Castel San Pietro Terme

Cronaca 27 marzo 2018

Sicurezza, a Castello espulsione immediata per un marocchino con precedenti per furto

Continuano i controlli da parte delle forze dell”ordine per migliorare la sicurezza sul territorio. Nei giorni scorsi a Castel San Pietro, i carabinieri hanno attivato una serie di pattuglie sia in centro che nelle zone collinari dove sono presenti casolari abbandonati, in passato utilizzati come ricovero o nascondigli per refurtiva.

Proprio durante uno di questi controlli, i militari hanno individuato un 36enne marocchino con precedenti per reati contro il patrimonio e non in regola con la normativa sull”immigrazione, da qui è scattato un provvedimento immediato di espulsione; l”uomo è stato accompagnato in aeroporto e imbarcato su un volo diretto verso il suo Paese natale.

Sempre durante i controlli, sono state identificate nei pressi del parcheggio dell’ospedale tre donne residenti in altre province e note alle forze dell”ordine; le tre non sono state in grado di fornire una motivazione alla loro presenza nel parcheggio quindi i militari hanno formulato una richiesta per l”emissione di fogli di via nei loro confronti.

r.c.

Nella foto: i carabinieri di Castel San Pietro durante i controlli nel parcheggio dell”ospedale

Sicurezza, a Castello espulsione immediata per un marocchino con precedenti per furto
Sport 27 marzo 2018

Golf, dopo due anni torna il tricolore Open al Club Le Fonti di Castello

Due anni dopo, sarà ancora tricolore Open al Golf Club Le Fonti. Dopo l’edizione del 2016, tornerà infatti a Castel San Pietro l’Italian Pro Tour di golf, con prima tappa proprio al «Le Fonti» dal 4 al 7 aprile.

Il torneo avrà un montepremi di 50.000 euro e vi parteciperanno molti big del panorama golfistico italiano: tutti presenti, infatti, i 6 giocatori piazzati dal 7º al 12º posto del ranking nazionale nel 2017 (Francesco Laporta, Lorenzo Gagli, Luca Cianchetti, Alessandro Tadini, Enrico Di Nitto e Joon Kim), oltre ad un gigante che ha scritto pagine importanti del golf italiano come Emanuele Canonica, oggi 47enne, vincitore nel 2005 del Johnnie Walker Championship in Scozia.

Saranno 120 i giocatori in tabellone (100 prof, 10 wild card e 10 dilettanti), con una formula che prevede 36 buche di qualificazione e altrettante finali, a cui accedono solo i primi 40 professionisti classificati (più i pari merito al 40° posto e i dilettanti il cui punteggio non sia superiore a quello del 40° professionista classificato). Il torneo verrà preceduto dall’evento Pro Am Eneos Motor Oil, in programma martedì 3 aprile, con squadre composte da un professionista e 3 dilettanti.

r.s.

Nella foto (dalla pagina facebook del Golf Club Le Fonti): uno scorcio del green

Golf, dopo due anni torna il tricolore Open al Club Le Fonti di Castello
Cronaca 24 marzo 2018

Omicidio in villa a Palesio, Desmond Newthing condannato a 16 anni

Il processo con rito abbreviato si è concluso con la condanna a 16 anni di carcere per Desmond Newthing, il nigeriano 26enne che nel gennaio di un anno fa ha ucciso l”imprenditore 76enne Lanfranco Chiarini. Un omicidio avvenuto nella casa di Chiarini sulle colline di Palesio, a Castel San Pietro. Il rito abbreviato prevede il giudizio allo stato degli atti e lo sconto di un terzo dell”eventuale pena. Alla fine della sua requisitoria la pm Antonella Scandellari aveva chiesto una condanna a 20 anni.

Newthing durante la prima udienza del procedimento ha ammesso l”omicidio davanti al giudice, precisando, però, che era avvenuto al culmine di una lite durante la quale i due avevano discusso, anche delle prospettive di lavoro del ventiseienne. Ad un certo punto, Chiarini avrebbe intimato a Newthing di lasciare la casa minacciandolo con un coltello, il giovane per disarmarlo si sarebbe ferito ad una mano. Poi il delitto e a seguire la fuga.

Chiarini venne trovato in camera da letto, in mutande (i due quella sera avevano avuto un rapporto sessuale). Newthing invece fu fermato dieci giorni più tardi dai carabinieri in stazione a Bologna e fino al processo si era chiuso nel silenzio. Fondamentali per risalire alla sua identità furono il dna trovato in alcune tracce di sangue, i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere lungo la via Emilia. 

Desmond Newthing si trova in Italia dal 2015 con un permesso di soggiorno per motivi umanitari perché nel suo paese era stato perseguitato in quanto omosessuale. All”epoca del delitto era ospite da circa un anno di un centro di seconda accoglienza a Castenaso, non distante dal colorificio Colba, di cui Chiarini era uno dei titolari. 

r.c. 

 Nella foto la casa di Palesio dove è avvenuto il delitto

Omicidio in villa a Palesio, Desmond Newthing condannato a 16 anni
Cronaca 24 marzo 2018

“Salviamo la montagna' piantando le tamerici, i volontari cominciano con le talee

Le associazioni venatorie delle vallate del Sillaro e dell’Idice ed Ekoclub International organizzano la 16ª edizione di Salviamo la montagna, la lodevole iniziativa di contrasto al disboscamento e per la tutela delle colline castellane, lungo la vallata del Sillaro e il torrente Quaderna, che vede la collaborazione di Comune, scuole e bocciofila di Osteria Grande.

Mercoledì 28 marzo decine di volontari si ritroveranno per mettere a dimora 15 mila piantine di tamerici che, oltre ad aumentare la superficie boscosa, sono particolarmente adatte a prevenire frane e smottamenti grazie allo sviluppo delle loro radici.

L”appuntamento. All’appuntamento sono invitati tutti i cittadini che desiderano contribuire alla difesa dell’ambiente. Il 28 marzo, volontari e studenti della scuola media Fratelli Pizzigotti di Castel San Pietro si incontreranno alle ore 8 nel piazzale della scuola in viale XVII Aprile e, dalle ore 8.30, opereranno nella vallata del Sillaro; in contemporanea un altro gruppo con volontari e alunni della scuola primaria Serotti partirà dalla bocciofila di Osteria Grande, in viale Broccoli 60, e metterà a dimora le tamerici lungo il torrente Quaderna. Alle ore 11 i due gruppi si ritroveranno alla bocciofila di Osteria Grande, dove saranno presenti il sindaco Fausto Tinti e l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni.Negli anni scorsi l’iniziativa ha registrato la partecipazione di oltre 200 volontari e simpatizzanti.

Per preparare la piantumazione, i volontari si incontreranno già domani (domenica 25 marzo) alle ore 7, presso il campo di addestramento cani Valquaderna, sopra Palesio in via San Giorgio, per la potatura delle tamerici e la preparazione delle talee. Chi desidera, può partecipare anche a questa iniziativa, che si concluderà alle ore 12 con una «sbraciolata» per i volontari.

La manifestazione è sostenuta anche dall’associazione Squadra cinghialai di Osteria Grande e dalla ditta Fratelli Farnè di Castel San Pietro.

Per informazioni e adesioni: tel. 051/943132 oppure 334/3377224 (Aldo Brusa); tel. 051/946216 oppure 338/3124336 (Giulio Dall’Olio); 338/8522410 (Claudio Nanetti).

r.c.

Nella foto: un momento dalla passata edizione della manifestazione

“Salviamo la montagna' piantando le tamerici, i volontari cominciano con le talee
Cronaca 17 marzo 2018

Fallimenti pilotati per non pagare l'Erario, sequestrati beni per 3 milioni di euro

Un complesso immobiliare di oltre 1.600 metri quadrati a Castenaso con annessi 12 ettari di terreni, una villa a Roma, tre appartamenti in Sardegna a Santa Teresa di Gallura, le quote di una società immobiliare e due auto. Il tutto per un valore complessivo di quasi tre milioni di euro. E’ questo quanto sequestrato nei giorni scorsi dalla guardia di finanza di Bologna nel prosieguo dell’operazione «Pagherò», che nell’ottobre scorso aveva portato in carcere il ragioniere commercialista romano Alberto Trani e ai domiciliari i quattro fratelli Luca, Michael, Mirko e Roberto Rangoni, tutti residenti nell’hinterland bolognese, per una serie di fallimenti «pilotati» per evitare il pagamento delle imposte.

