Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 26 luglio 2018

Roberto Bartoli svela i suoi paesaggi dell'anima nel nuovo album Landscapes

Ci sono un blues per la propria donna, parole e note dedicate all”animo più intimo dei gatti, il mistero e il ritorno a casa, squarci su di sé, sulla propria interiorità, sulla propria vita. C”è questo e molto altro – compresa una ballata per Pier Paolo Pasolini – nel nuovo album di Roberto Bartoli, rinomato contrabbassista e compositore imolese che attualmente è insegnante alla Nuova scuola comunale di musica Vassura Baroncini di Imola, dove dirige anche l’orchestra degli allievi. E, naturalmente, ci sono una raffinata struttura musicale e un”interpretazione emozionante ed impeccabile, «marchi» inconfondibili di un artista che annovera in curriculum esibizioni in festival internazionali in molti Paesi europei, oltre che in Medio Oriente ed in Africa, collaborazioni con moltissimi musicisti, registrazioni per diverse etichette discografiche, composizioni trasmesse nelle programmazioni di Rai-Radio3.

Il nuovo album si intitola Landscapes, è pubblicato dalla prestigiosa etichetta Dodicilune, ed è uscito il 18 luglio distribuito in Italia e all”estero da Ird (si trova anche a Imola) e nei migliori store online da Believe Digital. Contiene dodici brani originali e le cover di Je me suis fait tout petit (all’amore) di Georges Brassens e di due pezzi di Charlie Haden, Our Spanish Love Song e Spiritual. Con Bartoli, suonano Achille Succi (clarinetto basso), Stefano Bedetti (sax tenore), Daniele Santimone (chitarra classica e acustica) e Stefano Nanni (piano).

«È un lavoro che per la prima volta mi vede principalmente nella veste di autore – racconta Bartoli -. Si tratta di brani che avevo nel cassetto anche da anni e di altri più recenti, per i quali era giunto il momento di trovare forma insieme. È un album che potrei quasi definire “di famiglia”, una rappresentazione di me nella veste di compositore più che di musicista».

Il titolo, Paesaggi (Landscapes), fa riferimento più ai paesaggi interiori che ai panorami della natura? «Sì, rappresenta diversi momenti della mia vita, che ho narrato attraverso l”aspetto compositivo, fonte di notevole espressione. I brani sono dedicati alle persone a me care, genitori, figli, moglie… È un album molto intimista, con stati d”animo e descrizioni dei luoghi in cui vivo: paesaggi in tutti i sensi della parola. Ha una struttura scarna, dedita all”essenzialità: ho voluto sfrondare tutto ciò che può essere ridondante. Ho chiesto ai musicisti di andare all”essenza della musica, di suonare poche note ma… giuste», sorride. (s.f.)

L”intervista completa è su «sabato sera» in edicola da giovedì 26 luglio

Nella foto Roberto Bartoli e la copertina del suo nuovo album

Roberto Bartoli svela i suoi paesaggi dell'anima nel nuovo album Landscapes
Cultura e Spettacoli 26 luglio 2018

Erik Addis presenta il suo nuovo album al Mood con i NoDimora

«La vita mi prepara il conto». Una minaccia? No, è il singolo estratto dal nuovo album di Erik Addis dal titolo Stanza: inverno 18. Il cantautore imolese, al suo terzo lavoro, da anni fa della musica una grande passione e una compagna costante di un viaggio che lo vede anche protagonista nei campi di calcio (gioca in Promozione nel Sesto Imolese). Il nuovo album si compone di dodici pezzi che saranno presentati in prima assoluta domani sera, venerdì 27 luglio, alle 22 in un coinvolgente concerto al Mood di Imola.

La vita mi prepara il conto è l”unico brano già svelato, on line da giugno sulle principali piattaforme musicali. Nel locale imolese Addis porterà invece gli altri inediti di cui ha composto testo e musiche, che hanno nella voce calda, potente e inconfondibile di Erik il filo conduttore. «Il nuovo disco è “diverso”. Nei due precedenti ho fatto un lavoro insieme al mio gruppo, questa volta mi sono concentrato nella realizzazione in solitario. Non a caso il titolo è molto “mio”. È un viaggio che vorrei non finisse mai. È qualcosa di intimo, ma spero che chiunque l’ascolti possa in qualche modo fare suo uno o più brani e rivedersi in quello che ascolta».

Su YouTube e sui social si trovano molti tuoi video, dal divertentissimo Stringila all”intimo Adesso ciao dedicato ad un amico che non c”è più. E proprio gli amici sono protagonisti dei tuoi video. Perché?

«Gli amici fanno parte delle mie canzoni e dei miei video perché fanno parte della mia vita e delle mie passioni per la musica e per il calcio. Nel nuovo disco parlo ancora di loro in 3-4 canzoni».

E suoi amici sono i NoDimora, il gruppo nato nel 2012. Cinque ragazzi che da allora non hanno mai smesso di portare avanti il proprio rock tutto italiano, con oltre cento date all”attivo. Oltre ad Erik (voce e chitarra acustica), la formazione è composta da Andrea Pipicella alla batteria, Daniele Bassani alla chitarra, Stefano Sartori al basso e Andrea Loverde alle tastiere. Con Addis saranno loro i protagonisti domani al Mood di Imola, dalle 22. (r.c.)

Nella foto Erik Addis

Erik Addis presenta il suo nuovo album al Mood con i NoDimora
Cultura e Spettacoli 25 luglio 2018

Folclore da Ecuador, Polonia e Nuova Zelanda con il festival dei Canterini e danzerini imolesi

Comincia domani da Riolo Terme la ventottesima edizione del Festival internazionale del folclore  organizzato dal Gruppo folkloristico Canterini e danzerini romagnoli «Turibio Baruzzi» di Imola. Dal 26 al 31 luglio a Riolo, Borgo Tossignano, Imola, Bubano e Massa Lombarda saliranno sul palco, oltre agli imolesi, il Grupo Folklórico «Cuniburo Cultural» dall’Ecuador, il Cultural Group «Te Tono a Te Taurapa» dalla Nuova Zelanda, e il Song & Dance Ensemble «Slowianki» dalla Polonia.

Cinque saranno gli appuntamenti pubblici serali gratuiti (più uno ad invito, riservato alla Banca di Imola), con inizio alle 21: giovedì 26 luglio in piazza Mazzanti a Riolo, venerdì 27 in piazza San Giovanni Bosco a Borgo, sabato 28 alla Rocca a Imola (e domenica 29 ad invito), lunedì 30 in piazza Cassani a Bubano e martedì 31 in piazza Matteotti a Massa. Inoltre, a Imola, nella mattinata di sabato 28 luglio terranno una sfilata insieme alla Banda cittadina a partire dalle 10 con conclusione in piazza Caduti per la Libertà e brevi esibizioni in piazza Matteotti alle 10.30, e con ricevimento in municipio alle 11. Domenica mattina, inoltre, visiteranno le case di residenza per anziani di via Venturini e via Montericco.

Il gruppo culturale «Cuniburo Cultural» è stato fondato nel 1992 e proviene dall’Ecuador: è composto dal folk music group Ñanpi proveniente dalla piccola città di Cayambe, che si trova ai piedi dell’omonimo vulcano nella Cordillera Central, e dal gruppo di danza Allpamanta, proveniente dalla capitale Quito, che sorge sulle Ande. I due gruppi si sono uniti con l’idea di sviluppare e divulgare il patrimonio storico della cultura tradizionale dell’Ecuador, e proporranno un repertorio che rispecchia la lunga storia del paese, le sue tradizioni fondate su radici native, africane, europee e che includerà anche le tipiche danze andine e balli dell’Amazzonia.

Il gruppo neozelandese «Te Tono a Te Taurapa» proviene dalla regione di Hawkes Bay sulla costa orientale dell’isola del Nord, la zona più calda e secca del paese. La cultura Maori è la più antica della Nuova Zelanda alla quale il gruppo è fortemente legato. Il gruppo «presenta un programma che rispecchia la spiritualità e religiosità dei Maori, basata essenzialmente su una miscela di canti e balli di straordinaria vitalità – si spiega -, passione, forza e atletismo rivolti a presentare scene di vita quotidiane della comunità nei villaggi, in linea con l’obiettivo di mantenere vivo l’orgoglio per l’appartenenza all’etnia Maori». Oltre alla danza haka, nota per essere proposta dalla nazionale di rugby del Paese.

Dalla Polonia arriva lo «Slowianki» Song and Dance Ensemble: nato nel 1959, fa parte della Sezione Polacca del Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d´Arts Traditionnels e rappresenta una delle università più antiche d’Europa, The Jagiellonian University di Cracovia. Il complesso Slowianki presenterà un programma di danze nazionali polacche (Krakowiak, Mazurka, Oberek, Kujawiak, Polonaise) e canti e danze delle regioni di Lublino, Sacz, Przeworsk e Bronowice. «Le danze tradizionali polacche rispecchiano la vita quotidiana, militare e sociale – si legge nelle note stampa -, le credenze e le usanze della gente semplice, i riti rurali che arrivano dal paganesimo, la voglia di libertà e il coraggio di un popolo che ha avuto per secoli una vita storico-politica tortuosa e complessa».

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola giovedì 26 luglio

Nella foto il gruppo dell”Ecuador

Folclore da Ecuador, Polonia e Nuova Zelanda con il festival dei Canterini e danzerini imolesi
Cultura e Spettacoli 22 luglio 2018

Continua l'Imola Summer Piano con 202 giovani pianisti in città per lezioni e concerti

Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia (venti regioni), Lettonia, Macedonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera, Taiwan. Sono i diciotto Paesi da cui provengono i duecentodue giovani pianisti che sono attualmente in città per l’Imola Summer Piano Academy & Festival organizzato dall’Accademia pianistica «Incontri col maestro». Due settimane di masterclass, lezioni e concerti che vedono la maggior parte degli studenti dedicarsi al pianoforte, anche se c’è chi predilige altri strumenti: se 110 studiano piano, 30 si dedicano agli archi (violino, viola e violoncello), 21 ai flauti, 9 alla chitarra, 8 al canto, 5 alla musica da camera, 10 alla direzione d’orchestra, e 9 all’analisi e composizione.

Oltre alla frequenza quotidiana di lezioni con 31 docenti dell’Accademia il festival, curato dalla scuola di formazione che ha in Franco Scala il suo fondatore e direttore e in Angela Maria Gidaro la sua direttrice artistica, ha in cartellone anche concerti serali ad ingresso gratuito (fino ad esaurimento posti) che si tengono al teatro dell’Osservanza alle 21.30.

Oggi, domenica 22 ci sarà un concerto a due pianoforti con André Gallo e Igor Roma, ex allievi e ora docenti dell’Accademia, mentre domani, lunedì 23, il palcoscenico sarà per i migliori talenti del festival.

Martedì 24 alle 18.30 alla Rocca si terrà una conferenza-concerto sull’«opera a chiave Kramerspiegel» di Richard Strauss con il pianista Marino Nahon e la soprano Joo Cho, mentre alle 21.30 all’Osservanza ci sarà un concerto di lirica e musica vocale da camera. Mercoledì 25, nella sala Mariele Ventre a palazzo Monsignani, si esibiranno il chitarrista Giuseppe Buscemi e il pianista Gianni Bicchierini, e il giorno dopo ci si sposta alla Scuola di musica Vassura Baroncini in via Fratelli Bandiera alle 18.30 con la violinista Slawomira Wilga e la pianista Marianna Tongiorgi, mentre si torna in teatro alle 21.30 con il pianista William Chen e i suoi giovani talenti. Venerdì 27 si esibiranno le pianiste Eleonora e Beatrice Dallagnese per i 130 anni della Croce Rossa, sabato 28 andrà in scena un concerto cameristico per archi con il primo violino della Royal Opera House di Londra Peter Manning e gli allievi del Dipartimento di archi dell’Accademia.

Domenica 29 e lunedì 30 l’attenzione sarà tutta sul Premio Città di Imola, assegnato agli allievi più talentuosi del festival: domenica alle 17 ci sarà la finale con partecipazione del pubblico alle votazioni, lunedì alle 21.30 la cerimonia con concerto e assegnazione del Premio (in palio un montepremi di 20mila euro offerti da istituzioni e privati cittadini, comprensivo del Premio al Talento «Florence Daniel Marzotto» donato da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della Contessa Florence, e dei premi dedicati al «M° Umberto Micheli e Lelia Magistrelli» messi a disposizione dal presidente dell’Accademia di Imola, Francesco Micheli).

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti. Info: 0542/30802 o www.imolasummerpiano.com

Nella foto: Andrè Gallo, in concerto con Igor Roma questa sera, domenica 22 luglio

Continua l'Imola Summer Piano con 202 giovani pianisti in città per lezioni e concerti
Cultura e Spettacoli 21 luglio 2018

Le Note di Strada invadono Casalfiumanese con spettacoli, musica, giochi e birra

Note di Strada, ovvero un festival di di musica, gastronomia ed arte di strada che si terrà oggi e domani a Casalfiumanese a cura della Pro Loco. Dalle 18.30, questa sera, a Villa Manusardi ci saranno specialità culinarie, birra e cocktail realizzati da quattro bar della Vallata (Peter Pan e In Bottega di Casalfiumanese, Mojito Cafè di Linaro, Shangri-La di Castel del Rio, oltre ai gelati del Bar Buca di Borgo Tossignano), e il gioco a premi birra-pong. Non mancherà la musica: dance con dj Malva e rock con gli Acidi C, tribute band degli Ac/Dc. In chiusura, fuochi d”artificio. Per i più piccoli, spazio a laboratori ed attività organizzate in collaborazione con alcune associazioni della Vallata.

Domani, invece, il festival si sposterà in piazza Cavalli e nella piazzetta della Solidarietà, con tanto di stand gastronomico e buskers (giocolieri, equilibristi, musicisti, disegnatori, prestigiatori). Al calar del sole si terrà lo show finale dalla Torre, intitolato Ex Inferis.

Novità di questa terza edizione di Note di Strada è la collaborazione con l”Associazione Campeggiatori dell”Imolese per l”organizzazione di un raduno di camper e con l”Associazione Ernesto, che si occupa di adozioni internazionali. (r.c.)

Nella foto (inviataci dall”organizzazione del festival) un”immagine dello spettacolo di una passata edizione

Le Note di Strada invadono Casalfiumanese con spettacoli, musica, giochi e birra
Cultura e Spettacoli 20 luglio 2018

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni

Una serata con il cinema e le sue musiche. L”Arena di Castel San Pietro ospita alle 21.30 l’Estonian Sinfonietta, l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa che si sono esibiti nelle più note sale europee, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibu. Nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival, brani da Pachelbel a Chaplin saranno accompagnati da proiezioni di stralci di film sullo schermo: scorreranno così film di vario genere, da Seven di David Fincher a Tempi Moderni di Charlie Chaplin, con la musica in primo piano sia come parte della colonna sonora dei film che come evocatrice di ambienti.

Il programma delle musiche, eseguite dal vivo, è il seguente: Canone in re di Johann Pachelbel da Gente comune, Divertimento fa maggiore KV 138 di Wolfgang Amadeus Mozart da Atto di forza, Adagio per archi op. 11 di Samuel Barber da Il favoloso mondo di Amélie, Aria da Suite n. 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach da Seven, Suite di Veljo Tormis da Spring, Romance op. 97 di Dmitri Shostakovich da Gadfly, Suite di Bernard Herrmann da Psycho, Libertango di Astor Piazzolla da Frantic, Circus di Sergei Dreznin dalla colonna sonora di Isaak Dunayevsky di Circus, Valse di Lepo Sumera da Spring Fly, Smile da Tempi Moderni di Charles Chaplin.

Ingresso libero (in caso di maltempo, al teatro Cassero).

Nella foto l’Estonian Sinfonietta

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni
Cultura e Spettacoli 19 luglio 2018

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei

«La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio… ». Cantava così Jovanotti nel 1991 ricordando le notti come dj prima ancora che come il cantautore che sarebbe poi diventato. Allora, più di venticinque anni fa, l’imolese Gherardo Casini in arte Gary Caos muoveva i primi passi di quella che sarebbe poi diventata una lunga carriera prima solo come dj e poi, da dieci anni, anche come producer per la propria etichetta discografica Casa Rossa, che ha sede a Castel Guelfo. Un quarto di secolo che Casini oggi, a 44 anni, ha deciso di raccontare nel libro Il caos… Tra dj e producer, scritto con Francesca Sanzo per Giraldi Editore.

Una lunga carriera ancora attiva. Perché la voglia di raccontarla in un libro?

«In venticinque anni il mondo è cambiato tanto e mi sono accorto che avevo già molte cose da raccontare – spiega il dj –. Io ho iniziato a suonare in un mondo analogico, fatto di vinili e della ricerca dei dischi nei negozi di musica, delle corse per accaparrarsi le ultime uscite o le novità prima di tutti. Allora ci volevano impegno e tempo per la ricerca. Oggi, invece, il mondo intero è a portata di click e la musica digitale è più fruibile. Da un certo punto di vista è un libro che racconta la storia di una professione, quella del dj, per chi l’ha vissuta e vuole rispolverare ricordi ma anche per i giovani che sono nati nell’era digitale e rischiano di perdere qualità per colpa di questa facilità».

Qualche aneddoto?

«Nel libro ce ne sono tanti. Dalle prime serate in Corea per suonare, dove ho visto e vissuto una spettacolarità degli eventi in discoteca più alta al mondo, con un’energia del pubblico travolgente. Fino a Marsala, in Sicilia, dove ho suonato all’aperto, in spiaggia, di fronte a quindicimila persone: un’esperienza totalizzante, anche se a dire il vero ho sempre preferito i piccoli club bui per intenditori e non le discoteche dove si va per ballare uno sopra all’altro e rimorchiare. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta del mio lavoro, che ad oggi mi ha fatto viaggiare per tutti i continenti ad eccezione del Sud America, è la possibilità di conoscere gente sugli aerei e negli aeroporti, capire perché gli altri viaggiano ed ascoltare storie incredibili».

Parte dei ricavi del tuo libro saranno devoluti ad Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Perché?

«C’è un capitolo del libro dedicato a dj Fanny, Andrea, un ragazzo di appena trent’anni malato ed immobilizzato a letto, ma che non per questo non segue il suo sogno: scrivere musica e suonarla, chiaramente con l’ausilio di un commutatore. Tempo fa ho preso parte ad un progetto insieme a lui in favore della ricerca sulla sla. Per questo anche questa volta ho voluto continuare quanto iniziato insieme». (mi.mo.)

L”intervista completa a Gary Caos è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto Gary Caos

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei
Cultura e Spettacoli 19 luglio 2018

La cantante imolese Silvia De Santis al Pistoia blues festival: «Un'esperienza bellissima»

«È stata un”esperienza bellissima. Siamo saliti sul palco alle 20.45, quaranta minuti prima di James Blunt, suonando per mezz”ora. Abbiamo cominciato davanti a un migliaio di persone poi, un po” alla volta, se ne sono radunate tremila, il numero stimato dall”organizzazione degli spettatori di Blunt. Già quando, dopo che la Vrec ci ha proposti all”entourage di Blunt e a Live Nation Italia, è arrivata la conferma che eravamo stati presi, eravamo pazzi di gioia! Dopo l”esibizione, poi, non ne parliamo…». Giustamente soddisfatta, Silvia De Santis racconta l”esperienza vissuta lo scorso fine settimana quando, con i suoi Five to Ten, ha partecipato al Pistoia blues festival, storica rassegna musicale nata nel 1980 con ospiti quali B.B. King, Pino Daniele, Mighty Joe Young, Fats Domino, Dizzy Gillespie.

Oggi la vena blues si è mischiata alle altre sonorità ma senza perdere la qualità e, nell”edizione 2018, si sono alternati il rock di Alanis Morissette a quello di Steve Hackett o James Blunt. Con, in primo piano, appunto una piacevole sorpresa in chiave imolese: ad aprire il concerto del cantante inglese sono stati, venerdì 13 luglio, i Five to Ten, band formata dalla cantante Silvia De Santis, dal pianista Fabio «Farian» Biffi e dal batterista Fabio «Fax» Fenati. Il gruppo della talentuosa cantante imolese è nato lo scorso anno dalla formazione dei New Classics, portando la propria musica su sonorità pop-rock con un tocco «candy», di positività e ottimismo, e pubblicando a gennaio di quest”anno un album di dieci brani inediti intitolato Stupid Now, pubblicato dalla Vrec music label.

«Siamo molto contenti – continua Silvia -. A breve avremo altre due date importanti: il 4 agosto saremo al Festival di Fiamine vicino a Verona e il 12 agosto al Panorama Music Festival in Val di Fassa: suoneremo in quota sulle Dolomiti e rischiamo di perdere il pianista perché le adora – ride –! Sarà un diverso approccio alla musica, in un panorama pazzesco».

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto la copertina dell”album «Stupid Now» dei Five to Ten

La cantante imolese Silvia De Santis al Pistoia blues festival: «Un'esperienza bellissima»
Cultura e Spettacoli 18 luglio 2018

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf

Arriva l’Estonian Sinfonietta: l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibur, questa settimana è protagonista a Imola per l’Emilia Romagna Festival dove, giovedì 19 luglio alle 21, si esibirà alla chiesa di San Domenico portando in scena L’Oro di Vienna, un concerto tutto dedicato alla musica austriaca, attraverso gli stili e le epoche, da Mozart ad Arvo Pärt.

