Castel San Pietro Terme

Economia 22 aprile 2018

Il birrificio Claterna di Castel San Pietro recensito nella guida d'Italia 2019 di Slow Food

E’ stagione di importanti traguardi per il Birrificio Claterna. Dopo aver coronato il sogno di inaugurare uno stabilimento di proprietà sulle colline castellane, ora Pierpaolo Mirri e Alice Bucci si godono la soddisfazione di vedere la loro attività figurare tra le 597 aziende incluse nella Guida alle birre d’Italia 2019, l’autorevole pubblicazione biennale di Slow Food Editore che raccoglie il meglio del mondo brassicolo italiano.Nonostante fossero già comparsi nell’edizione 2017 come beer firm, questa è la loro prima volta in veste di birrificio vero e proprio. E la loro birra Nonno Gualtiero, la prima ad essere trasferita da Fabriano (dove la coppia noleggiava le apparecchiature per produrla) alla struttura di via Piana, è stata insignita del riconoscimento di Birra quotidiana, riconoscimento che si dà – spiega il sito di Slowine – a «quei prodotti che svettano sugli altri per la capacità del birrificio di valorizzare semplicità, equilibrio e piacevolezza», e che sono considerati i più «adatti a svolgere il ruolo di compagni di bevuta di ogni giorno».Ed è proprio la semplicità il fulcro della filosofia che sta dietro alla produzione del Birrificio Claterna.

«Per questa prima linea di bottiglie abbiamo puntato sulla “beveribilità”, ovvero quella caratteristica per cui, anche se ne bevi un litro, la voglia di bertene un’altra rimane, proprio perché è leggera e semplice», spiega Pierpaolo. «E’ bello aver ottenuto questo riconoscimento proprio con questa birra, una pils, che è così difficile da perfezionare e i cui eventuali difetti sono impossibili da nascondere a chi se ne intende. Per questo motivo l’approvazione di una giuria di esperti ci rende ancora più fieri del risultato raggiunto», aggiunge Alice.

Il percorso che li ha condotti fino a questo primo successo è stato lungo. Sia Pierpaolo che Alice, insieme da otto anni, si sono laureati in Scienze e Tecnologie alimentari, a Cesena. «Mentre frequentavamo i corsi – ricorda Pierpaolo – io sperimentavo creando birre con gli amici, ma senza grandi risultati. Poi, nel 2010, sono partito per la Finlandia con il programma Erasmus, dove ho lavorato per sette mesi nel birrificio del campus dell’università di agraria, presso Mustiala, frequentando contemporaneamente il corso da birraio di uno dei “guru” delle birre finlandesi, il professor Lassi Puupponen». L’esame finale era proprio la creazione di una birra artigianale. «Le birre migliori venivano poi vendute nel pub del campus».

Tornato a casa e laureatosi, Pierpaolo ha affinato ulteriormente le sue conoscenze della filiera produttiva brassicola (cioè relativa alla birra) presso la storica fabbrica di birra di Pedavena. Ed è allora che l’idea di produrre una propria birra artigianale ha iniziato a ronzare in testa alla coppia. «Avevamo la possibilità di riprendere in mano i terreni dell’azienda della mia famiglia, coltivandoli anche ad orzo – racconta Mirri -. Contemporaneamente siamo diventati soci del Consorzio italiano dell’orzo e della birra, una malteria consortile di Ancona, a cui tuttora affidiamo la fase della maltazione».

Nel 2014 l’esordio come beer firm. «Per produrre la nostra birra noleggiavamo l’impianto del birrificio agricolo Chiaraluce di Fabriano – spiega Alice -. Tre amici, Riccardo Trazzi, Giovanni Berti e Alessio Cavazza, che ci assistono tuttora, ci davano una mano ogni volta che potevano, così come i genitori di Pierpaolo, sempre presenti quando c’era da rimboccarsi le maniche».Così, piano piano, il sogno di costruire un proprio birrificio ha iniziato a prendere forma, fino all’inaugurazione del 30 settembre scorso. «Vedere e sentire l’apprezzamento e la partecipazione delle persone ci ha riempito di entusiasmo».

Il nuovo impianto ha legato ulteriormente il prodotto al territorio, unendo alla già avviata coltivazione dell’orzo la lavorazione fino alla bottiglia. D’altro canto, il filo rosso che collega il birrificio ai dintorni castellani si palesa nel nome stesso. «L’antica città di Claterna è un gioiello del nostro territorio», dice Alice. «Noi ci proponiamo di fare riscoprire il gusto autentico della birra, proprio come succede per Claterna, che sta lentamente tornando alla luce grazie a pazienti scavi archeologici», aggiunge Pierpaolo.

Per il momento, i due continuano a partecipare assiduamente a fiere, mercatini ed eventi per fare conoscere la loro birra e la loro storia, mentre un numero sempre maggiore di esercizi si interessa alla vendita dei loro prodotti: «Ci sono diversi locali che vendono birra Claterna tra Bologna e Forlì, ma anche nella provincia di Roma, e speriamo che con questo riconoscimento di Slow Food possano diventare ancora di più». (ri.ra.)

Nelle foto: Pierpaolo Mirri e Alice Bucci

Il birrificio Claterna di Castel San Pietro recensito nella guida d'Italia 2019 di Slow Food
Cultura e Spettacoli 20 aprile 2018

Anche quest'anno Castel San Pietro è una città Very Slow e… Very Wine

In tutto il mondo, Nuova Zelanda e Corea del Sud comprese tanto per dire, sono 241. Di queste, 84 sono in Italia, secondo i dati risalenti al novembre 2017. Sono le Città Slow, ovvero paesi che mettono al centro l’uomo e il proprio tempo, la salute, la genuinità dei prodotti e della buona cucina, le tradizioni artigiane, l’arte, i paesaggi, il rispetto delle tradizioni, dei riti religiosi e del quieto vivere. Tra di loro, si trova Castel San Pietro, che aderisce così ad un gruppo nato nel 1999 dall’intuizione di Paolo Saturnini, allora sindaco di Greve in Chianti, e accolta da Carlin Petrini, presidente di Slow Food, con l’obiettivo di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell’enogastronomia alla pratica del vivere quotidiano.

Per il tredicesimo anno, Castello festeggia così il suo obiettivo di vita con Very Slow Italy, la Fiera delle Città Slow che si terrà il 21 e 22 aprile, che per il quarto anno ospita anche Very Wine, manifestazione che vede al centro le cantine locali e i sapori della tradizione. «Prodotti ed imprese del territorio sono al centro di questa rassegna – commenta Tomas Cenni, assessore al Turismo -, che propone un programma molto ricco curato insieme al territorio: per Very Slow, infatti, tutto l’associazionismo del territorio a cominciare dalla Pro Loco si mette a disposizione, propone e si presenta».

Domani e domenica 22 aprile, con alcune anteprime nei giorni precedenti, Castello si animerà con le eccellenze enogastronomiche e artigianali delle Città slow e dei Consorzi dei prodotti tipici, con il Borgo dei Sapori con le specialità alimentari italiane, con i prodotti del territorio, con le cantine vinicole castellane, con degustazioni e con momenti di intrattenimento e spettacolo. «Quest’anno le degustazioni tenute dall’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers saranno in piazza XX Settembre e non in piazza Acquaderni – continua Cenni -, e avremo una novità per promuovere non solo il vino ma tutti i nostri prodotti come i salumi. Il modenese Daniele Reponi, de La prova del cuoco, metterà in valore il vino abbinandolo a prodotti del territorio nei suoi panini. In tutti i ristoranti, poi, gli avventori avranno un calice di benvenuto offerto dalle cantine».

Tra i tanti eventi si possono segnalare, in piazza XX Settembre, domani alle 10.30 l’inaugurazione ufficiale di Very Slow Italy, dalle 16.30 alle 23 La piazza del gusto con le cantine locali, le degustazioni dell’Aies in collaborazione con l’istituto Scappi e la Clai, i panini di Reponi, un punto informativo e degustativo dei mieli tipici italiani dalle 16 alle 20. Inoltre, in tutta la giornata di sabato, Il borgo dei sapori in centro ospiterà le specialità alimentari italiane e ci saranno gli stand delle Città slow. Per Very Wine, domenica dalle 15 alle 19.30 è previsto il tour delle cantine con visite gratuite alla scoperta della coltivazione della vite e della produzione di vino: navette gratuite partiranno ogni mezz’ora da piazza XX Settembre (informazioni allo 051/6954135).

Ci sarà poi spazio per l’arte, i laboratori, l’artigianato. «Le Terme propongono il laboratorio per ragazzi e bambini di Gianni Buonfiglioli dedicato alla creta (sabato dalle 14 alle 17 nello stand delle Terme in centro, Nda), che valorizza un’importante risorsa del territorio, che ha fatto muovere l’industria in passato – spiega Raimonda Raggi, presidente della Pro Loco castellana -. Portiamo sul tavolo le tradizioni di Castel San Pietro, come l’acqua. Così in centro ci saranno degustazioni a base di pane, che racconta Castello alla fine dell’Ottocento inizio del Novecento coi mulini che facevano capo alle acque castellane: pane con diciassette cereali, pane bianco, pane dedicato ai grani antichi, pane dedicato ai semi… Poi la biscotteria con l’uva passita di inizio Novecento, perché vogliamo sempre mettere in risalto le radici del nostro essere castellani».

Informazioni: 051/6954112 o www.cspietro.it

ste.f.

L”articolo e il programma completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Anche quest'anno Castel San Pietro è una città Very Slow e… Very Wine
Cultura e Spettacoli 20 aprile 2018

Al Cassero si ride con «La solita truffa» di Dondarini e Dalfiume

Si ride domani sera alle 21 al teatro Cassero di Castel San Pietro con lo spettacolo «La solita truffa» di Marco Dondarini e Davide Dalfiume e con ospite Enrico Zambianchi, vincitore del festival Castello’s got talent 2017.

Il duo Dondarini-Dalfiume fa navigare il pubblico in un mare di risate, con un ritmo che conferma la tradizione delle grandi coppie comiche italiane, alternandosi nei ruoli di spalla e comico, cosa non usuale in un duo, proponendo situazioni e personaggi dei tempi di oggi, ironizzando sul costume e i comportamenti dell’uomo. Gli ospiti, poi, ben si amalgamano e interagiscono con i due attori.

Biglietto: intero 10 euro, ridotto 8. info e prenotazioni: 335/5610895.

r.c.

Nella foto: da sinistra Marco Dondarini, Enrico Zambianchi e Davide Dalfiume

Al Cassero si ride con «La solita truffa» di Dondarini e Dalfiume
Cronaca 20 aprile 2018

Restyling per la frazione di Varignana, al via i lavori per il nuovo parcheggio

L”Amministrazione comunale castellana ha deciso di mettere mano alla frazione di Varignana. Prossimo a partire, infatti, è il cantiere per la realizzazione del nuovo parcheggio da 38 posti auto adiacente il cimitero della frazione, un progetto strategico nelle corde della Giunta fin dal 2013. Dopo l’assegnazione dell’opera, da 211 mila euro (Iva esclusa), alla ditta salernitana Inverso costruzioni di Orria, la settimana scorsa è stata formalizzata la consegna del cantiere e i lavori per realizzare il parcheggio dovrebbero partire già nei prossimi giorni.

Il suo completamento è previsto entro il prossimo 8 agosto, in tempo quindi per la festa del patrono di Varignana del 10 agosto e sicuramente utile per le manifestazioni di settembre che, con centinaia di visitatori, danno avvio al Settembre castellano. Assieme ai lavori del parcheggio, verrà realizzato anche il collegamento pedonale con il cimitero stesso, mentre per il più atteso percorso che dovrebbe condurre fino al cuore del centro storico, all’altezza della chiesa di San Lorenzo, bisognerà aspettare. «Il terreno nel quale dovrà passare il collegamento pedonale è di proprietà della parrocchia, con la quale prenderemo contatto per la realizzazione dell’opera – spiega Stefano Trazzi, presidente del Consiglio comunale con delega alle Opere pubbliche e ai Progetti strategici, che aggiunge – il nuovo parcheggio è fondamentale per il più corposo progetto di riqualificazione complessiva del centro di Varignana».

Un altro tassello della riqualificazione della frazione è ad esempio quello delle ex scuole. Come anticipava la scorsa estate il sindaco castellano Fausto Tinti riguardo il vecchio immobile di piazza Nazario Sauro, in parte tuttora adibito a spazi pubblici tra cui sale per riunioni, mostre e seggio elettorale, «recuperare l’edificio avrebbe costi elevati». Da qui la scelta di vendere le ex scuole (il bando d’asta per l’alienazione è scaduto mercoledì 18 aprile) e l’idea di «acquistare la canonica di proprietà dell’Opera pia di padre Marella e trasferire lì le attività» diceva Tinti. E ancora, oltre ai lavori di Hera (leggi qui la news) già iniziati è in programma il rifacimento stradale di via Sant’Agostino, oggi bianca, con i lavori che dovrebbero svolgersi a cavallo dell’estate, prima o dopo la famosa corsa delle carriole di inizio settembre.  L’idea del Comune è quella di realizzare una pavimentazione «adatta ad un centro storico – spiega Stefano Trazzi –. Stiamo valutando un asfalto di tipo cromatico, realizzato con l’aggiunta di elementi di diverso colore per ottenere una soluzione che rimandi all’antico. Inoltre inizieremo, come già fatto nel centro del capoluogo, a regolamentare la sosta anche a Varignana, disegnando sei posteggi nella piazzetta San Lorenzo oggi formalmente priva di parcheggi, ma comunque già utilizzata per la sosta». 

In ogni caso, per la riqualificazione della frazione sui colli l’ente locale può beneficiare anche degli accordi siglati nell’ambito dell’approvazione del Psc–Rue avvenuta a dicembre 2015 con Palazzo di Varignana, gestito dalla Srl omonima che fa capo alla bolognese Crif Spa, leader nel settore dei software e dei sistemi informativi bancari e creditizi. I lavori di ampliamento dell’imponente e lussuoso centro congressi con spa e albergo quattro stelle, tra oneri e opere accessorie portano in dote anche 2 milioni di euro per il Comune, dei quali 500 mila euro di perequazione destinati proprio alla valorizzazione del borgo di Varignana.

mi.mo.

Nella foto: l”area accanto al cimitero dove sorgerà il nuovo parcheggio

Restyling per la frazione di Varignana, al via i lavori per il nuovo parcheggio
Cronaca 18 aprile 2018

Termosifoni accesi fino al 30 aprile a Castel San Pietro

Le norme prevedono che da domenica (15 aprile), nelle nostre zone, i termosifoni siano spenti. Le temperature più rigide della scorsa settimana, però, hanno convinto l’Amministrazione castellana ad emanare un’ordinanza per lo spegnimento posticipato. In sostanza si autorizza l’utilizzo degli impianti  di  riscaldamento sul territorio di Castel San Pietro fino a lunedì 30 aprile compreso. 

Come sempre in questi casi si dovrà limitare l’accensione ad una durata che non potrà superare la metà di quanto previsto in regime ordinario, ovvero non più di 7 ore al giorno.

Termosifoni accesi fino al 30 aprile a Castel San Pietro
Economia 17 aprile 2018

Cresce l'export italiano di bici, ma Maurizio Bombi di Cicli Cinzia ha dubbi sul futuro

Le biciclette italiane ripartono dall’artigianato. E’ quanto emerge dal rapporto Artibici 2018 realizzato da Confartigianato e presentato lo scorso mese a Milano all’interno di un evento dedicato alle due ruote a pedale chiamato, non a caso, The bicycle renaissance, il rinascimento della bicicletta.

Dal rapporto emerge che, con oltre un milione e settecentomila bici complete vendute, nel 2017 è l’Italia il primo Paese Ue per esportazioni davanti a Portogallo e Paesi Bassi. Un quadro positivo che però si fonda su realtà di piccole e medie dimensioni, con ben 2.062 imprese delle complessive 3.098 del settore bici.

Ben diversa è la condizione delle aziende italiane produttrici di biciclette, che nel tempo hanno chiuso i battenti o spostato la produzione all’estero per far fronte a costi inferiori e garantirsi la sopravvivenza all’interno del mercato: è il caso degli storici marchi Atala e Bianchi.

Una scelta ormai attuale che, spostandoci nella sfera locale del settore bici, l’azienda Cicli Cinzia di Osteria Grande non vuole invece nemmeno considerare, come spiega in maniera chiara Maurizio Bombi, proprietario, insieme al cugino Sergio Maccaferri, dell’azienda di famiglia di via Lombardia, che nel 2017 ha festeggiato i cinquant’anni di attività. “Siamo dell’idea che Cicli Cinzia produrrà finché potrà produrre qui, dove siamo nati – taglia corto convinto -. Il mercato dimostra che oggi un’azienda come la nostra non può sopravvivere se non abbassa il prezzo dei propri prodotti, inevitabilmente abbassando il costo della manodopera andando a produrre all’estero, oppure se non trova un’altra soluzione”.

Eppure oggi la bicicletta è un mezzo di trasporto di moda, sia come alleato della salute sia come mobilità alternativa…

“Vero, la bici è un prodotto che va. Al di là dei dati di vendita, lo dimostra ad esempio la grande attenzione nella realizzazione di nuove piste ciclabili. Ma i negozi vendono in larga parte brand americani, comunque made in China, a discapito dei marchi italiani, come noi ma anche come Torpado o Bottecchia, ormai ridotti ad una nicchia. Anche i grandi investimenti di un numero sempre più grande di città nei servizi di bike sharing dimostrano che è il tempo della bici. Servizi che, però, da un lato fanno concorrenza ai produttori e ai venditori e dall’altro sono anch’essi in mano ai colossi cinesi”.

Sempre per motivi di costi?

“Certamente. La manodopera cinese ha un costo decisamente più basso di quello di molti Paesi ed influisce sul prezzo del prodotto finito in una maniera che rasenta la concorrenza sleale (recentemente la Commissione europea ha aperto un’indagine sulla presunta concorrenza sleale delle e-bike cinesi proposte nel mercato europeo a prezzi più bassi di quelli di produzione, Ndr). Noi oggi cerchiamo di fare i cinesi in Italia, tenendo bassi i costi e marginalizzando il guadagno, ed al contempo cerchiamo una strada per far vivere la nostra azienda anziché farla semplicemente sopravvivere”.

Quali sono oggi i numeri di Cicli Cinzia?

“Siamo passati dalle oltre mille bici al giorno prodotte fino al 2005 alle 600 del 2016. L’anno scorso è terminato il nostro contratto con Decathlon, che ha optato per produrre altrove la bici a marchio B-Twin che per dieci anni abbiamo realizzato noi. Oggi quella bici è fatta in Portogallo, dove i costi di produzione sono di molto inferiori anche se si tratta sempre di un Paese europeo. E’ la globalizzazione che porta le aziende ad andare a produrre dove gli costa meno. Oggi Cicli Cinzia produce 230 biciclette finite al giorno e conta appena una trentina di dipendenti, mentre negli anni d’oro sono stati oltre cento. E purtroppo il futuro davanti a noi appare ancora più difficile; dal prossimo anno dovremo scendere ancora di personale. Un peccato, perché non ci manca la capacità ma soffriamo per i costi”.

L”intervista completa a Maurizio Bombi, che delinea il futuro ed anche qulche idea per la salvezza dell”azienda Cicli Cinzia, è su “sabato sera” del 12 aprile.

mi.mo.

Nelle foto: bici Cicli Cinzia e i titolari dell”azienda Maurizio Bombi e Sergio Maccaferri

Cresce l'export italiano di bici, ma Maurizio Bombi di Cicli Cinzia ha dubbi sul futuro
Cronaca 17 aprile 2018

Cercano di rubare capi di abbigliamento Decathlon da un tir, scoperti e arrestati

Si sono intrufolati nel rimorchio di un tir parcheggiato in un’area industriale di Castel San Pietro per rubare ma sono stati scoperti e arrestati. Si tratta di due uomini di origine serba di 32 e 42 anni, che risultano alloggiati presso un b&b di Medicina.

La vicenda è avvenuta qualche sera fa. A dare l”allarme alla centrale operativa del 112 è stato l”autista del camion. L”uomo ha sentito dei rumori provenire dal rimorchio, inizialmente ha pensato si trattasse di un animale, poi ha capito che erano due uomini e ha chiamato i carabinieri. I militari, giunti sul posto, hanno scoperto i ladruncoli ancora impegnati nella scelta del materiale da prendere tra le scatole contenute nel carico, ovvero dei capi di abbigliamento destinati alla nota azienda di articoli sportivi Decathlon che ha un deposito di logistica e stoccaggio a Castello.

I due sono stati arrestati per tentato furto aggravato in concorso. Ieri si è svolto il processo per direttissima presso il Tribunale di Bologna, i due sono stati condannati ma hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena. (r.c.)

Foto d”archivio

Cercano di rubare capi di abbigliamento Decathlon da un tir, scoperti e arrestati
Cronaca 14 aprile 2018

L'Emilia-Romagna investe sullo sport. La consigliera Pd Marchetti: «Quasi 27 milioni di euro nel triennio 2018-2020»

La Regione Emilia Romagna si dimostra vicina al mondo dello sport e a tutte le problematiche a lui connesse. Per questo motivo ha deciso di investire una cifra importante nel prossimo triennio. «Proprio per incentivare la pratica sportiva, 26.750.000 euro verranno investiti nel periodo 2018-2020 per lo sviluppo e la coesione per interventi sull’impiantistica sportiva – sottolinea la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti –. La programmazione delle risorse verrà ricalibrata anno dopo anno proprio per rispondere al meglio ai bisogni. In Emilia-Romagna la propensione alla pratica sportiva è più alta rispetto ai dati medi italiani, anche se la percentuale di anziani che non fanno attività fisica, il 32%, rimane troppo alta rispetto a quanto auspicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Per questo è fondamentale promuovere la cultura dello sport alla portata di tutti».

L’Emilia-Romagna può vantare una buona dotazione di strutture sportive, quasi 7.000 impianti e oltre 12.000 spazi, ma il grande problema sono gli impianti vetusti visto che circa l’80% sono stati realizzati prima del 1990. «Intercettare le esigenze del mondo sportivo, coinvolgere i protagonisti del settore, rimuovere ogni ostacolo che impedisca la pratica sportiva, integrare sport, scuola e turismo oltre a riqualificare l’impiantistica – ha concluso – sono gli obiettivi del piano triennale dello sport che ha ottenuto il via libera dalla commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità».

r.c.

Nella foto: la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti

“Positiva è la collaborazione con il Coni proprio per la compilazione di una banca dati degli impianti sportivi – conclude –. Sarà necessario ampliare questo database con informazioni sull’accessibilità delle strutture per le persone con disabilità in modo da intervenire in maniera prioritaria. Fondamentale è anche l’attivazione di un tavolo di confronto con l’ufficio scolastico regionale, oltre a richiamare l’aspetto della prevenzione collegata alla pratica sportiva”.

     

L'Emilia-Romagna investe sullo sport. La consigliera Pd Marchetti: «Quasi 27 milioni di euro nel triennio 2018-2020»
Cronaca 14 aprile 2018

Da lunedì lavori di rinnovo della rete idrica e fognaria a Varignana. Previste modifiche alla viabilità

Partiranno lunedì 16 a Varignana, per la durata di circa un mese, i lavori di Hera per il rinnovo della rete idrica dell’acquedotto nelle vie XXIV Maggio, Giovanni da Varignana e S. Agostino. Nello specifico verrà posata una nuova condotta in sostituzione dell’attuale per una lunghezza di circa 200 metri e si provvederà a rifare gli allacciamenti degli utenti. In via S. Agostino poi sarà interamente sostituito anche un tratto di condotta fognaria della lunghezza di 50 metri. Il costo totale dell”intervento sarà di circa 40mila euro.

Questi lavori si sono resi necessari per prevenire eventuali possibili rotture dovute all”impianto ormai datato che, di fatto, provocherebbe soltanto disagi ai residenti. Ovviamente per permetterne la realizzazione sarà necessaria una modifica della viabilità ordinaria. Lavorando sulla carreggiata, infatti, le strade coinvolte saranno chiuse al traffico dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 17 e non sarà possibile parcheggiare. Al di fuori di tale intervallo, sarà ripristinata la circolazione in via provvisoria e man mano che i lavori progrediranno e il cantiere si sposterà, la circolazione sarà nuovamente permessa nei tratti lasciati liberi.

r.c.

