Imola

Cultura e Spettacoli 11 novembre 2018

Le antiche tradizioni del mese di novembre, tra festività religiose, credenze popolari e piatti tipici

Il primo giorno di novembre, Ognissanti, è una grande festività religiosa dedicata a tutti i santi, ma nella tradizione pagana (Romagna, terra celtica) si festeggiava il Capodanno, col ritorno sulla terra dei defunti. I Celti erano un popolo dedito all’agricoltura e alla pastorizia per cui la fine dell’estate, con la fine dei raccolti, diventava anche la fine dell’anno: la fine di una stagione per iniziarne una nuova: l’inizio dell’anno nel calendario contadino.

Quando la Chiesa impose le proprie regole e il proprio calendario liturgico, dedicò il giorno 1 ai Santi e il 2 alla commemorazione dei defunti. E’ rimasta però l’usanza pagana di fare opere di bene in memoria dei defunti e cioè la «fava dei morti». Un tempo si cuocevano fave, ceci, fagioli e lupini da mangiare in famiglia e da offrire ai poveri che quel giorno chiedevano l’elemosina, la carité di mort, e che in cambio dicevano preghiere per i defunti della famiglia.

La mattina del giorno dei morti i bambini dovevano alzarsi presto per andare al cimitero, perché dopo i genitori dovevano lavorare. Partivano da casa che era ancora buio, con tanta voglia di dormire ancora, ma li consolava l’idea che tra le bancarelle dei fiori c’era spesso qualcuno che vendeva castagne, brustulline e lupini. Nelle campagne c’era poi un’usanza molto antica, quella di rifare i letti con lenzuola pulite perché i defunti, così voleva la tradizione, per un giorno sarebbero ritornati sulla terra fra i loro cari, sarebbero ritornati a riposare nei loro letti.

Sarebbero ritornati a visitare le loro case e allora occorreva lasciare anche la tavola apparecchiata e il fuoco acceso, perché potessero mangiare e riscaldarsi. I Celti credevano infatti che alla vigilia di ogni nuovo anno il Signore della Morte, il Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e che tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese e quindi fosse permesso al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. Un’antica usanza di questo periodo dell’anno è dunque quella delle «fave dei morti», che si riallaccia probabilmente alla cultura dei Celti. Ma perché proprio il nome «fava»? Che cosa ha a che fare questa pianta erbacea leguminosa, coi dolci e con quei biscotti che troviamo in questi giorni nelle botteghe dei fornai, nelle bancarelle dei mercati e naturalmente nelle case dove ancora vi è l’usanza di fare i dolci?

La fava è una specie erbacea, originaria dell’Asia occidentale, coltivata per i semi, utilizzati a scopo alimentare e consumati soprattutto freschi, crudi o cotti. E’ una pianta annuale diffusa anche nella pianura Padana, seminata generalmente in marzo e raccolta in estate. Secondo gli antichi, le fave, quelle vere, i semi commestibili di color verdastro, contenevano le anime dei morti, quindi erano cibo di rito nella ricorrenza. Presso i Romani le fave erano sempre presenti nei conviti funebri, cotte nell’acqua con l’osso di prosciutto. La fava si offriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose. I fiori della fava erano considerati un segno lugubre e le fave, i semi, soprattutto quelli neri, erano considerati un’offerta funebre. Gli Egizi invece consideravano questo legume cosa immonda, quindi non la mangiavano e nemmeno osavano toccarla. (ve.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Le antiche tradizioni del mese di novembre, tra festività religiose, credenze popolari e piatti tipici
Sport 10 novembre 2018

Calcio serie C, alla scoperta dell'allenatore in seconda dell'Imolese Massimiliano Sigolo

«Max, vieni con me a Imola?». Saranno state più o meno queste le parole con le quali Alessio Dionisi avrà proposto a Massimiliano Sigolo di seguirlo all’Imolese, riproponendo quel binomio che a Borgosesia, un paio di anni prima, aveva portato i piemontesi a sfiorare una clamorosa promozione in serie C. «Giocavo a calcio in Eccellenza a Gattinara, nel vercellese – comincia così la chiacchierata con Max, allenatore in seconda dell’Imolese – e nel frattempo studiavo scienze motorie: una volta laureato, ho cominciato come preparatore atletico, appendendo le scarpe al chiodo. Mi contattò Di Battista, direttore sportivo del Borgosesia, ed accettai la proposta: facevo il vice allenatore e il preparatore atletico e lì ho conosciuto Alessio. Quella squadra partì un po’ come l’Imolese, con tanti giovani e senza ambizioni di vittoria del campionato»

Dionisi poi è andato al Fiorenzuola…

«Ma io non l’ho seguito, perché lo scorso anno, con la nascita di mia figlia, per me non era possibile spostarmi da Biella e così sono rimasto al Borgosesia, lavorando nel frattempo anche in una palestra. Con Alessio ci sentivamo comunque un paio di volte a settimana e quando mi ha detto se volevo seguirlo all’Imolese sul momento sono rimasto spiazzato: ne ho parlato con mia moglie e 2 ore dopo ho accettato».

La coppia Dionisi – Sigolo si è ricomposta ed i primi mesi in rossoblù sembrano riproporre lo stesso bel film proiettato nel «piccolo cinema» di Borgosesia due stagioni fa.

«L’Imolese vuole crescere, come vogliamo crescere Alessio ed io: lui è una persona molto testarda in ciò che fa, un vero e proprio toscano sotto questo punto di vista. Sa quello che vuole e si pone obiettivi quotidiani che vuole raggiungere a tutti i costi, è un tipo molto competitivo e vuole vincere ogni sfida».

Com’è in panchina?

«Non se la prende mai con gli arbitri, vive molto la partita ma non trascende mai e non si nasconde dietro agli episodi arbitrali per analizzare una gara. Su molte cose è molto scaramantico, però non ha riti particolari prima della partita. Per quel che riguarda il campo, lo vedrete in pantaloni corti finché le cose andranno bene ed il meteo lo permetterà, poi quando arriverà il freddo passerà ai pantaloni lunghi e ad uno smanicato».

Dopo due allenatori «fumantini» come Pagliuca e Baldini ed uno «serafico» come Gadda, l’impressione dalla tribuna è che Dionisi sia il giusto compromesso.

«Se c’è qualcosa che non va lo fa capire alla squadra senza darlo a vedere all’esterno, siamo noi dello staff quelli con cui magari si sfoga: io per il ruolo ed il rapporto che ho sono un po’ il suo sacco delle botte, ma ci sta. Il secondo deve prendere le arrabbiature del mister e confrontarsi con lui».

Durante la settimana?

«Capita ogni tanto che ci sfidi sul campo: lì massacra tutti, tecnicamente Alessio è sempre stato molto forte e non c’è una volta che si riesca a batterlo. Fuori dal campo, invece, è una persona squisita, un ragazzo molto umile con il quale mi trovo a meraviglia». (Andrea Mirri)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 novembre.

Nella foto (Isolapress): il vice allenatore dell”Imolese Massimiliano Sigolo

Calcio serie C, alla scoperta dell'allenatore in seconda dell'Imolese Massimiliano Sigolo
Sport 10 novembre 2018

Basket C Gold, sconfitta inaspettata per la Vsv Imola a Bertinoro

Sconfitta inaspettata per la Virtus Vis Spes Imola nella sesta giornata di campionato. A Bertinoro finisce 63-55 per i padroni di casa che così in classifica raggiungono proprio i gialloneri a quota 6 punti. 

Imola vive solo nei punti di Zhytaryuk (doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi), Aglio e Percan. Dietro di loro… il vuoto. Bertinoro allora ne approfitta e mette in campo la sua arma migliore, ovvero una difesa aggressiva che incanala il match verso punteggi bassi. Dopo un primo quarto equilibrato (16-14 per i forlivesi), nel secondo parziale i gialloneri soffrono terribilmente a canestro, arrivando all”intervallo con soli 8 punti segnati (34-22). Il terzo periodo vede i ragazzi di Tassinari mettere in campo l”orgoglio e tutta la loro qualità, dopo essere andati a -18 al ventiduesimo minuto, rimettendo il match sui binari giusti all”ultimo riposo (47-45). Nel quarto parziale, però, le medie al tiro imolesi crollano nuovamente e Bertinoro porta così a casa un successo tanto insperato quanto fondamentale.

Per la Vsv non ci sarà nemmeno l”occasione a breve per rifarsi visto che dovranno osservare due turni di riposo, prima di tornare in campo il 2 dicembre al Ruggi nel derby contro Castel Guelfo. (d.b.)

Tabellino

Bertinoro-Npc 63-55 (16-14, 34-22, 47-45)

Bertinoro: Frigoli 13, S. Ravaioli 3, Bravi 6, Ricci 11, Bracci 16, Cristofani 5, M. Ravaioli, Em. Solfrizzi 1, En. Solfrizzi 2, Squarcia, Dilas 6, Flan. All. Tumidei.

Imola: Dal Fiume 2, Nucci 3, Percan 21, Zhytaryuk 12, Aglio 15, Turrini ne, Murati ne, Casadei ne, Magagnoli 2, Giuliani, Dalpozzo. All. Tassinari.  

Foto tratta dal sito della Virtus Vis Spes Imola

  

Basket C Gold, sconfitta inaspettata per la Vsv Imola a Bertinoro
Sport 10 novembre 2018

Futsal B, alla Cavina non c'è storia e l'Imolese Kaos mantiene l'imbattibilità

Questa Imolese Kaos non conosce ostacoli e anche oggi conquista l”intera posta in palio, superando alla Cavina 10-3 il Cornedo (4 Liberti, 3 Tiago, doppietta di Gabriel e rete di Bueno). I rossoblù, quindi, dopo sei giornate guidano la classifica a punteggio pieno con 18 punti. Dietro solo il Miti Vicinalis tiene il passo a -2, mentre il Maccan Prata perde ulteriore terreno. 

La squadra di Carobbi tornerà in campo martedì 13 (ore 19) in casa per il terzo turno di Coppa della Divisione. Avversaria il Rieti, formazione di serie A che ha tra le sue fila l”ex Ic Futsal Marcio Borges. Sabato prossimo, invece, il campionato di B osserverà un turno di riposo (Vignoli e compagni sfideranno il 24 in trasferta il Pordenone) ma l”Imolese, in caso di vittoria contro i laziali, sarà impegnata a Massa Carrara contro i padroni di casa per gli ottavi di finale della manifestazione. (d.b.)

Tabellino

Imolese Kaos-Cornedo 10-3 (p.t. 6-2)

Imolese: Spadoni, Gabriel, Tiago, Castagna, Vignoli, Baroni, Salas, Bueno, Michelotto, Juninho, Paciaroni, Liberti. All. Carobbi.

Cornedo: Petkovic, Sbicego, Gonzato, Zanotto, Radujkovic, Aalders Marciano, Concato, Suksomkorn, Aalders Marinio, Rubega, Boscaro, De Chiara. All. Albertini.

Marcatori: 5” p.t. Gabriel (I), 6” Tiago (I), 7” Aalders (C), 9” Tiago (I), 12” Tiago (I), 12” Liberti (I), 13” Liberti (I), 15” Radujkovic (C), 1” s.t. Gabriel (I), 9” Bueno (I), 10” Liberti (I), 11” Liberti (I), 15” Sbicego (C).

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Imolese Kaos): Gabriel

Futsal B, alla Cavina non c'è storia e l'Imolese Kaos mantiene l'imbattibilità
Cronaca 10 novembre 2018

Operazione antidroga all'Alberghetti di Imola, trovati tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello

Il ritrovamento di tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello sono stati il risultato dell”operazione antidroga messa in atto dalla polizia di Imola per cercare di contrastare il consumo di stupefacenti tra gli adolescenti.

Il blitz è scattato ieri mattina, intorno alle 10, quando gli agenti si sono presentati all”Istituto professionale Alberghetti in viale Dante, in accordo con la dirigenza scolastica, insieme alle unità cinofile provenienti da Bologna e al cane Iago, pastore nero specializzato nel fiutare tracce di droga. Per prima cosa sono state fatte sgomberare le aule in modo che gli agenti potessero controllare liberamente tutti i locali, compresi gli zaini e gli effetti personali degli studenti. L”ispezione, in un secondo tempo, si è spostata anche nei bagni della scuola e negli spazi esterni. E” proprio nel bagno che il fiuto di Iago ha permesso di individuare uno dei tre trincia tabacco, mentre gli altri due sono stati trovati in giardino sotto le finestre delle aule. Uno spinello, invece, è stato recuperato sul davanzale di un”altra finestra.

Dopo circa un”ora il blitz è terminato e non risultano esserci indagati dal momento che non si può risalire ai possessori delle sostanze ritrovate. Non è un caso, però, che l”ispezione sia arrivata poche settimane dopo l”arresto del 30enne residente a Imola trovato in possesso di 17 chili tra hashish e marijuana (leggi la news) che probabilmente da lì a poco sarebbero stati immessi sul mercato, soprattutto tra i giovanissimi. Anche per questo motivo le forze di polizia assicurano che servizi di questo tipo proseguiranno nelle prossime settimane anche in altri istituti scolastici imolesi. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): un momento del blitz di ieri mattina all”Alberghetti di Imola

Operazione antidroga all'Alberghetti di Imola, trovati tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello
Sport 10 novembre 2018

Basket A2, il doppio ex Giacomo Sgorbati presenta il derby Le Naturelle-Ravenna

Il derby tra l’Andrea Costa e Ravenna è stato il suo pane nelle ultime tre stagioni, ma domenica 11 novembre lui non ci sarà e per quest’anno al «Ruggi» non ci metterà piede. Il 21enne imolese Giacomo Sgorbati ora gioca con la Fortitudo, ma nel 2015/16 vestì la maglia biancorossa e nelle due successive quella ravennate. Forse quello di domenica, tra Naturelle e OraSì, sarà un po’ il suo derby, anche se lui sarà sul campo del «palaBanca» di Piacenza con le Aquile bolognesi. «Definirlo il mio derby – ribatte Jack – è un po’ eccessivo, anche se sono state due squadre importanti (tra l’altro una della mia città) in cui ho giocato».

Chi è favorito?

«E’ impossibile dirlo, perché il campionato è altamente competitivo e poi tutte le sfide tra Imola e Ravenna sono sempre match molto tirati».

A cosa possono ambire le tue «ex»?

«Sono due piazze importanti e credo che possano puntare entrambe ai play-off».

A tre anni di distanza quali sono i tuoi ricordi della stagione a Imola?

«Sono tutti positivi, anche perché è stata una delle annate più belle della storia recente dell’Andrea Costa. Abbiamo raggiunto un traguardo inaspettato e, per me che ero alla prima stagione nel grande basket, è stato doppiamente importante».

E dei due anni a Ravenna cosa ricordi?

«Anche quelle sono state due annate da segno più, in particolare la prima, dove andammo oltre le aspettative. Forse siamo andati un po’ peggio l’anno scorso, quando abbiamo mancato i play-off, anche se poi abbiamo raggiunto le finali di Coppa Italia». (Piero Petrini)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 novembre.

Nella foto (Isolapress): Giacomo Sgorbati in maglia Fortitudo

Basket A2, il doppio ex Giacomo Sgorbati presenta il derby Le Naturelle-Ravenna
Sport 10 novembre 2018

Basket C Gold, si avvicina il rientro di Daniele Casadei dopo l’infortunio: «Voglio tornare da protagonista»

Il 10 maggio, esattamente sei mesi fa, il crac al ginocchio sinistro durante gara-2 della semifinale play-off persa contro Ozzano, poi un susseguirsi di visite ed esami fino all’operazione al crociato del 16 giugno scorso e la lunga riabilitazione. Ora però l’attesa per rivedere Daniele Casadei in campo con la canotta giallonera è finalmente ai titoli di coda, per la gioia anche di coach Tassinari che ritroverà così il suo leader più carismatico. «L’intervento è riuscito perfettamente – spiega il lungo imolese -. Il dottor Lelli che mi ha operato è un luminare, oltre ad essere molto conosciuto nell’ambiente della pallacanestro».

Il bello (o il brutto dipende dai punti di vista) arriva però dopo.

«Il percorso di riabilitazione è lungo e tortuoso e con pochissimo tempo libero. Affidarmi alle cure dell’Isokinetic di Bologna, comunque, è stata la scelta migliore».

Sei in linea con la tabella di marcia prevista?

«I tempi clinici sono di 5-6 mesi, quindi direi di sì. Cinque anni fa mi operai al ginocchio destro ma, un po’ per l’età e un po’ per lo status da professionista, tornai in campo dopo soli 4 mesi. Finora mi sono aggregato al gruppo solo in qualche seduta atletica, ma nella pausa proverò anche qualche situazione di gioco». 

Hai cerchiato in rosso una data per l’esordio?

«Se tutto andrà come nelle previsioni sarà il 16 dicembre al Ruggi contro Ferrara».

Infortunato ma fin da agosto una presenza fissa nello spogliatoio e in panchina.

«Devo ringraziare la società che mi ha permesso fin da subito di far parte del gruppo, anche se è una tortura stare a bordo campo e non poter entrare».

Un’agonia che sta per finire…

«Non vedo l’ora, ma con il mio rientro serviranno aggiustamenti tecnico-tattici nel quintetto. So di essere una presenza ingombrante, ma dovremo essere bravi tutti a creare i giusti equilibri. Fin dal primo giorno mi hanno ripetuto che sarò un importante rinforzo invernale.».

Ora puoi dirlo. Hai mai pensato di appendere le scarpe al chiodo?

«Quando attendi l’esito della risonanza ti assalgono mille pensieri, compreso questo. Per fortuna è durato poco, sia per la mia voglia di tornare in campo che per la fiducia dimostratami dalla società. A 37 anni suonati credo di avere ancora qualcosa da dare al basket».

Pensi di essere ancora un valore aggiunto per questa squadra?

«L’inizio magari sarà difficoltoso e la tenuta atletica non sarà ottimale, ma di sicuro non giocherò in maniera remissiva. Voglio tornare da protagonista senza essere un peso, sperando che il mio fisico me lo conceda». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 novembre.

Nella foto (Isolapress): Daniele Casadei

Basket C Gold, si avvicina il rientro di Daniele Casadei dopo l’infortunio: «Voglio tornare da protagonista»
Cultura e Spettacoli 10 novembre 2018

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso

E” in programma oggi 10 novembre, dalle 16 alle 18, una conferenza nella chiesa dell”Osservanza a Imola, con l”obiettivo di presentare il libro sulla storia del complesso monumentale e fare il punto sui lavori presenti e futuri.

La prima parte, dopo i saluti delle autorità, è dedicata alla presentazione del «Libro ove saranno notate le cose degne di memoria di mano in mano dalli reverendi padri Guardiani pro tempore per notizia de’ posteri, appartenenti a questo convento di Santa Maria delle Grazie, detto volgarmente dell’Osservanza dei padri Minori Osservanti ora Riformati di San Francesco, cominciando dall’anno 1466, in cui li sudetti religiosi furono chiamati in Imola», curato da Riccardo Pedrini, archivista Provincia di Sant’Antonio Ofm e pubblicato dall”editrice Il nuovo diario messaggero. La presentazione è introdotta e moderata dal vicedirettore dell”Archivio Diocesano, Andrea Ferri.

Nella seconda parte si procederà, invece, all”illustrazione dello stato dei lavori di recupero del complesso. Attualmente è in corso un intervento sul primo chiostro e sul santuario che contiene l”immagine della Madonna delle Grazie, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Nel chiostro si sta procedendo al ripristino dell’intonaco, alla tinteggiatura e all’installazione di una illuminazione mirata a valorizzare al meglio le lunette affrescate, mentre nel santuario sarà realizzato un nuovo impianto di riscaldamento. Nell”occasione si farà il punto anche sui finanziamenti, tra i quali figura un cospicuo contributo concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

La parte dedicata ai lavori sarà aperta dal saluto del parroco di San Cassiano all’Osservanza, canonico Emilio Moretti, che lascerà poi la parola al canonico Antonello Caggiano Facchini, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, a Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza e a Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori delle opere di restauro.

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso
Cronaca 9 novembre 2018

Il 16 novembre serata CooperAttivaMente sul processo Aemilia con Elisabetta Marchetti, neo referente di Libera

Passaggio di consegne per il presidio di Libera del circondario imolese intitolato ad Alberto Giacomelli, giudice trapanese ucciso dalla mafia il 14 settembre 1988. Dal 30 ottobre la nuova referente è Elisabetta Marchetti, che subentra a Edoardo Lambertucci, tra i fondatori del presidio locale, che comprende i dieci comuni del territorio imolese.

La prima uscita pubblica della neo referente sarà venerdì 16 novembre, alle 18, alla sala delle Stagioni (via Emilia 25, Imola) in occasione dell’iniziativa «Libera contro le mafie – Processo Aemilia – Mille anni di condanne, e ora?», promossa da Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega nell’ambito della rassegna Coope-rAttivaMente.

Proprio dalla sentenza del processo Aemilia, pronunciata nei giorni del-la sua elezione, esordisce Elisabetta Marchetti.«E’ una sentenza storica che con-ferma che la ‘ndrangheta emiliana è una realtà criminale, radicata profondamente nella nostra regio-ne. Libera ha presenziato a tutte le udienze portando oltre tremila giovani perché è importante conoscere, esserci fisicamente e non lasciare sola la magistratura».

Nel suo precedente incarico come assessora alla Legalità del Comune di Imola aveva lavorato attivamente sulle tematiche care a Libera. Quanto conta il ruolo degli enti locali nel combattere le infiltrazioni mafiose e come possono fare per rendere ancora più efficace la loro azione in favore della legalità?
«Le mafie si nutrono di indifferenza, silenzio ed omertà – sottolinea Marchetti -. Ogni ente locale deve dare voce ai valori della legalità e del bene comune, promuovere una cittadinanza attiva su questi temi, non lasciare sola la magistratura e le forze dell’ordine. Per questo il Comune di Imola nel 2014 si costituì parte civile nel processo Black Monkey che, nel 2017, ha anche riconosciuto all’Amministrazione comunale un risarcimento di 300 mila euro. L’ente locale ha il dovere di tenere alta la guardia e deve avere il coraggio di schierarsi dalla parte della giustizia e della legalità. Riteniamo importante la collaborazione di Libera con le nostre amministrazioni comunali, in particolare sul contrasto al gioco d’azzardo e la promozione dei campi estivi di impegno e formazione sui beni e terreni confiscati alle mafie. In tal senso auspichiamo che i progetti portati avanti con il Comune di Imola possano proseguire».

Che differenza c’è tra la mafia del nord e quella del sud?
«Le mafie sono organizzazioni che adattano i propri metodi alle caratteristiche del territorio dove operano, vanno dove c’è il denaro e quindi nel nord i modi di agire violenti sono sostituiti da corruzione e infiltrazioni nel mondo economico – è l’opinione della referente di Libera -. Lo stesso presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, all’indomani della sentenza Aemilia, riconosceva che, in passato, il problema che ha impedito a lungo di identificare la presenza della mafia al nord è stato ricercarla con gli stessi criteri applicati al sud, quindi omicidi ed estorsioni. Mentre al nord le mafie hanno sempre cercato di non essere visibili e dunque con meno delitti violenti si sono nascoste dietro la circolazione del denaro».

Quali sono le attività del presidio imolese di Libera per i prossimi mesi?
«In queste settimane – conclude Marchetti – siamo impegnati nel programmare le attività di formazione che realizziamo nelle scuole del circondario imolese e che ci fanno incontrare circa mille giovani e giovanissimi ogni anno e nel programmare le iniziative che realizzeremo in diversi Comuni del circondario e le aperture della biblioteca della legalità “Alberto Giacomelli” in via Emilia 69, a palazzo Monsignani. Questo sarà uno spazio aperto e a disposizione della cittadinanza dedicato ai temi dell’antimafia e alla promozione di una cultura della legalità». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto Elisabetta Marchetti

Il 16 novembre serata CooperAttivaMente sul processo Aemilia con Elisabetta Marchetti, neo referente di Libera
Sport 9 novembre 2018

Basket A2, anche il marchio Tig sulla maglia da gioco de Le Naturelle Imola

Aumentano gli sponsor sulla maglia de Le Naturelle Imola Basket. E” notizia di oggi, infatti, che sulla canotta biancorossa sarà presente anche il marchio della Titanium International Group Srl, prima società  italiana specializzata nello stoccaggio e distribuzione di titanio per l”industria aeronautica con sede a Sala Bolognese che, comunque, da anni è al fianco dell”Andrea Costa. (d.b.)

Nella foto (dalla pagina facebook della società di via Valeriani): Fultz e Simioni

Basket A2, anche il marchio Tig sulla maglia da gioco de Le Naturelle Imola

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