Nel programma le serenate e i concerti del genio Wolfgang Amadeus Mozart faranno da contrappunto a composizioni più moderne. Sarà eseguita, infatti, la Summa per orchestra d’archi di Arvo Pärt, nato in Estonia come la Sinfonietta, ma costretto a fuggire in Austria durante il periodo dell’Unione Sovietica. «La Summa racchiude un distillato dell’eterna ricerca di Pärt – spiega il comunicato stampa del concerto -: la rarefazione e la purezza del suono, la semplicità di “tre accordi come campane”, ovvero il principio della tintinnabulazione, che l’ha reso uno dei più celebri compositori viventi. La saggia scelta dell’Estonian Sinfonietta lo accosterà alle complesse melodie di Mozart, come a quelle contemporanee di Karl Fiorini: un diverso modo di plasmare le orchestre, uno stesso identico oro». Il programma si compone infatti della Serenata Notturna K. 239 per orchestra d’archi di Mozart, della Summa per orchestra d’archi di Pärt, del Concerto per violino n. 3 K. 216 (arrangiamento per orchestra d’archi) e del Divertimento in fa maggiore KV 138 “Sinfonia Salisburgo” (di nuovo di Mozart), delle Harmonies Ètendues per orchestra d’archi di Fiorini, per concludersi con la mozartiana Serenata in sol maggiore K. 525 Eine kleine Nachtmusik. Prima del concerto, dalle 19.30 alle 20.30, sarà possibile visitare con una guida la chiesa di San Domenico.

L’Estonian Sinfonietta, composta da musicisti creativi che suonano insieme da anni e che si sono esibiti nelle più note sale europee come il Concertgebouw ad Amsterdam, Filarmoniche di Colonia e San Pietroburgo, Flagey e Bozar a Bruxelles, così come in molti festival, è un ensemble versatile, capace di spaziare dal barocco alle composizioni contemporanee, così come eseguire grandi pezzi sinfonici ed entrare all’interno di progetti dedicati all’opera. L’Estonian Sinfonietta non ha un direttore d’orchestra stabile né un direttore artistico, ma invita direttori diversi a seconda delle esigenze.

Ingresso libero con offerta in favore della Croce Rossa di Imola per i suoi 130 anni di servizio ai cittadini (per partecipare alla visita guidata, prenotazione telefonica obbligatoria a Erf allo 0542/25747).

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto la chiesa di San Domenico

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf
Cultura e Spettacoli 16 luglio 2018

Le scrittrici Danila Comastri Montanari e Grazia Verasani chiudono la rassegna Miginoir

Dopo il successo delle scorse serate, si conclude con altri due ospiti importanti il festival Miginoir, ideato e organizzato dalla scrittrice medicinese Caterina Cavina. Domani sera, martedì 17 luglio alle 21, nel giardino della biblioteca di Medicina in via Pillio 1, saranno protagoniste dell”incontro con curiosi e appassionati Grazia Verasani e Danila Comastri Montanari.

La prima è scrittrice, sceneggiatrice, attrice e cantautrice. Bolognese, è nota al grande pubblico per essere l’autrice di Quo vadis, baby?, giallo da cui il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film e che introduce la detective Giorgia Cantini (che poi la scrittrice riprenderà in una fortunata serie di romanzi). Tra le moltissime cose che ha fatto, da ricordare From Medea, pièce teatrale sul tema dell’infanticidio che ha avuto successo e riconoscimenti internazionali. Il suo ultimo libro è La vita com’è (La nave di Teseo), che racconta di un Giovane Scrittore che chiama la scrittrice di cui ha letto tutti i romanzi per sottoporle il suo manoscritto, di un legame spassoso, litigioso e pieno di dialoghi caustici sul mondo che si instaura, e di un quotidiano fatto di bar, vicini di casa centenari, librerie, amici, ex fidanzati, parenti, cimiteri e… un piccione che sbarra la strada.

Danila Comastri Montanari è un pilastro del giallo storico internazionale: è l”autrice dei numerosi romanzi che hanno come protagonista Publio Aurelio Stazio, senatore romano, uomo ricco e di bell’aspetto che per diletto, nel corso di una vita avventurosa, indaga sui vari delitti che incontra. (r.c.)

Informazioni: www.miginoir.it

Nella foto Grazia Verasani e Danila Comastri Montanari

Le scrittrici Danila Comastri Montanari e Grazia Verasani chiudono la rassegna Miginoir

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