Botta e risposta Pariani-Morandi su Fb

IMOLA-BOLOGNA
Scambio di battute “virtuale” a stretto giro tra l’ex consigliera regionale Anna Pariani (Pd) e il cantante “sempre connesso in Rete” Gianni Morandi. Pariani di recente è stata assolta dall’accusa di peculato nell’indagine sulle cosiddette “spese pazze”, in merito ai presunti rimborsi falsi per il periodo giugno 2010 e dicembre 2011. Un’indagine che ha visto coinvolti tutti i gruppi dell’Assemblea legislativa. In tutto risultavano indagate 42 persone su 50 eletti.

Il botta e risposta bonario ma chiarificatore, con tanto di citazioni di canzoni, è avvenuto a distanza tramite Facebook. “Caro Gianni – scriveva ieri la Pariani sulla sua bacheca-.Tu per me sei un mito e per questo mi ha fatto molto male leggere su La Stampa che a causa mia non sei andato a votare alle elezioni regionali in Emilia Romagna un anno fa. Io sono una dei consiglieri regionali del Pd della scorsa legislatura, capogruppo negli ultimi 14 mesi, io, la bambina che cantava “Bella Belinda” a 4 anni davanti allo specchio vestita a festa, che come te da ragazza e poi da donna ho diffuso L’Unità e che credo ancora che “c’è un grande prato verde dove nascono speranze”. Il 13 novembre scorso – spiega Pariani- dopo tre anni di inchiesta, a conclusione del rito abbreviato cui abbiamo scelto di sottoporci, un giudice ha assolto me, Richetti e Barbieri del Pd e Sconciaforni di Rifondazione comunista perché il fatto non sussiste, cioè le “spese pazze” per cui hai rinunciato ad esprimere il tuo voto perché anche qui “erano tutti uguali” per noi non ci sono mai state: abbiamo usato i soldi a noi affidati solo per fare il nostro lavoro, come era giusto”. E poi concludeva: “Per questo oggi, un anno dopo e con l’assoluzione di molti di noi, da una persona in gamba come te mi aspettavo una riflessione che andasse un po’ più in là del “sono tutti uguali” ed ora mi aspetto anche qualche scusa perché io non sono uguale a ‘er Batman, e non lo dico io, ma un giudice in un’aula di tribunale, dove comunque ho dovuto subire un processo”.

Scuse che sono arrivate nel giro di poche ore dal diretto interessato. “Mi dispiace, Anna, tu credevi nella politica e ti eri messa al servizio della comunità, mentre io (insieme a tanti altri) vi pensavo inetti e corrotti, trovati con le “mani nella marmellata” – scrive Morandi – E per la prima volta non andai a votare. Oggi ti chiedo umilmente scusa. Sono contento che ci siano ancora persone oneste come te, che fanno politica e non pensano solo a se stessi. Un abbraccio. Gianni”

Anna Pariani e Gianni Morandi (foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale del cantante)

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