Motosapiens

Motosapiens 18 maggio 2018

Sicurezza delle strade? Adotta un DR46!

La promozione del motociclismo passa anche e soprattutto attraverso la promozione della cultura della sicurezza sulle due ruote. Sicurezza che può essere attiva o passiva, della quale in parte ogni motociclista è direttamente responsabile (ad esempio un abbigliamento protettivo adeguato) ma che dipende anche dalla società di cui tutti facciamo parte. Un esempio è la sicurezza delle strade, dalla manutenzione ai guard rail troppo spesso assassini più che salva-vita.

L’associazione sportiva dilettantistica bolognese MotorLab-Idee in movimento è da anni impegnata nella promozione della sicurezza dei guard rail attraverso l’installazione dei cosiddetti guard rail salva-motociclisti DR46, barriere di plastica assorbente che proteggono i motociclisti ma anche i ciclisti in caso di scivolata. I tradizionali guard rail metallici, infatti, possono trasformarsi nel vero pericolo per gli utenti della strada a due ruote, siano esse motorizzate o meno, e una banale scivolata può costare una vita. Ma come troppo spesso accade, la messa in sicurezza delle strade ha un costo che il pubblico non sempre può affrontare. In soccorso di questa mancanza c’è però il nuovo progetto di MotorLab “Adotta un DR46”.

“Adotta un DR46” è un progetto per garantire la diffusione del guard rail salva-motociclisti DR46 attraverso l’interazione fra pubblico e privato: grazie alle partnership istituzionali di MotorLab, Regione e Città Metropolitana in primis, le aziende possono promuovere e al tempo stesso rivalutare la propria immagine mettendo in sicurezza le strade. Adottando un metro (o più) di DR46 le aziende possono godere dei medesimi benefici fiscali che si ottengono per il sostegno di qualsiasi altra causa o progetto. MotorLab dal canto suo garantisce la possibilità di inserire il nome dell”azienda sulla medesima barriera e massima visibilità ad un progetto ben noto a livello regionale che risponde ad una necessità sempre più attuale anche a livello nazionale. “La speranza è che l’adesione da parte di tante realtà imprenditoriali e produttive permetta la massima diffusione dell’iniziativa – spiegano da MotorLab -. Lo scopo è quello di ottenere una partecipazione attiva che contribuisca alla prima messa in sicurezza delle strade, una condizione indispensabile per l’intera comunità“.

L’APPUNTAMENTO. Il prossimo sabato 26 maggio alle ore 10 in piazza dei Martiri a Pianoro (Bologna) l’asd MotorLab e la Regione Emilia Romagna presentano ufficialmente il progetto “Adotta un DR46” patrocinato da Regione, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Bologna. L’invito all’evento con conferenza stampa (e molti ospiti, fra cui l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, il presidente dell’Osservatorio dell’educazione alla sicurezza stradale ER Mauro Sorbi, il dirigente del Servizio stradale della Città Metropolitana di Bologna Pietro Luminasi, il presidente dell’Associazione motociclisti incolumi Marco Guidarini) è aperto al pubblico, alle aziende interessate, ad eventuali partner e a tutti coloro che condividono la passione per le due ruote e la sicurezza. (mi.mo.)

 

 

Sicurezza delle strade? Adotta un DR46!
Motosapiens 11 maggio 2018

Avviamento al motociclismo: il progetto Hobby Sport di Fmi (e un appuntamento a Bologna)

Qual è la miglior maniera per far appassionare in sicurezza i bambini al mondo delle moto? Alcuni nascono con l’amore per le due ruote e un irrefrenabile desiderio di volare, altri ereditano la passione da uno o due genitori.

Per i bambini che si appassionano alle moto già in tenera età, aspettare l’età giusta per poter salire in moto può essere una troppo lunga attesa e non sempre un approccio agonistico è la giusta maniera per coltivare una passione sana. Non tutti i bambini possono diventare piloti, ma tanti bambini possono essere grandi motociclisti, da grandi!

Fra i compiti della Federazione motociclistica italiana (Fmi) c’è la promozione del motociclismo, anche fra i più piccoli. Per questo esiste da qualche tempo il progetto Hobby Sport, per trasformare la passione per le due ruote a motore prima in un hobby e poi, eventualmente e sempre in maniera naturale, in uno sport. Il progetto Hobby Sport rientra nel programma della Commissione Sviluppo Attività Sportive (Csas) per l’avviamento alle varie discipline motoristiche e consiste in un servizio di prove moto in sicurezza con istruttori qualificati per bambini e bambine dai 7 ai 12 anni, al fine di far provare a tutti le pratiche sportive motoristiche. Dato il carattere ludico del progetto, si rpecisa che in alcun modo si tratta di competizioni agonistiche o sfide.

MOTOMERENDA: PROVE MOTO PER BAMBINI A BOLOGNA. Motosapiens e Dainese (Bologna) promuovono il motociclismo: il primo attraverso il giornalismo, il secondo grazie ad una lunga storia nella ricerca e nello sviluppo della sicurezza del motociclista. Insieme, al fine di promuovere il motociclismo già fra i più piccoli, mantenendo gli obiettivi di informazione e sicurezza e con il supporto del motoclub bolognese Migliori, ospitano il progetto Hobby Sport del Csas Fmi il prossimo sabato 19 maggio 2018 presso lo store Dainese Bologna. A disposizione di tutti i bambini e le bambine che vorranno partecipare, dalle 15 alle 18, ci saranno le apposite motorette elettriche e gli istruttori qualificati della federazione. Motomerenda e a seguire merenda insieme, all’insegna della medesima passione che unisce i grandi e i piccoli!

ATTENZIONE. I posti le usufruire delle prove moto gratuite sono limitati: prenota la tua prova telefonando al tuo Dainese store di fiducia, in via Stalingrado a Bologna!!

Avviamento al motociclismo: il progetto Hobby Sport di Fmi (e un appuntamento a Bologna)
Motosapiens 10 maggio 2018

A million dollar smile: #69 foto per Nicky Hayden in mostra a Imola

Nicky Hayden torna all’Enzo e Dino Ferrari. Dopo la sua ultima volta in pista, proprio sul circuito imolese per il Mondiale Superbike nel 2017, e dopo il tragico incidente in bicicletta che lo ha strappato alla vita, a Misano (appena tre giorni dopo la sua ultima bandiera a scacchi sul Santerno), il campione americano si riaffaccia a Imola, protagonista di una speciale mostra fotografica firmata e voluta da Mirco Lazzari, fotografo della MotoGp da ormai 15 anni.

“Ho seguito da vicino Nicky negli anni della MotoGp – racconta Lazzari -. Nel paddock ci si conosce tutti e nel tempo mi ero molto legato al pilota e alla persona che era Nicky. Per questo ho voluto ricordarlo con una mostra nell’ultimo circuito nel quale ha gareggiato prima di andarsene“.

LE FOTO IN MOSTRA. La mostra, dal titolo One million dollar smile in onore al suo iconico sorriso da bravo ragazzo, conta sessantanove immagini del pilota, della persona e del personaggio che è stato Nicky Hayden. #69 come il numero che portava in carena.

“Si tratta di foto che ripercorrono la sua carriera, le sue vittorie (come quella indimenticabile a Laguna Seca), le tappe e i circuiti che ha frequentato – spiega Lazzari – ma anche il personaggio e la persona dolce ed affabile che era, le sue passioni, gli interessi, gli scherzi nel paddock, i sorrisi. Soprattutto i sorrisi. Quelli che nessuno potrà mai dimenticare“.

VISITARE LA MOSTRA. La mostra, inaugurata all’interno della tappa imolese mondiale Superbike, è allestita all’interno della Sala Senna fino a domenica (in esposizione c’è anche la moto di Nicky), poi sarà spostata nella galleria dell’hub turistico di If Imola Faenza Tourism Company dove sarà visitabile ad ingresso libero fino al 10 giugno.

A renderla possibile, insieme a Mirco Lazzari, sono stati If, l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, Formula Imola e Fowa Italia, che ha permesso le stampe ad alta qualità su carta «fineart».

>PER CHI NON PUO’ VISITARE LA MOSTRA, SULLA PAGINA FB DI MOTOSAPIENS UN BREVE VIDEO CON ALCUNI SCATTI<

A million dollar smile: #69 foto per Nicky Hayden in mostra a Imola
Motosapiens 24 aprile 2018

Dalla fabbrica Ducati alla lotta partigiana.. E si chiamò Giuliana

25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia. E’ un giorno fondamentale per la storia del Paese, simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale contro il governo fascista e l’occupazione nazista.

Fra i partigiani e le partigiane che hanno permesso la liberazione d’Italia ci fu anche Tolmina Guazzaloca detta Giuliana, nata il 5 settembre 1916 ad Anzola dell’Emilia. Famiglia antifascista, licenza elementare, operaia. Entrata nel movimento partigiano, divenne staffetta addetta al trasporto di armi e munizioni a Bologna e provincia.

Fino al 1943 Giuliana lavorò alla Ducati di Bologna, dove fu assunta dopo il licenziamento dalla Polveriera per attività antifascista. Per compiere la sua delicata missione, quella di staffetta partigiana per il collegamento dei gruppi fra Bologna e Modena, lascia l’azienda e il figlio piccolo. Nel 1992 ha raccontato la sua vita e la sua storia partigiana nel libro “E mi chiamai Giuliana”, nome che non era quello di battesimo ma che aveva scelto per la battaglia.

Nel libro Giuliana racconta gli anni di staffetta, anni di continui spostamenti con tutto quello che si poteva, specialmente la bicicletta, senza contare i chilometri; racconta che pedalava velocemente ripetendosi il proprio nome per farsi forza, per allontanare la paura; “mi facevo coraggio perchè credevo in ciò che facevo ed ero consapevole di quel che bisognava fare, il futuro era una grande sfida”.

“Indossavo un vestito bianco a fiori celesti, con un grande collo bianco che mi copriva quasi la metà delle spalle”, continua. L’importanza di cambiare vestito, pettinatura, di sembrare sempre sistemata ed elegante era per non farsi notare, per non sembrare di avere una missione. Sempre diverso l’aspetto, sempre terribile la fine in caso fosse stata scoperta.

Il libro E mi chiamai Giuliana è oggi difficile da trovare il libreria, ma è presente in molte biblioteche, soprattutto dell’Emilia Romagna, nelle apposite sezioni sulla Resistenza. E’ una importante testimonianza autobiografica di una vita divisa fra famiglia, lavoro ed attività clandestina ma decisiva per le sorti di Bologna e dell’Italia.

ApprofondimentoQui la video intervista a Tolmina Guazzaloca fatta nel 2010 da Cristina Comperini, che la interpellò per gli ultimi ricordi di una vita piena di gioie e dolori, poco prima di morire.

Dalla fabbrica Ducati alla lotta partigiana.. E si chiamò Giuliana
Motosapiens 14 aprile 2018

Ruote di una volta: un viaggio nel tempo

Il motociclismo non ha radici ma ruote con cui muove una passione senza tempo.

La passione per le due ruote ha molteplici declinazioni e sfumature, ma non ha tempo. Per questo le moto, le gare e i piloti di ieri appassionano tanto e tanti. Ogni occasione è buona per fare un tuffo nel passato!

Una ghiotta occasione è quella organizzata da Motosapiens e Dainese Bologna: UN VIAGGIO NEL TEMPO.

Un pomeriggio, il 28 aprile, in cui lo store di Bologna, fresco della nuova collezione retrò Dainese72, ti porta indietro nel tempo con tante iniziative ed ospiti!

