Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 19 giugno 2018

Alla Fiera agricola del Santerno laboratori, aree tematiche e tante curiosità. IL VIDEO

Il «boom» di presenze per la Fiera agricola del Santerno nel complesso del Sante Zennaro ha manifestato sempre più un maggiore interesse degli imolesi e non solo per un evento che ha portato in città, lo scorso weekend, parecchi operatori del settore, in particolare del comparto degli ovini.

In programma c”era, oltre una mostra che ha visto sfilare gli ovini delle diverse razze, un”area dedicata agli animali e particolarmente apprezzata dai bambini per vedere da vicino cavalli, asini, galline, oltre a pecore, capre e arieti e numerosi laboratori didattici fatti su misura per i più piccoli su come coltivare l”orto, filare la lana o produrre formaggi.

Tutto questo, non senza avere prima degustato le tante proposte gastronomiche offerte dai produttori agricoli del territorio. E non è finita qui, perchè c”è stato anche spazio per le tante curiosità che hanno soddisfatto la voglia di sapere di grandi e piccini.

Un esempio? Guardate il video qui sotto.

Alla Fiera agricola del Santerno laboratori, aree tematiche e tante curiosità. IL VIDEO
Cronaca 19 giugno 2018

Fiera agricola del Santerno, grande successo di pubblico per l'edizione 2018. IL VIDEO

L”edizione 2018 della Fiera agricola del Santerno, svoltasi lo scorso weekend al Sante Zennaro di Imola, aveva come focus il mondo degli ovini. 250 capi di dieci razze diverse, provenienti da Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche hanno fatto da cornice, oltre ad altri animali, alle ben oltre 40 mila persone presenti, a testimonianza della bontà della manifestazione organizzata dall’ufficio Agricoltura del Comune e dal Consorzio utenti Canale dei Molini, in collaborazione con le associazioni agricole.

r.c.

Fiera agricola del Santerno, grande successo di pubblico per l'edizione 2018. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 19 giugno 2018

Gocce di Musica per la solidarietà, ancora pochi giorni per giocare con «Vota la band!» in attesa della finale

Nell’attesa di giovedì 28 giugno, finale di Gocce di musica per la solidarietà, il contest per gruppi musicali ideato da Avis Imola in collaborazione con il centro giovanile Ca’ Vaina e il settimanale “sabato sera”, prosegue fino alla mezzanotte di venerdì 22 giugno il gioco “Vota la band!” abbinato al Premio Speciale Sabato Sera, che permette di votare il gruppo o il solista preferito, attraverso l’applicazione per smartphone Sabato Sera Notizie.

Ultimi giorni quindi per scaricare l’app e giocare (non costa nulla e l”app è disponibile sia nell”Apple store per iOs sia su Google Play Store per Android). Basta scorrere tra le notizie dell’app, trovare e cliccare quella dal titolo «Vota la band! Clicca sulla tua band preferita di Gocce di Musica 2018» e seguire le istruzioni. 

«Al Vota la band!» partecipano tutti i concorrenti di Gocce di musica a prescindere dai risultati ottenuti nelle semifinali. In pratica tutte le band sono rimesse in gara e a decidere la vittoria sono i voti di amici, famigliari La sera della finale si scoprirà chi avrà ricevuto più voti e si porterà a casa un buono da 150 euro per l”utilizzo di sale prove. Un “regalo” gradito per gli appassionati di musica e chi si sta cimentando in una band o un progetto musicale.

La finale di Gocce di musica per la Solidarietà è tra gli eventi del programma di «Imola in Musica» l”inizio è fissato per le ore 21 e il palco è quello di piazza Gramsci. 

Il concorso, giunto oramai all”unidicesimo anno, è rivolto ai gruppi musicali giovanili del territorio, infatti almeno un componente deve risiedere nei dieci comuni del circondario imolese oppure a Ozzano Emilia.

FOTO E INFO SU TUTTE LE BAND IN GARA E SUL GIOCO «VOTA LA BAND!»

Nella foto i P-Jam, vincitori della finale dell”edizione 2017 di Gocce di Musica, mentre a Iven Cagnolati era andato il Premio Speciale Sabato Sera

Gocce di Musica per la solidarietà, ancora pochi giorni per giocare con «Vota la band!» in attesa della finale
Cronaca 19 giugno 2018

Lavori di Hera sulla rete idrica a Bubano in via Gramsci. Previste modifiche alla viabilità

Partiranno domani, mercoledì 20 giugno, a Bubano i lavori di Hera per il rinnovo della rete idrica di via Gramsci. Nel tratto interessato, lungo circa 190 metri, verranno sostituite interamente le tubature presenti ormai obsolete e sempre più a rischio rottura. Durante questo intervento saranno rifatti tutti gli allacciamenti idrici delle utenze nel tratto interessato dai lavori e solo successivamente sarà ripristinato il manto stradale. 

I lavori avranno una durata di circa un mese e sono previste modifiche alla viabilità: la strada in corrispondenza del cantiere (attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 17) sarà regolamentata tramite un senso unico alternato. Prima e nel corso dei lavori, nella zona circostante al cantiere verrà posizionata un’apposita segnaletica di avviso.

r.c.

Nella foto: via Gramsci a Bubano

Lavori di Hera sulla rete idrica a Bubano in via Gramsci. Previste modifiche alla viabilità
Cronaca 19 giugno 2018

Inaugurata al laghetto Scardovi di Castello la «Lagosteria dei ragazzi speciali»

E’ stata inaugurata venerdì scorso la «Lagosteria dei ragazzi speciali», il punto di ristoro al centro del laghetto Scardovi  a Castel San Pietro assegnato al nuovo gestore Agi Centro Studi srls, che è stato selezionato con un bando comunale nell’ambito di un progetto di inclusione sociale. In pratica il locale di proprietà del comune è stato concesso ad un canone molto ridotto solo a fronte di un impegno ad assumere persone disabili.

Al taglio del nastro erano presenti insieme ai nuovi gestori anche il sindaco Fausto Tinti, la vicesindaca Francesca Farolfi, che ha seguito il progetto nell’ambito della sua delega alle Politiche Sociali, gli assessori Giuliano Giordani e Tomas Cenni, i consiglieri comunali Andrea Bondi e Martina Rangoni.  «Un luogo molto amato riapre con una duplice veste, valori di impresa e di inclusione sociale – hanno dichiarato insieme il sindaco Fausto Tinti e la vicesindaca Francesca Farolfi -.  Lagosteria rappresenta un esempio concreto di impegno e attenzione nei confronti delle persone più fragili e permette a tutta la cittadinanza di potervi partecipare. L”Amministrazione è orgogliosa e felice per questo nuovo inizio, e tutta la comunità deve essere orgogliosa di avere un locale pubblico, un buon ristorante, dove lavoreranno ragazzi disabili, che hanno seguito un percorso formativo e ora hanno bisogno di trovare un certo grado di autonomia. Ringraziamo Andrea Grillini di Agi e i suoi collaboratori che hanno fatto una scelta sfidante».

Entusiasmo che proviene anche dai nuovi gestori. «Sono molto contento – afferma Andrea Grillini, rappresentante legale di Agi Centro Studi srl, castellano residente a Imola -. Con questo bando il Comune di Castel San Pietro Terme è stato lungimirante. Questi ragazzi si possono recuperare, non essere una voce al passivo per lo Stato, possono essere inseriti nella comunità. Agi è una società di consulenza, non siamo ristoratori, ma abbiamo partecipato al bando perché sono padre di un bambino autistico di 8 anni e mi interessano progetti per il futuro di questi ragazzi. Sono seguiti dalle istituzioni fino ai 18 anni, finché vanno a scuola, ma dopo non hanno prospettive. In Italia è uno dei primi progetti di questo tipo a partire. Per questo bando, abbiamo fatto un raggruppamento temporaneo di imprese con Domos srl e SL srl di Luca Bietoli e Roberta Gaiba, che hanno fornito impianto elettrico e allarme e la relativa manutenzione. Il bando è andato bene e ora nel locale sono già al lavoro sette persone assunte e dalla prossima settimana inizieranno gli inserimenti lavorativi di quattro ragazzi disabili».

r.c.

