A Ca’ Genasia in ricordo dei partigiani del “Sap Montano”. La testimonianza di Tanè

IMOLA-RIOLO TERME
Le sezioni Anpi e i Comuni di Imola e di Riolo Terme celebrano l’anniversario dei fatti di Ca’ Genasia, dove avvenne uno scontro tra militari tedeschi e partigiani del battaglione «Sap Montano», e dove persero la vita Rino Ruscello, Marino Dal Monte «Petit» e la staffetta Elisa Gambassi. La cerimonia avrà luogo presso il Monumento al partigiano (in via Sabbioni, al confine tra Imola e Riolo Terme) sabato 7 ottobre, con inizio alle ore 11. Interverranno l’assessore Giuseppina Brienza per il Comune di Imola, Francesca Merlini, vice sindaco del Comune di Riolo Terme, e Marco Pelliconi per la sezione imolese dell’Anpi; saranno presenti anche scolaresche di istituti comprensivi di Imola e Riolo Terme. L’episodio di Ca’ Genasia, noto per l’atroce morte dei partigiani e della staffetta, è stato descritto in numerose occasioni.

Tra le tante testimonianze quella del partigiano Antonio Ronchi «Tanè», pubblicata nella sua autobiografia I ricordi di Tanè (Bacchilega editore): «Negli scontri che la mia compagnia affrontò con i tedeschi non fu perso nemmeno un uomo fino al triste episodio di Ca’ Genasia. Il 6 ottobre tre uomini della mia compagnia fecero un’azione contro i tedeschi in via Codrignano cercando di disarmare i soldati che, però, reagirono e ne nacque uno scontro a fuoco durante il quale un soldato morì, ma l’altro, ferito, riuscì ad allontanarsi. Ne seguì una dura reazione da parte dei tedeschi, dalla quale riuscimmo a sganciarci a fatica, aiutati dal maltempo che impedì l’inseguimento da parte di due mezzi corazzati, e noi andammo verso Pediano, divisi in piccoli gruppi. Durante il tragitto mi trovai con Gambi, Rino Ruscello e Marino Dalmonte “Petit”; a un certo punto, questi ultimi due proposero di sostare a Ca’ Genasia e giungere al luogo dell’appuntamento il mattino successivo, per tenere meglio sotto controllo il possibile ritorno di truppe tedesche ed evitare che la compagnia fosse colta di sorpresa. A me parve un’idea troppo pericolosa e così, lasciati i nostri due compagni, proseguii nello spostamento della mia compagnia assieme a Gambi, col quale avevo più confidenza perché negli anni precedenti avevamo frequentato assieme la palestra della Casa del popolo di via Orsini, dove aveva sede la Pugilistica Cognetex. Dopo una breve marcia giungemmo alla sede della mia compagnia, nei pressi dell’attuale discarica, in via Pediano e ci preparammo a passarvi la notte. Purtroppo i miei due compagni che erano rimasti a Ca’ Genasia, all’alba del giorno seguente, furono circondati da una numerosa formazione di soldati tedeschi e, nello scontro a fuoco che ne seguì, ebbero la peggio e persero la vita, gli edifici furono incendiati e, con “Rino” e “Petit” trovò la morte anche una ragazza della casa, la staffetta Elisa Gambassi. Dalla nostra base, tra le 5 e le 6 del mattino, vedemmo un chiarore in direzione di Ca’ Genasia e capimmo che era successo qualcosa di brutto. Solo qualche tempo dopo, quando giungemmo sul posto, ci rendemmo conto dell’entità del disastro».

Nella foto: una delle precedenti cerimonie di commemorazione a Ca’ Genasia

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