Abuso d’ufficio, assolto il medico Alberto Minardi: “Sempre detto che ero innocente”

IMOLA
Assolto perché il fatto non sussiste. La notizia che Alberto Minardi aspettava «da 23 mesi» è arrivata. La sentenza del tribunale di Ravenna ha stabilito che non c’è stato abuso d’ufficio in concorso in merito ad una vicenda di incarichi professionali dati a tre medici (tra il 2010 e il 2013) presso il reparto di Cure primarie di Ravenna, che fa capo all’Ausl Romagna. “Ho sempre rivendicato la mia più totale innocenza, perché avevamo fatto tutto nel modo migliore, non a caso nessuno ha mai messo in dubbio che il concorso fatto fosse stato fatto in modo regolare”.

Sul banco degli imputati oltre a Minardi c’erano anche due ex direttori generali dell’Ausl Romagna cioè Tiziano Carradori (attualmente direttore generale dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna di Ferrara) e Andrea Des Dorides (oggi in pensione), poi Riccardo Varliero, all’epoca direttore del Dipartimento delle Cure primarie dell’ambito ravennate (oggi in un analogo ruolo a Forlì). Minardi, imolese, dal 2007 al 2014 direttore del Distretto dell’Ausl di Ravenna e poi direttore dell’ufficio di supporto alla Conferenza territoriale socio-sanitaria della Romagna, oggi è rientrato in forze all’Ausl di Imola come direttore dell’unità operativa complessa Screening, Promozione della salute e Rapporti con il volontariato all’interno del dipartimento Cure primarie. I quattro, in sostanza, erano accusati di aver dato illegittimamente gli incarichi libero professionali ai tre medici in violazione della legge che impone i parametri sulle assunzioni, procurando, quindi, intenzionalmente, ai tre, un ingiusto guadagno.

Il procedimento penale partì dall’esposto di una dottoressa in forze alle Cure primarie di Faenza, che aveva avviato una causa di lavoro con richiesta di risarcimento perché, nonostante la sua domanda di trasferimento a Ravenna fosse stata presentata più volte, venne accolta solo nel 2014 e lei ipotizzava che la causa del ritardo fossero, per l’appunto, gli incarichi libero professionali assegnati a quei tre colleghi. Anche questa causa, però, si è conclusa con un nulla di fatto. «A marzo di quest’anno le accuse sono state respinte» racconta sempre Minardi

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