 

Da lunedì lavori di rinnovo della rete idrica e fognaria a Varignana. Previste modifiche alla viabilità
Cronaca 13 aprile 2018

«Lagosteria» e nuova vita per il locale dell'ex Lao Cafè a Castello

Dopo un anno e mezzo di chiusura, il locale al centro del laghetto Scardovi ha finalmente un nuovo gestore dopo la pubblicazione del bando nei mesi scorsi (leggi la news). Si tratta del raggruppamento temporaneo di imprese formato da tre aziende, ossia Agicentrostudi Srl di Imola (capogruppo), Domus Srl e S&L Srl, che si occuperanno del fabbricato per i prossimi 6 anni, eventualmente prorogabili di altri sei. La prima, che si occupa tra le altre cose di consulenza ad aziende e privati per controlli sulle cartelle esattoriali, fa capo ad Andrea Grillini e Mariangela Donati, mentre le altre due sono riconducibili a Luca Bietoli e Roberta Gaiba, titolari di una ditta di impianti elettrici e di allarmi per la sorveglianza con sede a Castel San Pietro.

Insomma, tre società che apparentemente nulla hanno a che vedere con la ristorazione, ma che per i tecnici di Castel San Pietro sono risultati i più idonei a prendere in gestione un locale che, come dichiarato dall’Amministrazione, dovrà impiegare nell’attività almeno una persona disabile (preferibilmente di Castello o comunque del circondario imolese) e, possibilmente, avere un occhio di riguardo per i prodotti locali. L’idea di partecipare al bando è venuta a Grillini. Castellano di nascita, ma imolese di adozione dopo il matrimonio, è padre di un bambino autistico di 7 anni e in passato ha anche ricoperto il ruolo di vicepresidente della onlus Imola Autismo. «Il nostro obiettivo è dimostrare che i disabili possono essere una risorsa per un’impresa e non sono solo una voce a carico dello Stato – spiega -. Per loro è un’opportunità, una volta finita la scuola, di avere un’occupazione, qualcosa che li gratifichi».

Il locale non si chiamerà più Lao Cafè come in passato, bensì «Lagosteria dei ragazzi speciali». Come si evince dal nome, «sarà un barosteria, aperto tutto l’anno, dal mattino con le colazioni, passando per il pranzo, fino all’aperitivo e alla cena – dettaglia Grillini -. In inverno valuteremo se mantenere questa apertura oppure ridurre l’orario. Ci siamo orientati a creare un punto di ristoro per famiglie e adulti, che chiuda entro le 23.30 o mezzanotte al massimo, e non un locale che propone musica fino a tarda notte. Inoltre, siamo disponibili per comunioni, cresime, feste di compleanno e matrimoni». L’idea è quella di proporre un menù a base di «piadine, crescentine, pasta fresca fatta in casa e carne alla griglia – aggiunge Grillini -. Inoltre, utilizzeremo anche prodotti a chilometri zero, quali formaggi, vino e miele».

Complessivamente, il locale può contare su una sessantina di posti all’interno e altrettanti all’esterno dove, tra l’altro, verrà stesa dell’erba sintetica sotto ai tavoli. Oltre a questo, c’è qualche altra piccola messa a punto da fare, in particolare «pulizia, imbiancatura, sistemazione impianto elettrico e rifacimento dell’impianto d’allarme» elenca Grillini. Per quanto riguarda le attrezzature di cucina, tavoli e sedie, i nuovi gestori sono già in contatto con il precedente per valutare la possibilità di una vendita. Considerato tutto questo, «l’obiettivo è aprire entro fino maggio». E anche per questo è già iniziata la ricerca del personale. «Sicuramente avremo un dipendente disabile che sarà cameriere o aiuto cuoco – afferma -. Stiamo vagliando alcune persone perché non per tutti è semplice riuscire a lavorare 6 ore al giorno». Il dipendente diversamente abile sarà affiancato da colleghi non disabili. «Siamo alla ricerca di un lavapiatti, un aiutocuoco, un barista e dei camerieri, mentre il cuoco l’abbiamo già individuato» elenca Grillini.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile.

Nella foto: il locale presso il laghetto Scardovi

«Lagosteria» e nuova vita per il locale dell'ex Lao Cafè a Castello

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