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Cronaca 25 luglio 2018

Emilia 4 vince l'American Solar Challenge. Un'Onda Solare partita da Castel San Pietro

A Castel San Pietro sono in tanti a festeggiare il successo di Emilia 4, l’auto ha vinto l’American Solar Challenge nella categoria per auto multiposto, la competizione riservata ai veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo, Emilia 4 è stata progettata dall’Università di Bologna, finanziata dalla Regione con circa 1 milione di fondi europei e costruita dal team castellano Onda Solare. «C’è davvero molto di Castel San Pietro in questa vittoria – ha commentato il sindaco di Castello, Fausto Tinti  –, complimenti a Mauro Sassatelli e al suo grandissimo team, in particolare al pilota Ruggero Malossi, dipendente insostituibile del nostro Comune».

In effetti l’idea dell’auto solare è nata nel 2003 nella piccola officina di Sassatelli in via Flavio Gioia a Castello e da allora di strada ne ha fatta tanta. «Siamo un’associazione di appassionati che nel tempo si è allargata sempre di più – conferma Sassatelli –. Claudio Rossi, docente di Macchine elettriche dell’Università di Bologna ha capacità e passione smisurate, si dedica anima e corpo a questo progetto, con uno straordinario spiegamento di uomini e mezzi». Dopo 2700 chilometri attraverso le Montagne Rocciose, dal Nebraska all”Oregon, il team Onda Solare, ha chiuso il percorso conquistando anche due premi speciali, quello per la miglior meccanica e uso dei compositi e quello per il miglior progetto della batteria. Precisazione non da poco per un veicolo e tecnologie che si vogliono passare all”utilizzo vero e proprio sulla strada.

Il veicolo, l”unico a quattro posti tra quelli in gara, ha un aspetto simile a quello di un”auto tradizionale ma per muoversi utilizza l’energia di un asciugacapelli. Con due motori elettrici posizionati dentro alle ruote, è alimentata da cinque metri quadrati di pannelli solari ad alto rendimento collegati a batterie al litio di ultima generazione. «Emilia 4 stata l’unica a non aver avuto bisogno di ricaricare le batterie – rivendica Sassatelli -. In Oregon siamo saliti fino a quota 2500 metri sulle Montagne Rocciose utilizzando solo l’energia del sole».

Quella di Emilia 4 era l’unica squadra europea in una gara che non è una passeggiata. «Dei 24 veicoli che hanno partecipato alle prove, solo 13-14 sono stati ammessi alla gara su strada nelle due categorie» racconta il pilora Malossi. A bordo si alternavano sempre quattro persone, su un equipaggio di otto.

Oltre agli italiani, c’erano australiani, canadesi, russi e tutti gli altri erano americani, fra cui anche il secondo e il terzo classificati. Prossimo appuntamento per Emilia 4 sarà il World Solar Challenge in Australia, a ottobre 2019. (r.c.)

Altre foto e particolari sul “sabato sera” del 26 luglio.

Nelle foto grande il team di Onda Solare con la coppa della vittoria; Emilia 4 in gara (dalla Pagina Facebook di Onda Solare)

Emilia 4 vince l'American Solar Challenge. Un'Onda Solare partita da Castel San Pietro
Cronaca 21 giugno 2018

La nuova Emilia4 di Onda Solare è pronta per sfrecciare all’American Solar Challenge

Emilia4 è partita. La settimana scorsa, subito dopo la presentazione ufficiale al museo Ferrari di Maranello, la prima vettura italiana omologata a 4 posti ed alimentata ad energia solare è volata negli Usa, dove parteciperà all’American Solar Challenge, gara a tappe con oltre 3.400 chilometri dal Nebraska all’Oregon, riservata a veicoli ad energia solare in programma dal 14 al 22 luglio prossimi.

Dopo le competizioni disputate in Australia, Cile, Emirati Arabi, Francia e Marocco dalle «sorelle» Emilia, Emilia2 ed Emilia3, la nuova vettura dell’associazione castellana Onda Solare, progettata e costruita insieme all’Università di Bologna (Unibo) all’interno di un progetto finanziato dalla Regione, è pronta per gli oltre 3.000 chilometri dal Nebraska all’Oregon della sfida americana. Ma a differenza dei veicoli precedenti, Emilia4 non è solo un prototipo bensì una vera e propria vettura di tipo cruiser a 4 posti, omologata per la strada.