Nella foto: il taglio del nastro

Inaugurata al laghetto Scardovi di Castello la «Lagosteria dei ragazzi speciali»
Economia 19 giugno 2018

L'innovativa montatura di telescopi dell'azienda imolese Npc in grado di «inseguire» i detriti spaziali

Quando lo scorso aprile tutto il mondo era con il fiato sospeso per la caduta della stazione spaziale cinese Tiangong, l”azienda imolese Npc è riuscita a intercettare e seguire per 6 minuti consecutivi il modulo in transito a circa 220 chilometri dalla terra. Questo grazie a uno dei prodotti sviluppati dalla sua divisione Spacemind, un sistema di puntamento dinamico, collocato per l’occasione nel piazzale dell’azienda in via Malatesta, che consente ai telescopi di inseguire oggetti molto veloci come i detriti spaziali. 

La Npc (New production concept) è nata nel 2002 ed è specializzata nella progettazione e fornitura, come terzista, di macchine complete per il packaging e beverage per importanti clienti come Tetra Pak e Sacmi. Sei anni or sono, però, Npc ha iniziato a muovere i primi passi anche nel settore aerospaziale, avviando una collaborazione con due giovani ingegneri, l’imolese Niccolò Bellini e il pesarese Davide Rastelli, nel momento in cui erano in procinto di avviare la loro start-up Spacemind. Ma prima ancora di vedere la luce, questa è stata inglobata all’interno di Npc come vera e propria divisione aziendale. L’ambito di ricerca sono i nanosatelliti, piccoli cubi modulari, che vanno da 1 a 10 chili di peso. La struttura di base ha lati di appena 10 centimetri. «Quello in cui ci stiamo muovendo – spiega il presidente di Npc, Nabore Benini – è un settore di nicchia, una sorta di privé all’interno di un club ristretto. Noi ci abbiamo messo piede e ci stiamo facendo conoscere a livello internazionale, con la presenza ai principali simposi, fiere e convegni del settore».

La scelta di concentrarsi sui nanosatelliti è tutt’altro che casuale. Le stime infatti prevedono una crescita esponenziale del loro utilizzo nello spazio, perché richiedono costi e tempi di sviluppo inferiori rispetto ai satelliti tradizionali e sono meno impattanti sull’ambiente, dato che per le loro ridotte dimensioni, una volta ultimato il ciclo di vita, si disintegrano entrando a contatto con l’atmosfera. Nel 2017 ne sono stati lanciati circa 200, ma si prevede che nei prossimi cinque anni il loro numero salirà a oltre 2 mila. Un’opportunità di business allettante e che non è sfuggita ai soci di Npc, le aziende Curti Costruzioni meccaniche di Castel Bolognese (40%), Ecor di Schio (40%) e Benini stesso (20%). «Quando all’estero raccontiamo la nostra storia – dicono i trentenni Bellini e Rastelli, già compagni di studi all’università di Forlì e oggi colleghi – colpisce la scelta fatta da Npc di puntare su un settore così costoso come quello aerospaziale, senza ricorrere, per il momento, a finanziamenti o bandi, investendo in proprio e creando addirittura una divisione interna. Per far questo servono lungimiranza, coraggio e concretezza. Neanche le nostre collaborazioni con le università di Bologna e La Sapienza di Roma sono supportate da fondi pubblici». 

Spacemind partecipa anche allo sviluppo di missioni satellitari, come quella di 1Kuns-Pf, il primo nanosatellite del Kenia, rilasciato l’11 maggio scorso dalla Stazione spaziale internazionale Iss. Una parte dell’assemblaggio è avvenuta proprio a Imola. Oggi Npc ha 33 dipendenti e un fatturato di circa 24 milioni di euro. «Abbiamo aspettative alte – conclude il presidente -. In cinque anni, grazie alla divisione Spacemind, contiamo di aumentare il fatturato di circa il 15-20 per cento. La visione, in prospettiva, è realizzare a Imola un centro di eccellenza per applicazioni aerospaziali e progettazione di nanosatelliti. Anche se in Europa l’Italia è il fanalino di coda nel settore aerospaziale, qui abbiamo teste e creatività. Non serve andare fuori. Dobbiamo riuscire a tenere i giovani in Italia per farli crescere qui».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 14 giugno.

Nella foto: il presidente di «Npc» Nabore Benini (al centro), con a destra Niccolò Bellini e Davide Rastelli, accanto a «Moral» la montatura per telescopi

L'innovativa montatura di telescopi dell'azienda imolese Npc in grado di «inseguire» i detriti spaziali
Cronaca 19 giugno 2018

Baccanale 2018, l'artista argentino Fabian Negrin sarà l'autore dell'illustrazione simbolo della rassegna

Il Baccanale, l”annuale rassegna enogastronomica e culturale in programma a Imola dal 3 al 25 novembre, nell”edizione 2018 avrà come titolo «L’Italia del latte». Quest’anno, per illustrare la manifestazione è stato scelto l’artista argentino Fabian Negrin, con l”immagine simbolo della rassegna che sarà svelata agli inizi di settembre per essere poi utilizzata in tutti i materiali promozionali della kermesse.

Fabian Negrin, definito dagli addetti al settore «il miglior illustratore attivo in Italia e certamente il più incline a mettersi in gioco e tentare strade nuove», è nato in Argentina nel 1963 e si è trasferito a diciotto anni a Città del Messico, dove si è laureato alla Facoltà di Grafica dell’Università Autonoma Metropolitana; ha studiato cartellonistica con Wiktor Gorka e disegno corporativo con Felix Beltràn. Ha conseguito in seguito il Master in incisione presso l’Accademia di Belle Arti San Carlos di Città del Messico. In Messico ha lavorato come illustratore per i principali giornali del paese e ha collaborato come grafico e fumettista con diverse case editrici e studi grafici. Nel 1989 si è trasferito a Milano, e ha proseguito la sua attività artistica lavorando come creatore di campagne pubblicitarie per enti pubblici e privati e come illustratore per numerosi giornali e riviste anche stranieri e case editrici. Come autore, coautore e illustratore ha pubblicato oltre 140 libri, molti dei quali nelle collane per ragazzi di alcune delle più importanti case editrici italiane e straniere, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti.

A Fabian Negrin, non solo illustratore ma anche autore, Casa Piani, Sezione Ragazzi della Biblioteca comunale di Imola dedicherà quest’anno la mostra autunnale a partire proprio dal Baccanale per proseguire fino all’inizio del 2019. La mostra si rivolgerà a un pubblico di ragazzi e di adulti e sono previste visite guidate alle scolaresche.

r.c.

Nella foto: Fabian Negrin

Baccanale 2018, l'artista argentino Fabian Negrin sarà l'autore dell'illustrazione simbolo della rassegna
Cronaca 19 giugno 2018

A Castel San Pietro lavori per il rinnovo della rete idrica in via Conventino. Modifiche alla viabilità

Cantiere aperto a Castel San Pietro per il secondo stralcio dei lavori a cura di Hera che riguarderanno il rinnovo della rete idrica dell”acquedotto in via Conventino. I lavori partiti dalla Sorgente di via Malvezza, si incroceranno con il tratto sterrato di via Conventino e proseguiranno poi fino al ponte. In questi giorni inizierà anche l”asfaltatura del tratto stradale di via Conventino dove si era concluso il primo stralcio.

In prativa verrà posata una nuova condotta in sostituzione di quella precedente e verranno anche rifatti gli allacciamenti degli utenti. Il primo stralcio, effettuato nel novembre 2017, ha riguardato la sostituzione di circa 1.800 metri di tubature, mentre il secondo interesserà ulteriori 1.300 metri, per un totale complessivo in via Conventino e via Malvezza di quasi 3,1 chilometri di rete idrica.

L”intervento, inserito a Piano d”Ambito di Atersir, sarà finanziato dal Con.Ami nelle zone interessate dal cantiere sarà consentita la circolazione dei veicoli a senso unico alternato. Le necessarie limitazioni alla circolazione verranno di volta in volta comunicate con avvisi e apposita segnaletica.

r.c.

Nella foto (dal sito del Comune di Castel San Pietro): via Conventino

A Castel San Pietro lavori per il rinnovo della rete idrica in via Conventino. Modifiche alla viabilità
Cronaca 18 giugno 2018

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame

Venerdì scorso gli abitanti di Fontanelice di sono radunati davanti alla sede del Banco Popolare di Milano (Bpm) organizzando un presidio di protesta contro la chiusura della filiale, l’unica del paese, aperta da oltre cento anni. Il malcontento era nato anche per la totale mancanza di risposte da parte della sede centrale, malgrado i numerosi solleciti del sindaco, della parrocchia, delle associazioni fontanesi, dell’Anci e dei commercianti del paese.

«Proprio il giorno del presidio dalla sede centrale del Bpm ci hanno confermato la volontà di chiudere da venerdì 29 giugno» dice amareggiato il sindaco Athos Ponti che, proprio in quell’occasione ha annunciato la sua personale iniziativa per combattere le logiche dall’alto. «Ci ho pensato moltissimo in questi giorni e ho deciso che farò uno sciopero della fame – ha affermato deciso – Lo faccio come cittadino di Fontanelice, perché dobbiamo far capire che la banca qui è un servizio pubblico e la comunità aspetta delle risposte».

Sciopero che ormai è già arrivato al quarto giorno, ma non è escluso che possa proseguire ancora. «Io stesso ho aperto il mio primo libretto in quella banca all’età di sei anni quando si chiamava Cassa di Risparmio di Imola – prosegue Ponti -. Siamo disposti anche ad accettare una riduzione di orario o di giornate di apertura pur di mantenere la banca a Fontanelice».

r.c.

Nella foto: il sindaco di Fontanelice Athos Ponti

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame
Economia 18 giugno 2018

Addio diserbanti chimici, a Codrignano le erbacce le eliminano col vapore

Basta diserbanti chimici, largo al vapore. E’ la scelta originale di Andrea Landi, titolare assieme alla moglie Alessandra Gentilini dell’azienda agricola “Il sole nella frutta” di Codrignano di Borgo Tossignano. Da quest’anno, per eliminare le erbacce dai suoi campi utilizza solo acqua, portata a una temperatura di circa 160 gradi. «Per poter dare un prodotto sempre più salubre ai nostri clienti – spiega Landi – abbiamo deciso di abbandonare la pratica del diserbo chimico». Il tema si collega al discusso glifosato, il principio attivo più usato al mondo nei prodotti erbicidi e che alcuni studi sostengono sia nocivo alla salute. L’Unione europea ha più volte rinviato un pronunciamento in merito e anche in Italia il suo uso è a tutt’oggi consentito nelle quantità previste dai disciplinari.

«Prima usavamo un erbicida sistemico a base di glifosato – dettaglia l’agricoltore -. Il disciplinare ammette sei chili di prodotto per ettaro, ma noi lo usavamo con un dosaggio più basso, comunque efficace. E nonostante i dispositivi di protezione come maschera, tuta e guanti, alla fine di una giornata di lavoro lo sentivo addosso». Ora con il vapore è tutta un’altra cosa. «Se aggiungessi un po’ di eucalipto, potrei fare anche l’aerosol – scherza -. La scorsa primavera abbiamo acquistato una caldaia, che viene attaccata al trattore. Il vapore “lessa” le erbacce, facendo seccare gli steli. Più volte si passa e più il diserbo è efficace. Usiamo questo metodo nel frutteto. La macchina è dotata di una campana che ci permette di evitare i tronchi, mentre per zone più definite come l’orto usiamo una lancia manuale, simile a quella di una idropulitrice, con un getto più limitato. So che in Austria e in Germania questo sistema viene usato anche dalle amministrazioni comunali per la gestione del verde pubblico».

Acqua e gasolio sono la materia prima. «Servono dieci quintali d’acqua per ettaro e 4-5 litri di gasolio all’ora. Rispetto a un diserbante chimico occorre più tempo e più manodopera. Dal punto di vista economico è meno conveniente, ma si guadagna in salubrità».

L’investimento, di circa 20 mila euro, partecipa al bando per la copertura al 50% con fondi del Psr regionale. Per ora, a usare il vapore sono ancora in pochi. «L’azienda modenese, l’unica a produrre caldaie di questo tipo in Italia, ci ha detto che siamo gli unici clienti nel circondario imolese e tra i pochi in Italia».Per distinguersi, i titolari puntano non solo sul vapore, ma anche sul colore. «Oltre alle patate viola, gialle e rosse – conclude il titolare – da quest’anno produciamo fagiolini viola e bietole con steli gialli, fucsia e arancioni». In questo caso a lessarle, però, ci deve pensare il cliente. (lo.mi) 

Nella foto Andrea Landi impegnato nella “vaporizzazione” delle erbacce

Addio diserbanti chimici, a Codrignano le erbacce le eliminano col vapore

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