A Montecatone robot da indossare per imparare nuovamente a camminare (o quasi)

IMOLA-MONTECATONE
Nell’immaginario comune l’esoscheletro è l’armatura di Iron Man. In zoologia è lo scheletro esterno tipico degli artropodi. Invece al Montecatone Rehabilitation Institute è un robot da indossare per imparare nuovamente a camminare o quasi, una concreta opportunità di terapia riabilitativa altamente tecnologica.

La conferma arriva dai dati raccolti negli ultimi due anni nel centro specializzato nelle lesioni spinali e cerebrali di Montecatone. L’esoscheletro viene indossato agli arti inferiori poi, con l’ausilio di un fisioterapista appositamente formato, il mieloleso può riaddestrare il proprio corpo al recupero della funzione motoria compromessa.

Il funzionamento dell’esoscheletro è altamente tecnologico ma alquanto semplice: il robot muove il passo, la gamba lo segue così sia la struttura ossea sia quella muscolare del paziente si riabituano al movimento. A dare l’input del passo è il paziente stesso con una lieve inclinazione laterale che i sensori dell’esoscheletro registrano per attivare la parte meccanica.

Montecatone ha potuto sperimentare l’apparecchiatura grazie ad un progetto biennale iniziato a luglio 2015 e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dalla Fondazione Montecatone, che hanno messo a disposizione ciascuna 50 mila euro necessari per affittare un Ekso Gt dell’azienda californiana produttrice, l’Ekso Bionics. L’unità spinale ha utilizzato l’esoscheletro per la riabilitazione di 69 pazienti mielolesi ricoverati, nel contempo ha effettuato lo studio per delineare le risposte al training (che ha coinvolto 34 dei 69 pazienti).

Maggiori dettagli nell’articolo su “sabato sera” in edicola dal 22 giugno.

Nella foto: un paziente di Montecatone indossa l’esoscheletro

One Response to A Montecatone robot da indossare per imparare nuovamente a camminare (o quasi)

  1. Nonostante tutto Imola è grande. Possiede grande esperienza umana, in particolare nella riabilitazione e ora sa sfruttare molto bene le nuove tecnologie per migliorare ancora i risultati di quel settore. Complimenti

    Giancarlo
    21 giugno 2017 at 18:39
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