Medicina

Sport 9 settembre 2018

Il medicinese Stefano Romualdi racconta la sua avventura americana in mountain bike al «Great Divide»

A due passi dal cimitero c’è la carrozzeria di Stefano Romualdi, ma la cosa più curiosa è il nome della strada. Via della Resistenza. Sì, lo sappiamo che si riferisce a cose ben più serie, ma un ragazzo che ogni giorno lavora sotto una simile esortazione, forse si è fatto sedurre, anche inconsciamente. La «resistenza», quella con la «erre» minuscola, è una parte fondante della sua vita da 38enne in gran forma e lo ha dimostrato in giugno, quando è stato l’unico italiano a partecipare e a concludere «The great divide», 2.800 miglia (cioè 4.500 chilometri) in mountain bike, fermandosi solo il tempo necessario per rifocillarsi e dormicchiare.

Ha impiegato 18 giorni, 15 ore e 2 minuti per segare in due il nord America da nord a sud, partendo venerdì 8 giugno da Banff, in Canada e arrivando mercoledì 27 giugno ad Antelope Wells, nel New Mexico. Passando dal ghiaccio fino al sole più cocente in meno di tre settimane, tra l’altro piazzandosi al 9º posto, nonostante fosse la sua prima esperienza in un percorso che, tanto per rendersene conto, è di oltre 1.000 chilometri più lungo del Tour de France o del Giro d’Italia. «Vorrei che qualche ragazzo giovane iniziasse ad appassionarsi a questa disciplina così affascinante – ha detto Romualdi -. Bicicletta, zaino e via: non c’è mica bisogno di andare negli Stati Uniti per fare queste cose».

Come ci si prepara per una sfacchinata di 4.500 chilometri?

«Soprattutto a livello articolare. Corsa, palestra e, ovviamente, bicicletta. Il vero obiettivo non era quello di andare forte, bensì di arrivare alla fine. Dalla primavera in poi ho fatto qualche pedalata notturna perché, insieme al mio preparatore, avevamo deciso di scombussolare un po’ il metabolismo. Una volta, ad esempio, sono andato fino a Torino per vedere giocare mio figlio…».

Il bagaglio ridotto al minimo è un obbligo, per chi se lo deve trascinare lungo la strada.

«Abbiamo imballato la bicicletta con le borse da telaio, mentre i vestiti del viaggio li ho buttati via dopo l’atterraggio. Bisogna limitarsi all’essenziale, come il sacco a pelo, il materassino, il bivy bag e lo spazzolino da denti. Come abbigliamento avevo una tenuta estiva da ciclismo, due divise antiacqua, una maglia termica a maniche lunghe, guanti e scarpette».

Non c’è una partenza vera e propria, giusto?

«L’appuntamento era alle 8 di mattina di venerdì 8 giugno, circa 140 atleti, ma in realtà ognuno inizia a pedalare quando vuole, un po’ come nel Cammino di Santiago. Alla fine siamo arrivati in una sessantina».

C’è un metronomo interno che scandisce le tappe?

«A parte la stanchezza, le due variabili fondamentali sono l’acqua e il cibo. Bisogna essere attrezzati a percorrere 300 chilometri nel nulla e appena si trova un luogo di ristoro non si può ignorare. Alcune volte mi sono addormentato alle 7 di sera e sono ripartito 3 ore dopo. Non sapendo l’inglese, in alcuni casi mi sono fatto sfuggire dei punti di rifornimento gestiti da guardie forestali, oppure dei pozzi nel deserto. Insomma, ho pagato l’ingenuità del principiante».

Come ti alimentavi?

«Coi burritos surgelati: fagioli e patate, oppure carne e patate. Infilavo il sacchetto nella schiena e dopo un po’ di microonde corporeo erano pronti da mangiare. Cercavo di evitare con cura tutte quelle salse che gli americani cospargono ovunque».

Dal gelo canadese ai 40 gradi del deserto. In mezzo, qualche colpo di sfortuna non poteva mancare.

«La prima foratura l’ho avuta circa a metà percorso. Mi sentivo bene, stavo proseguendo assieme ad un ragazzo belga, ma ci siamo dovuti dividere. Ho atteso l’apertura di un negozio specializzato, ho rimesso a posto la bici ma due giorni dopo ho tagliato nuovamente il copertone, di notte, su un terreno ghiaiato. Nonostante il faro, che fa luce come un’automobile, non mi sono reso conto di come sia successo».

Entrare tra i primi 10 all’esordio è stata l’impresa dentro l’impresa.

«Come ho detto, siamo partiti in 140, quindi non è male. Quelli che sono arrivati davanti a me? Di sicuro vanno mediamente più forte, ma conta tanto anche l’organizzazione. Se io impiegavo 2 ore per trovare un motel, ho visto gente col panino in una mano, il Gps nell’altra e il telefono davanti per le previsioni meteo. Tutto tempo risparmiato».

Hai già pensato di riprovarci?

«La tentazione di riprovarci ovviamente c’è, però occorre tempo, minimo 25 giorni, e una organizzazione capillare. Ma ci sono anche altre sfide da raccogliere. Mi piacerebbe andare a fare un trail in Scozia e mi sono informato pure per il Marocco, anche se non mi convince l’organizzazione».

p.z.

L”intervista completa e tante belle immagini su «sabato sera» del 6 settembre.

Nella foto: Stefano Romualdi sul percorso

Il medicinese Stefano Romualdi racconta la sua avventura americana in mountain bike al «Great Divide»
Cronaca 5 settembre 2018

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento

Il medicinese Michele Filippini è stato eletto al vertice della Cesac (Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina) storica cooperativa di Conselice, dopo le dimissioni dei precedenti presidente, vicepresidente e collegio sindacale. Un cambio che arriva dopo la crisi economico-finanziaria che ha portato Cesac a chiudere il 2017 con una perdita di 1,7 milioni di euro e a giugno ha dato avvio ad una dolorosa e complessa riorganizzazione aziendale  che ha visto come elemento cardine la cessione del ramo d’azienda orticole e quarta gamma a Patfrut, cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese. 

“Sotto il profilo finanziario, questa importante operazione ci consente di iniziare a fare fronte al pagamento dei prodotti conferiti dai soci, in particolare cereali e orticole – spiega Filippini -. Contemporaneamente, possiamo risanare il bilancio e di conseguenza ricapitalizzare la società, in piena collaborazione con gli istituti bancari”. L’accordo con Patfrut, reso possibile anche dal contributo del sistema cooperativo, ha tamponato le difficoltà registrate negli ultimi mesi, ma – precisa il neopresidente – “il vero lavoro di ristrutturazione di Cesac comincia adesso con la ricostruzione del rapporto con i soci, il raggiungimento dell’equilibrio tra il contenimento dei costi e la qualità dei servizi, la riorganizzazione del personale in base alle principali attività di business, il migliore utilizzo delle risorse materiali della cooperativa”. 

I problemi della Cesac sono arrivati dopo la rapida crescita avvenuta nel giro di sei anni, a partire dall’acquisizione di altre realtà in difficoltà come la coop. Tre Spighe di Castel Guelfo, tramite affitto del ramo d’azienda, o la fusione con la Cometa di Medicina. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. La “nuova” Cesac, dopo la cessione del ramo orticole e quarta gamma oggi vede il fatturato diminuire di un terzo e la forza lavoro di circa due terzi: gli addetti passano infatti da 255 a 58 (con 115 dipendenti, tra fissi e stagionali, assorbiti dalla Patfrut e gli altri 75 usciti volontariamente), mentre il fatturato scenderà nel 2018 da 63 a circa 45 milioni di euro. La riorganizzazione dei servizi e degli stabilimenti si sta definendo ora e riguarda quelli di Sant’Antonio (ex Cometa) e via Nuova (ex Sermenghi) a Medicina, quelli di Altedo, Sala Bolognese e San Matteo della Decima.

Filippini, quarantotto anni, comprovata esperienza amministrativa e gestionale sia nelle istituzioni pubbliche (già assessore a Medicina) che nel mondo imprenditoriale (è stato nominato presidente della Tre Spighe di Castel Guelfo per travalicare la grave crisi che ha portato al passaggio in Cesac), ora dovrà dovrà portare avanti un impegnativo piano di mandato che ha come obiettivo di chiudere il bilancio 2019 in attivo e un percorso di risanamento economico-patrimoniale e il riequilibrio finanziario. A Sauro Bettoli, nominato già a giugno procuratore speciale di Cesac, è stato affidato il compito di realizzare in particolare la diminuzione delle spese generali e la riorganizzazione della struttura tecnica e amministrativa.  

“Il piano di risanamento – conclude il presidente Filippini – ha l’obiettivo di migliorare la redditività aziendale e offrire garanzie ai soci. Per questo, si prevede un controllo di gestione molto più puntuale e un recupero di marginalità negli asset strategici della cooperativa attraverso una riduzione di costi: cereali, mezzi e servizi tecnici, vitivinicolo. L’obiettivo è quello di condurre Cesac a chiudere il 2019 con un bilancio in attivo, ma già alla fine del 2018 vogliamo riportare in utile la gestione caratteristica dei singoli settori. In questo percorso saremo accompagnati dall’intervento finanziario del sistema Confcooperative, la nostra Organizzazione di riferimento che si è subito mossa a tutti i livelli per salvaguardare soci e lavoratori e che sarà al nostro fianco per il nuovo corso di Cesac”. (r.c.)

Nella foto la sede Cesac di Conselice e Michele Filippini

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento
Cronaca 5 settembre 2018

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà

Resteranno aperti ancora un mese a Medicina i termini per presentare domanda di contributo in relazione al bando per le famiglie colpite dalla crisi. Il bando è stato indetto anche nel 2018 dal Comune per offrire ai nuclei in difficoltà un sostegno in attesa del pieno reinserimento nel mondo del lavoro.

Le domande devono essere presentate entro le 17.45 del 2 ottobre a mano all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1) oppure tramite Pec indirizzata a comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per ottenere il contributo straordinario di 1.000 euro dal Fondo comunale di solidarietà (34.000 euro a disposizione) occorre possedere i seguenti requisiti: cittadinanza italiana o di un altro Stato Ue oppure extra Ue in regola con il permesso di soggiorno, residenza a Medicina da almeno due anni (dal 2 ottobre 2016), reddito Isee non superiore a 22.000 euro, essere in stato di disoccupazione o in cassa integrazione.

Sono invece esclusi i lavoratori stagionali, stagionali agricoli, il personale subordinato o parasubordinato della pubblica amministrazione, i proprietari di immobili (almeno al 50%) o titolari di altri diritti reali nella stessa percentuale, coloro che abbiano venduto beni immobili nell”ultimo quinquennio (sempre almeno al 50%), i disoccupati di lungo termine, chi ha perso lo status di disoccupato per qualsiasi causa e i pensionati.

Per maggiori informazioni si può fare riferimento ai Servizi alla Persona al numero 051 6979247.

La foto panoramica è tratta dal sito del Comune di Medicina

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà
Cronaca 1 settembre 2018

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari

La Città metropolitana, dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha inoltrato ieri al Governo l”elenco delle opere (leggi qui) che richiedono interventi per circa 12 milioni di euro. