Motosapiens

Motosapiens 11 aprile 2018

Motociclisti senza etichetta: quando la moto è vita

Nell’immaginario comune i motociclisti sono tipi atletici, sportivi, impavidi. Ma motociclismo non è solo sport e professione, è soprattutto passione. Una passione che non conosce limiti e supera gli ostacoli. Perchè la moto è vita.

Il mondo del motociclismo è pieno di piccoli esempi di come questa passione possa superare le difficoltà ed essere parte di una rinascita. Lo dimostra, ad esempio, la storia di Maximilian Sontacchi, motociclista vittima di un incidente proprio sulle due ruote che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Un episodio drammatico che però non gli ha tolto nè la passione per la moto, nè la voglia di continuare ad assaporare quella libertà che le due ruote sanno regalare ai veri appassionati. Nonostante il grande ostacolo della disabilità e contrastando giorno per giorno le difficoltà cui è costretto, Max è tornato in moto ed ha fondato il proprio team, il Bura Racing team, con cui scendere in pista e competere tanto contro altri motociclisti disabili quanto contro piloti normodotati di tutta Europa. Il team sostiene anche altri piloti con disabilità che vogliono tornare sulle due ruote nonostante l’ostacolo fisico con un progetto solidale che si chiama “Ri-mettiamoci in moto”.

Di acrobazie, salti, adrenalina è invece fatto lo spettacolo dei DaBoot, team ma anche famiglia di motociclisti che con la moto fa faville. Uno spettacolo non solo spettacolare, ma che ha anche scopo terapico. Il team infatti promuove una vera e propria mototerapia, progetto nato nel 2012 che consiste nel condividere la passione e l’adrenalina con ragazzi disabili, per trasmettere il senso di libertà e la gioia del mondo di cui fanno parte, quello delle moto, appunto, coinvolgendo i ragazzi con disabilità e facendoli diventare, per qualche istante, dei veri riders. Un progetto del tutto simile a quello di Mattia Cattapan e il suo Kart Cross, dal nome Crossabili, che mira a dare la possibilità anche ai disabili di essere protagonisti di sport a motore.

Innumerevoli sono poi i gruppi e i motoclub che fra gli scopi associativi, oltre alla passione per la moto e lo stare insieme condividendo le tante sfumature di una medesima grande passione, inseriscono fini benefici e solidali. Un esempio su tutti è quello del Distinguished Gentleman’s Ride, non solo un raduno ma una vera marcia motociclistica mondiale che si svolge ogni anno a settembre per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e la prevenzione del suicidio maschile. Un evento  che ogni anno coinvolge centinaia di città di tutto il mondo e che a Bologna è abbracciato e portato avanti dal motoclub Modern Classic che raccoglie appassionati di moto classiche e cafe racer (ma per l’evento mondiale e benefico sono invitati tutti i tipi di moto e motociclisti! Nel 2017 hanno preso parte alla marcia mondiale sulle due ruote oltre settantamila bikers!!). Parteciperà ufficialmente anche il motoclub Chapter Harley di Bologna.

Piccoli grandi esempi di un motociclismo senza etichette, senza confini, che sarà protagonista il prossimo 21 aprile a Bologna!

L’EVENTO: Motociclisti senza etichette-Life is a morotcycle. Un’occasione per immergersi letteralmente in questo diverso e ricco mondo del motociclismo e per conoscere dal vivo le realtà qui raccontate è rappresentato dall’evento Motociclisti senza etichette-Life is a motorcycle che va in scena il prossimo sabato 21 aprile dalle 17 al centro Meridiana di Casalecchio di Reno.

Un pomeriggio di motociclismo oltre gli standard e gli stereotipi, un motoraduno aperto a tutti ma davvero tutti i motociclisti e le moto che dalle 17.30 potranno sistemarsi nella nuova piazza del centro commerciale e godere, insieme, di tanti ospiti, musica, esibizioni e mostra di moto.

Per partecipare con la propria moto è obbligatorio mandare la richiesta di iscrizione alla mail bluiris@bluiris.it entro e non oltre il 19 aprile. Tutti i motociclisti con moto al seguito avranno diritto ad un buono per un apericena per la sera stessa. L’intero evento ha, inevitabilmente, uno scopo solidale: gli incassi saranno interamente devoluti ad una associazione del mondo solidale dei bikers.

Il programma. Alle 17.30 welcome bikers; alle 17.45 presentazione progetto Crossabili con Mattia Cattapan del Kart Cross; alle 18.15 presentazione progetto Mototerapia dei DaBoot con Alvaro Dal Farra; alle 18.30 presentazione del progetto Ri-mettiamoci in moto del Bura Racing Team con Maximilian Sontacchi;alle 19 presentazione del motoraduno Distinguished Gentleman’s Ride; alle 19.20 consegna donazione e apericena per gli iscritti; alle 20.30 concerto del gruppo Anthera; alle 21 saluti, rombi e abbracci!

mi.mo.

Motociclisti senza etichetta: quando la moto è vita
Motosapiens 6 aprile 2018

Civ al via a Misano con oltre 150 piloti. A giugno a Imola

Il Civ compie dieci edizioni e torna in pista, iniziando domani 7 aprile e domenica 8 con i primi due round di gare in scena sul circuito di Misano.

Al via ci saranno complessivamente oltre 150 piloti suddivisi nelle numerose categorie previste dal campionato italiano: Premoto3 (125 2T e 250 4T), Moto3, Supersport300, Supersport600 e Superbike. A queste si aggiungono due trofei, il National Trophy (600 e 1000) e la Yamaha R1 Cup.

Il calendario prevede come sempre sei appuntamenti doppi, con gare al sabato e alla domenica: 7-8 aprile Misano, 5-6 maggio Mugello, 23-24 giugno Imola, 28-29 luglio Misano, 22-23 settembre Mugello, 6-7 ottobre Vallelunga per la tappa finale.

Grandi nomi. Campione in carica della classe Superbike è Michele Pirro, ma ci sono anche Christian Gamarino, Matteo Baiocco e un’altra ventina di piloti. Non mancano i grandi piloti nemmeno nella Supersport600, che parte agguerritissima con piloti del calibro di Michel Fabrizio, Noriyuki Haga, Massimo Roccoli. Nella Premoto3 e nella Supersport300 sono invece numerosi i piloti giovani del progetto federale Talenti Azzurri d’Italia (nel dettaglio nella SS300 è stato raggiunto il limite dei 50 piloti al via!). Da notare che nelle ultime stagioni della Moto3, la categoria dei giovani campioni, il titolo è sempre stato assegnato all’ultima gara dopo una combattutissima stagione.

Vedere il Civ. Il Civ è trasmesso in tv ed anche in streaming sul sito. Sono comunque previste riduzioni per godersi lo spettacolo dal vivo; inoltre il venerdì l’ingresso è gratuito.

MOTORIMOLA. In pista scendono anche gli imolesi Kevin Calia (Superbike), Luca Gresini (Moto3), Marco Carusi (Ssport300) e il team castellano Green Speed del team manager Simone Steffanini che schiera tre piloti nella Ssport600.

mi.mo

Civ al via a Misano con oltre 150 piloti. A giugno a Imola
Motosapiens 3 aprile 2018

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi (LA VIDEO-MOSTRA)

Il motociclismo ed Imola, una storia infinita, una storia da ripercorrere. Gare, episodi, piloti e tanta passione sfrenata. Con questi presupposti è nata l’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi”, che si è svolta all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola lo scorso 24 febbraio grazie alla collaborazione tra Motosapiens, Corso Bacchilega, CooperAttivaMente, Imola-Faenza Tourism Company, CulTurMedia Legacoop, Alleanza delle Cooperative Italiane e soprattutto il neo-nato ma da sempre attivo Motoclub Racing Imolese #96.

Video a cura di Milena Monti e Massimiliano Regazzi.

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi (LA VIDEO-MOSTRA)
Motosapiens 28 marzo 2018

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi

Le moto e le auto leggendarie ma anche quelle popolari e ancora i dettagli e le rielaborazioni dei vecchi mezzi di trasporto demoliti, abbandonati, corrosi dal passare del tempo. A sei mesi di distanza dalla prematura scomparsa dell’artista Roberto Carubbi, nato a Cotignola e cresciuto fra Borgo Tossignano ed Imola, la famiglia lo ricorda con una speciale mostra personale allestita dal 12 al 15 aprile prossimi presso la Collezione Battilani di Imola.

“Dalla Tosa ai box”, questo il titolo della mostra, porterà alla luce decine di opere di Carubbi mai esposte prima, fra lavori in bianco e nero e tele a colori rappresentati per lo più i motori ruggenti dell’artista, classe 1961 e grande appassionato di motori. Talvolta le sue creature arrugginite evocatrici di velocità lontane sono affiancate a corpi femminili che, nella loro sinuosità, rappresentano non solo il classico binomio donne-motori ma anche la potenza della creazione. Quella umana e quella meccanica.

L’artista.  Roberto Carubbi studia prima all’istituto grafico pubblicitario, poi frequenta il corso di fumetto “Zio Feiniger” presieduto da grandi nomi dell’avanguardia metropolitana quali Andrea Pazienza, Lorenzo Mattotti, Marcello Jori, Igort Tuveri, Giorgio Carpinteri e Daniele Brolli. Dapprima utilizza la tecnica ad olio, successivamente passa all’acrilico, talvolta misto al pantone. Il suo stile affonda le radici nel fumetto, nella grafica pop e nell’illustrazione metropolitana anche di matrice commerciale. I suoi soggetti prendono vita dalla quotidianità di ieri, abbandonata e trasandata ma non dimenticata.

Proprio per via di questa passione fra passato e motori, la mostra sarà allestita, dal 12 al 15 aprile, presso la Collezione Battilani di via Poiano 1/b, preziosa e precisa collezione moto che raccoglie e racconta la storia delle due ruote dai primi anni del secolo scorso fino al 1950 circa. Le opere di Carubbi dialogheranno dunque a stretto contatto con le moto della Collezione, in un tripudio dell’arte meccanica e grafica del mondo dei motori.

Gli orari della mostra. La mostra sarà visitabile giovedì 12 e venerdì 13 aprile dalle 15 alle 19 e sabato 14 e domenica 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19. L’inaugurazione con il taglio del nastro alla presenza della famiglia e delle autorità è prevista per giovedì 12 aprile alle ore 18.

mi.mo

Nelle foto: Roberto Carubbi al lavoro ed una sua opera in bianco e nero

Imola “dalla Tosa ai box' con la mostra dell’artista Roberto Carubbi
Motosapiens 8 marzo 2018

Donne e motori, un binomio che cambia

Donne e motori non è più il binomio di una volta, con le moto guidate dagli uomini e le donne, poco vestite, a reggere l’ombrello. Lo dimostrano il crescente numero di donne in moto, la sempre più grande attenzione delle case motociclistiche a proporre moto di bassa cilindrata o depotenziate (non per sminuire le donne, ma per proporre mezzi per tutti i giorni) e, non ultimo, le scelte di Le Mans Series e Formula1 di pensionare le ombrelline.

Da qualche anno moto e velocità non sono più un dominio maschile: negli ultimi anni i nomi di Maria Herrera e Ana Carrasco hanno riempito le pagine di MotoGp e Superbike con le loro imprese e determinazione, perchè forse è vero che ci vuole più forza d’animo, per le donne, per raggiungere le massime serie. Ed è ancora purtroppo vero che certe centaure di tutti i giorni non si azzardano ancora a coronare il proprio sogno di avere una moto con la quale uscire nella vita di tutti i giorni o nei weekend. O addirittura, viaggiare in moto, macinare chilometri, come invece ha deciso di fare Arianna Lenzi “La Bionda sulla Honda” che sabato 10 marzo sarà ospite di Motosapiens, insieme al motoviaggiatore Wizz, allo store Dainese Bologna, per raccontare cosa, come, quando e tutti i dettagli che compongono la libertà di un viaggio in moto.

Il mondo cambia costantemente (se non proprio velocemente). Non a caso nel libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli” c’è una favola dedicata a Lella lombardi, prima donna in F1; sua la frase di libertà “Preferisco avere un incidente che innamorarmi. Ecco quanto amo le corse”. In rappresentanza delle due ruote al femminile, nel libro, c’è invece la storia della campionessa americana di motocross Ashley Fiolek.

Ma chi è stata la prima donna italiana in moto? La pioniera delle donne motocicliste fu Vittorina Sambri, italiana che nei primi anni del Novecento ha sfidato gli uomini in sella a una Borgo 500 monocilindrica con la quale “bastonava” spesso i colleghi maschi. Fra i motociclisti dell’epoca si diffuse la diceria che Vittorina in realtà fosse un uomo “perchè portava soltanto i pantaloni”. Ma l’invidia è una cattiva maestra di storia!

 

>>> L’EVENTO SUL VIAGGIO CON LA MOTOVIAGGIATRICE “LA BIONDA SULLA HONDA” <<<

Donne e motori, un binomio che cambia
Motosapiens 5 marzo 2018

Viaggiare per viaggiare in moto

..per la stessa ragione del viaggio, viaggiare (Fabrizio De Andrè, Khorakhanè).

Viaggiare come filosofia di vita, viaggiare come scelta di vita. Alcuni motociclisti scelgono di farlo proprio sulle due ruote, senza preoccuparsi del vento sempre in faccia o del poco spazio a disposizione. C’è chi dice che basti organizzare la mente e il resto vien da sè. E infatti ci sono motoviaggiatori, è il caso di dirlo, che in viaggio ci vivono, o ci hanno vissuto settimane, mesi, avventure.

Un esempio un po’ estremo. Il 4 Dicembre 2015 Alessandro “Wizz” Ciceri è partito da Lugo di Romagna in sella alla sua Honda CBF 600 con l’obiettivo di raggiungere Capo Nord, in Norvegia, una meta ambita da tutti i motociclisti ma che nessuno aveva mai preso in considerazione nella stagione invernale. Chissà perchè! Le temperature bassissime e le estreme condizioni delle strade hanno trasformato il suo “wiaggio” in una vera avventura: dodicimila chilometri in 35 giorni di viaggio con una temperatura minima di 26 gradi sottozero ed una sola caduta. Rientrato vivo a Lugo il 7 Gennaio 2016, con un solo giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia, ha raccolto aneddoti, consigli, immagini e video del suo viaggio nel libro Capodanno a Caponord (in moto).

Viaggio di coppia. Successivamente ha macinato centinaia di chilometri dall’Italia fino all’Asia centrale lungo la via della Seta attreverso montagne, polvere ed insetti in compagnia della motoviaggiatrice e scrittrice Arianna Lenzi “La Bionda sulla Honda”. Il loro viaggio è stato lungo e lento, l’obiettivo era assaporare luoghi e persone con i tempi della vita e della strada. La Croazia e le sue montagne, la Bosnia e la sua difficile storia, la Bulgaria e i suoi reperti storici sovietici, la Turchia, immenso contenitore di bellezze storiche e naturali, l’Armenia tutta, parte della Russia con singolarità come la città di Elista, i cammelli del Kazakhstan, le medine Uzbeke, le verdissime montagne Kyrgyze, le ruvide strade del Tajikistan, l’Asia centrale e la catena montuosa del Pamir.

Oltre il viaggio. Quando non viaggiano, La Bionda & Wizz regalano il proprio tempo, i racconti, i consigli di vaiggio a chi vuole imparare a viaggiare sulle due ruote un po’ più liberamente di quanto già non faccia. O anche del tutto, pronti via! Come preparare la moto, i bagagli, la mente? Cosa portare, cosa trovare? Perchè sia corto o lungo, turistico o straordinario, per viaggiare bisogna partire sempre preparati!

Appuntamento con La Bionda & Wizz. Il prossimo sabato 10 marzo alle 16 i due motoviaggiatori terranno un breve, interessante e simpatico workshop sul viaggio sulle due ruote powered by Motosapiens presso il Dainese Store Bologna di via Stalingrado (altezza fiera). Con tanto di presentazione del libro Capodanno a Caponord (utile per andare a Caponord anche nella buona stagione!) ed aperitivo analcolico perchè #sebevononguido!

Viaggiare per viaggiare in moto
Motosapiens 16 febbraio 2018

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi

Il motociclismo ed Imola, una storia infinita. Piena di gare, episodi, piloti, ma anche piena di persone con una passione sfrenata. Da questa considerazione un po’ malinconica quanto attuale è nata l’idea dell’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi”, che si svolgerà alla Sala Senna dell’hub turistico interno all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola il prossimo sabato 24 febbraio (dalle ore 16,30) grazie alla collaborazione tra Motosapiens, Corso Bacchilega, CooperAttivaMente, Imola-Faenza Tourism Company, CulTurMedia Legacoop, Alleanza delle Cooperative Italiane e soprattutto il neo-nato ma da sempre attivo Motoclub Racing Imolese #96.

L’uomo e la macchina. Ivo Tosi, ideatore delle moto BBFT scomparso cinque anni fa, è riconosciuto come uno dei più grandi e vulcanici tecnici del paddock di natura imolese per il periodo che va dal 1976 al 1990. L’evento ripercorrerà la lunga e fruttuosa carriera a partire dai primi approcci insieme al pilota imolese Giuliano Gerani fino all’apice del 1988, anno della conquista del campionato italiano e della top ten nel mondiale classe 80 con Giuseppe Ascareggi. Una storia che va delle minicilindrate 50 ed 80 cc fino alla sperimentazione in 125, ma anche un’avventura fatta di ore e sudore fuori dal lavoro per creare i motori, le carenature ed i tanti particolari di cui è fatta una moto da corsa. Attorno al compianto Ivo ed a Alfio Tosi numerosi e fidati amici hanno contribuito alla rincorsa di un grande sogno, poi centrato con il campionato italiano ma purtroppo cassato per problemi di budget e per via di un motociclismo che stava cambiando troppo in fretta. L’evento in programma vuole ricordare tutto questo: l’uomo, la macchina, gli amici e il motociclismo d’altri tempi ad Imola. Un appuntamento storico dedicato a chi c’era ma anche a chi vuole scoprire le radici di una passione che ha contribuito a dare a questa zona il grande nome di Motorvalley.

L’appuntamento. Per l’iniziativa “BBFT, una storia Imolese. Tributo a Ivo Tosi” verranno esposte alcune moto e realizzazioni BBFT originali che riscenderanno idealmente in pista per ricordare l’indimenticato Ivo, che amava dire che “la meccanica non è la moglie del meccanico” a testimonianza di una passione innata. Accanto, in una precisa cronostoria, tanto inedito materiale storico, fotografico e giornalistico del tempo. L’appuntamento da non perdere è in calendario per sabato 24 febbraio alle ore 16,30 alla Sala Senna interna all’hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Ingresso libero.

BBFT, una storia imolese. Tributo a Ivo Tosi
Motosapiens 12 febbraio 2018

Rustore: il salone delle moto da restaurare

Dalle moto da sogno a quelle da restaurare. Si chiama Rustore il nuovo spin off imprenditoriale del noto salone Ruote da sogno di Reggio Emilia, salone che vende auto e moto d’epoca e da collezione. Si tratta di fatto di un salone-garage che raccoglie e vende esclusivamente moto da restaurare, per il risparmio delle tasche di chi sa mettere mano ad un ferro vecchio, amichevolmente parlando, o per chi ha una vera passione per le moto d’epoca e per tutti gli aspetti del restauro moto, motore, telaio, lamiere, ecc.

Da modelli che necessitano solamente un cambio di candele ed una pulita al carburatore ad oggetti segnati dal tempo che hanno invece bisogno dell’intervento di mani esperte; l’offerta di Rustore spazia per attraverso differenti marche e fasce di prezzo, mettendo in mostra non il luccichio del nuovo bensì la ruggine come valore aggiunto.

Inutile dire che il catalogo di Rustore è in continuo fermento: vi si può trovare dalle Aprilia alle Swm, passando per case quasi scomparse dalla memoria ed aziende non più esistenti.

Come detto, Rustore è il nuovo progetto di Ruote da sogno, salone che invece si occupa di auto e moto d’epoca e da collezione, da modelli che semplicemente non pagano il bollo e possono godere dello sconto sull’assicurazione a pezzi unici perfettamente custoditi e restaurati e garantiti dall’officina interna che cura e mantiene la perfetta efficienza motoristica e l’originalità estetica. Pezzi da sogno, per l’appunto, “sogni da toccare, provare e portare a casa”, come recita lo slogan. Ma Ruote da sogno non è solo uno showroom diverso dove cercare la propria moto speciale; è ma anche uno show-store con una collezione non filologica e in continuo cambiamento da visitare di tanto in tanto. Non per niente, infatti, Ruote da sogno espone e vende alle più grandi manifestazioni auto e moto italiane ed europee.

Dove. Rustore e Ruote da sogno si trovano a Reggio Emilia, in piena Motorvaley, in via Daniele da Torricella 29.

Gli orari. Rustore e Ruote da sogno sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19; il sabato dalle 9.30 alle 13; domenica chiuso.

mi.mo

Foto dagli archivi Ruote da sogno e Rustore

Rustore: il salone delle moto da restaurare
Motosapiens 31 gennaio 2018

Motolavaggio a domicilio (o dove altro vuoi)

Dopo il box per il lavaggio automatico della moto, un nuovo servizio sta letteralmente prendendo il sopravvento fra i motociclisti, o almeno fra quelli delle grandi città e delle zone dove il servizio è già attivo: il lavaggio moto a domicilio. Basta geolocalizzare la moto e con un clic (o un tap) ed un pagamento online anticipato il gioco è fatto: la moto viene lavata dove vuoi e quando vuoi!

Idea che funziona, si moltiplica. E così in pochi mesi esistono già diversi dispensatori del medesimo servizio: fra questi Telalavoio.com, Lavygo.com e la app per smartphone e tablet Wash Out (o Mister Lavaggio, ma al momento solo per le auto). Il funzionamento è presto spiegato: parcheggi la moto dove vuoi, un piazzale pubblico o un giardino privato, basta che sia un’area accessibile a chi dovrà raggiungerla e lavarla; geolocalizzi e fotografi il mezzo; scegli e paghi il servizio desiderato; quando torni la moto è pulita. Risultato: tempo risparmiato (a Milano si stima che fra spostamento e servizio di lavaggio si impieghi quasi un’ora e mezza) e ambiente preservato. Sì perchè tutti i provider di servizi citati assicurano di essere eco-friendly. Wash Out (Milano e Roma) non usa acqua ma speciali prodotti e panni (quindi non sporca e non lascia inutili pozzanghere a terra), Telalavoio (Verona e provincia) utilizza solo il vapore consumando meno di 4 litri di acqua, mentre gli operatori di Lavygo, che operano a Roma e cercano collaboratori, si muovono in bicicletta e a lavoro ultimato ti avvisano con una foto. E ti suggeriscono anche se lavare la moto o meno a seconda del meteo! A nessuno serve elettricità, ci pensano da soli. I prezzi si aggirano sui 10 euro per moto.

mi.mo

Nella foto: moto lavate da Telalavoio.com. In copertina: il servizio a domicilio Wash Out

Motolavaggio a domicilio (o dove altro vuoi)
Motosapiens 30 gennaio 2018

Quando l’unione fa la forza: tre motoclub di Imola si fondono nel nuovo Racing Imolese #96

C’erano una volta i motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere. Dal 2 gennaio di quest’anno, però, si sono ufficialmente uniti per formare un nuovo e più numeroso motoclub, il Racing Imolese #96.

Il perché della scelta, nata dai tre motoclub fondatori e maturata dopo diversi incontri nei quali sono stati invitati anche i motoclub Imola, Santerno, e I Laidi (poi auto esclusi dalla fusione), è presto detto: «Volevamo unire le forze umane ed economiche per lavorare di più e meglio – spiega il presidente eletto Fabrizio Ghini, già presidente del motoclub La Stalla -. I motoclub fondatori hanno l’obiettivo comune di promuovere il motociclismo attraverso la realizzazione di eventi, ognuno nel suo ramo specifico. Ma negli ultimi tempi la crisi economica ha fatto diminuire la possibilità di sponsor e anche di volontariato, i numeri sono calati mentre le spese fiscali e per la gestione sono rimaste elevate. Unendoci, ora, paghiamo un solo commercialista e i pochi soci attivi di ogni motoclub fanno gruppo con gli altri. Contiamo di diventare almeno 200 soci e dunque avere anche un potere politico maggiore nei confronti dell’Amministrazione e degli sponsor. Vogliamo partecipare alle commissioni comunali sportive per farci sentire e fare proposte; in cantiere abbiamo già diverse iniziative da proporre e realizzare. Da tempo ad Imola manca un punto di riferimento motociclistico, e dire che siamo la terra dei motori…».

La sede del nuovo motoclub diventa quella che prima era de La Stalla all’interno dell’omonimo centro sociale. Nel nome, condiviso da tutti, il Racing Imolese #96 ricorda sia l’appartenenza locale, sia il pilota Emanuele Cassani, morto in pista cui già era titolato il motoclub Nuove Frontiere di cui faceva parte. Ogni motoclub, all’interno del nuovo, diventa una sezione dello stesso e mantiene la sede precedente come riferimento per i soci e il calendario di attività precedenti. Ad esempio La Stalla organizza come sempre alcune gare di trial, disciplina cui è votato, ma lo fa con il nuovo nome. Sesto Imolese è invece dedicato al motocross, mentre Nuove Frontiere si divide fra velocità, cross e supermotard. Complessivamente il nuovo motoclub conta numerosi piloti licenziati ed impegnati in differenti campionati e discipline motociclistiche. Fra i soci costitutori del motoclub Racing Imolese #96, nove in tutto, ci sono i tre presidenti precedenti Fabrizio Ghini (La Stalla), Ilario Visani (Nuove Frontiere) e Gianni Santandrea (Sesto Imolese) – nella foto.

mi.mo

LA STORIA DEI TRE MOTOCLUB DELL’ATTUALE RACING IMOLESE #96

Motoclub La Stalla, più fango che asfalto. Il motoclub La Stalla nasce nel 1982 da un gruppo di motociclisti al seguito dell’allora giovane crossista Valter Bartolini, appassionati di off-road comunque affiancati da un gruppo di stradisti interessati al mototurismo. Alcuni soci si appassionano al trial e grazie a loro il motoclub organizza campionati nazionali di specialità fra Castel del Rio, Marradi e Firenze, ma anche la Ciao Cup, gara ludica non competitiva dedicata tanto ai piloti quanto a tutti i motociclisti che negli anni migliori ha visto al via fino a 60 Ciao Piaggio. Nel 1965 si unisce a La Stalla il motoclub Imola Racing di Roberto Avoni (ex Moto Action) che, nonostante il nome, contava molti fuoristradisti; entra così a far parte delle attività anche l’enduro. In parte merito anche del motoclub La Stalla è l’organizzazione delle prime giornate in pista all’autodromo imolese, «allora aperte a tutti i tipi di moto», racconta il presidente Fabrizio Ghini, ultimo prima della fusione nel nuovo motoclub Racing Imolese #96 di cui è attualmente a capo. Nel tempo le prove libere si specializzano, come naturale, per la disciplina e le moto da velocità. Fino al 2006 il motoclub gestisce anche la pista da motocross di Casalfiumanese, poi chiusa per problemi di rumore. Terminata l’esperienza con il cross, dal 2006 ad oggi il motoclub si è concentrato nel trial ed ha aperto le porte anche ad alcuni commissari di percorso legati alle attività dell’autodromo di Imola.

Motoclub Sesto Imolese, una lunga storia su due ruote. Con la matricola nazionale numero 0154 (su oltre 9.000 motoclub registrati a livello nazionale), il motoclub Sesto Imolese è di fatto uno tra i più vecchi d’Italia. Nato nel 1959 come motoclub Ducati Sesto Imolese per via della passione che legava i primi associati alla nota casa di moto bolognese, negli anni Sessanta diventa a tutti gli effetti il motoclub del paese e raccoglie tutti i tipi di motociclisti sotto la stessa passione per le due ruote, pur con una predilezione per il mototurismo e il motocross. Per anni si organizzano gimkane e gare di cross, attraendo pubblico e piloti dai territori circostanti. Poi il naturale ed inevitabile cambio generazionale mette in crisi il direttivo e una decina di anni fa il motoclub rischia di scomparire. Ne prende le redini Gianni Santandrea, ultimo presidente prima della recente fusione. «Volevamo mantenere viva la storia del motoclub e anche quella del cross locale – spiega -. Mio figlio ed altri sei giovani facevano e tuttora fanno gare e campionati e volevamo sostenerli. Così è cambiato il direttivo ma il motoclub ha potuto sopravvivere». Oltre a tesserare e sostenere i propri piloti, il motoclub ha organizzato per anni il proprio motoraduno all’interno della locale sagra della piadina fritta, accogliendo e facendo sfilare insieme moto da cross, due ruote storiche e perfino Vespe Piaggio.

Motoclub Nuove Frontiere, il confine è la moto. Nato nel 1993 per merito di un gruppo di appassionati delle due ruote con preferenze specifiche diverse fra loro, il motoclub Nuove Frontiere ha per scopo la promozione dei vari aspetti del motociclismo: turismo, velocità, cross e supermotard. Negli anni Novanta e Duemila ha avuto fino a 26 piloti tesserati e regolarmente iscritti alle rispettive categorie e discipline, poi la crisi economica ha drasticamente ridotto il numero di sponsor e dunque di piloti che potevano permettersi di correre. In anni recenti è cresciuto il numero di commissari di gara accolti dal motoclub e attivi specialmente nel motocross, disciplina nella quale si sono specializzati prima dell’avvento dell’apposita licenza Fmi. «Siamo stati fra i primi a promuovere la specializzazione dei commissari nella disciplina del cross – spiega Ilario Visani, ultimo presidente prima della fusione -. Oggi i nostri commissari da cross sono una cinquantina, richiesti a Faenza, Castel San Pietro ma anche da altri crossodromi in regione e fuori». Dopo la morte in pista del pilota Emanuele Cassani, 25enne scomparso sul circuito di Misano nel 2014 e tesserato con Nuove Frontiere fin dai tempi delle minimoto, il motoclub è stato dedicato al ricordo del giovane campione. Il suo stesso numero, 96, è ora anche parte del nome del nuovo motoclub nato quest’anno.

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GLI ALTRI MOTOCLUB DI IMOLA

Se prima della recente fusione dei tre motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere nel nuovo Racing Imolese #96, i motoclub erano sei, ora ne restano quattro. Accanto al neonato restano i tre motoclub che non sono stati interessati ad accorparsi in un unica compagine motociclistica perché già in sufficienti forze per portare avanti i propri obiettivi associativi. Il motoclub Santerno Checco Costa, nato nel 1926, raggruppa prevalentemente motociclisti interessati al turismo sulle due ruote e conta oggi circa iscritti fra i 30 e gli 80 anni di età. A ogni stagione organizza decine di motogiri ed anche vere e proprie vacanze in moto. In passato ha più volte vinto il trofeo Fmi dedicato al mototurismo. Il motoclub I Laidi, invece, conta una settantina di iscritti attivi nella promozione del motociclismo non solo in senso sportivo ma anche aggregativo, come ad esempio organizzando feste, con annesso motoraduno, a base di buon cibo, birra, musica dal vivo e giochi. Ormai classico è l’appuntamento che si svolge in concomitanza con la tappa imolese del campionato Superbike, ad inizio estate. Fra gli scopi del motoclub c’è anche la beneficenza. Il motoclub Imola, infine, conta fra i propri iscritti numerosi commissari di percorso attivi presso l’autodromo Enzo e Dino Ferrari ed organizza ritrovi e piccoli eventi conviviali prevalentemente per i propri associati. «Dei tre auto esclusi è il motoclub che più era interessato alla fusione – commenta Fabrizio Ghini – ma alla fine non si sono presentati. Ogni motoclub ha una sua anima e, comprensibilmente, c’è chi ha voluto mantenerla inalterata».

Nel Circondario Imolese risultano registrati alla Federmoto anche i motoclub Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme e Faithful di Castel Guelfo. Esistono poi diversi gruppi e asd legati alla passione moto.

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A TUTTO SPORT: IL GRUPPO SPORTIVO ‘MOTOCLUB’ POLIZIA MUNICIPALE DI IMOLA

Nonostante quanto potrebbe suggerire il nome, il Gruppo Sportivo Motoclub Polizia Municipale Imola è a tutti gli effetti un’associazione sportiva dilettantistica che promuove tutti gli sport e non solo quelli motoristici.

«Nato nei primi anni Ottanta con il fine di promuovere lo sport e l’attività partecipativa – spiega l’attuale presidente 53enne Gabriele Mazzolani – all’inizio il gruppo sportivo contava numerosi appassionati di moto e per questo ha preso il nome di motoclub ed organizzato eventi motoristici quali raduni e gimkane, di cui una a livello nazionale. Accanto all’attività moto, ultima in ordine di tempo la Ciao Cup del motoclub La Stalla cui il gruppo ha collaborato, si sono sempre praticati altri sport, come tiro a segno, biliardo, podismo e pesca, anche organizzando campionati nazionali delle Polizie municipali (negli anni Novanta quelli di tiro a segno) e locali con gli altri corpi delle forze dell’ordine. Col passare del tempo e il cambio generazionale – continua – alcuni sport si sono persi ed altri aggiunti, senza però mai dimenticare lo scopo di promozione dell’attività motoria, ludica e ricreativa».

L’attuale presidente Mazzolani, in carica dal 1997, ha deciso di puntare sul volley, sport da lui praticato con grande passione. E così, da ormai 15 anni, il Gs Motoclub Polizia Municipale organizza, con la collaborazione del Csi (cui si è associato al posto della Fmi), il torneo e festa della pallavolo Pontesanto Green Volley, da sempre in scena nell’omonima località imolese ad eccezione delle ultime manifestazioni che sono state trasferite al centro tecnico Zanelli Tassinari in Pedagna per lavori in corso sui campi di Pontesanto. Ogni anno decine di squadre si sfidano nelle differenti categorie previste dal regolamento sui 15 campi sull’erba allestiti in contemporanea per i due giorni di volley.

Per l’occasione, ormai diventata famosa nel settore e sostenuta economicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ed altri piccoli sponsor, giungono compagini anche da altre province della regione. Da 11 anni il Pontesanto Green Volley è dedicato alla memoria di Gian Carlo Falcini. Quest’anno, a giugno, la sedicesima edizione tornerà in scena sui campi natali.

Negli anni il gruppo sportivo, che ha sede all’interno dello stabile della Polizia Municipale, ha ampliato la possibilità di iscriversi anche ad altre forze dell’ordine, dipendenti comunali ed amici e sono stati praticati anche calcio e futsal, quest’ultimo in memoria del collega scomparso Giovanni Rocca. Oggi il Gs Motoclub Pm conta una cinquantina di soci.

Quanto al futuro, Mazzolani si dice disponibile a… «Dedicare maggiore spazio ad altre discipline sportive cui i nostri associati sono appassionati».

Ad esempio quest’anno, il 6 maggio, il gruppo sportivo organizza ed ospita il campionato italiano delle Polizie Municipali di mountain bike all’interno della tappa di Borgo Tossignano del circuito Mtb Gesso e Calanchi.

«L’Aspmi, associazione sportiva Polizie Municipali Italia, organizza ogni anno i campionati nazionali di ogni disciplina sportiva per agenti attivi e in pensione – spiega il presidente Mazzolani -. Ci siamo candidati ad ospitare il campionato di mountain bike per sostenere un nostro iscritto che più volte vi ha partecipato altrove e prevediamo di ospitare almeno una ventina di agenti-atleti. Fra i soci vantiamo anche un più volte campione nazionale delle Polizie Municipali di tennis, che partecipa anche ai nazionali di tennis tavolo. Vediamo quali sport si svilupperanno maggiormente per il futuro. Recentemente abbiamo anche organizzato corsi di karate, judo e krav maga (disciplina di combattimento israeliana) per affrontare il tema della protezione personale degli agenti in caso di interventi delicati».

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Motociclismo consapevole, informato, appassionato. La filosofia di Motosapiens è un po’ quella di far girare le cose per contribuire a far girare il mondo: dando spazio a novità e curiosità, informazioni ed approfondimenti, racconti ed eventi.  Senza dimenticare viaggi e viaggiatori, invenzioni ed inventori, storia e storici, campioni e campionati.
 
Io sono Milena Monti, giornalista e motociclista. E questo blog è la mia striscia d’asfalto virtuale da percorrere con tutto quello che la strada mi proporrà, curva dopo curva.

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