I sequestri, così come chiesto dal pubblico ministero Marco Forte, sono stati eseguiti nei confronti dei prestanome che avevano il ruolo di amministratori o liquidatori delle società coinvolte. In particolare, in questo caso si tratta di beni nelle disponibilità delle mogli di Trani e di Michael Rangoni. Per quanto ci riguarda da vicino, nel mirino delle fiamme gialle è finita anche la ditta «Trasporti e Logistica Rangoni» di via Molise a Osteria Grande, tuttora sottoposta a sequestro preventivo e affidata a un custode giudiziario, ossia il commercialista bolognese Stefano Reverberi. «L’attività dell’azienda sta proseguendo in sostanziale equilibrio e continuano a essere impiegati tutti e 56 i dipendenti» aggiorna Reverberi.

Tra l’altro, dopo la revoca della misura degli arresti domiciliari e dopo essere stati autorizzati dal giudice, sono tornati a lavorare in ditta anche tre dei quattro fratelli arrestati in autunno. «Due lavorano come autisti, mentre un altro è impiegato nel coordinamento dei servizi – prosegue Reverberi -. Soltanto Michael è stato licenziato. Ovviamente, il loro stipendio è stato ridimensionato rispetto al passato». Come si ricorderà, le indagini della polizia tributaria, che per un anno ha vagliato i bilanci e ha ricostruito passaggi societari, erano partite dal fallimento di una società di Castel San Pietro attiva nei trasporti, la Rangoni Trasporti Srl poi Trasporti Srl «che, dopo aver accumulato quasi sei milioni di debiti verso l’Erario, è stata spogliata dei propri beni e trascinata verso il fallimento, dichiarato dal tribunale di Bologna a gennaio del 2015».

Stando a quanto accertato, la società era stata «svuotata» lasciando solo i debiti, mentre l’attivo aziendale, mezzi, pacchetto clienti e crediti, era stato trasferito verso una nuova impresa riconducibile sempre alle stesse persone «ma le cui quote societarie e cariche amministrative risultavano intestate a prestanome nullatenenti». In tal modo, attraverso un meccanismo di bancarotte «a catena» venivano occultati i profitti, evase le imposte e frodato lo Stato. I sequestri, infatti, erano stati disposti a garanzia del credito erariale. Oltre ai quattro fratelli e al ragioniere, considerato il vero «regista» del sistema, per i quali sono scattate le misure cautelari, risultavano indagate altre cinque persone nel ruolo di prestanome. Secondo i finanzieri, nell’orbita del ragioniere romano, che ora si trova agli arresti domiciliari, gravitavano almeno un altro centinaio di società che «versano in una situazione di grave esposizione debitoria verso l’Erario per oltre 85 milioni e sulle quali sono in corso ulteriori approfondimenti».

gi.gi.

Nella foto: finanzieri in ottobre presso la ditta «Trasporti e logistica Rangoni» a Osteria Grande

Fallimenti pilotati per non pagare l'Erario, sequestrati beni per 3 milioni di euro
Cronaca 16 marzo 2018

Varignana, dopo l'estate il via alla pulizia dei laghetti

Accanto al progetto del nuovo bacino di accumulo per l’aumento della capacità irrigua nella zona di Poggio Grande di Castel San Pietro, il Consorzio della Bonifica Renana investirà quest’anno, al termine della campagna irrigua 2018 e cioè dopo l’estate, un altro milione di euro per la pulizia dei laghetti di Varignana.

La dragatura prevista permetterà il recupero di circa ventimila metri cubi di acqua, ripristinando di fatto la capacità iniziale dei laghetti di 170 mila metri cubi e calata nel tempo per ovvi motivi naturali. «Si tratta di un progetto che guarda al futuro – precisa l’assessore all’Agricoltura, Anna Rita Muzzarelli –. Grazie all’incremento della capacità irrigua diretta sia ad est sia ad ovest del territorio, si riuscirà ad aumentare anche la disponibilità di acqua del distretto centrale servito dal torrente Gaiana, andando quindi a migliorare le necessità irrigue delle aziende agricole del territorio castellano, che per il sessanta per cento è appunto agricolo».

Prima della dragatura prevista per la fine della stagione agricola 2018, i pesci che attualmente popolano i laghetti di Varignana saranno momentaneamente spostati come già avvenuto un paio di anni fa per altri lavori di pulizia delle sponde che la Bonifica Renana ha effettualo sugli stessi laghetti. Nel frattempo, la Regione ha vietato la pesca e istituito una «zona di protezione temporanea delle specie ittiche presso il lago Rio Rosso (così viene chiamato uno dei due laghetti di Varignana, ndr) fino a nuovo provvedimento a seguito dell’innalzamento del livello di acqua del lago che ripristini idonee condizioni per la conservazione della fauna ittica».

mi.mo.

Nella foto: i laghetti di Varignana

Varignana, dopo l'estate il via alla pulizia dei laghetti
Cronaca 16 marzo 2018

Progettato un nuovo bacino artificiale per irrigare i campi a Poggio Grande

Che l’acqua sia fondamentale, si sa. Ed è proprio per via dell’importanza che riveste per l’agricoltura che l’Amministrazione castellana ha deciso di investire in differenti piani per l’aumento della capacità irrigua del proprio territorio. Il progetto più consistente, presentato nelle scorse settimane anche nel corso della Consulta di Poggio e Gaiana, riguarda la realizzazione di un nuovo bacino artificiale nel territorio della frazione di Poggio Grande, a valle del depuratore comunale. «L’idea – spiega l’assessore all’Agricoltura, Anna Rita Muzzarelli – è nata per sopperire alla dispersione delle risorse idriche nel periodo invernale, quando il settore agricolo non necessita di acqua. La soluzione individuata è stata quella di costruire un grande bacino artificiale che raccoglie l’acqua del depuratore civile, che ad oggi si perde. Tale acqua verrebbe dunque raccolta per essere utilizzata nella stagione estiva in accumulo a quella normalmente presente nello scolo Laghetto».

Lo scolo Laghetto prende l’acqua in fuoriuscita dal depuratore e scorre fino a confluire nel torrente Gaiana che da Castello va a Medicina. Entrambi alimentano, dunque, le terre castellane ad est e, in seconda battuta, quelle medicinesi. Accumulando l’acqua nel nuovo invaso artificiale, la cui capacità è stimata in centomila metri cubi, l’irrigabilità verrebbe aumentata di almeno il 50 per cento. A goderne saranno una ventina di aziende. Il progetto del nuovo bacino vale ben due milioni di euro e sarà realizzato attraverso una sinergia a tre. L’Amministrazione castellana destina gratuitamente il terreno di quattro ettari dove dovrà nascere l’invaso (oggi affittato a scopo agricolo), il Consorzio della Bonifica Renana si è occupato della progettazione con una spesa di 500 mila euro e, infine, la Regione Emilia Romagna deve finanziare il progetto per i rimanenti un milione e mezzo di euro inserendolo nel Piano di sviluppo regionale (Psr). «Essendo il terreno già disponibile perché di nostra proprietà e il progetto già effettuato – continua Muzzarelli –, potremmo veder nascere il nuovo bacino fra il 2018 e il 2019. Si tratta di un progetto di valenza strategica che permetterà di dare risposte immediate alle necessità idriche del territorio, andando incontro alle esigenze degli agricoltori e permettendo una diversificazione delle colture garantendo alti livelli qualitativi».

In agricoltura, va ricordato, alcune colture necessitano di una maggior quantità di acqua rispetto ad altre. «Se oggi alcune colture non sono praticabili nella zona di Poggio, ad esempio il mais, domani grazie al nuovo invaso lo saranno. Per le aziende che ne godranno il piano irriguo futuro sarà più permissivo», ovvero grazie a più acqua saranno permessi più turni per l’irrigazione. Il nuovo invaso servirà direttamente un distretto irriguo da 170 ettari. Oltre alla realizzazione del bacino di accumulo, l’Amministrazione ha nelle corde, grazie alla partecipazione al progetto europeo «Life» per la biodiversità, la realizzazione di un impianto di fitodepurazione a servizio del bacino stesso. Si tratta di un altro laghetto da ottomila metri cubi, che precederebbe il bacino vero e proprio, dove migliorare la qualità dell’acqua grazie al mantenimento della biodiversità delle specie vegetali ed animali, in pratica alghe, pesci e microrganismi che vivendo nell’area ne migliorano l’acqua. Il progetto e il contributo, però, sono legati come detto al bando europeo Life e alla relativa graduatoria futura. Ma, precisa Muzzarelli, «il bacino e l’area di fitodepurazione sono indipendenti, potrà nascere prima l’uno o l’altro».

mi.mo.

Nella foto: lo schema che mostra il progetto dell”impianto di fitodepurazione (a sinistra) e del bacino di accumulo (a destra) collegati allo scolo laghetto

Progettato un nuovo bacino artificiale per irrigare i campi a Poggio Grande
Cronaca 15 marzo 2018

Viabilità, aperta oggi la nuova rotonda tra via Emilia e via Torricelli a Castello

Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma sono volti al termine ieri lavori per la realizzazione della nuova rotonda all’incrocio a Castel San Pietro tra la via Emilia e via Torricelli che proprio oggi è stata aperta al traffico. I lavori erano iniziati a fine gennaio e si sono conclusi ieri con l’installazione di nuovi punti di illuminazione pubblica sui due lati di via Torricelli all’ingresso della rotonda e in gran parte della via Valle di Malta. Le gocce spartitraffico e la segnaletica, invece, saranno realizzate successivamente. «Con la nevicata la ditta ha “perso” due o tre giorni di lavoro» spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani.

Certamente una buona notizia per i castellani (e non) che da fine gennaio percorrono quel tratto della statale con i necessari restringimenti creati per portare avanti il cantiere. Pur non avendo mai chiuso al traffico la via Emilia, qualche modifica alla viabilità è stata necessaria, in particolare per chi proveniva da via Torricelli. La nuova rotatoria è frutto di una convenzione pubblico-privato fra il Comune di Castel San Pietro e la società Md, che sta aprendo un proprio discount nella lottizzazione Valle di Malta. Complessivamente, la rotatoria ha un costo di 350 mila euro, dei quali 50 mila a carico del Consorzio Valle di Malta e i restanti in capo a Md Immobiliare Spa. Si tratta di un’importante opera, prevista nei piani urbanistici, ritenuta necessaria non solo in vista dell’apertura del nuovo esercizio commerciale, ma anche a servizio della lottizzazione Valle di Malta, e che contribuirà a far confluire più agevolmente il traffico, oltre che verso la zona artigianale, anche verso via Cova e quindi in direzione dell’autostrada.

d.b. gi.gi.

Nella foto: la nuova rotonda all’incrocio tra via Emilia e via Torricelli

Viabilità, aperta oggi la nuova rotonda tra via Emilia e via Torricelli a Castello
Cronaca 15 marzo 2018

Discount Md, oggi è stato inaugurato il nuovo punto vendita a Castello

Dopo Imola, Castel San Pietro. Oggi inaugura ufficialmente il nuovo discount Md nei pressi dell’incrocio tra la via Emilia, via Torricelli e  l’imbocco della lottizzazione Valle di Malta, dietro al distributore di carburanti. Qui, nel giro di pochi mesi, Md ha realizzato il proprio punto vendita su una superficie di 1.500 metri quadrati, dei quali 1.081 dedicati alla vendita, più il magazzino e un parcheggio da 108 posti auto complessivi. All’interno del punto vendita, trovano spazio i banchi macelleria e gastronomia nei quali si può essere serviti dal personale, mentre l’angolo panetteria è soltanto a libero servizio. «All’interno – fanno sapere dall’ufficio stampa di Md -, vi lavorano 16 dipendenti, assunti a livello locale, che hanno un’età media di 30 anni».

Tra l’altro, sul sito della catena, sono ancora aperte le selezioni per l’assunzione di personale sia nel nuovo discount di Castel San Pietro, sia in quello di Medicina lungo la San Vitale. Nello specifico, per Castello la ricerca è mirata all’individuazione di uno store manager con esperienza nel settore, che si occuperà della gestione del punto vendita, ma anche di addetti alle vendite. Il termine per presentare la propria candidatura è fissato a lunedì 30 aprile. Il nuovo discount sul Sillaro è del tutto simile a quello realizzato in via I Maggio a Imola un annetto fa, che per il gruppo Md ha rappresentato la prima nuova apertura del 2017, ma rientra in un piano di sviluppo che, nel giro di un triennio, «prevede investimenti complessivi per 488 milioni di euro, che consentiranno l’apertura di circa 90 nuovi punti vendita» dicono dall’azienda senza tuttavia scendere nei dettagli dei singoli investimenti.

Così come accaduto a Imola, anche a Castello l’azienda si è fatta carico di coprire i costi della viabilità, in particolare della realizzazione della nuova rotonda sulla via Emilia. Md oggi la rete conta 725 punti vendita. Ha chiuso il 2016 con un fatturato di 2,3 miliardi di euro ed è la seconda catena di discount in Italia, con una quota di mercato pari al 15 per cento. Oltre al nuovo punto vendita castellano, nel circondario imolese sono aperti altri due discount a marchio Md. Come detto, uno è a Medicina sulla San Vitale e l’altro a Imola in via Primo Maggio. Invece, dall’inizio del 2018 ha chiuso i battenti il secondo discount imolese del gruppo, che si trovava in via Pisacane (ex Ld). 

gi.gi.

L”articolo completo su “sabato sera” in edicola del 15 maggio.

Nella foto: il cantiere del nuovo discount a Castel San Pietro

Discount Md, oggi è stato inaugurato il nuovo punto vendita a Castello
Economia 14 marzo 2018

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

Se la vetreria Glastebo non è andata in frantumi dopo il fallimento avvenuto nel 2015, è anche per merito della tenacia di Tarik El Ouariti, trentacinquenne di origini marocchine, che nella sua attività di consulente aziendale si è adoperato per trovare imprenditori disposti a investire nell’impresa di via Meucci. Oggi El Ouariti è direttore generale della Glastebo International, la società italo-marocchina che lo scorso luglio ha acquistato all’asta l’azienda per 1 milione e 380 mila euro. La nuova proprietà fa capo a due aziende del settore, la Leali vetri di Castiglione delle Stiviere e la Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm), con sede principale a Casablanca, socie ognuna al 50%. A fare da tramite tra le due realtà è stato proprio El Ouariti. «Nel 2016 – racconta – la Mgm voleva ampliarsi in Marocco e ho cominciato a vedere se erano possibili partnership “al contrario”, cioè dal Marocco verso l’Italia. Cercando in rete, mi sono imbattuto in Glastebo. Ho accompagnato il titolare della Mgm, Monsieur Bakoussi, in visita allo stabilimento di Castel San Pietro. In quel momento era interessato all’acquisto di macchinari per la lavorazione del vetro. Ci siamo resi conto che la Glastebo era una azienda ancora viva, con asset importanti costituiti non solo dai macchinari, ma soprattutto dall’esperienza del personale

. Al termine della visita Bakoussi mi disse che gli piangeva il cuore portare via le attrezzature, perché per lui era come sradicare denti sani. Da qui l’idea di trovare dei partner per acquistare l’azienda».

Dopo che la prima cordata ha poi dato forfait senza versare l’intero importo, El Ouariti non si è dato per vinto. «Ho girato mezzo mondo per trovare nuovi partner; sono andato in Algeria, Turchia, Belgio, Francia, spiegando che la Glastebo aveva un potenziale forte, con un nome e prodotti di qualità indiscutibile, a prezzi competitivi. Nel frattempo il signor Leali si era interessato all’azienda, ma aveva necessità di un socio, in quanto non avrebbe potuto gestirla da solo. L’ex management ci ha fatti incontrare poche settimane prima dell’asta. Leali è una persona lungimirante, ha portato la sua azienda a una crescita importante con prodotti reputati di grande qualità e, per caso, era anche innamorato del Marocco. E’ venuto a Casablanca, ha visitato la Mgm, ci si è capiti e si è costruito un piano industriale insieme».

La nuova gestione ha già ingranato la marcia. «Abbiamo confermato tutte le 24 persone in forza durante l’esercizio provvisorio – dettaglia il direttore generale – e assunto 5 agenti per l’Italia e due per l’estero. Abbiamo investito oltre 450 mila euro per l’acquisto di nuovi macchinari e stiamo migliorando il sistema di controllo di gestione, per portare l’azienda a diventare una industria 4.0, dove è possibile tracciare in tempo reale ogni singolo prodotto. L’obiettivo è rafforzare la Glastebo sul mercato locale, ma anche far crescere la quota di export, specie in Francia e Nordafrica, puntando sull’asse principale Bologna-Casablanca. In Marocco il settore edile è in piena espansione e ci attendiamo nuovi importanti ordinativi».

Anche per questo per il 2018 il budget punta a un fatturato di 5 milioni e mezzo di euro, in netta crescita rispetto ai 3,2 milioni del 2017 e ai 2,6 milioni del 2016, realizzati durante l’esercizio provvisorio dell’azienda. Nello stabilimento di via Meucci il vetro arriva in grandi lastre di 3,21 metri per sei, che vengono tagliate e lavorate per realizzare prodotti su misura per i settori edile, dell’arredamento, elettrodomestico, navale, automotive, aeronautico e militare. In una camera a temperatura controllata, dove si lavora con camice e cuffia, vengono assemblati i vetri laminati, che diventeranno antiproiettili. «L’8 marzo – conclude El Ouariti – sono in programma i test presso il poligono di Brescia per ottenere anche le certificazioni Br5 Ns e Br6 Ns, per prodotti antiproiettile e antischeggia». Vetri sempre più resistenti, quindi, come l’azienda castellana che li produce.

lo.mi.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo.

Nelle foto: il direttore generale Tarik El Ouariti e una fase di realizzazione del vetro laminato

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

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