Andraghetti, Cesac: «Fusione con Tre Spighe, un altro passo nel futuro» – ARTICOLO COMPLETO

MEDICINA-CASTEL GUELFO-IMOLA-CONSELICE
«L’obiettivo è sviluppare le produzioni di alta gamma: non ha senso lavorare sul prezzo perché non potremo mai competere con Paesi che hanno costi di produzione decisamente più bassi dei nostri. Da quando è nata oltre 50 anni fa, la cooperativa serve per migliorare la vita in agricoltura dei contadini, fornendo servizi e gestendo i conferimenti. Oggi siamo cresciuti in questo e grazie ad alleanze strategiche nei vari settori riusciamo anche ad approcciare mercati lontani e molto difficili con ottimi risultati». Stefano Andraghetti, presidente della Cesac, riassume così andamento e prospettive della cooperativa che conta oltre 1.000 soci, ha tre settori di conferimento (ortaggi, cereali e sementi, vitivinicolo), fornisce servizi tecnici e vende di prodotti per l’irrigazione e di ferramenta. Grazie a un piano industriale di forte crescita, nel 2016 l’impresa con sede a Conselice (ma con molti soci tra Imola, Castel Guelfo e Medicina) ha raggiunto il fatturato di 65 milioni di euro con 68 milioni di valore della produzione. Una crescita rapida, avvenuta negli ultimi anni se si pensa che nel 2012 fatturava 20 milioni di euro.
«Il 2018 potrebbe essere l’anno della fusione con la Tre Spighe – anticipa il presidente, forse il principale attore di tutta l’operazione che ha portato al sostegno degli scorsi mesi -. Con sforzi importanti, riusciremo a salvare il 70 e l’80% delle liquidazioni di quanto avevano conferito (in caso di fallimento non sarebbe stato probabilmente più del 10%) e anche una parte dell’autofinanziamento (il prestito sociale), seppure con tempi un po’ più lunghi. Abbiamo stimato circa il 55%, anche se è possibile che ci siano quote ulteriori in caso le condizioni lo permettano. Il progetto di salvataggio di Tre Spighe, con cui avevamo in comune l’associazione in molti consorzi di servizio, coop e la gestione dei cereali sta andando avanti come previsto, visto che è terminata la fase processuale. Abbiamo in affitto i loro rami d’azienda per 12 anni, ma è pensabile che si arrivi alla fusione, forse già entro fine 2018. Aver messo insieme le esperienze di Cesac, Cometa e Tre Spighe penso sia stata la strada giusta e crei delle interessanti opportunità per tutti».
Il legame con la base sociale è uno dei fiori all’occhiello della cooperativa, tanto che «anche in anni difficili per il mondo agricolo, il rapporto coi soci è sempre stato positivo – sottolinea Andraghetti -. Oltre ad un Cda fortemente partecipato, abbiamo istituito alcuni comitati in cui anche soci non consiglieri possono portare avanti un monitoraggio della gestione, degli investimenti e di tutte le novità del settore di pertinenza. Questo sta aumentando la partecipazione che tentiamo di accrescere anche grazie a una formazione operativa costante ai ragazzi che in futuro dovranno prendere in mano la cooperativa. Oltre a questo abbiamo dato loro la possibilità di fare due corsi teorici tramite gli enti di formazione di Confcooperative».
Lavorando sul grano duro e nella mangimistica di alta qualità, Cesac ha tratto benefici dall’integrazione con la produzione medicinese, come in quella orticola dove è riuscita a riunire una base produttiva tra Medicina e Castel Guelfo, «storicamente poco comunicante – commenta il numero uno della cooperativa -. Sono anche convinto che lì non abbiamo ancora pienamente espresso le potenzialità che abbiamo e l’adozione della quarta gamma (prodotto fresco selezionato pronto da cucinare, Ndr.) per le colture orticole è un passo importante nella giusta direzione. Sul vino stiamo continuando a lavorare al passo con Caviro, con un livello qualitativo importante e quindi su un segmento difficile. Stiamo ampliando la gamma dei servizi, con un grande aumento dell’assistenza tecnica».
Importanti le collaborazioni nel territorio di Medicina e Castel Guelfo, «fatto di imprenditori che hanno idee e attenti all’innovazione – commenta Andraghetti -. In quest’ottica vanno le sinergie con la cooperativa Agribioenergia che nasce dall’idea di sfruttare al meglio le risorse a disposizione e sviluppare colture alternative. Con il valore della quarta gamma si stanno mettendo a punto progetti di essicazione per fornire prodotti alle industrie agroalimentari italiane e avviare così una importante collaborazione a tre».
D’altronde Cesac è molto attenta all’innovazione. «Stiamo investendo, inserendo figure giovani, siamo attenti alle nuove tecniche che si stanno sviluppando in agricoltura – illustra il presidente -. Abbiamo una lotta integrata importantissima e il prossimo obiettivo è lo sviluppo del biologico non solo per i cereali, ma anche in campo orticolo. Lo sviluppo dei prodotti salutistici ci porta a intraprendere progetti di differenziazione che ci permettono di uscire dalla palude della competizione a basso prezzo».
Il futuro, secondo Andraghetti, non può che passare attraverso «aggregazioni commerciali, capaci di creare un maggiore valore ai soci. D’altronde per valorizzare la comunicazione servono volumi importanti, un prodotto salutare garantito da certificazione. Abbiamo esempi importanti (come Selenella per le patate, Opera per le pere) di come si possano sviluppare marchi di successo su cui concentrare il prodotto con ottimi risultati: credo che questa debba essere la strada obbligata anche per la cipolla di Medicina. Consorzi come Caviro per il vino, Grandi Colture per i cereali e Apo Conerpo per le orticole o il sistema orticolo delle patate di Bologna ci permettono di incrementare notevolmente il valore aggiunto per i nostri soci».
Infatti «il valore della cooperazione – conclude Andraghetti -, che parte dall’autodeterminazione degli operai consci che la cosa comune ha un valore superiore, è uno strumento che, se ben gestito, è ancor oggi una risposta migliore alla singola iniziativa. Imprese delle nostre dimensioni non potrebbero mai approcciare mercati internazionali con i risultati che abbiamo oggi: sono difficili e affrontarli con una struttura adeguata è fondamentale».

Tratto dall’inserto “Cooperare” uscito nel numero del 30 agosto scorso di “sabato sera”.

Nelle foto: il presidente Stefano Andraghetti

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