Imola

Cultura e Spettacoli 10 luglio 2018

La Filarmonica Toscanini salirà sul palco della Rocca per il primo evento dell'Erf a Imola

Dopo l”inaugurazione di questa sera a Forlì e lo spettacolo di domani a Cesenatico, l”Emilia Romagna Festival arriverà a Imola con il suo terzo appuntamento giovedì 12 luglio alle 21.30, quando alla Rocca sforzesca si esibirà la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Alpesh Chauhan. Si tratta di un ritorno, dopo il successo ottenuto lo scorso anno a luglio. Questa volta la Filarmonica proporrà un programma che prevede: Ruy Blas Overture op. 95 di Felix Mendelssohn Bartholdy, Preludio Atto I e Preludio Atto III da La Traviata di Giuseppe Verdi, Sinfonia da Semiramide di Gioachino Rossini, Sinfonia n. 4 in La Maggiore “Italiana” op. 90 di Felix Mendelssohn Bartholdy.

«La Filarmonica Toscanini, che ha la sua sede a Parma, è il punto d’eccellenza dell’attività produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella più che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le proprie radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36 e per i quarant’anni successivi ai vertici delle capacità esecutive nazionali – si legge nel sito dell”Emilia Romagna Festival -. Oggi una delle più importanti orchestre sinfoniche italiane, la Filarmonica si è esibita sotto la guida di direttori del calibro di Charles Dutoit, Eliahu Inbal, Lawrence Foster, Rafael Fruhbeck de Burgos, Gianluigi Gelmetti, Michail Jurowski, Dmitrij Kitajenko, Yoel Levi, Lorin Maazel, Kurt Masur, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Jeffrey Tate e Yuri Temirkanov».

Alpesh Chauhan è stato nominato direttore principale da settembre 2017. Chauhan è stato assistant conductor alla City of Birmingham Symphony Orchestra dal 2014 al 2016 dopo esserne stato in precedenza il primo conducting fellow. Nell’estate 2016 ha fatto la sua prima apparizione ai Bbc Proms dirigendo due dei Ten Pieces Concerts con la Bbc Philharmonic Orchestra sulla scia del film Ten Pieces Secondary che aveva registrato con l’orchestra nell’estate 2015. Nel novembre 2016 ha fatto il suo debutto negli Usa con l’Alabama Symphony Orchestra e nel gennaio 2017 ha diretto per la prima volta la London Symphony Orchestra al Barbican Centre. La carriera di Alpesh include sino ad oggi concerti con la Netherlands Symphony Orchestra, con la Bbc Symphony, Bbc Scottish, Bbc Philharmonic, Kymi Sinfonietta e con le orchestre dell’Opera National de Lorraine, del Teatro Carlo Felice di Genova, del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro Petruzzelli di Bari.

Biglietti: I e II settore 12 euro, III settore 8 euro. Gratuito fino a 10 anni. Info: 0542/25747.

Nella foto la Filarmonica Toscanini alla Rocca di Imola nel luglio 2017 (Isolapress)

La Filarmonica Toscanini salirà sul palco della Rocca per il primo evento dell'Erf a Imola
Cronaca 9 luglio 2018

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce

Uno degli sport utilizzati dal Cisped per abbattere il muro della disabilità è certamente il gioco delle bocce. Sono molte le persone, infatti, che, nonostante le difficoltà, passano le loro giornate alla Bocciofila di Imola e che hanno trovato in questa disciplina una seconda vita oltre che una nuova giovinezza. E’ il caso, ad esempio, della coppia formata da Daniele Cignani e Vincenzo Spinoccia che di recente a Piacenza, al termine della quinta prova sulle quattro a cui hanno preso parte, si sono laureati campioni regionali di bocce speciali.

Daniele Cignani, sessantenne faentino, ha scoperto di avere il Parkinson circa un anno e mezzo fa e, dopo essersi messo in contatto con l’associazione Attività parkinsoniane imolesi, da qualche mese ha potuto toccare con mano e vedere con i propri occhi un centro organizzato che offre la possibilità agli iscritti di svolgere numerose attività come la ginnastica, il nordic walking o la logopedia. «A Faenza purtroppo un servizio simile non esiste – spiega Cignani –. Lo sport, infatti, è fondamentale per non perdere il tono muscolare e così ho iniziato con le bocce.  Devo dire che mi sono piaciute subito e ora mi diverto da matti». Cignani andrà in pensione a gennaio dopo che la sua azienda, a causa anche della crisi, l’ha messo in mobilità, ma la sua forza d’animo e una volontà invidiabile non è diminuita nemmeno con il presentarsi di questa malattia degenerativa. «Vengo a Imola due volte a settimana per fare esercizi di ginnastica al palaRuggi, mentre in estate ci spostiamo al parco delle Acque Minerali – racconta -. E’ un po’ problematico per me spostarmi perché sono di Faenza, ma il mercoledì e il sabato mattina finita l’ora di lezione, dalle 8 alle 9, passo alla Bocciofila per allenarmi un altro paio d’ore. Di solito io vado a punto e lui boccia. Sicuramente Vincenzo è migliore di me, per adesso…».

Vincenzo Spinoccia, 52enne nativo di Siracusa ma residente a Imola da diciotto anni, infatti, è stato vittima nel 2014 di un infortunio sul lavoro, mentre era in un cantiere edile nel quale lavorava come muratore. «Mi reputo fortunato perché poteva andarmi molto peggio – dice –. Il colpo ricevuto in testa da una lamiera mi ha fatto perdere completamente l’udito nell’orecchio destro, oltre a provocarmi altri seri problemi come un forte disorientamento che, ancora oggi, ogni tanto si ripresenta. Inoltre, avevo smesso di uscire di casa, mi ero chiuso in me stesso e avevo perso il lavoro. L’Inail si è sempre dimostrata premurosa nei miei confronti, ma l’angelo che mi ha aiutato più di tutti è stata l’assistente sociale Mirella Geremia». Grazie a lei ha potuto avvicinarsi allo sport e all’importanza di svolgere attività fisica come terapia per uscire dal tunnel in cui era entrato. «Mi aveva consigliato il nuoto – ricorda -, ma il rumore già a bordo vasca non era compatibile con i miei problemi di udito. Allora ho tentato con il ping pong, ma le difficoltà di rimanere in equilibrio e i movimenti bruschi mi hanno fatto desistere quasi subito. Alla fine ho scoperto le bocce». Quello che all’inizio era un semplice svago ora è divenuta una grande passione che gli ha permesso di trovare alla Bocciofila una vera e propria famiglia. «Qui riesco a sfogare tutto quello che ho dentro trovando la giusta serenità – conclude -. Frequento i campi da quasi due anni e tutti i giorni gioco circa 4-5 ore. Svolgo anche un tirocinio grazie all’Ausl alla Bocciofila che mi ha aiutato a reintegrarmi nella società. Con le bocce, comunque, sono rinato, ho molta più fiducia in me stesso, mi sento qualcuno e sono orgoglioso di ciò che sono diventato».

Vincenzo Spinoccia, intanto, lo scorso 16 giugno ha vinto, in singolo, un torneo di preselezione nazionale a Padova. Il test in terra veneta è stato certamente utile in vista di una sua possibile partecipazione ai Campionati italiani in programma a Perugia a settembre e, perché no, anche ad una futura convocazione in maglia azzurra. Il suo compagno Daniele Cignani, invece, non era presente perché non affiliato né alla Fib (Federazione italiana bocce) né al Cip (Comitato italiano paralimpico), in quanto i parkinsoniani non rientrano nella categoria paralimpica.

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: la premiazione di Vincenzo Spinoccia e Daniele Cignani, campioni regionali di bocce speciali

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce
Cronaca 9 luglio 2018

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped

«Li guardi come si divertono, vogliamo riuscire ad organizzare sempre più eventi per loro». Traspare grande soddisfazione dalle parole di Domenico Camaggi quando dall’alto del suo ufficio presso il centro sociale Asbid Bocciofila segue alcune fasi del torneo per disabili organizzato a fine maggio sui campi di viale Saffi. Camaggi di recente è diventato il presidente dell’associazione di promozione sociale Cisped, acronimo di Coordinamento imolese sport paralimpici e disabilità, che ha sede proprio all’interno della Bocciofila. «L’associazione è nata il 27 dicembre del 2017, mentre in gennaio è stata riconosciuta formalmente dal Comune di Imola – ricostruisce Camaggi -. Il nostro fine è quello di promuovere, diffondere e facilitare l’accesso alle attività motorie e sportive delle persone con ogni tipo di disabilità».

Camaggi lo scorso anno aveva lanciato l’idea di trasformare la Bocciofila in un centro di avviamento allo sport paralimpico (Casp), un percorso lungo e un risultato tutt’altro che scontato, dato che in Italia sono appena 21 quelli riconosciuti dal Comitato italiano paralimpico (Cip). «Quello è uno step successivo, prima vogliamo sviluppare l’attività con i ragazzi e le persone disabili» spiega Camaggi. A Imola, dunque, siamo lontani dal sviluppare atleti come la schermitrice Bebe Vio oppure il pilota Alex Zanardi. Da qui la scelta di partire con la creazione del Cisped. Alla Bocciofila, e non potrebbe essere diversamente, il settore fin qui più sviluppato è proprio quello delle bocce. «Siamo partiti nel 2012 con sei persone seguite dal Centro di salute mentale dell’Ausl – ricostruisce Camaggi -. Poi se ne sono aggiunte altre riconducibili al progetto di socializzazione Usciamo insieme, al Centro italiano paralimpico e all’associazione Iniziative parkinsoniane imolesi. Negli ultimi due mesi, inoltre, abbiamo insegnato il gioco delle bocce a una decina di ragazzi disabili dell’istituto Paolini Cassiano. Complessivamente, sono una quarantina i disabili che hanno giocato a bocce con noi».

In base alla gravità della propria patologia, c’è chi si limita a fare qualche tiro e sfrutta l’occasione per socializzare, ma anche chi riesce a stimolare la concentrazione e l’equilibrio e chi, infine, è pronto per delle competizioni sportive. Il prossimo passo, motivo per cui è nato il Cisped, sarà «coinvolgere altre realtà sportive del territorio che metteranno a disposizione le proprie strutture per organizzare corsi per disabili» spiega Camaggi. Al più, per le famiglie ci sarà da pagare soltanto l’istruttore anche se, ad esempio, il prossimo corso di bocce che partirà in ottobre sarà gratuito. Ma per praticare quali sport un disabile può far riferimento al Cisped? «Alla Bocciofila abbiamo anche campi da tennis e biliardi e c’è una palestra – dettaglia Camaggi -. Per il resto, abbiamo rimesso in funzione i campi da bocce presso l’ospedale di Montecatone. Inoltre, abbiamo già stretto accordi per ping pong, nuoto, volley, scherma, arti marziali e atletica, ma stiamo preparando collaborazioni con società sportive anche per praticare basket, calcio, calcetto, ciclismo e tiro con l’arco».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: un momento del torneo dedicato ai disabili che si e’ svolto alla bocciofila in maggio

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped
Cultura e Spettacoli 9 luglio 2018

In attesa dei Joe Di Brutto, buono l'esordio al lungofiume de La Centrale (IL VIDEO)

Buono l”esordio della quinta edizione de La Centrale-Imola Summer Fest lo scorso 5 luglio, con tanta gente e tante birre.

Per il primo anno. infatti, l”evento organizzato dall”associazione culturale App & Down, nato a Montericco cinque anni fa, va in scena nell”area lungofiume, per un vero e proprio festival di diciotto giorni con musica e musical, spettacoli per grandi e piccoli, laboratori e mercatini d’artigianato e hand made, gastronomia e fiumi di birra.

Un grande impegno per gli organizzatori che, come già per le edizioni precedenti de La Centrale e per Natale Zero Pare, ha anche uno sfondo benefico. “Sosterremo il reparto neonatale dell’ospedale di Imola che necessita di un restyling bello e colorato per diventare più accogliente per i bambini e le famiglie che devono trascorrervi del tempo delicato”, aveva spiegato Giuseppe Bianco dell”associazione App & Down (qui l”intervista completa).

Come detto è ricco il programma della manifestazione che vede, fra gli altri ospiti, Gianluca Scintilla Fubelli (domani, martedì 10), Marco Travaglio con lo show Slurp (domenica 15), Morgan (martedì 17), gli Almamegretta (giovedì 19), Beppe Braida (domenica 22). Questa sera, invece, è la volta del concerto-spettacolo dei Joe Di Brutto.

Per chi c”era e per chi non c”era, ecco un po” di foto dalle prime serate de La Centrale, con le immagini di IsolaPress.

r.c.

In attesa dei Joe Di Brutto, buono l'esordio al lungofiume de La Centrale (IL VIDEO)
Sport 9 luglio 2018

Aperture autodromo, domani pista aperta per l'unico appuntamento della settimana

All’autodromo Enzo e Dino Ferrari proseguono le date di apertura al pubblico. Questa settimana, la pista sarà aperta domani, martedì 10 luglio, dove si potrà restare all’interno per 1 ora e 45 minuti, dalle ore 18.45 alle 20.30.

A meno di cambiamenti, nei mesi estivi non sono previste giornate intere. E’ ovviamente consentito l’accesso alla pista a piedi e con mezzi meccanici non a motore. (r.s.)

AGGIORNAMENTO: L”autodromo è aperto anche questa sera, lunedì 9 luglio, sempre dalle ore 18.45 alle 20.30. Ci scusiamo per la dimenticanza.

Nella foto: appassionati all”autodromo

Aperture autodromo, domani pista aperta per l'unico appuntamento della settimana
Sport 8 luglio 2018

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve

Terzo posto per Alessia Patuelli della Re Artù Factory Team che ieri, ai Campionati italiani Allieve disputati alle Terme di Comano (Trento), si è dimostrata una delle migliori cicliste del panorama nazionale nella sua categoria.

L”imolese, dopo quasi 58 km di corsa, era nel gruppo finale di sei atlete che si è giocato la vittoria in volata, ma si è dovuta arrendere sul traguardo arrivando alle spalle delle portacolori del Piemonte Camilla Eleonora Gasparrini e Sylvie Truc.

d.b.

Nella foto (dal sito dell”evento): Alessia Patuelli, la prima a destra, con la medaglia di bronzo

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve
Sport 8 luglio 2018

«La mia Africa», la famosa corsa Cape Argus raccontata dal giornalista-ciclista Nino Villa

Se non fosse avvincente e divertente – per un turista ciclista – non mi sarei unito per la quarta volta alla carovana organizzata da Tonino Scarpitti della www. giromondo.org per il Sudafrica. Reduce dal capodanno ciclistico in Marocco, in ebollizione per la preparazione del Giro di Sardegna dei cicloamatori a fine aprile ed in attesa dei primi iscritti del ciclogiro in Perù (Cuzco, Machu Picchu, lago Titicaca, Nazca dal 26 agosto all’8 settembre 2018) Tonino ha realizzato ancora un grande programma nella patria di Mandela. Dato che al Piratello non c’è il bancomat, ho deciso di spenderli tutti prima (gesti scaramantici poco fini…) ed è probabile che nel 2019 la Cape Argus mi riveda ancora alla partenza assieme ad altri 35.000 partecipanti.

Lunedì 5 marzo: incontri notturni a Dubai. All’aeroporto Marconi ci incontriamo con chi parte da Bologna: Carla da Trento che non ha portato la bici e Pierpaolo da Castel San Pietro ma originario di Castel Bolognese, pluri infortunato però con bici al seguito. E vai con Emirates. Incontro con gli altri a Dubai, di notte. Rita e Guido alla quarta apparizione, poi Tonino, Paolo che starà solo la prima settimana, Giorgio e Michela, Eliseo, Franco – con cui scambiamo ricordi e aneddoti del ciclismo anni ’40, ’50 e ’60 – e Vanda, Elena, due maratone di New York portate a termine.

Martedì 6 marzo: «sabato sera» per Mornè. A Cape Town ci aspetta Mornè, autista tuttofare. Ho nascosto per lui una bottiglia di rum nel portaborraccia: «For your birthday e perché l’anno scorso, al braai (braciolata sudafricana) ti abbiamo vuotato la cantina». Tonino traduce e l’abbraccio è allegro e sincero. Gli porto anche le pagine di «sabato sera» con la sua foto e il resoconto del 2017. Arriviamo al «Inn in the Square», albergo che ci ha ospitato altre volte e alcuni del personale ci salutano come vecchi amici. Soprattutto quelli del bar. Montaggio bici e buffet in loco, poi a nanna. Sono in camera con Pierpaolo ed iniziamo a sfidarci a base di citazioni dai «Sonetti romagnoli» di Olindo Guerrini: «Don Vituperi, e paroc di Tri Pont…».

Mercoledì 7 marzo. Non siamo a Cesenatico Il programma è quello di tutti gli anni: Gordon Bay e verso Ermanus su un percorso ondulato. Ci sono lavori di asfaltatura e qualcuno si ritrova con la bici incatramata. Provvederà Mornè a trovare un prodotto per la pulizia. Facciamo 60 km controvento incrociando alcuni gruppi in gara e molti in allenamento. Dopo l’annullamento dell’anno scorso sono tornati in tanti per fare la Cape Argus. Il ciclismo sudafricano è in grande crescita (le «Strade Bianche» di Selleri e il Palio del Recioto sono stati vinti da Stef De Bod, campione Under 23 su strada e a crono sudafricano) e anche l’organizzazione si sviluppa. Cena a Waterfront. Devo istruire i miei compagni che vogliono mangiare il pesce: non siamo a Cesenatico o Porto Corsini, al Capo l’unico pesce servito a tranci è il kingklip, molto buono, ma non ci sono ombrine, ricciole, branzini, orate. Io sto sul filetto di kudu, un’antilope, e i vini sono ottimi.

to be continued…

n.v.

Due pagine complete della quarta puntata del viaggio in Africa di Nino Villa su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: paesaggio sudafricano

«La mia Africa», la famosa corsa Cape Argus raccontata dal giornalista-ciclista Nino Villa
Cronaca 7 luglio 2018

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito

Nei giorni scorsi, a metà pomeriggio, la polizia municipale è intervenuta su richiesta di un cittadino per il rilievo di un incidente appena verificatosi in via I Maggio. Giunti sul posto gli agenti hanno accertato che trattava di un tamponamento tra due veicoli, fortunatamente senza lesioni per gli occupanti delle auto coinvolte. Il conducente dell’auto che aveva tamponato, un uno di 42 anni, era evidentemente alticcio. Alla domanda se avesse bevuto prima di mettersi alla guida, ha risposto “Solo un’aranciata…”.

A quel punto è stato comunque sottoposto alla prova dell’etilometro, utilizzando l’apparecchiatura in dotazione alla pattuglia dei carabinieri, giunta nel frattempo sul posto. L’esito della prova ha confermato i sospetti degli agenti della municipale, non solo, l’uomo è risultato avere nel sangue un tasso alcolemico 5 volte oltre il valore consentito (che è di 0,50 grammi per litro di sangue).

Il 42enne è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza con ritiro della patente di guida. La pena prevista, avendo l’uomo causato un incidente stradale,  è una multa da 3.000 a 12.000 euro e l”arresto da un anno a due anni. Sarà il giudice a stabilirlo. (r.c.)

Foto d”archivio

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito
Sport 7 luglio 2018

Judo, 7° posto per l'imolese Leonardo Carnevali agli Europei U18 di Sarajevo

Sarajevo chiama, Leonardo Carnevali risponde. Il 17enne atleta del Judo Imola, infatti, nello scorso week-end ha conquistato il 7° posto individuale agli Europei Cadetti (Under 18) nella categoria 90 kg della disciplina olimpica. Nonostante un sorteggio sfavorevole, Leonardo è riuscito subito, nel gruppo C, a superare con un Ippon (atterramento dell’avversario sulla schiena) ai tempi supplementari il turco Acet, prima di essere sconfitto dal russo Kanikovskiy, futuro campione continentale e testa di serie numero 3 del torneo.

A quel punto si è giocato il tutto per tutto per il bronzo e la vittoria contro il tedesco Mai, però, è stata vanificata dall’olandese Heeren che gli ha infranto, di fatto, il sogno di una medaglia. «Siamo molto contenti della sua gara – ha commentato Vito Ponzi, tecnico e presidente del Judo Imola – perché si sfidavano 28 dei migliori atleti europei ed è stato bravo a lottare per il podio». Peccato per il sorteggio non proprio fortunato. «Battere il turco è stato liberatorio perché era un po’ la sua bestia nera, mentre il russo Kanikovskiy ha dimostrato di essere tra i migliori nella categoria (6° nel ranking mondiale, nda)».

C’è, comunque, la sensazione, che il movimento italiano sia un po’ indietro rispetto ad altre realtà.

«Abbiamo conquistato un oro, quattro argenti e un bronzo e nel medagliere siamo finiti al terzo posto dietro a Russia e Francia (nella gara a squadra gli azzurri, invece, sono usciti al primo incontro contro la Georgia, nda). Noi come club facciamo i miracoli per portare gli atleti fino a qui, ora però questi ragazzi devono avere più possibilità per dimostrare il loro valore. In Italia c’è bisogno di una riorganizzazione sportiva ma forse rimarrà solo un sogno».

Adesso per Leonardo sarà tempo di vacanze o è già pronto per tornare sul tatami?

«Ora si dovrà riposare e, prima di pensare ad allenamenti e stage, dovrà studiare per recuperare una materia in cui è stato rimandato».

Intercettato telefonicamente sulla strada del rientro dalla Bosnia Erzegovina, anche Leonardo Carnevali ha voluto commentare questa bella avventura europea. «Sono felice – ha detto il judoka imolese – perché il livello era altissimo e questo risultato me lo tengo molto stretto».

Un incontro che ti ha bruciato più di tutti perdere?

«Il russo è un fenomeno e devo ammettere che non poteva finire diversamente, visto anche come ha massacrato poi tutti gli altri. Nel ripescaggio contro l’olandese, invece, c’è un po’ di rimpianto per essermi fatto fregare nonostante avessi lavorato molto su uno stile di judo simile».

d.b

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: il 17enne Leonardo Carnevali. Dietro di lui Vito Ponzi

Judo, 7° posto per l'imolese Leonardo Carnevali agli Europei U18 di Sarajevo
Cronaca 7 luglio 2018

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti

Hanno affrontato la prova di maturità assieme ai loro colleghi più giovani. Sono gli studenti «senior» del corso serale, che all’Istituto tecnico Alberghetti di Imola, consente anche agli adulti di ottenere il diploma di perito meccanico e meccatronico. Un percorso impegnativo, della durata di tre anni, che prevede una frequenza dal lunedì al venerdì dalle 18.20 alle 23. Tornare sui banchi di scuola, spesso a tanti anni dall’ultima volta e dopo una giornata di lavoro, dovendo in più conciliare lo studio con la famiglia, richiede forti motivazioni. I 17 studenti della 5ªAts hanno tutti alle spalle belle storie di tenacia e determinazione e a volte anche di volontà di riscatto. Perché, concordano tutti, «non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi e l’esperienza alla fine è gratificante, al di là dei sacrifici e dei voti finali». Prova ne è, che ancor prima degli esiti, stanno già arrivando proposte di colloqui di lavoro da parte di aziende e agenzie interinali in contatto con la scuola.

La quarta rivoluzione industriale, che sta già portando nelle imprese la digitalizzazione 4.0, costringerà sempre più persone a compiere percorsi di riqualificazione e a rimettersi in gioco anche in età matura. Abbiamo quindi scelto di raccontarvi le esperienze di alcuni di questi studenti modello.

Diplomarsi dopo i cinquant’anni.
Stefano Borsatti ha affrontato la prova di maturità a 52 anni. E’ lui il decano della classe. «Da ragazzo – racconta – avevo cominciato proprio l’Itis Alberghetti, ma ho abbandonato, scoraggiato dai voti e dalla (poca) voglia. Ho sempre fatto l’operaio e oggi sono capoturno alla Wienerberger di Bubano. Mi mancava però il diploma, per me era come un cerchio da chiudere».

L’ingegnere edile tornato alle superiori.
Nel curriculum del trentaduenne Davide Valente ci sono un diploma di maturità scientifica, una laurea in Ingegneria edile, esperienze presso uno studio di servizi per l’edilizia e un’impresa del bolognese, e oggi un lavoro nell’azienda meccanica di famiglia, che a Castel Bolognese produce cilindri oleodinamici. Qui si occupa di conformità prodotti e risorse umane. Nonostante questo, è tornato sui banchi di scuola per completare la sua formazione.

Geometra e meccanico dopo la libera professione.
Anche per il geometra François Bigarini, di 42 anni, la scelta di iscriversi al corso serale è conseguenza della crisi dell’edilizia. «Per anni ho svolto la libera professione con Partita Iva, ma specie negli ultimi tempi era diventato difficile proseguire su questa strada. Volevo specializzarmi nel disegno meccanico. Per me era impossibile accedere ai corsi di formazione professionale, giustamente riservati ai disoccupati, così, tre anni fa, ho deciso di intraprendere la strada più lunga e impegnativa e iscrivermi al corso serale».

Il percorso di chi voleva vivere di musica.
A esame orale concluso, Ubaldo Bolognesi, di 49 anni, esulta su Facebook: «Ho vinto una delle più grandi sfide della mia vita. Ora mi sento una persona migliore. E sono felice!». A caldo ci spiega che «avere un diploma nel cassetto è una grande soddisfazione personale». «La decisione di prendere il diploma è scattata quando mi sono reso conto che la mentalità che vige nell’ente pubblico è troppo burocratizzata, mentre dove lavoro adesso si dà finalmente valore alla meritocrazia».

L’ex pugile che spera di lasciare la fonderia.
Tra gli studenti più giovani c’è Riccardo Toschi, di 26 anni, che da ragazzo ha abbandonato gli studi all’Ipsia e all’Ecap. «Avevo altri interessi, facevo pugilato a livello agonistico – dice -. Ma col tempo si cambia e mi sono reso conto che il diploma nella vita serve». (lo. mi.)

Leggi le interviste complete sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto la 5aATS al completo davanti all”Istituto Alberghetti

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti

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