Accoltellati per motivi di cuore

IMOLA
Dietro l’aggressione si nascondeva invece una rissa all’arma bianca per una faccenda di cuore. C’è voluto del tempo, ma alla fine i carabinieri sono riusciti a dare un volto a chi, un anno fa, in via D’Azeglio, ha accoltellato al collo e alla nuca due fratelli di nazionalità albanese e soprattutto a ricostruire l’accaduto. L’aggressore, cioè colui che ha ferito i due fratelli, è un cinquantunenne, anche lui di origine albanese ma residente a Imola, e già noto alle forze dell’ordine. Da alcuni giorni è ospite del carcere bolognese della Dozza e dovrà rispondere delle pesanti accuse di tentato omicidio, lesioni aggravate e rissa aggravata.
L’episodio risale alla sera del 15 ottobre del 2012. Intorno alle 21.40 i due fratelli, di 39 e 41 anni, si presentarono al pronto soccorso con profonde ferite a collo, orecchie e nuca. Per il maggiore una prognosi di quindici giorni; più gravi, invece, le condizioni del trentanovenne che dovette essere operato per una profonda ferita alla parte destra del collo; alla fine, se la cavò con un mesetto di prognosi. Interrogati nei giorni successivi, il minore disse di non ricordare nulla, il quarantunenne raccontò che erano stati sorpresi alle spalle da uno sconosciuto mentre passeggiavano. Un racconto che non aveva affatto convinto gli uomini dell’Arma. Qualche elemento in più è arrivato in seguito, arrivando ad altri protagonisti della vicenda, ossia due ventiduenni, residenti uno a Borgo Tossignano e l’altro a Bologna, e una ventinovenne di Bologna, tutti di nazionalità albanese. Anche qui reticenze e lacune, ma pure una seconda versione dei fatti, in base alla quale i cinque erano insieme quella sera. Intorno alle 21 il gruppetto si era incontrato in un bar nelle vicinanze. Poi, dopo una mezzora, si erano avviati insieme lungo via D’Azeglio, dove era parcheggiata l’auto della donna e qui i due fratelli sarebbero stati accoltellati da un altro uomo che, a detta di tutti, non conoscevano.
Raccogliendo altre testimonianze, i carabinieri sono infine riusciti a risalire anche al cinquantunenne. E’ lui il quinto uomo, colui che, come detto, avrebbe accoltellato i due fratelli al termine di una rissa scoppiata tra i due giovani e i fratelli per «futili motivi» legati a vicende sentimentali, ancora da chiarire nei dettagli. Per questo, oltre all’arresto del cinquantunenne, sono scattate anche delle denunce. Sia i due fratelli che i ventiduenni dovranno rispondere di rissa aggravata. La donna e un altro connazionale, entrambi incensurati, erano a conoscenza dei fatti e dovranno rispondere di favoreggiamento per aver rallentato le indagini e aiutato l’autore del tentato omicidio a sottrarsi all’identificazione, fornendo informazioni parziali o mendaci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *