Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 9 novembre 2018

Un viaggio nel medioevo con «L'Antico Castello» nel weekend

Un viaggio indietro nel tempo, alla riscoperta delle origini di Castel San Pietro: lo offre «L’Antico Castello», manifestazione ideata e promossa dalla Pro Loco di Castel San Pietro che per un weekend riporta in vita il tempo passato e il turismo presente nell’ambito del più ampio progetto «Dante primo turista tra Emilia e Romagna» e all’interno del programma di appuntamenti del Baccanale di Imola. Dal 9 all’11 novembre Castello si riempirà così di spettacoli, mostre, eventi enogastronomici, possibilità di escursioni nel territorio, giochi medioevali, arcieri, falconieri e mercatini a tema.

Giunta all’ottava edizione, l’iniziativa prende il via venerdì 9 con l’inaugurazione alle ore 17 della mostra «L’antico Castello: fotografie, manufatti e testimonianze sulle origini medioevali di Castel San Pietro Terme» nella saletta d’arte di via Matteotti 79 (visitabile fino alle 19, poi sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19). Sempre venerdì il teatro Cassero ospiterà alle 20.30 lo spettacolo di Marco De Simone Una piuma è fatta per volare, liberamente tratto dal racconto di Giorgio Faletti La piuma (biglietto 10 euro, info e prenotazioni al 333/2731652).

Ancora mostre sabato 10 novembre. Alle 10, nell’ex stazione delle corriere, lo scultore Renato Mancini, che trasforma i materiali di recupero in creazioni, reinventando la realtà e riportandoli a nuova vita, inaugurerà la sua «Personaggi ed emozioni della Divina Commedia», mentre alle 11 nella sala degli antichi sotterranei del palazzo comunale gli studenti dell’Iis Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro racconteranno e riprodurranno la mostra «Dante Experience» attraverso la loro interpretazione (entrata libera). Alle 14, poi, partirà il «Dante bus», un tour inedito ed inusuale alla scoperta dei borghi del territorio con radici ed anima medievale, accompagnati dallo sguardo del sommo poeta: il tour prevede la visita guidata alla scoperta del borgo medievale di Castel del Rio, intrattenimenti ed apericena a tema presso l’Iis Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro (costo 45 euro, prenotazione obbligatoria allo 051/ 6951379, posti limitati).

Domenica si avrà il clou della manifestazione. Dalle 10 il centro storico sarà animato con mostre, mercatini a tema, antichi mestieri, arcieri e rievocazioni medioevali, con attenzione agli eventi per i più piccoli. Dalle 12, poi, sarà possibile riscoprire i prodotti tipici del nostro territorio gustando antiche ricette, mentre spettacoli ed eventi a tema intratterranno la città per tutta la giornata. Tra gli eventi, da ricordare alle 11 nella sala degli antichi sotterranei del palazzo comunale la replica della «Dante Experience» con gli studenti, alle 12 in piazza XX Settembre gli antichi sapori con primi piatti, formaggi con miele, fichi caramellati; sempre qui alle 15 ci saranno dimostrazioni di falconeria, mentre la saletta espositiva di via Matteotti 79 sarà protagonista della lettura in dialetto bolognese di alcuni passi tratti dalle opere di Dante Alighieri alle 16. Quindi spazio alla distribuzione di caldarroste con spettacoli finali alle 17 in piazza XX Settembre, seguita dal racconto di «Dante Experience» degli studenti nella sala degli antichi sotterranei del palazzo Comunale.

