Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 17 ottobre 2018

Basket A2, lesione parziale del crociato anteriore per il capitano de Le Naturelle Patricio Prato

Giornata di esami strumentali per il capitano de Le Naturelle Imola Basket Patricio Prato, dopo l”infortunio subito nel secondo tempo del match di sabato scorso contro la Fortitudo Bologna.

La risonanza al ginocchio sinistro ha evidenziato una lesione parziale del crociato anteriore e, nei prossimi giorni, per il giocatore argentino sono in programma altre visite specialistiche in modo da definire il processo di recupero.

d.b.

Nella foto: Patricio Prato contro la Fortitudo

Basket A2, lesione parziale del crociato anteriore per il capitano de Le Naturelle Patricio Prato
Economia 17 ottobre 2018

La bava di lumache? Ottima base per prodotti cosmetici: l'esperienza dell'azienda BioVilla

A Villa Fontana, nelle campagne medicinesi, c’è un’azienda agricola che ha fatto dell’elicicoltura per la cosmesi il proprio business di punta.

«Il progetto è nato nel 2013 – ci racconta Giovanni Verardo, il titolare di BioVilla -. Su un ettaro di terreno alleviamo chiocciole delle varietà Helix aspersa muller ed Helix aspersa maxima con il metodo Cherasco, seguendo cioè il ciclo naturale all’aperto e senza l’uso di mangimi. In questo modo otteniamo prodotti biologici destinati alla ristorazione e alla cosmesi. Dal 2015 siamo arrivati a pieno regime. Dopo un anno, abbiamo creato il marchio Dadisten, registrato a livello europeo, con cui vendiamo cosmetici a base di bava di lumaca. E’ un mercato di nicchia, che però offre tanti spunti. Siamo tra i pochi a produrre una linea che va dallo shampoo, alla crema per il corpo e per il viso, con una concentrazione di bava al 70 per cento».

Le proprietà di questo ingrediente naturale sono molteplici. «La bava di lumaca – prosegue – è ricca di allantoina, efficace contro l’acne e le irritazioni della pelle. Inoltre, ha proprietà elasticizzanti e anti-età». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto un prodotto a marchio Dadisten dell”azienda BioVilla

La bava di lumache? Ottima base per prodotti cosmetici: l'esperienza dell'azienda BioVilla
Economia 17 ottobre 2018

Il regno delle lumache è a Imola in Pedagna: Enea Xheka racconta come è nata l'idea di allevarle

Da circa un anno nel quartiere Pedagna c’è… il regno delle lumache. Si chiama infatti così l’attività che Enea Xheka, trentaduenne di origine albanese, ha avviato su un terreno in via Punta, già di proprietà della Cesi e finito all’asta dopo l’entrata in liquidazione della cooperativa edile imolese.

Xheka non ama parlare di sé, anche se avrebbe molto da raccontare. «Sono arrivato in Italia e a Imola nel 1999 con un mio amico – riassume -. Avevo solo 13 anni ed ero clandestino. Fino a quando non sono diventato maggiorenne sono stato a Santa Caterina. Ho studiato all’Ecap per diventare elettricista e poi ho fatto qualsiasi tipo di lavoro». E’ stato anche dipendente proprio della Cesi, nel settore strade, fino a quando, nel 2014, la cooperativa edile non è entrata in liquidazione. «Non ci credo ancora che sia andata a finire così – dice – ci tenevo tanto a quella azienda. Ero fiero di dire “lavoro per la Cesi”. La gente, anche se ero albanese, mi guardava in un altro modo».

Xheka si è aggiudicato quel lotto, di poco più di 1,4 ettari, all’asta del 28 gennaio 2017, spuntandola tra altri quindici offerenti. «Il sogno mio e di mio fratello Martin, di due anni più piccolo – racconta – è sempre stato quello di lavorare la terra, anche se non ne sappiamo niente di agricoltura. Siamo nati in città, a Elbasan, a pochi chilometri da Tirana. Abbiamo comprato questo terreno senza sapere bene cosa farne. Volevamo fare qualcosa di innovativo e abbiamo cercato su Internet. All’inizio avevamo pensato alle erbe officinali per le case farmaceutiche. Poi, per caso, a tutti e due è venuta la stessa idea: perché non fare un allevamento di lumache?».

Partito da zero, Xheka ha cominciato a raccogliere informazioni, a visitare altri allevamenti e a partecipare agli incontri tenuti dall’Istituto internazionale di elicicoltura a Cherasco, in provincia di Cuneo, il più autorevole punto di riferimento in materia. Lì ha deciso di scegliere il metodo messo a punto proprio dall’Istituto ed è partito lo scorso aprile con circa 40 mila riproduttori della varietà Helix aspersa maxima, in 40 recinti da 45 metri per 3 metri e mezzo, ognuno diviso in due settori, uno per la riproduzione e uno per l’ingrasso delle lumache, che vengono alimentate solo con un misto di bietola, insalata amara, cavoli e frutta.

Niente mangime. «In questo modo – spiega – si riesce a fare un ciclo naturale biologico completo. Se segui alla lettera il disciplinare, che spiega tutto passo passo, anche una persona senza esperienza come me ce la può fare. Magari questo può dare speranza anche ad altri giovani. Il prossimo anno conto di arrivare a regime, anche se già quest’anno ho avuto i primi risultati. L’Istituto di Cherasco garantisce il ritiro completo del prodotto, ma non c’è un’esclusiva». L’obiettivo, infatti, è arrivare anche alla vendita diretta dal prossimo anno. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Il regno delle lumache è a Imola in Pedagna: Enea Xheka racconta come è nata l'idea di allevarle
Cronaca 17 ottobre 2018

Dall'alba ai Tre Monti, i 50 anni di storia della famosa corsa podistica imolese

ll 1º settembre 1968, mentre a Imola nasceva il mito di Vittorio Adorni, si scriveva anche la prima pagina di un evento diventato storico: il Giro dei Tre Monti. I due fatti sono connessi, perché se Leo Monduzzi, l’ideatore della grande classica del podismo imolese, non avesse seguito con la sua telecamera il grande ciclista, forse non avrebbe mai dato vita alla corsa. Fu la magia dei Mondiali portati in città da Nino Ceroni e il fascino del percorso a fargli capire che quella era la gara che andava cercando da anni. Il Giro dei Tre Monti era perfetto: crudele per i suoi saliscendi, bellissimo e realizzabile. Ne parlò con gli amici di sempre, ma era la corsa ad aver già preso il volo. Nel giro di poche settimane nei bar e nelle cooperative imolesi non si parlava d’altro.

Domenica la famosa corsa podistica compie 50 anni e sarà l”occasione per tutti i partecipanti di vivere una nuova storia di vita e sport. La stessa storia che la brava scrittrice Lisa Laffi ha raccontato per l”occasione nel libro «Imola e il Giro dei Tre Monti» (Bacchilega Editore).

d.b.

Nella foto: l”edizione del 1977

Dall'alba ai Tre Monti, i 50 anni di storia della famosa corsa podistica imolese
Sport 17 ottobre 2018

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sulla Sambenedettese

La squadra tanto cara a Mario Titone ha cambiato molto rispetto alla scorsa stagione, a partire dall’allenatore, visto che al posto del duo fumantino (eufemismo) Capuano-Moriero, in estate era stato ingaggiato Magi. Verbo al passato ormai visto che i marchigiani hanno da poco cambiato guida tecnica mettendo in panchina Giorgio Roselli.

