti dal mondo. Prosegue la festa de La Centrale nell”area Lungofiume, mentre a Castel del Rio festa rinascimentale con dame e cavalieri del ”500.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 21 novembre 2018

Grazie alla geomagnetica ricostruito il perimetro dell'antica Claterna, che sorgeva tra Ozzano e Castel San Pietro

Un pezzo alla volta, riemerge dalla profondità della terra che per più di 1500 anni l’ha tenuta sepolta l’antica città di Claterna. Le recenti scoperte pongono un’ulteriore conferma del ruolo strategico dell’insediamento romano nel periodo imperiale fiorito tra il I e il II secolo dopo Cristo, fino ad arrivare al suo definitivo abbandono nel VI secolo, durante il quale pare che abbia avuto un’importanza simile a Bologna (all’epoca Bononia).

L’ultima campagna di scavi, compiuta nel tratto lungo 600 metri della via Emilia, tra le frazioni di Maggio e Osteria Grande per 300 metri a nord e sud dall’asse della strada consolare, ne ha delineato un quadro forse completo, con tanto di edifici pubblici, quali un foro, un teatro, un mosaico, un probabile impianto termale, oltre alle pavimentazioni di pregio rinvenute negli anni scorsi e alla già nota Domus del fabbro. Ma la vera novità di quest’anno è che per dare una mano a ricostruire il perimetro e cosa rimane ancora dell’antica città, coperta da qualche palmo di terra, si è ricorsi alla geomagnetica. «Una novità assoluta» dicono dalla Soprintendenza.

Claudio Negrelli, docente di topografia medioevale all’Univerità Ca’ Foscari di Venezia nonché responsabile scientifico dell’associazione culturale Centro Studi Claterna Giorgio Bardella e Aureliano Dondi, spiega: «Nell’ultimo anno di scavi è stato determinante l’apporto di questa modalità di ricerca, in particolare di uno strumento chiamato magnetometro. Lo ha usato Stefano Campana, docente dell’Università di Siena, che finalmente è riuscito così a delineare tutto o quasi il territorio di Claterna (16 ettari su 18).

Il rilevamento magnetico si basa sull’individuazione dei cambiamenti del campo magnetico terrestre causati dalla variazione della geologia del terreno o dalla presenza nel sottosuolo di strutture ed oggetti che possono dar luogo ad ano-malie. Tali anomalie si riflettono anche nella vegetazione, che può avere una sottilissima variazione nello spettro elettromagnetico se ad esempio una pianta cresce in corrispondenza di un manufatto sepolto. Tale variazione è captabile dal magnetometro, che lavora in abbinamento alle foto aeree».

Lo strumento, in sostanza, invia e riceve un segnale che viene distorto a seconda della risposta data dal terreno, più o meno «ricco» di oggetti sepolti». Possiamo accontentarci? Niente affatto. «La nostra speranza, in futuro, è poter utilizzare anche il georadar, una tecnologia in grado di rilevare dati fino a 4-5 metri di profondità – dettaglia Negrelli -. Nel caso di aree vaste, con il georadar potremmo vedere visualizzate sul monitor in tempo reale le strutture sepolte con una definizione a 3D». Materiale che sarà oggetto di analisi nei prossimi mesi.

Nel frattempo, nella Domus del fabbro sono proseguite le ricerche nella nuova area aperta verso nord. «La scoperta più importante è stata quella di un secondo peristilio, un’area cortiliva porticata dotata di pozzo sulla quale affacciava una cucina. Sono stati anche scoperti un altro cortile e altri ambienti, questi ultimi intonacati» dicono dalla Soprintendenza. La domus insomma sta prendendo sempre più forma, è proseguito anche il progetto di ricostruzione delle strutture antiche, ad esempio ri-dificando uno dei pozzi ritrovati negli anni scorsi. Poi, c’è il teatro. Oggi è stato portato allo scoperto ed è possibile vederne il perimetro per intero. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto la Domus del fabbro (foto da drone di Paolo Nanni)

Grazie alla geomagnetica ricostruito il perimetro dell'antica Claterna, che sorgeva tra Ozzano e Castel San Pietro

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