Beppino Englaro al Medicivitas

MEDICINA
Sarà sicuramente un documentario capace di far riflettere. Si tratta di “7 giorni” di Ketty Riga e Giovanni Chironi, che ripercorre l’ultima settimana di Eluana Englaro. Verrà proiettato sabato 19 ottobre alle ore 21 al Centro sociale e culturale medicinese Medicivitas in viale Oberdan 2. E al termine della proiezione seguirà un dibattito e ci sarà spazio per porre domande a Beppino Englaro, il padre di Eluana diventato personaggio mediatico suo malgrado, e all’avvocato Sibilla Santoni del Foro di Firenze, prima in Italia ad ottenere una sentenza a favore per la figura dell’amministratore di sostegno. La storia di Eluana Enlgaro ha fatto (e continua a far) discutere molto in Italia. In seguito a un grave incidente stradale, la donna ha vissuto in stato vegetativo per diciassette anni. La famiglia per lungo tempo si è battuta per interrompere l’accanimento terapeutico. Alla fine, è stato possibile attuare il protocollo per interrompere l’alimentazione forzata. La morte di Eluana è sopraggiunta nel febbraio 2009. La sentenza ottenuta dall’avvocatessa Santoni, unica nel suo genere, prevede che una persona sana e capace di intendere e di volere possa nominare un tutore nel caso in cui subentrino importanti variazioni sullo stato psicofisico del soggetto e non sia più in grado di poter esprimere le proprie volontà.
I Comuni attualmente possono attivare il registro comunale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), dove vengono annotate data, luogo e depositario delle Dat, ma non possono ricevere o conservare in deposito delle Dat. A Medicina il registro delle Dat è attivo dal 1° dicembre dello scorso anno. In pratica all’Anagrafe non si va per registrare la propria volontà in caso di fine vita, ma solo a dire a chi o dove la si è depositata, in modo che si possa rintracciare il documento in caso di necessità. Stessa cosa fa Imola dal 2011.

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