Negli Stati Uniti rappresenterà non solo l’Unibo (la gara è infatti dedicata alle università) e quell’Emilia Romagna «terra dei motori» (evidentemente anche alternativi), ma anche l’Italia e l’Europa, in quanto si tratta dell’unico team tricolore ed unico proveniente dal vecchio continente.

mi.mo.

Nella foto: Emilia4 a Maranello

 

La nuova Emilia4 di Onda Solare è pronta per sfrecciare all’American Solar Challenge
Cronaca 18 aprile 2018

Scoperte in un casolare otto moto rubate, le smontavano per spedirle all'estero. Denunciati due uomini

I carabinieri stavano indagando su alcuni furti avvenuti nelle abitazioni e nei garage dell’imolese e della vallate del Santerno invece hanno scoperto delle moto rubate tra Bologna e Firenze, pronte per essere spedite all’estero.

Otto bolidi di grossa cilindrata che i militari hanno trovato durante la perquisizione di un casolare nella campagna di Casalfiumanese. Un’abitazione nella quale risultano domiciliati saltuariamente due uomini ucraini di venticinque e trentasette anni sospettati di essere coinvolti nei furti nelle case. I due uomini non c’erano, ma in compenso sono state rinvenute sei moto già smontate (una Ducati Scrambler, un”Honda SH300, una Kawasaki Sx1000 e una Z750, una BmwC650gt, un”Aprilia CapoNord), i pezzi accuratamente impacchettati nel cellophan e posizionati all’interno di tre furgoni. Altre due erano ancora integre (una Yamaha R6 e un”Honda Hornet 600).

Molto probabile che all’interno dei furgoni venisse poi posizionata altra merce per occultare i pezzi in caso di un controllo veloce. Il casolare veniva quindi utilizzato come comodo e isolato “garage” per smontare le moto rubate, imballare i pezzi e inviarle altrove. I militari hanno rinvenuto l’attrezzatura da meccanico necessaria, nonché diverse ricetrasmittenti e soprattutto dei Jammer, i “disturbatori di frequenza” che vengono utilizzati per rendere inefficaci i dispositivi elettronici come gli antifurto con combinatore telefonico, gps o bluetooth. “Quando si lascia la moto in strada sempre meglio utilizzare anche un antifurto meccanico oltre a quello elettronico” consigliano i carabinieri. Le moto infatti sono risultate essere state rubate tutte durante la notte mentre erano parcheggiate in strada.

I due ucraini per ora sono stati denunciati per furto aggravato in abitazione e ricettazione in concorso ma le indagini proseguono (il proprietario del colonico è risultato estraneo ai fatti mentre uno dei furgoni è risultato essere stato utilizzato durante un furto in una casa della nostra zona). I legittimi proprietari delle moto sono già stati informati del ritrovamento. (l.a.)

Foto fornite dai carabinieri

Scoperte in un casolare otto moto rubate, le smontavano per spedirle all'estero. Denunciati due uomini
Cronaca 15 febbraio 2018

Mobilità sostenibile, a Castello prende forma “Emilia 4', la vera auto a energia solare

Dopo le gare per veicoli ad energia solare disputate in Australia, Cile, Emirati Arabi, Francia e Marocco, Onda solare si appresta quest’anno a partire alla volta degli Stati Uniti per affrontare una nuova sfida dedicata ai veicoli funzionanti con l’energia prodotta dal Sole. Ma, a differenza delle altre gare già corse, nelle quali l’associazione castellana ha guadagnato qualche podio ed anche due vittorie (la più recente l’anno scorso all’Albi eco race francese), all’American solar challenge in programma dal 14 al 22 luglio prossimi Onda solare parteciperà nella categoria cruiser per le vetture ad energia solare a 4 posti, non più solo prototipi.