Salutati nella sessione di calciomercato di Bellomo e Miracoli, elementi importanti per la C, in attacco i due acquisti principali sono l’ex Catania Russotto e Calderini (Viterbese a fine anno, Foggia all’inizio con poche presenze) coppia che cercherà di innescare i «falsi nueve» Di Massimo e Minnozzi (il primo 33 presenze e 3 reti lo scorso anno, il secondo ha fatto sfracelli nell’Eccellenza marchigiana con il Porto d’Ascoli) oppure la pertica Stanco (ex Modena), uno che in estate il patron Fedeli (piccoli Zamparini crescono…) aveva messo alla porta. L’impressione è che al Riviera delle Palme per sognare servirà altro, lo dimostra anche l”avvio tutt”altro che indimenticabile.

La squadra abruzzese, infatti, al momento occupa la 19^ e penultima posizione in classifica con soli 3 punti, frutto di soli pareggi. Nell”ultimo turno la «Samb» ha perso 2-0 a Ravenna. In vista del match di oggi pomeriggio nello storico «Riviera delle Palme» (fischio d”inizio ore 18.30) sono 23 i convocati dal tecnico Roselli.

Convocati Sambenedettese

Portieri: 1 Pegorin, 12 Rinaldi, 22 Sala. Difensori: 2 Biondi, 3 Di Pasquale, 6 Miceli, 14 Rapisarda, 26 Cecchini, 28 Gemignani. Centrocampisti: 4 Gelonese, 8 Bove, 16 Demofonti, 17 Rocchi, 20 Ilari, 21 Islamaj, 26 Signori. Attaccanti: 7 Di Massimo, 9 Stanco, 10 Calderini, 11 Kernezo, 23 De Paoli, 24 Minnozzi, 32 Russotto.

r.s.

Nella foto (dalla pagina facebook della Sambenedettese): la formazione marchigiana prima del match contro il Ravenna

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sulla Sambenedettese
Sport 17 ottobre 2018

Calcio serie C, Lanini dal primo minuto nell'Imolese che va a San Benedetto del Tronto

Turn over ragionato anche a San Benedetto del Tronto per l”Imolese nella giornata infrasettimanale di serie C. Contro la Samb (stadio Riviera delle Palme, ore 18.30) si parte da Lanini, autore dell”eurogol che è valso i tre punti sul Gubbio domenica scorsa. Al suo fianco giocherà Rossetti con Giovinco e De Marchi pronti in panchina. Dietro di loro ci sarà Luca Belcastro, giocatore inamovibile nello scacchiere rossoblù. Risalendo all”indietro il centrocampo poggerà sempre sul perno centrale Carraro che stavolta avrà ai fianchi Bensaja e Saber. La difesa sarà quella che ha concluso la partita domenica con Sciacca che agirà da esterno sinistro vista le indisponibilità di Sereni e Fiore.

L”allenatore imolese Alessio Dionisi nel prepartita, riguardo agli avversari, ha dichiarato a sabatosera.it: «La Sambenedettese non è costruita per il campionato che sta facendo e alla fine sono convinto che verrà fuori. Sappiamo che il loro valore non è rappresentato dei tre punti che hanno raccolto fino ad oggi, la classifica non è ancora stabile né per loro e nemmeno per noi. Per questo siamo consapevoli che sarà una partita difficile per noi, ma noi vogliamo rendergliela difficile».

L”arbitro sarà il Sig. De Santis di Lecce, coadiuvato dagli assistenti Mittica e Di Gregorio, entrambi della sezione di Bari.

Paolo Bernardi

PROBABILE FORMAZIONE IMOLESE

IMOLESE (4-3-1-2) 22 Rossi; 18 Garattoni, 19 Boccardi, 26 Carini, 2 Sciacca; 4 Bensaja, 21 Carraro, 24 Saber; 10 Belcastro; 27 Rossetti, 17 Lanini. (12 De Gori, 5 Checchi, 6 Tissone, 14 Zucchetti, 7 Tattini, 11 Giannini, 23 Rinaldi, 20 Gargiulo, 8 Valentini, 29 Mosti, 28 Giovinco, 30 De Marchi). All. Dionisi.

Nella foto (Isolapress): Luca Belcastro

Calcio serie C, Lanini dal primo minuto nell'Imolese che va a San Benedetto del Tronto
Economia 17 ottobre 2018

Economia, la società bolognese C Holding rileva ciò che resta della Cesi

Il finale della lunga vicenda Cesi, posta in liquidazione coatta amministrativa l’8 luglio 2014, lo ha scritto nelle scorse settimane la società bolognese C Holding, che, mettendo sul piatto circa 24 milioni, ha acquisito ciò che restava della Cooperativa edilstrade imolese. L’offerta è stata messa nero su bianco in una proposta di concordato fallimentare, modalità prevista proprio dalla legge fallimentare, i cui dettagli sono stati pubblicati lo scorso 31 maggio in Gazzetta ufficiale. C Holding, si legge nella proposta, «intende perseguire il duplice obiettivo di proseguire nel completamento delle attività sui beni di proprietà Cesi e nella realizzazione dei piani industriali delle società del gruppo tuttora attive», nonché nella liquidazione dei creditori. Restano infatti ancora 5 società attive «partecipate al 100% dalla procedura, che risultano operative, con iniziative immobiliari da realizzare e 3 società partecipate pro quota da Cesi».

Nel 2012 il gruppo Cesi, che quest’anno avrebbe compiuto quarant’anni, risultava composto da 65 società. C Holding si è quindi impegnata a portare avanti le attività attraverso una newco, interamente controllata, e ad impiegare gli addetti Cesi rimasti in forze alla procedura di liquidazione. In tutto, quattro persone. Al momento della messa in liquidazione, quattro anni or sono, invece, i lavoratori erano circa 400, oltre 300 dei quali anche soci della cooperativa. «Quanto al personale dipendente di Cesi – riassume il documento – vi è stata una complessiva dismissione della forza lavoro in parte mediante ricollocazione presso altre società operative del gruppo e in parte mediante dimissioni volontarie, licenziamenti, pensionamenti e altro». Quello che il documento non dice, invece, è che per il territorio è stata una perdita ingente di posti di lavoro, amplificata dagli effetti a catena sull’indotto.

Nel corso della liquidazione sono state organizzate otto aste di beni mobiliari e immobiliari, che hanno permesso al commissario di rimpinguare le casse della procedura. La prima si è tenuta il 28 novembre 2015, l’ultima il 16 dicembre 2017. Grazie anche alle somme così incassate, Gaiani ha potuto effettuare cinque riparti successivi, a favore dei creditori. «Sono già stati soddisfatti interamente, quindi al cento per cento, i creditori privilegiati, per circa 30 milioni» sottolinea. Dopo quattro anni, nelle casse della procedura di liquidazione c’erano circa 22 milioni e 700 mila euro, derivanti, dettaglia Gaiani «da incasso crediti, cessione partecipazioni, transazioni e incasso cause in essere e vendite beni all’asta. Rimanevano ancora da alienare diverse tipologie di beni (38 lotti, Ndr), aree da sviluppare, cantieri, capannoni, alcuni dei quali già posti in asta, ma con esito negativo». A fronte di tutto ciò, tribunale e creditori hanno ritenuto comunque vantaggiosa l’offerta di C Holding. «La Cesi è stata una delle procedure più importanti degli ultimi anni dell’intera regione, sia in termini di numeri che di complessità – così Gaiani riassume la sua esperienza -. Sono molto soddisfatto sia per il lavoro svolto, per i rapporti personali che si sono creati soprattutto con alcuni degli ex dipendenti e anche per l’esito della procedura».

C Holding, detenuta al 70% dalla società bolognese Finross della famiglia Rossetti, è specializzata in ristrutturazione debiti, gestione insolvenze, acquisto crediti e cespiti da procedure fallimentari o concorsuali. Nel recente passato Finross ha assunto alcuni concordati fallimentari già omologati, tra cui quelli relativi alle società Mediafiction (già controllata da Cecchi Gori), Busi Group e Busi Impianti. 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» dell”11 ottobre.

