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Cultura e Spettacoli 20 agosto 2018

Un affresco del Trecento ritrovato in un oratorio vicino a Firenzuola: la scoperta e il restauro

Risale al 2014 la scoperta di un affresco alle pareti sbrecciate dell’oratorio di Santa Cristina a Bordignano, in comune di Firenzuola. Tra le persone coinvolte in questo ritrovamento c’è Emilio Prantoni, esperto di arte che ha pubblicato numerose opere con Bacchilega editore, che fa un punto della situazione.

«Una volta fatta la scoperta, ne demmo subito notizia alla Soprintendenza di Firenze e al direttore dell’ufficio di Arte sacra, monsignor Timothy Verdon, che inviò una commissione a verificare la consistenza del rinvenimento. Dopo un primo esame, la commissione ritenne l’affresco interessante, attribuendolo stilisticamente alla scuola giottesca e ci invitò a prendere iniziative per la salvaguardia del bene culturale».

Di che affresco si tratta?
«L’affresco raffigura un Cristo crocefisso in stile trecentesco, e una Madonna, di esecuzione posteriore, della quale si vede bene la figura intera, escluso il viso, del quale è però ben evidente la sinopia. Essendo stato l’affresco “scialbato”, ossia sbiancato a calce per una disinfezione in occasione di un’epidemia di peste, durante il restauro dovrebbero risultare altri elementi».

Che interventi sono stati fatti per il suo recupero?
«Il parroco di Piancaldoli e amministratore di Bordignano, don Giorgio Badiali, con l’aiuto di un gruppo di volontari, mise in sicurezza l’edificio che, abbandonato da mezzo secolo, si dimostrava in precarie condizioni. Un primo progetto di recupero prevedeva il distacco dell’affresco, ma, dopo alcuni colloqui con la Soprintendenza, dato l’alto rischio che questa operazione comportava, si ritenne di procedere al restauro in loco».

Quindi avete proceduto con il restauro…
«Non subito, perché non c’erano finanziamenti. Come succede sempre in questi casi, perciò, ci siamo messi alla ricerca dello “sterco del Diavolo”, come lo chiama l’attuale Pontefice: sarà pure sterco ma chi ce l’ha lo tiene ben stretto. Infine, abbiamo trovato ascolto, interesse e disponibilità presso la Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze, la quale, riconoscendo il valore e l’importanza dell’intervento, specialmente considerando la collocazione territoriale, povera di elementi d’arte, ha concesso il finanziamento del restauro. Non si tratta certamente di un’opera maggiore della storia dell’arte italiana, ma, come scrissi in un libro abbastanza recente “quando l’ala della Storia sorvola il nostro territorio dobbiamo raccogliere tutte le penne…”. Così ab-biamo fatto e cercheremo di fare».

Ora a che punto siete?
«Il lavori di restauro sono iniziati il 4 giugno e sono condotti dalla dottoressa Loredana Di Marzio. Già in questa fase hanno rivelato particolari interessanti, che speriamo possano essere visibili a tutti al termine dell’intervento. Intanto, venerdì 29 giugno, la dottoressa Jennifer Celani, funzionario della Soprintendenza di Firenze per il Mugello, si è recata in visita al cantiere di restauro e ha ritenuto l’affresco di notevole interesse, anche per le sorprese che sembra promettere durante il complicato lavoro di recupero».

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto da sinistra: Emilio Prantoni, Paola Ravaglia e Loredana Di Marzio

Un affresco del Trecento ritrovato in un oratorio vicino a Firenzuola: la scoperta e il restauro
Cronaca 16 agosto 2018

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica

La moda spopola in America, ma anche in Italia i numeri appaiono in crescita: sono sempre di più le ragazze (ma anche i ragazzi) che si affidano al bisturi per somigliare alle celebrità.

Chi sogna il seno dell”attrice Blake Lively, chi le labbra e il naso della modella Bella Hadid, ma la sostanza non cambia: tante under 30 si rivolgono alla chirurgia estetica alla ricerca di quella che per loro è la “perfezione”. 

La colpa, nemmeno a dirlo, in buona parte è dei social network. Basta guardare i dati resi noti dall”Aafprs (Accademia americana di chirurgia ricostruttiva e plastica facciale): quasi la metà dei chirurgi estetici degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver ricevuto richieste di pazienti under 30 per migliorare la loro immagine ed essere perfetti nei selfie e nei post social.

Numeri più precisi arrivano dall”American Society of Plastic Surgeons (Asps), secondo la quale uno studio del 2015 ha registrato, nella fascia d’età sotto i 20 anni, 65.000 richieste di interventi, soprattutto di rinoplastica, aumento del seno e otoplastica (cioè interventi alle orecchie).  

In Italia la situazione non cambia di molto. Stando a una ricerca che la Società italiana di medicina estetica ha condotto insieme all’università Magna Grecia di Catanzaro, sono sempre più numerose le ragazze tra i 13 e i 18 anni che si rivolgono a un centro di chirurgia estetica per rifare seno, fianchi e gambe, mentre i maschi scelgono di intervenire su muscoli e naso.

I modelli cui ispirarsi, ovviamente, gli attori e i cantanti più in voga. Scendendo nel dettaglio delle percentuali, il 17,7% degli intervistati vorrebbe migliorare parti del proprio corpo attraverso la medicina estetica (49,2%) e la chirurgia plastica (31,3%). Un certo numero lo fatto davvero: il 15,8% delle ragazze e il 3,3% dei ragazzi ha dichiarato di avere già usufruito della medicina estetica per curare l’acne, ridurre i peli e le smagliature, correggere il naso, le orecchie o il seno.

Una moda dunque piuttosto diffusa, dalla quale gli esperti mettono in guardia i più giovani.

Il chirurgo estetico Renato Zaccheddu spiega innanzitutto che gli interventi di chirurgia estetica, in base alla legislazione italiana, si eseguono solo su pazienti maggiorenni, così come anche in Gran Bretagna. “Anche a me – confessa – è capitato di avere richieste da 15-17enni per rifare il naso o il seno, ma non affronto nemmeno il discorso, dicendo semplicemente che non posso fare nulla a questa età, per legge. L’unica eccezione consentita dalla legge è l’otoplastica, da effettuare col consenso obbligatorio di entrambi i genitori, a fronte di problematiche particolari”.

Secondo Zaccheddu “la sensibilità dei giovanissimi è aumentata e potrei dire che una delle ragioni principali è che si spende molto tempo giornalmente a mandarsi foto e video attraverso i social. Queste foto mettono inesorabilmente a nudo i difetti che tutti abbiamo ma che ora vengono continuamente immortalati e poi visti da tutti.  La modifica di tali foto prima di renderle pubbliche diventa quindi un momento importante, necessario. Si va alla ricerca di quella perfezione, che è pura illusione, non esistendo in natura e tantomeno non ottenibile sul tavolo operatorio. Quello che è importante capire è che la vera bellezza non è sinonimo di perfezione a tutti i costi e che non si ottiene cercando di replicare l’aspetto di altri”.

Attenzione, tuttavia, a questa rincorsa a modelli di perfezione che, dice il chirurgo, sono sbagliati. “Il problema – prosegue Zaccheddu – si pone quando viene richiesta una miglioria eccessiva di qualcosa che già  sta perfettamente nei canoni della normalità. Il pensiero di molti è che andare dal chirurgo voglia dire rifarsi come e dove si vuole, senza limitazioni. Per esempio cambiare, se non stravolgere, la forma degli occhi, del naso o delle labbra. Per assomigliare magari più a questo o quel personaggio pubblico. Oppure quando si richiede l’uso del botox a 20 anni perché non si sopporta la minima iniziale ruga di espressione sulla fronte o intorno agli occhi.  In questo caso il rifiuto a procedere è d’obbligo”.

Diverso, invece, è il caso di difetti visibili (seno piatto, naso “importante”) che possono compromettere il benessere del paziente in termini di relazioni sociali e stabilità emotiva.

“In questo caso – conclude l”esperto – la valutazione a procedere può essere considerata. In particolare, nei giovanissimi post-adolescenza, gli interventi più facilmente eseguibili sono, in ordine decrescente: mastoplastica additiva, rinoplastica, liposuzione, otoplastica. Per quanto riguarda il trattamento estetico non chirurgico, invece, il riempimento delle labbra. Ribadisco però il mio no ad interventi immaginari a cambiare forme o proporzioni nel tentativo di assomigliare a questo o all’altro”.

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica
Altre 22 giugno 2018

MUSICA IN GROTTA

EX CAVA MARANA – per «Recondite Armonie. Musica in grotta», concerto a cura della scuola di musica Sarti di Faenza con musiche di Nascimento, Metheny e Caymmi. Brisighella Ingresso a offerta libera
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