Il sogno audace ed ambizioso di Onda solare sta prendendo forma proprio in queste settimane all’interno dell’officina castellana Metal Tig, dove tutto è iniziato più di dieci anni fa, e si chiama Emilia 4: si tratta del primo veicolo ad energia solare italiano a quattro posti che punta ad essere omologato per la strada. «Grazie al buon lavoro svolto negli anni con l’evoluzione di Emilia, nata come bicicletta a pedalata assistita da energia solare, poi diventata un prototipo concentrato di tecnica e tecnologia, siamo entrati a far parte di un progetto strategico biennale dell’università di Bologna per lo sviluppo di un vero veicolo ad energia solare – racconta Mauro Sassatelli, membro del direttivo di Onda solare ma di fatto patron dell’intero progetto insieme al pilota di Emilia Ruggero Malossi -. Grazie al sostegno dell’università e delle sue aziende collaboratrici, abbiamo potuto stilare un vero progetto integrato, facendo il salto qualitativo da realtà amatoriale a realtà professionale».

Il progetto dell’università di Bologna è finanziato dalla Regione, quindi di fatto Onda solare negli Stati Uniti rappresenterà al tempo stesso Unibo (la gara è dedicata alle università) e l’Emilia Romagna, «terra dei motori» (evidentemente anche alternativi). Ma rappresenterà anche, va detto, l’Italia e l’Europa, in quanto unico team tricolore e unico team proveniente dal Vecchio continente.

Per 3.460 chilometri, dal Nebraska all’Oregon, lungo la via della migrazione americana verso il Far west, Onda solare avrà contro le più prestigiose università statunitensi, canadesi, australiane e saudite. «Emilia 4 è già a buon punto – spiega Sassatelli -: gli stampi per il veicolo sono pronti, il telaio è quasi ultimato, il pannello solare del tetto è in costruzione, i motori sono in fase di realizzazione. I vari settori stanno procedendo contemporaneamente e confidiamo di poter testare l’auto in pista dal mese di marzo. Sarà ufficialmente presentata a maggio presso la galleria Ferrari, che sostiene mediaticamente il progetto; poi, a giugno, Emilia 4 partirà per l’America, pronta per la sfida vera».

Se, infatti, l’obiettivo del progetto universitario è la realizzazione della vettura secondo i più rigidi criteri di efficienza, lo scopo della partecipazione alla 7-giorni statunitense di gara di efficienza (non di velocità) è di testarla nella pratica. Alla trasferta prenderanno parte una ventina di persone fra tecnici, meccanici e piloti, con spese a carico dell’associazione. «Rispetto ad altri team più professionali, abbiamo un livello elettronicamente molto alto e grazie ai materiali da Formula Uno che utilizziamo saremo tra i veicoli più performanti in gara – continua Sassatelli -. E’ con questa ambizione che intendiamo contribuire a dimostrare che l’alternativa solare è una soluzione effettiva anche per il trasporto umano. Una volta tornati, poi, l’idea è davvero quella di omologare il veicolo secondo le normative europee, per vederlo circolare su strada».

I partner. Ad aderire al progetto dell’università di Bologna, e dunque a contribuire a realizzare Emilia 4, sono oggi i centri di ricerca industriali Cirimam e Ciriaero di Unibo, l’azienda riminese Scm e il suo centro di ricerca Crif e il consorzio interuniversitario Cineca. Accanto a questi collaborano poi numerose imprese da tutta la regione, fra cui la Curti meccanica di Castel Bolognese. Sempre oggi sostengono invece direttamente Onda solare alcune aziende del circondario: la carrozzeria Augusta e il Centro Arcobaleno di Castel San Pietro, Bergami di Castel Guelfo, Solmec di Castel Bolognese e la ditta e-Max con sede all’estero ma comunque del castellano Massimo Ronchi. In passato hanno contribuito anche altre realtà locali. Insieme al nucleo originale castellano, fanno parte dell’associazione una cinquantina di iscritti da ogni angolo d’Italia; complessivamente Onda solare è affiancata e sostenuta da un centinaio di persone e realtà diverse.

Emilia 4 è dunque l’ennesimo capitolo della storia delle macchine ad energia solare nate sul Sillaro. Una storia lunga un decennio, iniziata sulla scia delle esperienze tecniche maturate in tanti anni di Carrera, gara prettamente castellana per macchinine a spinta. Un piccolo gruppo di castellani ha cominciato a sognare la partecipazione alla competizione australiana per cicloveicoli a pedalata assistita ad energia solare, la World solar challenge. Sogno concretizzatosi nel 2005. E nonostante le difficoltà, anno dopo anno l’hobby è diventato la sfida stagionale. Ora il salto di qualità: sviluppare la tecnologia ad energia solare per i veicoli.

mi.mo

Nella foto: il rendering di Emilia 4

Mobilità sostenibile, a Castello prende forma “Emilia 4', la vera auto a energia solare
Cronaca 14 febbraio 2018

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione

La Giunta Tinti ha in programma nuovi interventi per la riorganizzazione della sosta e della mobilità in centro storico e nelle immediate vicinanze da realizzarsi entro il 2018, ultimo anno solare di lavoro prima delle elezioni amministrative del prossimo anno.

Si tratta, di fatto, di interventi già annunciati, alcuni dei quali molto attesi dalla città (di seguito il dettaglio). L”unica novità, un cambio di rotta per la precisione, riguarda il destino prossimo dell”ex autostazione, l”edificio squadrato ai piedi del Cassero che funge da vetrina di accesso alla città.

Una nuova rotonda. E” il progetto più consistente ed atteso, e sostituirà l’attuale semaforo. «Eliminare il semaforo permetterà anche di collegare le piste ciclabili di via Scania e via dei Mille, riuscendo quindi a completare il percorso per il centro storico», spiega l’assessore alla Mobilità Tomas Cenni.

Nuovi parcheggi. Nel piano della sosta sarà aggiunto quest’anno una nuova area per il posteggio a nord, fra le vie Gramsci ed Emilia, dove già sorgono due parcheggi adiacenti ma separati da un’aiuola: il parcheggio ora accessibile da via Gramsci e di quello di «Villa Scardovi», dove ha sede l’omonimo centro polifunzionale. «Sarà un nuovo parcheggio da una cinquantina di posti – dettaglia Cenni – che darà accessibilità a via Cavour, nel borgo, dalla via Emilia. Inoltre rifaremo il primo tratto del marciapiede di via Cavour, come chiesto dai commercianti».

Progetto commercio. Un ultimo progetto riguarda il sostegno al commercio del centro storico, per il quale l”Amministrazione sta studiando un piano di affitti calmierati che preveda anche la semplificazione delle norme. «Da un sondaggio fatto con i commercianti e i proprietari immobiliari è emersa la necessità di semplificare norme quali il cambio di destinazione d’uso – spiega Cenni -. Stiamo strutturando un progetto di affitti calmierati con sgravio fiscale forse sulla Tari. Con il cambio della raccolta dei rifiuti in corso contiamo non solo di raggiungere l’obiettivo regionale di una maggior raccolta differenziata entro il 2020, ma anche di poter risparmiare sulle spese di gestione dei rifiuti già dal prossimo anno e poter così applicare delle scontistiche ai commercianti del centro; vedremo con quali criteri».

Riqualificazione sotto il Cassero. Da condividere con le associazioni di categoria c’è poi il progetto per la riqualificazione dell’area fra piazza Galvani (parcheggi e posteggi taxi) e piazza Martiri Partigiani (dove sorge l’ex autostazione) fino all’adiacente giardinetto. Si tratta, sostanzialmente, di ridisegnare «in maniera più ordinata» i parcheggi della piazza e – aggiunge Cenni – «rendere pedonale l’area dell’ex autostazione, proibendo il passaggio delle auto (oggi è possibile uscire dal parcheggio di via dei Mille non solo dall’ingresso ma anche passando dietro l’ex autostazione, Ndr) e la sosta nelle immediate vicinanze (accanto alla struttura, di fronte al bar, vi sono un paio di posteggi. Ndr)».

La novità. Per quanto riguarda l”ex autostazione nel dettaglio, considerata dai castellani una vetrina della città, l”Amministrazione Tinti cambia invece rotta rispetto all”idea sostenuta fin dai primi giorni del mandato politico per un concorso di idee preventivo alla decisione sul da farsi: «Alla luce della programmata riqualificazione dell”area potremmo decidere di pubblicare il bando per l”assegnazione dell”ex autostazione già nei prossimi mesi», anticipa Cenni.

La sostenibilità dei progetti 2018 e tutte le novità sulla riqualificazione dell”ex autostazione sono su “sabato sera” del 15 febbraio.

mi.mo

Nella foto: l”ex autostazione all”ingresso di Castel San Pietro Terme

A Castello il 2018 è l’anno dei lavori nel centro storico: rotonda, parcheggi e la speranza di una nuova vita per l'ex autostazione
Economia 23 luglio 2018

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente

Incentivi all’utilizzo del congedo parentale e del «car pooling», un Gruppo di lavoro dedicato all’efficienza (fino a 5 incaricati della società Curti e fino a 5 componenti indicati dalle Rsu), dove anche i rappresentanti dei lavoratori avranno voce in capitolo, un nutrizionista «aziendale» a disposizione dei dipendenti (al di fuori dell’orario di lavoro), sensibilizzazione contro il problema delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro (la Curti ha recepito integralmente e dà piena attuazione all’Accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria Emilia  Romagna, in data 3 maggio 2017).

Sono queste le principali novità contenute nel nuovo contratto integrativo aziendale della Curti Costruzioni Meccaniche Spa di Castel Bolognese. La proprietà l’ha siglato insieme a Rsu, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil territoriali e l’assistenza di Confindustria Romagna. Il contratto ha decorrenza dall’1 gennaio 2018 ed è valido fino al 31 dicembre 2020 e riguarda circa 240 lavoratori fra addetti fissi e con contratto di somministrazione.  

Davvero interessante il tema dell’attenzione alle famiglie. A fronte del costante calo delle nascite, la Curti ha scelto di prevedere un’integrazione da parte dell’azienda della quota di trattamento economico, spettante per legge sul congedo parentale, che permette a mamme o papà di assentarsi dall’azienda. In concreto, il primo mese l’azienda aggiungerà alla quota base il 40% dello stipendio (il lavoratore percepirà dunque fino al 70% della retribuzione), il secondo mese il 25% (per un totale del 55% della retribuzione), il terzo mese il 10% (per un totale del 40%). Dunque un’azienda «family friendly». 

Inoltre, per permettere ai lavoratori di raggiungere il luogo di lavoro limitando l’inquinamento, il nuovo contratto incentiva il «car pooling» ovvero l’utilizzo di una sola auto per un gruppo di almeno quattro persone che compiono abitualmente lo stesso tragitto casa-lavoro. L’incentivo, attivato in via sperimentale per 12 mesi, prevede un’indennità mensile lorda per ogni chilometro di percorrenza per il lavoratore che mette a disposizione la propria auto. 

«Il contratto – fanno sapere proprietà, direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori – è stato siglato dopo una trattativa breve e va a integrare, migliorandolo, l’impianto preesistente. Il risultato dimostra che, quando vi è la ricerca di obiettivi comuni tra le parti, anche attraverso la contrattazione aziendale si possono promuovere crescita, sostenibilità ambientale e diritti». 

La Curti Spa, fondata nel 1955, sta vivendo una notevole crescita (negli ultimi cinque anni gli addetti sono passati da 190 a 240). E’ specializzata nella fabbricazione di macchine automatiche per la lavorazione di cavi elettrici, packaging, ma anche per componenti aerospaziali e aeronautici, e l’energia da fonti alternative. Del gruppo Curti fanno parte FamarTec (Sala Bolognese), Curtimet (Polonia) e Curti Usa Corporation (Chicago), tutte controllate al 100%. Curti Costruzioni Meccaniche Spa detiene inoltre partecipazioni all’interno delle aziende Cmatec (70%),  FreeFormPack (60%), Npc (40%), Cogne Macchine Tessili (25%), Hypertec Solution (20%), Nanolever (40%), Fly Safe  (40%). Ha collaborazioni con le Università di Bologna e Cagliari, su progetti di sviluppo specifici. Uno di questi è la realizzazione di Emilia 4, il veicolo elettrico solare a quattro posti nato da un”idea dell”associazione sportiva Onda Solare di Castel San Pietro, che ha partecipato proprio nei giorni scorsi all’American Solar Challenge 2018 negli Stati Uniti.

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente
Cronaca 12 luglio 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In tema di sanità l”Ausl sta effettuando dei controlli nelle case di riposo. Dal 1° settembre in 13 città della regione, invece, autobus gratuito per gli abbonati al treno. Un pezzo di Imola è anche in America: la storia del fotografo Matteo Marchi. Non può mancare la politica con le parole del consigliere regionale Roberto Poli sul futuro del Pd.

In America, però, c”è anche Castel San Pietro con Onda Solare e tre castellani a vordo di Emilia4. Medicina invece si presenta con il racconto degli insegnanti con i capelli bianchi per il decennale di attività. In economia la notizia è che la Cti investe a Ponte Rizzoli.

Sport. In attesa che lo sport entri nel vivo le notizie principali sono la vittoria dei Ravens nel «Nine Bowl» di Terza Divisione e il via degli Internazionali di tennis alla Tozzona. Basket protagonista con la presentazione del nuovo sponsor Sinermatic per i Flying Ozzano.

Su «sabato sera due», gli appuntamenti dell”Erf sul nostro territorio e l”Imola Summer Piano Academy & Festival con 200 talenti dal mondo. Prosegue la festa de La Centrale nell”area Lungofiume, mentre a Castel del Rio festa rinascimentale con dame e cavalieri del ”500.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 12 agosto 2018

Il “matrimonio social” di Penelope Landini, ovvero il Landella Wedding

Uno dei primi esperimenti di “matrimonio social”, se non addirittura il primo, ha per protagonista una imolese: la modella Penelope Landini, nota oltre che per sfilate e spot pubbicitari anche per aver preso parte al videoclip musicale di Francesco Gabbani “Tra le granite e le granate” della scorsa estate e per la partecipazione a piedi nudi sul red carpet della settantatreesima Mostra internazionale del cinema di Venezia. Nella vita reale Landini, oltre che madre, è in procinto si sposarsi, il prossimo settembre. Fin qui tutto normale, se non fosse per l’idea di trasformare in una specie di web comedy la speciale occasione, un matrimonio intitolato “Landella wedding” dalla fusione dei cognomi dei due nubendi: Landini e d’Angella. Il promesso sposo, infatti, è Giovanni d’Angella, anche lui impegnato nel mondo dello spettacolo come comico e presentatore, conosciuto al grande pubblico per i programmi tv Zelig e Colorado, dove ha interpretato il personaggio del Pigro. Anche d’Angella ha un figlio.

“In Casa Landella Giovanni è un uomo innamorato e devoto – raccontano i due –, consapevolmente succube di ogni desiderio della sua dolce metà e disposto ad assecondare ogni folle desiderio di Penelope pur di vederla felice e non farsi rovinare la vita dalla regina della casa, la solare e dirompente Penelope, colei che da ordini, prende decisioni, stabilisce regole ed indica la via”.

Una coppia giovanile e tradizionale al tempo stesso, a tratti stereotipata, ma anche un duo comico coinvolgente ed esilarante. “Cosa succede quando un comico della tv incontra una super modella romagnola”, recita lo slogan dell’iniziativa? Nascono l’amore e Casa Landella. “L’amore è in grado di farci fare qualunque follia – rispondono i due –. Noi per esempio ci sposiamo”.

Landini e d’Angella convoleranno a nozze il prossimo 22 settembre. Fino ad allora si potranno seguire i preparativi per il matrimonio online grazie alla docu-fiction a puntate “Casa Landella”. C”è la scelta del prete (“voglio Richard Chartres, che ha sposato William e Kate”, dice Penelope, “tu vuoi un prete vip, ce l’ho: don Benelli l’esorcista” risponde Giovanni), quella della location (villa Landini, casa dei genitori della sposa), l’organizzazione del ricevimento e tutte le altre decisioni da prendere e scelte da fare diventano di volta in volta l’elemento del contendere fra scontri, litigi e discussioni comiche, come dal copione scritto dagli stessi protagonisti.

Si spera, tanto per continuare il gioco sul filo dell”ironia, che la fiction superi il documentario e che la coppia arrivi integra all’altare e al fatidico “sì”. Perché l’amore trionfa sempre ma anche perché il 22 settembre alle 16 tutti i follower, o flowers come li chiama Landini, potranno essere testimoni in diretta del matrimonio del comico e della modella.

I video della preparazione del social wedding, che ha iniziato le trasmissioni ad inizio giugno e prevede in totale diciotto puntate, sono pubblicate ogni martedì su Youtube e giovedì su Facebook, sulla pagina Facebook “Casa Landella”, fino al 18 settembre.

“Finalmente ho trovato l’uomo della mia vita e ho deciso di sposarlo. Visto che lui non ha opposto grande resistenza, credo sia d’accordo – ironizza Landini –. Non vedo l’ora di condividere le mie scelte ed i miei dubbi con tutti gli amici che ci seguiranno in questa meravigliosa avventura”. “Siccome io e Penelope abbiamo già due bambini, ci dividiamo tra Milano ed Imola, curiamo la programmazione di tre teatri e lavoriamo girando l’Italia – spiega d’Angella –. Non ci bastava organizzare il nostro matrimonio, abbiamo voluto mettere in piedi un piano di produzione per documentare integralmente le nozze”. Ma, assicurano, sempre con tanto divertimento. (mi.mo.)

Nella foto  Penelope Landini e Giovanni d’Angella

Il “matrimonio social” di Penelope Landini, ovvero il Landella Wedding
Sport 3 agosto 2018

In attesa dell'ufficialità sul ripescaggio in C dell'Imolese, i quattro punti sui lavori al «Galli»

«In 10 giorni è stato fatto quello che in 2 anni sembrava impossibile». Sono le parole con le quali il direttore generale Fiorella Poggi ha commentato quanto accaduto dalla settimana di inizio del raduno in poi.

Il «punto 1» del restyling è stato quello legato all’illuminazione, potenziata grazie ai 4 bracci allungabili fino a 21 metri con i fari di integrazione all’impianto già esistente, per raggiungere la quota minima di 500 lux, necessaria per poter permettere le riprese televisive. La tribuna non subirà particolari stravolgimenti per il pubblico, se non nella zona centrale, quella delle poltrone rossoblù: una parte di esse, infatti, dovrà essere destinata alle postazioni stampa (30 posti necessari), con la possibilità quindi di trasloco all’aperto dei giornalisti, il cui precedente locale sarebbe destinato quindi al Gos (Gruppo Operativo Sicurezza), che avrà sotto controllo il Galli attraverso l’impianto di videosorveglianza, opera al «punto 2» dei lavori.

Il Romeo Galli, che avrà tutti i posti numerati in qualsiasi settore, sarà interamente coperto da wi-fi («punto 3») necessario per evitare l’installazione dei tornelli alle due entrate (gli imolesi passeranno dal lato tribuna, con il cancello automatico ancora chiuso ed aperto solo come uscita di emergenza, mentre gli ospiti entreranno dal lato distinti). Dunque un «palmare» permetterà il riconoscimento di ogni spettatore e del proprio tagliando, acquistabile in prevendita, oppure stampato direttamente alla biglietteria al momento dell’ingresso. Operazione che, richiedendo la necessità di una stampante termica e della compilazione con computer di ogni singolo biglietto, porterà certamente a qualche mugugno di chi arriverà all’ultimo minuto e si troverà davanti la fila: ecco perché abbonarsi nella prossima stagione sarà la strada migliore per evitare le attese e poter arrivare al Galli parcheggiando in una delle due aree riservate ai locali (lato Acque Minerali, oppure lato via Musso), mentre tutte le auto ospiti saranno posteggiate nei parcheggi davanti alle tribune dell’autodromo.Il tratto di via Galli fra la rotonda del bar Renzo e via Musso potrebbe poi essere chiuso al traffico dalla Questura il giorno della gara, per isolare il pullman della squadra ospite davanti agli spogliatoi, nei quali le uniche modifiche dovrebbero essere nella zona riservata alle interviste, dove dovrà essere adeguato l’impianto elettrico.

Dovrà, infine, essere spostato il campo da gioco («punto 4»). La necessità di avere almeno 2,5 metri fra la bandierina del calcio d’angolo e gli ostacoli fissi (pista atletica), porterà infatti ad un restringimento del campo di 1 metro (da 105 a 104 metri in lunghezza con 64 metri di larghezza), mentre le panchine verranno tolte dall’attuale posizione e sistemate con postazioni mobili sulla pista d’atletica.Queste sono tutte le opere immediate, senza dimenticare che poi ci sarà la necessità di sostituire i pali attuali dell’illuminazione con quelli necessari per portarsi agli 800 lux richiesti nella stagione successiva.

an.mir.

Nella foto (Isolpress): le nuovi luci al Romeo Galli

In attesa dell'ufficialità sul ripescaggio in C dell'Imolese, i quattro punti sui lavori al «Galli»
Cronaca 27 luglio 2018

Il Comune di Imola aumenta la sua quota in Area Blu e impedisce a Mordano di entrare in società

Come anticipato da sabato sera ad inizio giugno, il Comune di Mordano era interessato a rilevare un pacchetto di 2.895 azioni di Area Blu messe in vendita dalla Provincia di Forlì-Cesena, pari allo 0,2105% del capitale sociale, allo scopo di affidare alla società di via Mentana la gestione dei semafori e degli autovelox posti sul proprio territorio. E invece il Comune di Imola, già socio di maggioranza, ha deciso di esercitare il diritto di prelazione previsto dallo statuto. Ogni azione verrà pagata 5,18 euro, per un totale di 14.996,10 euro che usciranno dalle casse del Comune di Imola.

«Come promesso in campagna elettorale – ha commentato Patrik Cavina, vicesindaco con delega ai Rapporti con le società partecipate – l’attuale amministrazione comunale sta intervenendo concretamente nella riorganizzazione di Area Blu. Il primo punto messo nero su bianco è la scelta di far valere il diritto di prelazione a favore delle azioni di Area Blu in capo alla Provincia di Forlì-Cesena. Tali azioni, pari allo 0,21 per cento dell’intero capitale sociale, erano richieste dal Comune di Mordano per poter entrare come socio di Area Blu. Ebbene, come amministrazione comunale riteniamo fondamentale riorganizzare la più grande società partecipata del Comune di Imola al fine di garantire e tutelare l’interesse degli attuali soci».

Diametralmente opposta la reazione del Comune di Mordano, che da tempo aspettava di poter entrare a fare parte degli enti soci di Area Blu e aveva colto al balzo l’occasione offertagli dalla Provincia di Forlì-Cesena. «Prendo atto, con rammarico e disappunto – ha commentato il sindaco Stefano Golini -, che viene interrotto, spero solo temporaneamente, il percorso di dimensione sovracomunale portato avanti tramite la società Area Blu, basato su una visione ampia e strategica, ove Imola dovrebbe svolgere un ruolo promotore e non di freno».

Concetti ripresi e enfatizzati dal Partito democratico. «Non ci sono motivazioni plausibili – stigmatizza il gruppo consigliare Pd – per spiegare il diritto di prelazione sulle azioni Area Blu esercitato dal Comune di imola a scapito del Comune di Mordano. Nel vuoto di motivazioni plausibili prevale una sorta di “dispetto” verso un Comune con il quale Imola ha sempre mantenuto rapporti di positiva collaborazione istituzionale. Non c’è una visione di circondario, prevale invece un isolamento di cortissimo respiro. La scelta della Giunta dimostra che l’intento dei 5Stelle è quello di isolare Imola, facendola contare sempre meno, e così forse si spiega anche l’astensione di qualche giorno fa della sindaca Sangiorgi sul Piano strategico metropolitano».

La società Area Blu gestisce servizi per conto degli enti pubblici azionisti e il capitale (circa 7,1 milioni di euro) è interamente in mani pubbliche. Nell’aprile del 2017 ha incorporato Benicomuni Srl, società in house interamente detenuta dal Comune di Imola che si occupa della progettazione di opere pubbliche, di interventi sulle strade e del mantenimento del patrimonio immobiliare, della gestione del verde comunale e dei servizi cimiteriali.

La compagine sociale di Area Blu comprende oggi il Comune di Imola (detentore di 1.221.550 azioni, pari all’88,8090%), il Consorzio Ami (37.429 azioni, 2,7212%), la Città metropolitana di Bologna (33.418 azioni, 2,4296%), la Provincia di Forlì – Cesena (33.418 azioni, 2,4296%), il Comune di Castel San Pietro Terme (20.051 azioni, 1,4578%), il Comune di Medicina (13.565 azioni, 0,9860%), il Circondario imolese (9.358 azioni, 0,6803%) e il Comune di Dozza (6.684 azioni, 0,4859%). Ed ora, con l’acquisizione del pacchetto di azioni reso disponibile da Forlì-Cesena, la quota detenuta da Imola salirà dall’88,8090 all’89,0195%.

L”articolo completo si trova su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto il vicesindaco di Imola Patrik Cavina (Isolapress)

Il Comune di Imola aumenta la sua quota in Area Blu e impedisce a Mordano di entrare in società

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