Fontanelice

Cronaca 20 giugno 2018

Chiusura della filiale Bpm, il sindaco Ponti sospende lo sciopero della fame: “Ho parlato con la banca'

Nuovo capitolo della vicenda della filiale del Banco Popolare di Milano (Bpm) di Fontanelice, l”unico sportello bancario del paese che, stando a quanto dichiarato dai vertici, dovrebbe chiudere dal prossimo 29 giugno. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Athos Ponti ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che durava oramai da cinque giorni dopo aver incontrato a Imola il responsabile commerciale delle filiali del Bpm dell’Emilia Romagna. 

“Gli abbiamo chiesto di posticipare la chiusura sello sportello bancario di Fontanelice a fine anno e, nel frattempo, valutare soluzioni alternative, ad esempio una riduzione dell”orario o delle giornate di apertura – riferisce Ponti -. Fino a che non sapremo qual è la risposta dei vertici della banca ho deciso di sospendere lo sciopero della fame”.

Il sindaco aveva iniziato la sua singolare protesta venerdì scorso, dopo che gli abitanti si erano radunati davanti alla sede della Bpm di Fontanelice organizzando un presidio di protesta contro la chiusura dello sportello bancario che venne aperto oltre cento anni fa (in tempi recenti come Cassa di Risparmio di Imola poi per passaggi societari e accorpamenti divenuta Bpm). Il malcontento era nato anche per la totale mancanza di riscontri da parte della sede centrale, malgrado i numerosi solleciti del sindaco stesso, della parrocchia, delle associazioni fontanesi, dell’Anci e dei commercianti del paese. (r.c.)

Nella foto il presidio organizzato venerdì scorso con il sindaco Athos Ponti (a destra con la fascia tricolore); nel riquadro la sede della banca

Chiusura della filiale Bpm, il sindaco Ponti sospende lo sciopero della fame: “Ho parlato con la banca'
Cronaca 18 giugno 2018

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame

Venerdì scorso gli abitanti di Fontanelice di sono radunati davanti alla sede del Banco Popolare di Milano (Bpm) organizzando un presidio di protesta contro la chiusura della filiale, l’unica del paese, aperta da oltre cento anni. Il malcontento era nato anche per la totale mancanza di risposte da parte della sede centrale, malgrado i numerosi solleciti del sindaco, della parrocchia, delle associazioni fontanesi, dell’Anci e dei commercianti del paese.

«Proprio il giorno del presidio dalla sede centrale del Bpm ci hanno confermato la volontà di chiudere da venerdì 29 giugno» dice amareggiato il sindaco Athos Ponti che, proprio in quell’occasione ha annunciato la sua personale iniziativa per combattere le logiche dall’alto. «Ci ho pensato moltissimo in questi giorni e ho deciso che farò uno sciopero della fame – ha affermato deciso – Lo faccio come cittadino di Fontanelice, perché dobbiamo far capire che la banca qui è un servizio pubblico e la comunità aspetta delle risposte».

Sciopero che ormai è già arrivato al quarto giorno, ma non è escluso che possa proseguire ancora. «Io stesso ho aperto il mio primo libretto in quella banca all’età di sei anni quando si chiamava Cassa di Risparmio di Imola – prosegue Ponti -. Siamo disposti anche ad accettare una riduzione di orario o di giornate di apertura pur di mantenere la banca a Fontanelice».

r.c.

Nella foto: il sindaco di Fontanelice Athos Ponti

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame
Cronaca 13 giugno 2018

Filiale del Bpm a Fontanelice, presidio di protesta contro la chiusura

Scatterà venerdì 15 alle ore 9 il presidio di protesta contro la chiusura della Filiale del Bpm (Banco Popolare di Milano) di Fontanelice. L”Amministrazione comunale, infatti, dopo la raccolta firme per scongiurarne la chiusura (leggi la news) ha invitato tutti i rappresentanti delle Associazioni agricole, artigianali e commerciali, i sindacati, i rappresentanti politici e tutti i cittadini, a riunirsi nel presidio di protesta per la chiusura dell’unico sportello bancario presente in paese e banca di riferimento da ben 130 anni.

«Come Amministrazione Comunale – fanno sapere in una nota dal Comune di Fontanelice – siamo consapevoli che Banca Bpm è un’impresa privata, ma crediamo che sia importante ricordare e sottolineare il ruolo di pubblica utilità rivestito dalle banche in paesi come il nostro. La filiale della Banca Bpm riveste appieno tale ruolo e la sua chiusura provocherebbe un notevole danno all’intera collettività. Con questo presidio vogliamo fare appello alla Banca Bpm per chiedere di rivedere la decisione della chiusura dello sportello, che, nel tempo e sempre più, sta diventando per la nostra comunità, un riferimento, per l’impegno dimostrato a sostenere le piccole e medie imprese, nonché per il servizio alla clientela privata residente nel territorio, che vogliamo ricordare consta di circa 2000 abitanti di cui 450 sono over 65».

r.c.

Filiale del Bpm a Fontanelice, presidio di protesta contro la chiusura
Economia 4 giugno 2018

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini

C’è ancora grande incertezza sul futuro della filiale della banca Bpm (Banco Popolare di Milano) in Corso Europa a Fontanelice. Intanto, come già accaduto un paio di anni fa, i cittadini si sono mossi e, mentre si attende una risposta da Milano, è stata organizzata una raccolta firme per scongiurare la chiusura, che potrebbe avvenire già il prossimo 30 giugno. L’iniziativa è partita dai cittadini e ha subito ricevuto l’appoggio del sindaco Athos Ponti. Per il momento sono state raccolte una cinquantina di firme.

«Continueremo a raccoglierle per una settimana, o anche di più se necessario» dice Ponti. E’ possibile sottoscrivere la petizione in molti locali pubblici, dai bar al municipio, ma anche all’interno della stessa banca. Si tratta di una filiale storica, «aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm – ricostruisce il sindaco -. A inizio maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di scongiurare la chiusura, che sarebbe un problema specialmente per gli anziani (la filiale più vicina del Bpm è a Borgo Tossignano, ndr).

Non ho ancora ricevuto risposta e manderò un sollecito». Anche i sindacati, confederali e pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si stanno interessando alla questione. «Solo muovendoci tutti insieme, forze sociali e politiche, si potrà ottenere un passo indietro da parte dell’istituto di credito o quantomeno un’apertura almeno nei giorni di mercato che garantisca la continuazione seppur parziale dell’erogazione dei servizi» dicono. A stretto giro, i consiglieri regionali Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti hanno presentato un’interrogazione per richiedere l’intervento della Regione. «La privazione dell’unico sportello bancario esistente sarebbe una grave perdita per il territorio» dicono. (re.co.)     

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini
Cronaca 24 maggio 2018

Il sindaco Ponti ottimista sulla Conca Verde: «L’obiettivo è aprire il 10 giugno»

«Entro la fine di questa settimana vogliamo scegliere e affidare per la stagione estiva 2018 – dice il sindaco di Fontanelice, Athos Ponti -. Questa apertura costituisce il presupposto per rilanciare la Conca Verde e già da settembre vorremmo lavorare alla costruzione di un bando pluriennale per fare un affidamento più lungo. «Ci sono pervenute tre proposte da parte di potenziali gestori e l’obiettivo è riuscire ad aprire la piscina verso il 10 di giugno, al termine dell’anno scolastico». Traspare ottimismo nelle parole del sindaco Ponti quando parla della riapertura della Conca Verde. Sul tavolo dell’ente locale ci sono le proposte di Deai Srl, che gestisce già la piscina Gualandi di via Ortignola di Imola, quella di un privato (Virginia Fratti di Imola) e quella della Z Fitness Imola Asd di Casalfiumanese. 

Come è noto, l’estate 2017 è trascorsa senza che l’impianto entrasse in funzione e, come dimostrano le oltre 300 firme raccolte per chiederne la riapertura, il timore era che anche quest’anno si ripetesse la stessa storia. Tuttavia, nelle ultime settimane qualcosa si è mosso su più fronti, a partire dal contenzioso con l’ex gestore Geims. Fontanelice deve ancora riscuotere il canone relativo agli anni dal 2012 al 2015, una cifra che, tra Iva e imposte, arriva circa a 70 mila euro. Nel 2016, per salvare la stagione estiva, l’ente locale chiese in via eccezionale a Geims di aprire regolarmente l’impianto a giugno, nella speranza di poter trovare un punto di incontro a livello economico e poi pubblicare un nuovo bando. Geims, però, aveva messo sul piatto anche altri interventi di manutenzione effettuati e gli arredi, tra cui lettini e ombrelloni, ma anche sedie e tavoli del ristorante. «Grazie al lavoro dei rispettivi avvocati (Benedetto Graziosi per il Comune e Giuseppe Girani per Geims) stiamo per portare a termine una transazione che credo sia la soluzione migliore – aggiorna Ponti -. In pratica, ai 70 mila euro che dovremmo avere da Geims abbiamo “scaleggiato” gli arredi di proprietà della società, che quindi diventeranno del Comune, per un valore pari a circa 30 mila euro. In questo modo, Geims dovrà riconoscerci solo 40 mila euro. Sono soddisfatto perché ci permette di protare avanti l’affidamento della piscina e del ristorante senza vincoli giudiziari».  

In tutto questo si inserisce la vicenda del locale della pizzeria, chiusa dal gennaio del 2015, quando è scaduto l’ultimo contratto di subappalto. «Difficilmente questa estate aprirà, ma vogliamo pubblicare quanto prima un bando in modo da scorporare la gestione della piscina da quella del ristorante» conclude Ponti. (gi.gi. re.co.)  

Altri particolari nell’articolo sul “sabato sera” in edicola dal 31 maggio. 

Nella foto la Conca Verde come si presenta oggi

Il sindaco Ponti ottimista sulla Conca Verde: «L’obiettivo è aprire il 10 giugno»
Cronaca 21 maggio 2018

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice

A Fontanelice si lavora per organizzare i gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa. Il primo incontro si è tenuto lunedì 16 aprile alla presenza del sindaco Athos Ponti, del capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola Claudio Gallù, di Gabriele Ceroni del corpo circondariale di polizia municipale e dei cugini Elena e Federico Visentin, ideatori del sistema «Tamtam Fadora», che prevede l’invio di sms di allerta a tutti gli iscritti al gruppo, che pagano una piccola quota per l’acquisto dei pacchetti di messaggi. «Al momento ci sono una ventina di adesioni – spiega il sindaco, Athos Ponti -. Adesso abbiamo preso contatti con un operatore telefonico per attivare il gruppo. Abbiamo scelto di usare i messaggi normali al posto dell’applicazione Whatsapp (molto usata in altre zone perché gratuita a patto di avere una connessione internet, ndr), in modo che sia facilmente utilizzabile anche da chi non ha dimestichezza con gli smartphone e per la conformazione del nostro territorio, visto che internet non funziona sempre bene ovunque».

L’iniziativa non è stata promossa da alcuna associazione specifica, ma c’erano state sollecitazioni in Comune per avviarla. Punto centrale è la collaborazione con le forze dell’ordine. «Sono loro i primi da avvisare in caso di segnalazioni importanti» ricorda il sindaco. Subito dopo si dovrà procedere mandando un messaggio di allerta ad un numero del gruppo che, automaticamente, girerà l’allerta agli iscritti. I referenti, scelti in accordo con i carabinieri, sono Massimo Salvini e Mario Giovannini.

Tra i loro compiti ci sono quello di raccogliere le nuove adesioni e di fare da collegamento con i gruppi di controllo del vicinato dei comuni vicini, tra cui i due appena nati a Casalfiumanese che, tuttavia, usano Whatsapp.«Abbiamo attivato da poco  la piattaforma per i messaggi e stiamo procedendo ad alcune prove, per ora sta funzionando tutto» spiega il referente Massimo Salvini che, assieme a Mario Giovannini, sottolinea «l’importanza di collaborare con i gruppi di controllo di vicinato creati a Casale», sia per confrontarsi sia per avere ulteriori nominativi da avvisare in caso di allerte di furti avvenuti nella vallata del Santerno.

re.con.

Nella foto: l”incontro del 16 aprile scorso

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice
Economia 19 maggio 2018

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci

C’è preoccupazione a Fontanelice per la possibile chiusura ella filiale della banca Bpm (Banco popolare Milano) di corso Europa, l’unica presente nel territorio comunale, nella quale lavorano tre dipendenti. «Alcune settimane fa mi è arrivata lavoce di una possibile chiusura della banca entro fine anno – dice il sindaco, Athos Ponti -. Così il 2 maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di congiurare la chiusura».

La settimana successiva, anche il presidente dell’Anci Emilia Romagna, Fabio Fecci, ha preso carta e penna e fattolo stesso. «Pur sapendo che si tratta di un’attività privata, consideriamola presenza dell’unico sportello bancario sul territorio comunale alla pari di altri servizi di pubblica utilità – scrive Fecci -. Per questo ci uniamo alla richiesta del sindaco pregandovi di fare il possibile per mantenere aperto un presidio territoriale importante come punto di riferimento economico/finanziario».

Anche nel 2016 la filiale sembrava in procinto di chiudere, fu fatta anche una raccolta firme e, alla fine, la banca restò aperta. «E’ una filiale che va bene, i clienti non mancano e non ci spieghiamo questa decisione, che per la comunità sarebbe una grave perdita – aggiunge Ponti -. Tra l’altro, è una banca storica, aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm». Se chiudesse, i fontanesi troverebbero un’altra filiale del gruppo a Borgo Tossignano.«Ma per gli anziani non sarebbe certo comodo – conclude Ponti -. Al più si potrebbe ragionare per una rimodulazione degli orari». (gi.gi.)

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci
Cronaca 9 maggio 2018

Festa della Liberazione… dei sentieri montani scomparsi con i volontari dell'Enduro Motor Valley

Quale miglior modo di festeggiare il 25 aprile, Festa della Liberazione, che dedicare la giornata al recupero di antichi sentieri sulle nostre colline, teatro di aspre battaglie proprio durante la Seconda guerra mondiale? I volontari di Enduro Motor Valley si sono così dati da fare per continuare l’opera di aprire il sentiero che dal rio della Caspa si inoltra nel rio di Gaggio. «Il sentiero, ora scomparso, correva lungo il rio e congiungeva la valletta a lato di monte Cappello con il fondovalle e quindi con Fontanelice – spiega Giorgio Bambini, che è anche socio Cai -. Ci sono ancora i resti di un piccolo ponte in muratura e di una diga in sasso. Purtroppo decenni di abbandono hanno cancellato questo sentiero ed il rio è pericolosamente ingolfato di alberi crollati e frane che formano delle pericolose dighe che possono saltare in occasione di piene del torrente».

Uno dei volontari che ha seguito soprattutto la messa in sicurezza del torrente è Simone Zaniboni di Imola, bagnato fino al collo, ma soddisfatto del lavoro. «L’intervento di oggi conclude un periodo molto impegnativo per noi, le nevicate dell’inverno scorso ci hanno obbligato a lavorare praticamente tutti i fine settimana per riaprire i percorsi».

r.c.

Nella foto: volontari al lavoro

Festa della Liberazione… dei sentieri montani scomparsi con i volontari dell'Enduro Motor Valley
Economia 28 aprile 2018

Marco Martelli, l’agricoltore che sostituisce l’albicocco con l’aronia

Per Marco Martelli, dell’Azienda agricola Martelli e Renzi, il futuro si chiama aronia. Nel maggio di un anno fa ha messo a dimora nel suo campo, lungo la strada che da Fontanelice conduce a Gesso, 2.400 piantine che da fine agosto in poi cominceranno a produrre piccoli frutti a grappolo, simili a mirtilli. «L’aronia è stata una meravigliosa sorpresa – racconta, mostrandoci le piante in procinto di fiorire -. Cresce in qualsiasi terreno e clima, non necessita di irrigazione, e, soprattutto, non è intaccata da patogeni, caratteristica molto interessante per la coltivazione biologica».

La scorsa domenica, in occasione della fioritura, Martelli ha aperto al pubblico la sua azienda. Per chi si fosse perso l’appuntamento, è prevista una replica domani, domenica 29 aprile, dalle ore 9 alle 13, previa prenotazione al numero 335/6577002. 

L’incontro con la pianta originaria del Canada e delle lande siberiane è avvenuto quasi per caso. «Da qualche anno – prosegue – stava diventando evidente che l’albicocca, nostra maggiore coltura, stava entrando in crisi strutturale, perché il miglioramento genetico ha reso vocate zone che prima non lo erano. Per sostituire l’albicocco abbiamo preso in considerazione diverse possibilità: dal castagno, al mandorlo a guscio morbido, dalla cotogna al bambù. Abbiamo anche deciso di realizzare un laboratorio aziendale per trasformare frutta fresca in confetture, sciroppati e succhi». Da qui la scelta di cominciare a coltivare anche piccoli frutti, oltre a ciò che produciamo già ovvero kiwi, susine, cotogne, zucche cedrine. E l’aronia.  

Su internet Martelli ha poi individuato il primo e oggi principale produttore italiano, la “4 Principia rerum” in provincia di Gorizia, che nel 2015 ha avviato la coltivazione su 11 ettari. Ha visitato il sito produttivo e ha raccolto informazioni anche sulle proprietà di questo frutto. «Ha tutte le caratteristiche del vino rosso, con il vantaggio di non contenere alcol – sintetizza, entrando poi nel dettaglio -. E’ ricco di antiossidanti, polifenoli, flavonoidi e antociani, che lo rendono uno tra i più potenti anti-età esistenti in natura; ha effetti gastroprotettivi, epatoprotettivi e antinfiammatori; contiene vitamina C e K, che rafforzano il sistema immunitario, abbassano il colesterolo e migliorano la pressione sanguigna. Purifica il tratto urinario ed è più efficace dei mirtilli nel trattamento delle infezioni. Ha inoltre grandi quantità di fibre in grado di combattere stitichezza, emorroidi e di ripulire il colon». Non a caso l’aronia rientra nella categoria dei cosiddetti «superfood», prodotti ricchi di nutrienti, che di solito si trovano in commercio abbinati ad altri frutti. Una nota catena della grande distribuzione, ad esempio, propone il mix aronia, more di gelso e rabarbaro essiccati.  

«Sono stato il primo a coltivare l’aronia in Emilia Romagna» sottolinea. E ci fa assaggiare il risultato, sia sotto forma di frutta secca sia di succo, come quello che intende iniziare a produrre dal prossimo autunno. E’ una bevanda dall’intenso colore rosso rubino; il sapore è leggermente amarognolo e al tempo stesso zuccherino, ma gradevole e dissetante, con un vago sentore di tabacco. «E’ il tannino» spiega Martelli.  

La scorsa estate il coltivatore ha anche avuto modo di testare la resistenza della pianta alla siccità. «Ho fatto solo qualche irrigazione di soccorso, ma ho notato che non ha avuto grossi problemi. Inoltre, in un primo tempo mi era stato detto che cresce meglio all’ombra; in realtà l’ombra non serve. Da fine agosto per tre mesi circa produce il frutto. Ho fatto anche le prove di conservazione e fuori frigo si mantiene anche per cinque mesi, un po’ come l’uva passa». L’arbusto varia da un’altezza di mezzo metro a un metro circa.

Il prossimo passo sarà cominciare a produrre anche confettura con il raccolto dell’annata 2018, nel laboratorio di trasformazione, avviato a fine dicembre utilizzando un contributo pubblico. «Grazie alla tecnologia della cottura in depressione, a 60 gradi anziché a 100 – dice mostrandoci l’ipianto – non usiamo pectina e le proprietà della frutta si mantengono meglio. Inoltre, siamo autosufficienti dal punto di vista energetico. La caldaia a legna esterna produce il vapore e i pannelli fotovoltaici l’energia elettrica necessari».  (lo.mi.) 

L’articolo completo su “sabato sera” del 26 aprile.

Nella foto Marco Martelli nel suo campo di aronia

Marco Martelli, l’agricoltore che sostituisce l’albicocco con l’aronia
Cultura e Spettacoli 3 aprile 2018

Sagra della Pié fritta, migliaia di persone hanno invaso il centro storico e l'asinodromo. IL VIDEO

La 62^ edizione della Sagra della Piè fritta di Fontanelice ha fatto il pieno. Complice la bella giornata di sole a Pasquetta migliaia di persone hanno animato il centro storico e l”asinodromo, teatro dell”esilante corsa dei somari presentata dal comico Andrea Vasumi.

Il palio è stato vinto dal borgo Parioli con il somaro Giuliano cavalcato da Homer e Bart, sul podio anche Posseggio-Santa Margherita con Fontana Heard guidato da Luca ed Emanuele e, terzo, Fornione con il somaro Turbo. «Sono stati distribuiti oltre dodici quintali di croccante Piè fritta – ha dichiarato il sindaco di Fontanelice Athos Ponti – ed è stata l”edizione più partecipata dell”ultimo decennio. Anche le numerose bancarelle, spostate dalla via Montanara, hanno riscosso consensi».

r.c.

Nella foto: la tradizionale Piè fritta

Sagra della Pié fritta, migliaia di persone hanno invaso il centro storico e l'asinodromo. IL VIDEO

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