Accordo trentennale per l’ex chiesa del Carmine, 50 mila euro dal Comune ma ora un progetto per il recupero

MEDICINA
Un accordo per i prossimi 30 anni consentirà al Comune di Medicina di continuare ad utilizzare in via esclusiva l’ex chiesa del Carmine e nel frattempo cercare fondi per il suo definitivo recupero. Costruito alla fine del Seicento, di proprietà della parrocchia, il grande fabbricato di via Libertà, nel centro storico, da anni si è trasformato in contenitore di attività culturali, ma presenta tutti i segni del tempo che passa. «Il Carmine ha un forte ruolo identitario per i cittadini di Medicina ed è emerso con forza anche nel corso del Piano strategico locale – ricorda il vicesindaco, Matteo Montanari –. Con i dovuti interventi può diventare ancor più luogo di riferimento culturale e di promozione territoriale». Infatti la convenzione fa seguito anche al percorso partecipato del Piano Strategico Locale di Medicina, in cui si è individuata l’ex chiesa del Carmine quale bene di valore identitario per la comunità locale, auspicandone il restauro e la riqualificazione ad uso pubblico, anche tramite partenariato pubblico-privato.

La nuova convenzione prevede che l’ente locale eroghi per i primi cinque anni 50 mila euro alla parrocchia (l’accordo precedente ne prevedeva circa 10 mila euro all’anno). La parrocchia, dal canto suo, si impegna a utilizzarne 20 mila per piccoli interventi manutentivi e i restanti 30 mila euro per predisporre un progetto preliminare di manutenzione straordinaria e recupero strutturale dell’immobile. «Il contributo, che potrà essere utilizzato anche tutto e subito, sarà erogato a fronte di una rendicontazione da parte della parrocchia sugli interventi fatti o sul progetto – precisa Montanari -. Trascorsi i primi cinque anni, però, rinegozieremo la convenzione per valutare l’importo da corrispondere oppure potremo recedere qualora non siano stati reperiti altri finanziamenti, ad esempio bandi europei e regionali dedicati a valorizzare le politiche culturali e turistiche». La nuova convenzione, in pratica, impegna la parrocchia ad incaricare, nei prossimi mesi, professionisti-tecnici per la redazione del progetto di manutenzione straordinaria e recupero strutturale dell’immobile, finalizzato a rendere gli spazi interni all’edificio perfettamente idonei per l’uso pubblico.

Da anni l’edificio è oggetto di tanti piccoli interventi. Il problema principale sono le infiltrazioni d’acqua che fanno marcire le travi in legno che, muovendosi, inclinano la copertura e di conseguenza spostano i coppi, la pioggia così entra in chiesa e peggiora continuamente la situazione. L’Amministrazione vorrebbe portare avanti un intervento complessivo, includendo anche il restauro dell’interno, la creazione di bagni e impianti di illuminazione, audio e di riscaldamento per poter utilizzare tutto l’anno gli spazi. Un obiettivo inseguito da anni ma decisamente oneroso: si parla di oltre un milione di euro.

Nella foto: l’ex chiesa del Carmine

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