A partire dalla prestigiosa Collezione Battilani di Imola, ricca esposizione di moto dalle origini del motociclismo fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Nello store, per l’occasione, saranno presenti in esposizione due esemplari speciali della collezione: una Indian modello O 262 cc del 1917 ed una Harley Davidson modello Sport 600 cc del 1922. Avrete l’occasione, dal vivo, di vedere dei veri cilindri contrapposti in senso longitudinale d’epoca! Inoltre potrete godere della sapienza e della maestria del patron Battilani e concordare la vostra visita speciale all’intera collezione!

 

 

Direttamente dal passato, con immagini e filmati originali ma restaurati, la casa di produzione Rodaggio Film, che promuove e distribuisce film dedicati alla cultura delle due ruote, presenterà e mostrerà alcune clip dal ritrovato film I fidanzati della morte, il primo grande film del 1956 sul motociclismo che mostra la Milano-Taranto, il GP di Monza, le Guzzi, le Gilera e le Norton del tempo e dipinge una vera stagione di eccellenze italiane del mondo dei motori, dal sidecar al motocross. Fra le celebrità di ieri portate sul grande schermo: Geoffrey Duke, Libero Liberati, Bill Lomas, Enrico Lorenzetti, Dichie Dale, Keith Campbell, Reg Armstrong.

 

Dal mondo attuale delle moto classiche e caferacer, il motoclub Modern Classic Bologna sarà presente per una motoconcentrazione cui sono invitati tutti i motociclisti e per presentare il motoraduno internazionale Distinguished Gentleman’s Ride, vera e propria marcia motociclistica mondiale benefica che ogni anno a settembre sensibilizza e raccoglie fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e la prevenzione del suicidio maschile. Solo in Italia lo scorso anno ha radunato oltre settantamila bikers. Un’occasione per prendere parte a qualcosa di diversamente motociclistico, senza dimenticare il lato solidale.

 

 Non mancheranno piloti di ieri come ospiti, per rievocare insieme grandi tempi e grandi imprese.

APPUNTAMENTO DA DAINESE BOLOGNA SABATO 28 APRILE DALLE 14 ALLE 18. SE AMI LE MOTO, SE SEI SENZA TEMPO, SE HAI LA MOTO, O SE L’AVEVI: NON MANCARE!

mi.mo.

Ruote di una volta: un viaggio nel tempo
Motosapiens 11 aprile 2018

Motociclisti senza etichetta: quando la moto è vita

Nell’immaginario comune i motociclisti sono tipi atletici, sportivi, impavidi. Ma motociclismo non è solo sport e professione, è soprattutto passione. Una passione che non conosce limiti e supera gli ostacoli. Perchè la moto è vita.

Il mondo del motociclismo è pieno di piccoli esempi di come questa passione possa superare le difficoltà ed essere parte di una rinascita. Lo dimostra, ad esempio, la storia di Maximilian Sontacchi, motociclista vittima di un incidente proprio sulle due ruote che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Un episodio drammatico che però non gli ha tolto nè la passione per la moto, nè la voglia di continuare ad assaporare quella libertà che le due ruote sanno regalare ai veri appassionati. Nonostante il grande ostacolo della disabilità e contrastando giorno per giorno le difficoltà cui è costretto, Max è tornato in moto ed ha fondato il proprio team, il Bura Racing team, con cui scendere in pista e competere tanto contro altri motociclisti disabili quanto contro piloti normodotati di tutta Europa. Il team sostiene anche altri piloti con disabilità che vogliono tornare sulle due ruote nonostante l’ostacolo fisico con un progetto solidale che si chiama “Ri-mettiamoci in moto”.

Di acrobazie, salti, adrenalina è invece fatto lo spettacolo dei DaBoot, team ma anche famiglia di motociclisti che con la moto fa faville. Uno spettacolo non solo spettacolare, ma che ha anche scopo terapico. Il team infatti promuove una vera e propria mototerapia, progetto nato nel 2012 che consiste nel condividere la passione e l’adrenalina con ragazzi disabili, per trasmettere il senso di libertà e la gioia del mondo di cui fanno parte, quello delle moto, appunto, coinvolgendo i ragazzi con disabilità e facendoli diventare, per qualche istante, dei veri riders. Un progetto del tutto simile a quello di Mattia Cattapan e il suo Kart Cross, dal nome Crossabili, che mira a dare la possibilità anche ai disabili di essere protagonisti di sport a motore.

Innumerevoli sono poi i gruppi e i motoclub che fra gli scopi associativi, oltre alla passione per la moto e lo stare insieme condividendo le tante sfumature di una medesima grande passione, inseriscono fini benefici e solidali. Un esempio su tutti è quello del Distinguished Gentleman’s Ride, non solo un raduno ma una vera marcia motociclistica mondiale che si svolge ogni anno a settembre per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e la prevenzione del suicidio maschile. Un evento  che ogni anno coinvolge centinaia di città di tutto il mondo e che a Bologna è abbracciato e portato avanti dal motoclub Modern Classic che raccoglie appassionati di moto classiche e cafe racer (ma per l’evento mondiale e benefico sono invitati tutti i tipi di moto e motociclisti! Nel 2017 hanno preso parte alla marcia mondiale sulle due ruote oltre settantamila bikers!!). Parteciperà ufficialmente anche il motoclub Chapter Harley di Bologna.

Piccoli grandi esempi di un motociclismo senza etichette, senza confini, che sarà protagonista il prossimo 21 aprile a Bologna!

L’EVENTO: Motociclisti senza etichette-Life is a morotcycle. Un’occasione per immergersi letteralmente in questo diverso e ricco mondo del motociclismo e per conoscere dal vivo le realtà qui raccontate è rappresentato dall’evento Motociclisti senza etichette-Life is a motorcycle che va in scena il prossimo sabato 21 aprile dalle 17 al centro Meridiana di Casalecchio di Reno.

Un pomeriggio di motociclismo oltre gli standard e gli stereotipi, un motoraduno aperto a tutti ma davvero tutti i motociclisti e le moto che dalle 17.30 potranno sistemarsi nella nuova piazza del centro commerciale e godere, insieme, di tanti ospiti, musica, esibizioni e mostra di moto.

Per partecipare con la propria moto è obbligatorio mandare la richiesta di iscrizione alla mail bluiris@bluiris.it entro e non oltre il 19 aprile. Tutti i motociclisti con moto al seguito avranno diritto ad un buono per un apericena per la sera stessa. L’intero evento ha, inevitabilmente, uno scopo solidale: gli incassi saranno interamente devoluti ad una associazione del mondo solidale dei bikers.

Il programma. Alle 17.30 welcome bikers; alle 17.45 presentazione progetto Crossabili con Mattia Cattapan del Kart Cross; alle 18.15 presentazione progetto Mototerapia dei DaBoot con Alvaro Dal Farra; alle 18.30 presentazione del progetto Ri-mettiamoci in moto del Bura Racing Team con Maximilian Sontacchi;alle 19 presentazione del motoraduno Distinguished Gentleman’s Ride; alle 19.20 consegna donazione e apericena per gli iscritti; alle 20.30 concerto del gruppo Anthera; alle 21 saluti, rombi e abbracci!

mi.mo.

Motociclisti senza etichetta: quando la moto è vita
Motosapiens 6 aprile 2018

Civ al via a Misano con oltre 150 piloti. A giugno a Imola

Il Civ compie dieci edizioni e torna in pista, iniziando domani 7 aprile e domenica 8 con i primi due round di gare in scena sul circuito di Misano.

Al via ci saranno complessivamente oltre 150 piloti suddivisi nelle numerose categorie previste dal campionato italiano: Premoto3 (125 2T e 250 4T), Moto3, Supersport300, Supersport600 e Superbike. A queste si aggiungono due trofei, il National Trophy (600 e 1000) e la Yamaha R1 Cup.

Il calendario prevede come sempre sei appuntamenti doppi, con gare al sabato e alla domenica: 7-8 aprile Misano, 5-6 maggio Mugello, 23-24 giugno Imola, 28-29 luglio Misano, 22-23 settembre Mugello, 6-7 ottobre Vallelunga per la tappa finale.

Grandi nomi. Campione in carica della classe Superbike è Michele Pirro, ma ci sono anche Christian Gamarino, Matteo Baiocco e un’altra ventina di piloti. Non mancano i grandi piloti nemmeno nella Supersport600, che parte agguerritissima con piloti del calibro di Michel Fabrizio, Noriyuki Haga, Massimo Roccoli. Nella Premoto3 e nella Supersport300 sono invece numerosi i piloti giovani del progetto federale Talenti Azzurri d’Italia (nel dettaglio nella SS300 è stato raggiunto il limite dei 50 piloti al via!). Da notare che nelle ultime stagioni della Moto3, la categoria dei giovani campioni, il titolo è sempre stato assegnato all’ultima gara dopo una combattutissima stagione.

Vedere il Civ. Il Civ è trasmesso in tv ed anche in streaming sul sito. Sono comunque previste riduzioni per godersi lo spettacolo dal vivo; inoltre il venerdì l’ingresso è gratuito.

MOTORIMOLA. In pista scendono anche gli imolesi Kevin Calia (Superbike), Luca Gresini (Moto3), Marco Carusi (Ssport300) e il team castellano Green Speed del team manager Simone Steffanini che schiera tre piloti nella Ssport600.

mi.mo

Civ al via a Misano con oltre 150 piloti. A giugno a Imola
Motosapiens 3 aprile 2018

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi (LA VIDEO-MOSTRA)

Il motociclismo ed Imola, una storia infinita, una storia da ripercorrere. Gare, episodi, piloti e tanta passione sfrenata. Con questi presupposti è nata l’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi”, che si è svolta all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola lo scorso 24 febbraio grazie alla collaborazione tra Motosapiens, Corso Bacchilega, CooperAttivaMente, Imola-Faenza Tourism Company, CulTurMedia Legacoop, Alleanza delle Cooperative Italiane e soprattutto il neo-nato ma da sempre attivo Motoclub Racing Imolese #96.

Video a cura di Milena Monti e Massimiliano Regazzi.

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi (LA VIDEO-MOSTRA)
Motosapiens 28 marzo 2018

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi

Le moto e le auto leggendarie ma anche quelle popolari e ancora i dettagli e le rielaborazioni dei vecchi mezzi di trasporto demoliti, abbandonati, corrosi dal passare del tempo. A sei mesi di distanza dalla prematura scomparsa dell’artista Roberto Carubbi, nato a Cotignola e cresciuto fra Borgo Tossignano ed Imola, la famiglia lo ricorda con una speciale mostra personale allestita dal 12 al 15 aprile prossimi presso la Collezione Battilani di Imola.

“Dalla Tosa ai box”, questo il titolo della mostra, porterà alla luce decine di opere di Carubbi mai esposte prima, fra lavori in bianco e nero e tele a colori rappresentati per lo più i motori ruggenti dell’artista, classe 1961 e grande appassionato di motori. Talvolta le sue creature arrugginite evocatrici di velocità lontane sono affiancate a corpi femminili che, nella loro sinuosità, rappresentano non solo il classico binomio donne-motori ma anche la potenza della creazione. Quella umana e quella meccanica.

L’artista.  Roberto Carubbi studia prima all’istituto grafico pubblicitario, poi frequenta il corso di fumetto “Zio Feiniger” presieduto da grandi nomi dell’avanguardia metropolitana quali Andrea Pazienza, Lorenzo Mattotti, Marcello Jori, Igort Tuveri, Giorgio Carpinteri e Daniele Brolli. Dapprima utilizza la tecnica ad olio, successivamente passa all’acrilico, talvolta misto al pantone. Il suo stile affonda le radici nel fumetto, nella grafica pop e nell’illustrazione metropolitana anche di matrice commerciale. I suoi soggetti prendono vita dalla quotidianità di ieri, abbandonata e trasandata ma non dimenticata.

Proprio per via di questa passione fra passato e motori, la mostra sarà allestita, dal 12 al 15 aprile, presso la Collezione Battilani di via Poiano 1/b, preziosa e precisa collezione moto che raccoglie e racconta la storia delle due ruote dai primi anni del secolo scorso fino al 1950 circa. Le opere di Carubbi dialogheranno dunque a stretto contatto con le moto della Collezione, in un tripudio dell’arte meccanica e grafica del mondo dei motori.

Gli orari della mostra. La mostra sarà visitabile giovedì 12 e venerdì 13 aprile dalle 15 alle 19 e sabato 14 e domenica 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19. L’inaugurazione con il taglio del nastro alla presenza della famiglia e delle autorità è prevista per giovedì 12 aprile alle ore 18.

mi.mo

Nelle foto: Roberto Carubbi al lavoro ed una sua opera in bianco e nero

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi
Motosapiens 8 marzo 2018

Donne e motori, un binomio che cambia

Donne e motori non è più il binomio di una volta, con le moto guidate dagli uomini e le donne, poco vestite, a reggere l’ombrello. Lo dimostrano il crescente numero di donne in moto, la sempre più grande attenzione delle case motociclistiche a proporre moto di bassa cilindrata o depotenziate (non per sminuire le donne, ma per proporre mezzi per tutti i giorni) e, non ultimo, le scelte di Le Mans Series e Formula1 di pensionare le ombrelline.

Da qualche anno moto e velocità non sono più un dominio maschile: negli ultimi anni i nomi di Maria Herrera e Ana Carrasco hanno riempito le pagine di MotoGp e Superbike con le loro imprese e determinazione, perchè forse è vero che ci vuole più forza d’animo, per le donne, per raggiungere le massime serie. Ed è ancora purtroppo vero che certe centaure di tutti i giorni non si azzardano ancora a coronare il proprio sogno di avere una moto con la quale uscire nella vita di tutti i giorni o nei weekend. O addirittura, viaggiare in moto, macinare chilometri, come invece ha deciso di fare Arianna Lenzi “La Bionda sulla Honda” che sabato 10 marzo sarà ospite di Motosapiens, insieme al motoviaggiatore Wizz, allo store Dainese Bologna, per raccontare cosa, come, quando e tutti i dettagli che compongono la libertà di un viaggio in moto.

Il mondo cambia costantemente (se non proprio velocemente). Non a caso nel libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli” c’è una favola dedicata a Lella lombardi, prima donna in F1; sua la frase di libertà “Preferisco avere un incidente che innamorarmi. Ecco quanto amo le corse”. In rappresentanza delle due ruote al femminile, nel libro, c’è invece la storia della campionessa americana di motocross Ashley Fiolek.

Ma chi è stata la prima donna italiana in moto? La pioniera delle donne motocicliste fu Vittorina Sambri, italiana che nei primi anni del Novecento ha sfidato gli uomini in sella a una Borgo 500 monocilindrica con la quale “bastonava” spesso i colleghi maschi. Fra i motociclisti dell’epoca si diffuse la diceria che Vittorina in realtà fosse un uomo “perchè portava soltanto i pantaloni”. Ma l’invidia è una cattiva maestra di storia!

 

>>> L’EVENTO SUL VIAGGIO CON LA MOTOVIAGGIATRICE “LA BIONDA SULLA HONDA” <<<

Donne e motori, un binomio che cambia

Motosapiens – Chi siamo

Motociclismo consapevole, informato, appassionato. La filosofia di Motosapiens è un po’ quella di far girare le cose per contribuire a far girare il mondo: dando spazio a novità e curiosità, informazioni ed approfondimenti, racconti ed eventi.  Senza dimenticare viaggi e viaggiatori, invenzioni ed inventori, storia e storici, campioni e campionati.
 
Io sono Milena Monti, giornalista e motociclista. E questo blog è la mia striscia d’asfalto virtuale da percorrere con tutto quello che la strada mi proporrà, curva dopo curva.

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