Nella foto: il presidio dei lavoratori della «Cesi» nel luglio 2014

Economia, la società bolognese C Holding rileva ciò che resta della Cesi
Cronaca 16 ottobre 2018

Due incidenti ieri a Ganzanigo, feriti un anziano a bordo di un apecar e un giovane ciclista

Due incidenti hanno caratterizzato la giornata di ieri lungo le strade di Medicina, per la precisione della frazione di Ganzanigo. Entrambi, fortunatamente, senza feriti gravi. Il primo è avvenuto al mattino, alle 7.30, sulla via San Vitale e ha visto coinvolti un”auto e un apecar. Stando a quanto ricostruito dai militari, i due mezzi viaggiavano entrambi in direzione di Bologna. Alla guida dell”auto c”era una 35enne, mentre sul tre ruote un 81enne, entrambi residenti a Medicina. Ad un certo punto, la 35enne avrebbe iniziato il sorpasso ma, durante la manovra, il tre ruote è finito fuori strada, capovolto nel fosso a lato della carreggiata. Secondo i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l”esatta dinamica, l”auto avrebbe toccato la ruota anteriore dell”apecar (non è chiaro se è stata la donna a “stringere” oppure l”anziano ad “allargarsi”). L”anziano è stato poi trasportato all”ospedale Maggiore di Bologna in osservazione, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Poche ore più tardi, verso le 15, il secondo incidente, all”incrocio tra via di Ganzanigo e via Pedretti. Stando a una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, un 18enne, originario del Pakistan ma residente a Carpi, si trovava in sella ad una bici e stava distribuendo dei volantini pubblicitari in via Pedretti. Arrivato all”incrocio con via di Ganzanigo, dove provenendo da via Pedretti c”è lo Stop, è finito contro l”auto condotta da una 63enne di Medicina. Il ragazzo è stato trasportato all”ospedale Maggiore, ma anche le sue condizioni, come detto, non sarebbero gravi.

Foto d”archivio

Due incidenti ieri a Ganzanigo, feriti un anziano a bordo di un apecar e un giovane ciclista
Cronaca 16 ottobre 2018

Tutti i Consiglieri comunali di Ozzano (o quasi) devolvono il gettone di presenza alla scuola

I Consiglieri comunali di Ozzano hanno donato il compenso dei loro gettoni di presenza all”Istituto comprensivo della cittadina. Lo comunica il Comune in occasione della tradizionale cerimonia di premiazione degli alunni meritevoli avvenuta venerdì scorso.

“E” stato uno dei primi temi a cui mi sono dedicato subito dopo la mia nomina – ricorda il sindaco Luca Lelli -. In uno dei primi Consigli comunali approvammo un ordine del  giorno proposto congiuntamente da tutti i gruppi consiliari, con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle, dove si proponeva di devolvere l”importo dei gettoni di presenza alle sedute consiliari a favore di una giusta causa strettamente legata al nostro territorio”. La delibera consiliare risale al settembre del 2014. A Ozzano l”importo del gettone di presenza è di 21,98 euro a seduta che, moltiplicato per tutti i consiglieri che hanno aderito e per le sedute annue del Consiglio, mediamente una al mese, porta “ad una cifra che supera i 3500 euro l”anno” precisano dal Comune.

“Decidemmo di devolvere il  compenso all”Istituto comprensivo di Ozzano che lo avrebbe utilizzato per premiare giovani studenti meritevoli, residenti nel nostro comune, che avevano ottenuto risultati scolastici di rilievo (10 e 10 e lode all”esame di Stato della terza media) ed anche per altre attività di corredo alla didattica come l”abbattimento dei costi per il sostenimento dell”esame in lingua inglese Ket e la partecipazione ai costi dei viaggi di istruzione a favore di famiglie disagiate” precisa Lelli.  

“Sono orgoglioso che la maggior parte dei consiglieri di questo mandato continuino ad aderire a questa iniziativa rinunciando al compenso derivante dai gettoni di presenza – conclude Lelli – ai nostri ragazzi. Per noi consiglieri si tratta di una piccola ma significativa rinuncia ma per i nostri ragazzi rappresenta uno stimolo importante a fare bene, studiare con profitto e migliorarsi.”

Nella foto la premiazione degli alunni meritevoli con gli insegnanti e i consiglieri Riccardo Beatrice e Claudio Garagnani

Tutti i Consiglieri comunali di Ozzano (o quasi) devolvono il gettone di presenza alla scuola
Cronaca 16 ottobre 2018

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni

Sara Rouibi, classe 1991, laureata in Giurisprudenza (attualmente frequenta un master sul diritto delle migrazioni), è la più giovane consigliera comunale di Castel San Pietro. E’ stata eletta con il Partito democratico quando ancora non aveva compiuto 23 anni, facendosi portavoce delle istanze delle fasce più giovani.

La storia della sua famiglia affonda le radici nella travagliata situazione sociale e politica dell’Algeria, paese di origine dei genitori, dei primi anni Novanta: il padre si trasferì a Castel San Pietro a fine anni Ottanta, raggiungendo il fratello che svolgeva gli studi nel bolognese. Poi, nel 1990, arrivò anche la moglie, esattamente un anno prima dello scoppio della guerra civile in Algeria, un terribile conflitto fratricida che si sarebbe prolungato fino al 2002.

Sara è nata a Castello, vivendo i primi anni della sua vita tra la realtà pacifica dell’Italia e quella violenta e precaria che i suoi parenti tratteggiavano nelle lunghe telefonate dall’Algeria. La passione per la politica deriva sicuramente dall’avere sperimentato le insicurezze e le difficoltà con cui gli immigrati di seconda generazione convivono ogni giorno. Da giugno cura una rubrica sul blog www.strisciarossa.it, nato dalla volontà di alcuni giornalisti appartenenti alla sinistra italiana. Si chiama «Diario di un’italiana» e raccoglie le storie di giovani figli di immigrati, una prospettiva differente per guardare al fenomeno delle migrazioni.

Quanto hanno influito le origini della sua famiglia e la sua formazione sulla scelta dell’area politica di appartenenza?
«Ho imparato molto presto a conoscere il valore della democrazia, soprattutto perché avevo la possibilità di raffrontare la situazione di uno stato libero e democratico come l’Italia a quella dell’Algeria, devastata dalla guerra. Questa consapevolezza, unita all’interesse per i diritti dell’uomo, mi ha indirizzato sia verso gli studi di Giurisprudenza che verso l’area politica di centrosinistra».

Come ha vissuto la sua condizione di italiana figlia di stranieri?
«Ho acquisito la cittadinanza italiana solo a sedici anni, ma non mi sono mai considerata differente dagli altri ragazzi. Ho lottato molto con le mie radici algerine, le vedevo come qualcosa di negativo che mi impediva di essere accettata. E’ stato solo maturando e studiando, in particolare la storia italiana e quella algerina, che ho imparato a conoscermi veramente e a considerare le due identità che convivono in me come una ricchezza».

Ha mai vissuto situazioni discriminatorie o episodi di razzismo?
«Episodi razzisti non ne ho mai vissuti e da questo punto di vista Castello è un luogo in cui i valori dell’accoglienza e della solidarietà sono tuttora centrali. Di certo ho sempre avvertito una certa differenza, come se dovessi colmare un gap tra me e gli altri, ma non ho mai riscontrato atteggiamenti ostili verso di me. Forse negli anni dell’adolescenza in cui ho portato il velo sono stata guardata con un po’ più di sospetto. Poi, diventando maggiorenne, ho scelto di toglierlo». (ri.ra.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 ottobre

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast