Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 2 novembre 2018

Da domani Imola si riempie del gusto del latte con il Baccanale

«L’Italia del latte» raccontata a Imola. È, infatti, questo il tema dell”edizione 2018 del Baccanale, che si terrà in città dal 3 al 25 novembre. Segnalata tra gli eventi per l’Anno del Cibo Italiano 2018, la rassegna enogastronomica è organizzata dal Comune di Imola, grazie al sostegno di vari enti pubblici e privati e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e della Regione Emilia Romagna. Per tre settimane, dunque, Imola risuonerà dei sapori e del gusto di piatti e bevande preparati con il latte: tantissimi saranno i menù a tema e le proposte dei ristoranti e dei bar, le degustazioni, gli assaggi, gli incontri, i laboratori, gli spettacoli e le mostre.

Sabato 3 novembre alle 10.30 a Casa Piani sarà inaugurata la mostra dedicata all’illustratore dell”immagine del Baccanale, Fabian Negrin, che sarà presente al vernissage. La cerimonia ufficiale di apertura della rassegna si avrà nel pomeriggio quando, alle 17.30 al teatro Comunale, la sindaca Manuela Sangiorgi darà il via alle iniziative, seguita dallo storico dell’Alimentazione Massimo Montanari (Università di Bologna) che parlerà di «Fiumi di latte, laghi di burro, montagne di formaggio». Al termine, ci sarà una lettura del Libro IX dell’Odissea: il pastore Polifemo, affidata alla voce di Maddalena Crippa, attrice teatrale di fama internazionale.

Il programma del Baccanale conta 122 appuntamenti (di cui 21 per i più piccoli e 6 scuole di cucina). Tra i vari, si possono segnalare l”incontro con il giornalista esperto di cultura popolare romagnola Beppe Sangiorgi che domenica 4 novembre alle 17.30 al Museo San Domenico propone una conferenza dal titolo «Il latte nelle tradizioni popolari romagnole» o l’evento organizzato dall’Accademia Italiana della Cucina (delegazione di Imola) venerdì 9 novembre alle 18 in biblioteca, intitolato «Al cinema col latte, ma non solo…» e che vede la partecipazione di Massimo Montanari e Giovanni Ballarini, professore emerito dell’Università degli studi di Parma, presidente onorario dell”Accademia italiana della cucina. .Da segnalare anche la consegna del Premio Garganello d’oro: dopo Gualtiero Marchesi, Carlo Petrini, Gianni Mura, Eugenio Del Toma, Licia Granello, Massimo Montanari, Michael White, Massimo Bottura, e molti altri, il Garganello d’oro che dal 2003 viene assegnato a personaggi di spicco della contemporaneità impegnati nell’ambito della propria attività per la promozione della cultura del cibo andrà al conduttore televisivo e giornalista Patrizio Roversi, in una cerimonia che si terrà domenica 25 novembre alle ore 18 in biblioteca.

Come ogni anno, il Baccanale sarà anche un momento privilegiato per promuovere la cultura enogastronomica del territorio imolese, attraverso le tradizionali rassegne dedicate al vino (XXV Banco di assaggio dei vini e dei prodotti agroalimentari dell’imolese) e all’olio (Olimola), i mercati organizzati in collaborazione con le associazioni agricole, che porteranno in piazza le aziende agricole del territorio e i loro prodotti e le numerose altre iniziative promosse da associazioni e aziende agricole del territorio. (r.c.)

Il programma completo e tutti i menù sono online sul sito www.baccanaleimola.it e visibili sull”applicazione gratuita per smartphone AppU. Informazioni: 0542/602207.

Ulteriori informazioni sul numero di «sabato sera» di giovedì 1 novembre

Da domani Imola si riempie del gusto del latte con il Baccanale
Cultura e Spettacoli 29 ottobre 2018

Esce oggi «Senza respiro», il nuovo brano di Nearco… in arte Kill Nea

Kill Nea is back. Dopo il successo ottenuto dal singolo Il rock non esiste più, in classifica airplay per tutta l’estate e con il video che ha raggiunto 250mila visualizzazioni, arriva il nuovo brano Senza respiro, che esce oggi in radio e negli store digitali. E il cui video, che è uscito su Vevo giovedì 25 ottobre, ha goduto anche di una presentazione in anteprima sul sito della Gazzetta dello Sport. Si tratta, quindi, del secondo lavoro con lo pseudonimo di Kill Nea per Nearco, cantautore castellano molto noto, il cui vero nome è Giovanni Cristiani. «Una scelta, quella del nuovo pseudonimo, che vuole identificare ancora di più la mia attività di cantautore – spiega -, mentre Nearco continuerà ad occuparsi di tutto il resto, dalle serate al lavoro di dj alla radio… Anche se poi, ovviamente, sono sempre io e ogni cosa influenza le altre», ride.

Senza respiro è un brano pop dalle sonorità elettroniche, con un linguaggio diretto e un pizzico di ironia, scritto dallo stesso Nearco: distribuito da Artist First, si avvale della collaborazione artistica di Umberto Iervolino, che l”ha registrato e prodotto presso lo studio Aisha di Milano, è mixato e masterizzato da Marco D”Agostino. Il brano racconta una storia d’amore: «Ogni storia d”amore, anche nata per gioco come quella raccontata in questo brano, può nascondere sorprese, cambiare la visione del mondo intorno a noi e mettere completamente in discussione tutto ciò che della vita pensavamo di avere sotto il nostro controllo», spiega Kill Nea.

Il video, diretto da Alessio Caglioni, è interpretato dallo stesso cantautore e da Benedetta Fucili. «E da Jeb – aggiunge il cantante -, un simpaticissimo cane. È stato girato nella campagna bergamasca e a Bergamo diversi mesi fa: doveva uscire in primavera ma, vista l”ambientazione autunnale, abbiamo preferito aspettare questa stagione per lanciarlo».

Nella foto (di Angelo Mazzoncini) Nearco ovvero Kill Nea

Esce oggi «Senza respiro», il nuovo brano di Nearco… in arte Kill Nea
Cultura e Spettacoli 28 ottobre 2018

Non è ottobre senza la Sagra dei Marroni di Castel del Rio. IL VIDEO

Ultima in ordine tempo, la Sagra dei Marroni di Castel del Rio ha caratterizzato il mese di ottobre in vallata e non solo.

Tanta gente ha potuto così gustare il tradizionale frutto alidosiano, magari sorseggiando un bel bicchiere di vino novello o assaggiando alcune specialità culinarie locali a base di marroni come il castagnaccio o le famose frittelle.

d.b.

Nella foto: veduta dall”alto della sagra

Non è ottobre senza la Sagra dei Marroni di Castel del Rio. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 28 ottobre 2018

Cofanetti e scrigni «tra sacro e profano» in mostra al Museo diocesano

«È l”ultima esposizione del 2018, un anno in cui ci siamo dedicati molto alle arti applicate, che stanno vivendo un nuovo Rinascimento nei musei italiani, e in cui abbiamo voluto fare sistema non solo con collezioni pubbliche ma soprattutto con collezionisti privati virtuosi che raccolgono per sé e per tutti, al fine di condividere la bellezza con tutti». Il vicedirettore del Museo diocesano, Marco Violi, presenta così l”esposizione che inaugura oggi, domenica 28 ottobre, alle 17.30 negli spazi del piano nobile del palazzo vescovile di Imola: intitolata «Nobili custodie. Scrigni e cofanetti tra sacro e profano» è curata da Paolo Roversi e dallo stesso Violi e propone trentaquattro cofanetti dotali, cassettine, forzieri e monetieri assolutamente inediti, realizzati in materiali vari (legni, fra i quali molte essenze preziose – mogano, palissandro, ecc. -, avorio, seta, vetro, carta, pietre dure, pastiglia, madreperla, osso e corno) generalmente di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti da una collezione privata emiliana.

I pezzi esposti nella Galleria Pio VII del Museo diocesano fino al 6 gennaio, tutti contenitori di ridotte dimensioni muniti di coperchio con serratura e destinati a contenere oggetti delicati o di pregio, sono databili tra XI e XX secolo e sono opera di botteghe fiorentine, emiliane e romagnole, genovesi, napoletane e sorrentine, marchigiane, lombarde, siciliane, francesi e provenzali, olandesi. L”esposizione prosegue il percorso di mostre sul tema dei reliquiari (i cofanetti dotali spesso mutarono l”uso profano in sacro divenendo contenitori per reliquie, passando perciò da castelli e palazzi alle chiese), a cui sono state dedicate esposizioni tematiche nel 2016 e nel 2017.

Molti dei cofanetti in mostra furono creati per l”uso civile, spesso per contenere i gioielli della dote matrimoniale, per poi arrivare all”uso religioso, per contenere reliquie nelle chiese. Tra gli oggetti esposti, si può segnalare un raro cofanetto ascrivibile alla «Bottega dei temi morali e amorosi», con rappresentato sul fronte Il giudizio di Paride, sul retro Piramo e Tisbe, a sinistra Apollo e Dafne e a destra forse Il ratto di Europa. «Un secondo cofanetto della collezione appartenente a questa tipologia presenta maggiori difficoltà nello sciogliere il nodo iconografico – spiegano le note stampa alla mostra -, sul fronte è raffigurata una figura femminile su un podio che brandisce una spada, forse Lucrezia rappresentata anche nel successivo momento, dopo il suicidio, stesa ai piedi del podio stesso; potrebbe però trattarsi anche di Giuditta, benché non si giustifichi il secondo personaggio disteso e manchi la testa di Oloferne, solitamente ostentata alta nella mano sinistra, in questo caso vuota».

La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio negli orari di apertura del museo: martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato e domenica ore 15.30-18.30 (chiuso 25 dicembre e 1 gennaio). Ogni sabato e domenica dal 10 novembre al 9 dicembre si terrà una visita guidata alle ore 17 a cura di Gianmaria Beccari.

Nella foto uno dei cofanetti in mostra

Cofanetti e scrigni «tra sacro e profano» in mostra al Museo diocesano
Cultura e Spettacoli 27 ottobre 2018

La fantasia vola a teatro con la rassegna per bambini a Medicina

Si comincia con una festa e si va avanti con dieci spettacoli fatti apposta per i più piccoli. Al Magazzino Verde di Medicina, lo spazio nel cuore del parco delle Mondine dedicato alle attività culturali per le famiglie e le scuole della città, torna la rassegna di teatro per bambini e ragazzi curata da La Baracca – Testoni Ragazzi. Domenica 28 ottobre, dalle 16, un pomeriggio di festa e letture gratuite in compagnia degli attori de La Baracca sarà anche l’occasione per conoscere la nuova stagione, oltre che acquistare biglietti e abbonamenti.

Stagione che, come detto, prevede dieci spettacoli: otto la domenica alle 16.30, due il venerdì e il giovedì alle 21 per i più grandi. Il primo spettacolo in programma è Sogno d’aria (domenica 11 novembre, 1-5 anni), che vede protagonista Roberto Frabetti: si tratta di uno spettacolo poetico, pioniere del teatro per la prima infanzia, fatto di sorprese continue e basato su un gusto surreale per la libera associazione mentale e l’assurdo. Il cerchio dei ciliegi, una produzione de La Baracca, si terrà venerdì 23 novembre alle 21 (per ragazzi di 8-13 anni): al centro della storia ci sarà la Terra e i mille mutamenti che la attraversano, alla ricerca di un equilibrio fra l’uomo e la natura attraverso la pace e la pratica di un’agricoltura responsabile e cosciente.

Due spettacoli poetici e divertenti rallegrano il mese di dicembre: Il volo (domenica 2 dicembre, consigliato dai 4 ai 10 anni) e Una storia sottosopra (domenica 16 dicembre, per bambini dai 12 mesi) che racconta di un uomo e una donna che si conoscono e si scoprono grazie a un piccolo gatto rosso, entrambi a firma de La Baracca – Testoni Ragazzi. Il 6 gennaio il Teatro Telaio propone Abbracci (4-10 anni) con due Panda che si piacciono e decidono di andare a scuola di abbracci per esprimere al meglio il loro affetto, mentre di nuovo La Baracca proporrà Il gatto matto domenica 3 febbraio (da 1 a 5 anni), storia di avventura, amicizia e… di una stella molto amata. Teatro Al Vacio, duo coreografico messicano-argentino, porterà in scena Yo Soy/Io sono domenica 3 marzo (2-6 anni) e il Teatro dell’Argine un delicato racconto sull’Alzheimer il 17 marzo intitolato Ricordi? (consigliato dai 6 anni).

Dedicato agli adolescenti è InRete, spettacolo sul cyber-bullismo e su quanto le nostre vite sociali, in digitale e dal vivo, sappiano intrecciarsi in maniera indissolubile o, al contrario, separarsi fino a diventare impermeabili l’una all’altra (giovedì 7 marzo alle 21, dagli 11 anni). A chiudere il cartellone sarà, domenica 7 aprile, un lavoro per bambini da 4 a 10 anni intitolato Il cavalier Porcello, che affronta la paura di addormentarsi e fare brutti sogni.

La Baracca cura, poi, gli spettacoli di teatro per le scuole e, da novembre a giugno, si svolgeranno al Magazzino Verde diversi laboratori teatrali per bambini, adolescenti e giovani. Non mancheranno neanche quest’anno le letture gratuite per bambini dai 3 ai 7 anni il sabato mattina, che avvengono all’interno di un progetto di collaborazione con la biblioteca comunale di Medicina che trasforma il foyer del teatro in uno spazio di lettura e narrazione. Abbonamento a due spettacoli: 9 euro. Abbonamento a tre spettacoli: 12 euro. Biglietti: intero 6 euro, ridotto (fino a 14 anni e soci Coop Reno) 5. Info www.medicinateatro.it

Nella foto lo spettacolo «Il volo»

La fantasia vola a teatro con la rassegna per bambini a Medicina
Cultura e Spettacoli 27 ottobre 2018

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»

Dopo un solo anno da Intrigo italiano Carlo Lucarelli ha riportato in libreria e nelle case dei suoi lettori il commissario De Luca: lo ha fatto con Peccato mortale, sempre edito da Einaudi, che, però, fa un salto narrativo all”indietro, piombando nel 1943, dieci anni e mezzo prima di dove lo avevamo lasciato. Si arricchisce così di un”altra storia la vicenda del commissario di polizia nato più di vent”anni con Carta bianca e le cui storie sono poi proseguite con L’estate torbida e Via delle Oche (Sellerio tutti e tre). Questo giallo che parte il 25 luglio 1943 mostra un commissario giovane, per certi versi ancora ingenuo, innamorato: un uomo diverso dal De Luca tormentato che è stato plasmato dalla vita (e dai successivi-precedenti romanzi). E comincia con un corpo ritrovato senza testa… per poi aggiungerci anche una testa senza corpo! Di tutto questo, ma anche di tanto altro, parlerà lo scrittore di Mordano sabato 27 ottobre alla Rocca di Dozza quando, a partire dalle 18, ci sarà anche la premiazione degli scrittori vincitori di «Turno di notte».

«Alla fine di Intrigo italiano, il commissario De Luca si definisce, trova una soluzione alla sua vita e ai guai che l”hanno accompagnato fino a quel momento, fa una scelta – spiega Lucarelli -. Ma, a quel punto, ha cominciato a girare in me la curiosità su come si era infilato nella serie di vicende che ho raccontato in quattro romanzi: non è un uomo d”azione, non è un fascista… come ha fatto a diventare quell”uomo inquieto e pieno di nevrosi che troviamo in Carta bianca? Ho così voluto raccontare com”era De Luca all”inizio, prima che gliene succedano di tutti i colori».

In effetti, in «Peccato mortale» è un uomo innamorato, fidanzato, anche un po” ingenuo tanto che quando gli dicono che Mussolini è caduto risponde «Si è fatto male?».

«Il 1943 è un anno cruciale, è un periodo di cambiamento totale: chi va a letto alle dieci di sera del 25 luglio va a letto durante il fascismo, chi va un”ora dopo lo fa in un”Italia in cui Mussolini è caduto… Inizia un”attesa enorme per il cambiamento: le persone si aspettano che smettano i bombardamenti, che il proprio padre o fratello torni dalla Russia… ma in realtà non succede nulla, addirittura vengono mantenute le leggi razziali, la polizia viene militarizzata e i bombardamenti continuano. È tutto più complesso e difficile di quel che ci si aspettava».

Per ricostruire il periodo hai fatto sicuramente ricerche storiche. Un lavoro di preparazione che ti piace?

«Moltissimo, ci sono dei momenti di ricerca che sono molto belli, poi negli anni ho accumulato materiale e informazioni. Di Bologna in quegli anni ci sono tanti documenti, tante pubblicazioni e soprattutto libri fotografici bellissimi. In più ho letto i giornali dove vedi gli articoli che interessavano alle persone: dove comprare le cipolle, per esempio, oppure le pubblicità».

A questo punto, dobbiamo aspettare altri vent”anni per la sua prossima storia?

«No, no, sono già al lavoro. Ricomincio da dove ho lasciato Peccato mortale, nell”inverno del ”44. Ci sono tante cose da raccontare, penso ad esempio a una foto che ho visto: Bologna è recintata dai soldati tedeschi, i partigiani sono alle porte e, in questa foto, c”è una ragazza che arriva in bicicletta e deve mostrare i documenti a un soldato, in un inverno gelido come non se ne vedevano da tanto. È un periodo da raccontare».

Sabato 27, alle 18, si terrà alla Rocca di Dozza la premiazione della decima edizione del concorso letterario «Turno di Notte»: sarà presente Carlo Lucarelli che, in seguito, presenterà il suo nuovo romanzo Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca (Einaudi) intervistato dal giornalista di sabato sera Paolo Bernardi. Per l’occasione verrà pubblicata l’antologia con i racconti premiati nei dieci anni di «Turno di notte» che vede la prefazione di Carlo Lucarelli e la postfazione di Gianluca Morozzi (il libro è prenotabile alla redazione di sabato sera a Imola in viale Zappi 56/b-c, tel. 0542/31555). Durante la serata sarà anche proclamato il vincitore della sezione «Racconti inediti» di «GialloGarda», in un momento condotto da Luca Occhi e Sabrina Grementieri, con letture di Stefano Farolfi. Ingresso libero.

L”intervista completa a Carlo Lucarelli è sul «sabato sera» del 25 ottobre 2018

Nella foto Carlo Lucarelli

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»
Cultura e Spettacoli 26 ottobre 2018

Le «nonne» e i «nonni» di Bacchilega Junior vincono il Rodari

Un libro dolce e doloroso, un albo tenero e difficile. Un libro poetico ma anche un libro sulla morte. Un libro per bambini ma anche un libro che fa bene ai grandi. Ma soprattutto, è ufficiale, il libro che ha vinto il prestigioso Premio nazionale Rodari nella categoria albi illustrati. Si tratta di Nonne con le ali, nonni con le ali. Canto per le nonne e i nonni volati via, primo libro edito da Bacchilega Junior dell’autrice ed illustratrice toscana Arianna Papini (vincitrice del premio Andersen 2018). Dopo la proclamazione avvenuta lo scorso weekend, la premiazione sarà sabato 27 ottobre all’interno del Festival di letteratura per ragazzi dedicato al celeberrimo Gianni Rodari, ad Omegna, cittadina natale dell’autore sul lago d’Orta, vicino a Verbania. «Quando la poesia tocca le corde giuste, allora può volare lontano – ammette Arianna Papini -. Forse questo è un libro che fa piangere, è vero, ma del resto non avremmo di che piangere se non avessimo avuto la fortuna di avere l’amore di persone care nelle nostre vite. È l’eterno circolo senza fine del dare e del ricevere. Sono felice e grata che questo libro per me così importante dal punto di vista personale, oltre che artistico, abbia vinto un premio tanto importante, perché significa che il libro piace e non solo a me. E sono lieta di condividere il premio con l’editore Bacchilega Junior, che non smetterò mai di ringraziare per avere creduto nel progetto».

Arianna Papini è stata designata vincitrice da una giuria composta, tra gli altri, da Maria Teresa Ferretti Rodari (moglie dello scrittore scomparso nel 1980), e da Pino Boero e Walter Fochesato, autori di libri per bambini. Nonne con le ali, nonni con le ali. Canto per le nonne e i nonni volati via racconta, attraverso la delicata analisi poetico-visiva della Papini, il distacco attraverso il ricordo, quando cioè il dolore della perdita lascia spazio a un ricordo affettuoso, che coinvolge tutti i sensi: la vista, l’olfatto, il tatto… Fino a «trasformare» le nonne e i nonni volati via negli occhi di un gatto che ci guarda, nelle foglie d’autunno, nella musica che ci fa ballare, nel profumo del caffellatte. Un libro, dunque, non solo sulla morte ma anche sulla famiglia, sull’amore, sul ricordo e sulle esperienze che contribuiscono a formare una vita. Un libro non solo per i più piccoli ma dedicato a tutta la famiglia.

r.c.

Nella foto: Aianna Papini con il libro vincitore del premio Rodari

Le «nonne» e i «nonni» di Bacchilega Junior vincono il Rodari
Cultura e Spettacoli 25 ottobre 2018

CooperAttivaMente, domani alla Rocca di Dozza appuntamento con la rassegna «Seminar scrittori»

E” in programma domani, 26 ottobre, alle 18, alla Rocca di Dozza, il primo appuntamento della rassegna «Seminar scrittori. Incontri con gli autori del territorio», proposta dal consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con le Librerie Coop. 

L”iniziativa prevede la presentazione del cartellone e una chiacchierata con Sabrina Grementieri, Luca Occhi, Corrado Peli, Eugenio Saguatti e Paolo Sartiani, con la partecipazione di Veronica Messora (per Officine Wort).

Anche «Seminar scrittori» si inserisce nel ricco calendario di CooperAttivaMente, il progetto ideato dal consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie Coop, nel quale grandi e piccini possono partecipare a presentazioni di libri, laboratori e altri appuntamenti per promuovere la cooperazione, la legalità e corretti stili di vita e consumo.

L”entrata all”evento in Rocca è libera.

CooperAttivaMente, domani alla Rocca di Dozza appuntamento con la rassegna «Seminar scrittori»
Cultura e Spettacoli 25 ottobre 2018

Vetrano e Randisi rileggono Riccardo III all'Arena del Sole di Bologna fino a domenica

In scena fino a domenica 28 ottobre a Bologna il nuovo lavoro dei registi e attori Enzo Vetrano e Stefano Randisi: il teatro Arena del Sole ospita nella sala Thierry Salmon Riccardo3. L”avversario, una produzione Arca Azzurra Produzioni e Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione realizzata in collaborazione con Le Tre Corde / Compagnia Vetrano Randisi. Il testo, un adattamento di Francesco Niccolini, rilegge in chiave contemporanea il Riccardo III di William Shakespeare: «Oggi demone recluso e indomito, viene qui sottratto al medioevo inglese e diventa abitante del presente, dando vita a una messa in scena che non sarà una pura variazione sul tema ma qualcosa di “meno rassicurante” – si legge nel comunicato stampa -. L’ambientazione non è quella di un sala da palazzo reale quattrocentesca, ma sul palcoscenico è tutto bianco e verde acido, pareti che ricordano molto da vicino la stanza di un ospedale: un letto, una sedia a rotelle, un grande specchio. Forse ci troviamo all”interno di un ospedale psichiatrico o un manicomio criminale e forse stiamo per assistere a una terapia sperimentale che porterà un paziente ad affrontare gli orrori di cui si è macchiato. O forse siamo proprio dentro la sua mente abitata da incubi e fantasmi».

Enzo Vetrano è Riccardo, Stefano Randisi è Lady Anna, ma anche un sicario, Giorgio di Clarence, Buckingham, Edoardo e Richmond, e Giovanni Moschella è tutti gli altri personaggi (un altro sicario, Hastings, Elisabetta, il principino, Margherita, il sindaco di Londra, Stanley).

Scrivono Nicolini, Vetrano e Randisi nelle note di drammaturgia e regia: «La terapia/psicodramma ha inizio: la corona passa da una testa a un”altra, la ghigliottina si abbatte feroce, le campane suonano a festa o a morto, mentre un corvo si aggira, come se quel luogo gli appartenesse. E soprattutto, c’è un’iniezione che incombe come una spada di Damocle. O piuttosto di Richmond, in questo caso. In un luogo pieno di fantasmi, rivive la vicenda di Riccardo di Gloucester – il malvagio più malvagio, ma al tempo stesso più terribilmente simpatico mai creato dal genio umano – e dei suoi omicidi seriali, ma, al momento del gran finale, giusto un istante prima della morte («Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!») Riccardo risorge dai suoi peccati e con il suo ultimo monologo visionario si congeda, accoglie la liberazione che gli giunge non dalla spada di Richmond ma dall”iniezione che gli viene somministrata: sedato, ridotto alla passività. È l”inizio del recupero o la fine della speranza? È solo questione di tempo oppure quella iniezione è una conquista che permette la liberazione definitiva dal male? Parafrasando Macbeth e il suo “Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow”, a noi resta soltanto un “Forse e Forse e ancora Forse”. L”unica cosa di cui siamo sicuri è che ora il protagonista – dopo aver riconosciuto il sangue versato – è annichilito. Tutto sommato non è nemmeno così importante essere sicuri chi è il medico, chi l”infermiere e chi il paziente, o se si tratta di diversi criminali coinvolti nello stesso esperimento: sembrano più le due identità di una stessa persona. Uno l”avversario dell”altro. Quella corona, per cui tutto questo è accaduto, nella storia, in teatro e nella vita, ora giace abbandonata. Sul letto da ospedale o sul palcoscenico: in qualunque angolo di questa stanza dedicata alla somministrazione del dolore. Lo spettacolo è finito. L”unica cosa che può sopravvivere a tutta questa devastazione è solo il Teatro, con i suoi fantasmi. E tutti i suoi illusori forse».

In scena all”Arena del Sole giovedì e venerdì alle 20.30, sabato alle 20, domenica alle 16.30. Sabato 27 ottobre alle 16 nel foyer dell”Arena del Sole si terrà una conversazione con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella, durante la quale verrà anche presentato il libro Riccardo3 di Francesco Niccolini, edito nella collana Linea di Ert e Luca Sossella Editore. Biglietti: da 15 a 7 euro più prevendita. Informazioni: 051/2910910.

Nella foto (di Luca Del Pia): da sinistra Stefano Randisi, Enzo Vetrano e Giovanni Moschella

Vetrano e Randisi rileggono Riccardo III all'Arena del Sole di Bologna fino a domenica
Cultura e Spettacoli 24 ottobre 2018

Alla galleria Pomo Da Damo, video e fotografie al ritmo struggente della California

Ha inaugurato domenica e sarà allestito fino al 2 novembre alla galleria Pomo Da Damo Contemporary Art in via XX Settembre a Imola il progetto Love In A Dying World, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, che comprende la proiezione di un mediometraggio della fotografa e performer Samantha Stella e una serie fotografica tratta da alcuni fotogrammi. Love In A Dying World è un film sperimentale con regia di Samantha Stella girato durante il viaggio con il songwriter e musicista Nero Kane attraverso i paesaggi desertici e solitari della California. Il film segue la struttura dei brani raccolti sotto l”omonimo album, registrati da Nero Kane presso lo studio Valley Recording Company a Burbank con il produttore Joe Cardamone, con atmosfere folk-rock-blues.

«Samantha Stella, eccellente fotografa e videoartista, in questo nuovo progetto riesce a far coincidere perfettamente estetica decadente e poetica della bellezza – scrivono i curatori -. Con la purezza delle immagini fotografiche che la contraddistingue da sempre, la ricerca di una perfezione formale che non è mai leziosità ma diviene pura poesia, tra motel abbandonati, croci, pompe di benzina, archetipiche apparizioni femminili, l”artista racconta in forma di videoclip, strizzando l”occhio a certe suggestioni cinematografiche che ricordano Wim Wenders e Gus Van Sant, il viaggio in fondo all”anima di un musicista solitario – quello che alla fine corrisponde al percorso interiore che ognuno fa con se stesso – in un”eterna ricerca d”infinito, intensa, emozionante e a tratti commovente».

Samantha Stella è un’artista visiva, performer, set & costume designer, art director per eventi di arte e moda, e musicista. Nel 2005 ha fondato il duo di artisti visivi Corpicrudi; nel 2007 ha iniziato una fertile collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi; nel 2015 ha avviato una carriera solista anche grazie all’incontro con la famosa critica e curatrice Francesca Alfano Miglietti. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli. Nero Kane è il nome d’arte di Marco Mezzadri, songwriter e musicista attivo nel panorama underground italiano. Dopo l’uscita nel 2016 dell’album rock-wave Lust Soul firmato Nero, percorre una nuova ricerca intimistica, minimale e decadente. Voce e chitarra folk-rock-blues uniscono radici europee a sonorità desertiche americane in un progetto dalle tinte scure ed emozionali: Love In A Dying World uscito quest”anno.

Orari di apertura della mostra: mercoledì, venerdì, sabato ore 17-19 e per appuntamento al 333/4531786. Info: www.ilpomodadamo.it

Nella foto un’immagine di «Love in a Dying World»

Alla galleria Pomo Da Damo, video e fotografie al ritmo struggente della California

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