Nella foto un momento dell’edizione 2017 de «L’Antico Castello»

Un viaggio nel medioevo con «L'Antico Castello» nel weekend
Cultura e Spettacoli 8 novembre 2018

Castel San Pietro valorizza il suo patrimonio culturale: 21 targhe poste sui monumenti più significativi

Il nuovo progetto per la promozione della città del Sillaro, nato dalla collaborazione tra la locale Pro Loco e l’Amministrazione comunale, rappresenta una svolta nella divulgazione del patrimonio storico del territorio castellano. «E’ un’iniziativa turistica ma anche culturale, che mira a valorizzare quel patrimonio storico tanto amato dai castellani, partendo dal Cassero, il primo nucleo della città da cui l’abitato si è sviluppato, o dal palazzo comunale, costruito sulle rovine della rocca grande del castello», ha spiegato Fabrizio Dondi, assessore alla Cultura, durante la conferenza stampa di presentazione.

Sono 21 i monumenti scelti per ospitare delle targhe informative, con tanto di traduzione in inglese, onde permetterne la fruizione anche ai turisti stranieri, e corredate di codice QR per chi volesse andare oltre la decina di righe riportate. Leggendolo tramite uno smartphone si potrà infatti accedere a ulteriori informazioni. «La tecnologia diventa uno strumento per conoscere e approfondire la storia della città passeggiando per le vie del centro», ha tenuto a sottolineare Dondi. Solo 19 delle 21 targhe distribuite per il territorio comunale sono già state installate: mancano all’appello quella della chiesa di Liano e quella del santuario della Beata Vergine di Poggio, quest’ultimo attualmente sottoposto a restauro.

«I siti di interesse storico sono stati individuati anche grazie alle segnalazioni delle consulte cittadine, coinvolgendo attivamente gli abitanti. L’intero progetto è finanziato tramite i proventi delle tasse di soggiorno turistico», ha spiegato dal canto suol’assessore al Turismo, Tomas Cenni. «La scelta ha seguito il criterio dell’interesse storico e quello della promozione del turismo locale – ha aggiunto Raimonda Raggi, presidente di Pro Loco -. Le targhe sono state collocate tra il metro e cinquanta e il metro e ottanta dal livello del terreno, onde permettere anche a persone diversamente abili di accedere alle informazioni». (ri. ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto

Castel San Pietro valorizza il suo patrimonio culturale: 21 targhe poste sui monumenti più significativi
Cronaca 8 novembre 2018

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini

«In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle». Così si legge nella quarta di copertina di «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), scritto da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università VitaSalute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per i post sulla sua pagina Facebook a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dal tema di cui è uno specialista, i vaccini. Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no-vax (contrari alle vaccinazioni), pesanti attacchi diretti anche contro la sua famiglia.

Oltre ai social, Burioni si è dedicato alla scrittura divulgativa. Nel suo nuovo libro, il terzo, esamina una serie di casi che mostrano i rischi di affidarci ai «ciarlatani» invece che ai dati certi, alle prove sperimentali. Tra gli esempi italiani c’è la donna che invece di affidarsi all’oncologo si rivolge alla Nuova Medicina Germanica e  muore per un linfoma, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, senza dimenticare le «pagine buie» della storia recente di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose. Burioni sarà a Imola questa sera, giovedì 8 novembre alle ore 20.30, alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il suo libro all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente (qui tutti gli appuntamenti), cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie. coop. (l.a.)

Nella foto: Roberto Burioni e la copertina del suo libro

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini
Cultura e Spettacoli 8 novembre 2018

Erf@CasseroMusica parte questa sera con Cristina Zavalloni che omaggia Boris Vian

Sarà Cristina Zavalloni, jazzista, compositrice e interprete di musica contemporanea nonché cantante lirica con alle spalle una lunga pratica della danza classica e contemporanea, ad inaugurare la prima stagione di Erf@CasseroMusica, la rassegna curata da Emilia Romagna Festival al teatro Cassero di Castel San Pietro. Questa sera, giovedì 8 novembre alle 21, andrà in scena Boris Vian, il poeta sincopato, uno spettacolo dedicato al poeta e musicista francese di inizio ‘900,  che vedrà sul palco Cristina Zavalloni alla voce, il pianista Paolo Birro e il sassofonista Pietro Tonolo, che è anche autore degli arrangiamenti insieme a Furio di Castri.

Boris Vian, vissuto in Francia tra il 1920 e il 1959, fu un artista totale: si cimentò con poesia, teatro, narrativa, musica. «Tanto caro alle avanguardie storiche del Novecento e del surrealismo – si legge nel comunicato stampa del concerto -, fu un intellettuale colto e disincantato dell’esistenzialismo francese, ma anche un musicista stravagante della prima musica ribelle, oltre a essere stato il primo a intuire la grandezza del jazz, che frequentò anche come trombettista e autore di canzoni e alla cui diffusione in Europa diede un contributo fondamentale».

Pietro Tonolo, autore e arrangiatore della parte musicale, la cantante Cristina Zavalloni e il pianista Paolo Birro proporranno uno spettacolo ben costruito, che unisce poesie originali a melodie inedite, in aggiunta alle canzoni proprie di Vian, tradotte per l’occasione e ri-arrangiate in una nuova veste

.Cristina Zavalloni è una cantante di fama internazionale: ha collaborato con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei alcuni dei suoi più recenti lavori tra cui Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno, è interprete delle prime di autori quali McMillan, Nyman e Boccadoro, si è esibita nelle principali sedi della musica classica – dal Lincoln Center di New York al Concertgebouw di Amsterdam – e nei festival jazz più importanti come Umbria Jazz, dando vita spesso a progetti di incontro fra il canto e le arti contemporanee. Il pianista Paolo Birro, diplomato presso il Conservatorio di Vicenza dove ora insegna, è uno dei più ricercati interpreti italiani della musica jazz: nel 1996 è stato nominato «Miglior Nuovo Talento» nel referendum della critica specializzata indetto dalla rivista Musica Jazz. Ha collaborato con artisti come Lee Konitz, Ruud Brink, Scott Hamilton, Buddy De Franco, Enrico Rava e moltissimi altri. Pietro Tonolo è uno dei più noti sassofonisti europei: ha iniziato la sua attività giovanissimo suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker, arrivando nel corso della carriera a incidere una novantina di cd, sia come sideman che in proprio, ottenendo ampi successi e riconoscimenti. Ha collaborato con molti tra i principali jazzisti italiani, quali Enrico Rava, Danilo Rea e Roberto Gatto, ed europei, come Tony Oxley e Henri Texier, col quale ha effettuato tournée in Oriente, Africa e America Latina. (r.c.)

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane di ogni ordine e grado. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Barbara Rigon) Cristina Zavalloni

Erf@CasseroMusica parte questa sera con Cristina Zavalloni che omaggia Boris Vian
Cultura e Spettacoli 7 novembre 2018

Alla Festa della Storia di Castel San Pietro giovedì 8 novembre una serata dedicata alla Costituzione

Giovedì 8 novembre, alle 20.30, serata dedicata alla Costituzione all’interno della 15a Festa internazionale della Storia che si sta svolgendo a Castel San Pietro Terme.

Nella sala Sassi (via Fratelli Cervi 3) si terrà infatti l’incontro dal titolo «Le culture politiche dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana», promosso dal Centro Studi “Alcide De Gasperi” di Castel San Pietro.

Relatore dell”appuntamento, a ingresso gratuito, sarà Domenico Cella, presidente dell’Istituto regionale di studi sociali e politici “A. De Gasperi” di Bologna, che illustrerà e commenterà le discussioni nate all’interno della Commissione incaricata di redigere una proposta di Costituzione.

In modo particolare la conferenza approfondirà e commenterà i temi oggetto della prima Sottocommissione, quella che si occupava di diritti e doveri dei cittadini: il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona, il controllo sociale della vita economica, i partiti politici nella Costituzione.

Argomenti che si inseriscono nel tema generale di questa edizione della Festa internazionale, dedicata a «I volti della storia – culture incontri patrimoni» e che prevede iniziative fino al 30 novembre.

Nella foto l”immagine ufficiale dell”edizione 2018 della Festa internazionale della Storia

Alla Festa della Storia di Castel San Pietro giovedì 8 novembre una serata dedicata alla Costituzione
Cultura e Spettacoli 5 novembre 2018

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film

«Bratislava, 1940. È un mattino di sole di maggio quando dal porto sul Danubio si muove il Pentcho, un malandato battello a pale con a bordo 500 ebrei. Al timone c’è un ex capitano di sottomarini russo che si è assunto il compito di portare tutti in salvo lontano dalla vecchia Europa. Nessuno sa che per riuscire nell’intento dovranno superare frontiere inaccessibili, sabotaggi, acque minate, tempeste e che questa odissea alla fine si concluderà dopo quattro lunghissimi anni».

Viene presentato così Pentcho, il nuovo documentario prodotto dall’imolese Sonne Film, che sarà in concorso alla 59a edizione del Festival dei Popoli di Firenze, con proiezione lunedì 5 novembre alle 21.15 al cinema teatro Alfieri.

Il regista Stefano Cattini, già premiato al Festival dei Popoli e finalista presso il David di Donatello, a quasi ottant’anni di distanza da questi eventi poco noti, ripercorre il viaggio del Pentcho, attraverso interviste e racconti dei protagonisti di questo viaggio incredibile e con immagini tratte dal presente: «È la storia di un vecchio e sovraccarico battello fluviale – si legge nel comunicato stampa – costretto ad affrontare il mare aperto per fuggire dall’Europa nazista», la cui incredibile avventura «testimonia una delle pagine più belle dei tempi della Shoah e allo stesso tempo del ruolo imprescindibile avuto dalla Marina Militare Italiana, nel salvataggio dei fuggitivi dopo un rocambolesco naufragio».

Il documentario è prodotto da Sonne Film con Rai Cinema e Mosaic Films.

Nella foto il produttore Giangiacomo De Stefano della Sonne Film

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film
Cultura e Spettacoli 4 novembre 2018

La storia del Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio e della Pala di Fiesole del Beato Angelico

In occasione di un’anteprima della presentazione del libro «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico» di Emilio Prantoni, si è svolta, negli spazi della Sala Magnus, una conferenza dal titolo «Il Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio, opera del Beato Angelico», i cui relatori sono stati lo stesso Emilio Prantoni e padre Vincenzo Caprara, Priore del convento di San Domenico a Fiesole.

La storia del Tabernacolo di Montefune è legata a quella del trittico di San Domenico a Fiesole, dipinto dal Beato Angelico, del quale faceva parte in origine. Il Tabernacolo aveva due angeli adoranti sui lati e un Hecce Homos ull’usciolo. Emilio Prantoni ha già ricostruito le vicende di questo tabernacolo, alienato dalla composizione originaria, del quale si erano perse le tracce.

L’ipotesi, solidamente dimostrata, era che il tabernacolo fosse stato portato nella chiesa di Montefune, frazione di Castel del Rio e che, successivamente smembrato, le sue parti superstiti siano finite nei musei del Louvre e dell’Ermitage.

La storia del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole è descritta in due pubblicazioni di Bacchilega editore, scritte da Emilio Prantoni: «Il tabernacolo di Montefune del Beato Angelico – Vicende e peripezie di un”eccellenza artistica nella valle del Santerno» e «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico».

Ricordiamo inoltre che martedì 13 novembre, per il ciclo di incontri «I martedì del Pio Suffragio», l’associazione culturale San Macario propone la conferenza dal titolo «Il ciborio del polittico del Beato Angelico». Il relatore sarà il professor Prantoni, che durante la serata, oltre a illustrare i tormentati percorsi dei vari frammenti del Tabernacolo e le curiose e complicate vicende di questa opera d’arte del Beato Angelico nella sua completezza, esporrà il modello del Tabernacolo, da poco ricostruito grazie al lavoro di artigiani locali, nelle condizioni e nelle proporzioni in cui si doveva trovare quando fu posto per la prima volta sotto la pala d’altare nel convento di San Domenico a Fiesole.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto Emilio Prantoni nell”anteprima di Castel del Rio illustra il suo lavoro

La storia del Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio e della Pala di Fiesole del Beato Angelico
Cultura e Spettacoli 4 novembre 2018

Premio alla migliore interpretazione per il corto «Mon clochard» dell'imolese Pezzoli al festival internazionale di Istrana

Un prestigioso riconoscimento per il cortometraggio «Mon clochard», ideato e realizzato dagli imolesi Gian Marco Pezzoli (regista) e Marta Bedeschi (sceneggiatrice), membri dell’associazione «Noi Giovani». L’opera ha infatti conquistato il 26 ottobre scorso, al 19° festival internazionale di cortometraggi «Fiaticorti» di Istrana (Treviso), il premio alla miglior interpretazione, assegnato al protagonista, l’attore Roberto Citran.

«Mon clochard» è stato girato un anno fa in un condominio di Imola. La storia è quella di Davide Mandelli (interpretato da Roberto Citran), un insegnante che abita in periferia, appunto in un condominio, dal quale esce per andare al lavoro o a fare la spesa, ma nel quale in realtà si trova intrappolato. Ad un certo punto nel cortile del condominio fa la sua comparsa un clochard di nome Leon (personaggio interpretato dall’altro attore protagonista, Giovanni Calcagno), che viene accolto con amore inspiegabile dagli altri condomini ma non da Davide, che anzi cova per lui un odio sempre crescente. E da quel momento realtà e finzione si mescolano.

Citran, di origini padovane e atteso a Imola dal 6 al 10 febbraio 2019 in uno spettacolo al teatro Ebe Stignani con Maria Amelia Monti, è stato premiato per la migliore interpretazione dalla giuria del festival, formata da Umberto Curi, Marco Segato e Alessandro Cinquegrani. Oltre a lui e a Calcagno, nel corto hanno recitato altri attori noti, come Bob Messini e Patrizia Piccinini, insieme ad alcune comparse locali.

A ritirare il premio al posto di Citran, impossibilitato a intervenire per un imprevisto, erano presenti Pezzoli e Bedeschi, che hanno commentato: «Siamo molto grati alla direzione artistica del Festival Fiaticorti e in particolare a Roberto, che fin dall’inizio ha appoggiato il nostro progetto. Il premio è meritatissimo e ci è dispiaciuto solo non poterlo condividere con lui. Mon Clochard ora sta continuando a girare per i Festival, ma per il 2019 è prevista una proiezione a Imola».

«Mon Clochard» è stato prodotto da Articolture, con il contributo dell’Associazione culturale imolese «Noi Giovani» e la collaborazione del Comune di Imola e della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Fondamentale, per la riuscita del progetto, il finanzamento della Regione Emilia-Romagna (Film Commission), insieme al sostegno e alla co-produzione della Manufactory Productions e della Combo Cooperativa.

Orgoglioso del riconoscimento, infine, il presidente di «Noi Giovani», Vincenzo Rossi, che ha spiegato le ragioni del sostegno a progetti come quello di «Mon clochard» con la «volontà di promuovere la città e le sue eccellenze» e il «desiderio di favorire la nascita di nuove figure professionali, mettendo in luce le loro competenze e le attività degli enti che le sostengono». (r.c.)

Nella foto Citran e Pezzoli durante le riprese svolte a Imola

Premio alla migliore interpretazione per il corto «Mon clochard» dell'imolese Pezzoli al festival internazionale di Istrana
Cultura e Spettacoli 3 novembre 2018

Alla Vassura Baroncini i concerti della domenica sono gratuiti e per tutti

Torna anche quest’anno la rassegna «I concerti della domenica», organizzata e promossa dalla Nuova scuola di musica comunale Vassura Baroncini, che vede protagonisti i docenti della scuola in una proposta eterogenea e originale ampliata quest’anno da cinque a sette appuntamenti: i concerti si svolgeranno nell’Auditorium della scuola in via Fratelli Bandiera alle 18.30 (ingresso libero, fino ad esaurimento posti) a Imola.

Il via si avrà domenica 4 novembre con In Memoriam, concerto in occasione del centenario della fine della Grande Guerra, con musica vocale da camera del periodo a cavallo tra Otto e Novecento interpretata da Silvia Lombardi-François, soprano, Alessio Tosi, tenore, Chiara Sidoli, pianoforte. In questo omaggio a tutte le vittime del primo conflitto mondiale, gli argomenti trattati, oltre a riguardare tematiche di guerra e pace in diversi periodi, sono esemplificativi della musica del periodo storico della prima guerra mondiale con brani di Poulenc, Britten, Debussy, Tosti, Zandonai, Strauss, Satie.

Il secondo appuntamento si svolgerà domenica 2 dicembre con Napoli dal ‘200 al 2000, concerto di musiche napoletane con Guido Sodo, mandolino, mandoloncello, chitarra battente e voce, e François Laurent, chitarra. Un percorso che tocca le fasi più significative della canzone napoletana, dal primo frammento pervenuto, il duecentesco Canto delle lavandaie del Vomero, alla canzone napoletana di inizio Novecento: in chiusura, la proiezione del cortometraggio muto Napoli (1920), sonorizzato dal vivo con musiche napoletane dell’epoca.

La rassegna riprenderà domenica 13 gennaio con Omaggio a Chopin, in occasione del 170° anniversario della scomparsa del compositore polacco, con il pianista Pietro Beltrani, già allievo della scuola di musica e da alcuni anni docente nella stessa.

Il quarto appuntamento, domenica 3 febbraio, è con la musica del Sudamerica, con il complesso Tango Cinco: Pamela Falconi, flauto, Giulia Costa, violoncello, Giuliano Romagnesi, chitarre, Gian Luca Ravaglia, contrabbasso e Carmen Falconi, pianoforte, proporranno un programma che accosta i tanghi e le milonghe argentine e uruguaiane.

Si rimane in Sudamerica domenica 24 febbraio, con un Omaggio a Ney Rosauro, compositore brasiliano contemporaneo che ha dato ampio spazio nelle sue composizioni alle percussioni: sul Daniele Sabatani, marimba e vibrafono, e Elena Valentini, pianoforte.

Con il concerto di domenica 10 marzo si torna in Italia, con Secondo, tributo alla musica di Secondo Casadei, progetto che fonde il folk della Romagna con altri generi, dando vita a un etno jazz trasversale, che ha meritato il Premio Imola in musica 2016, come risultato di un «innovativo lavoro di ricerca, rivisitazione, e contaminazione tra più generi unito a una sapiente cura degli arrangiamenti». Sul palco il nucleo fondante del progetto, con Claudio Zappi, saxofoni e clarinetti, Alessandro Petrillo, chitarra, Milko Merloni, contrabbasso, e Gianluca Nanni, batteria.

La rassegna si chiuderà domenica 24 marzo con Enoch Arden, melologo del compositore bavarese Richard Strauss. La voce recitante di Reina Saracino e il pianoforte di Francesco Frudua accompagneranno in un viaggio che narra di un marinaio naufragato su un’isola deserta che dopo molti anni ritorna a casa sperando di ritrovare l’affetto dei suoi cari: un storia che parla soprattutto d’amore, di sentimenti, ma anche del mare e del fascino che esso da sempre esercita sull’animo umano.

Nella foto Silvia Lombardi, protagonista del primo appuntamento

Alla Vassura Baroncini i concerti della domenica sono gratuiti e per tutti
Cultura e Spettacoli 3 novembre 2018

Un’esposizione storico-filatelica alla Salannunziata mostra la tragedia della Grande Guerra

Cent’anni son passati dalla fine della Grande Guerra che devastò l’Europa agli inizi del secolo scorso. Spesso però ricordiamo quel tragico periodo solo per i personaggi o per le battaglie, dimenticandoci di come abbia segnato anche la vita di coloro che erano rimasti a casa nell’attesa di poter riabbracciare i propri cari. Ricordare un avvenimento di tali proporzioni è quanto vuole trasmettere la mostra storico-filatelica «Per Grazia Ricevuta – La Grande Guerra negli ex voto dipinti» che, dal 4 all’11 novembre, sarà allestita alla Salannunziata di Imola (in via Fratelli Bandiera 17/a, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, con ingresso gratuito).

L’esposizione, curata dal Circolo filatelico numismatico «G. Piani» di Imola e dal Gruppo Alpini «M.O. Stefanino Curti» Imola e Valsanterno e patrocinata dal Comune di Imola, rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale, a cura della presidenza del Consiglio dei Ministri. «Questa preziosa iniziativa – afferma la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi – rappresenta un attestato storico completo per la presenza di una corposa documentazione fotografica, filatelica, oltre a cimeli, pubblicazioni e tavolette votive che rinverdiscono la memoria sul periodo della Grande Guerra e sul contributo svolto in prima linea dagli Alpini». Al suo interno, infatti, materiali provenienti da enti e collezionisti privati imolesi, e non solo, la rendono unica per la capacità di esprimere paure, sofferenze e preghiere di chi viveva sulla propria pelle quell’immane tragedia. «Con questa mostra vogliamo ricordare i molti imolesi che hanno combattuto e quelli caduti in battaglia – commenta Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo «G. Piani» -. Mi auguro che gli studenti delle scuole vengano a visitarla, perché è importante conoscere la storia del proprio Paese e della nostra città. Per costruire un futuro migliore bisogna comprendere le proprie radici e, spesso, i giovani se lo dimenticano». 

L’immagine dell’ex voto scelto per la locandina dell’evento rappresenta una madre che per quattro anni ha pregato affinché i suoi cinque figli potessero far ritorno a casa sani e salvi e, una volta tornati dalla guerra, la donna decise di dipingere quella tavoletta. «È di proprietà di un imolese – spiega Giovanni Vinci del gruppo Alpini «M.O. Stefanino Curti» Imola e Valsanterno – e l’abbiamo scelta perché ha per noi un significato più alto rispetto alla richiesta di una grazia. I visitatori troveranno anche quadri, libri, una raccolta filatelica prestataci dagli amici di Verona, fotografie provenienti dalla Diocesi di Saluzzo e da Torino e molti cimeli. L’argomento presentato nella mostra è del tutto inedito per il nostro territorio, e forse per l’intera nostra regione. Inoltre è per noi motivo d’orgoglio l’aver ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la concessione del proprio logo ufficiale».

Per l’occasione domani, domenica 4 novembre, dalle 8.30 alle 12.30 nella Salannunziata, saranno emesse due cartoline dedicate all’ex voto dipinto che saranno tutte affrancate con un annullo filatelico speciale, appositamente realizzato da Poste Italiane. Nello stesso giorno il tradizionale corteo previsto per la Giornata delle Forze Armate renderà omaggio alla mostra con una sosta dedicata, mentre martedì 6 novembre, alle ore 20.30 nella biblioteca comunale, si svolgerà una conferenza a ingresso libero con video-proiezioni che presterà particolare attenzione agli Alpini sui fronti della Grande Guerra. (Davide Benericetti)

Nella foto: da sinistra, Giovanni Vinci, la sindaca Manuela Sangiorgi e Gianfranco Bernardi

Un’esposizione storico-filatelica alla Salannunziata mostra la tragedia della Grande Guerra

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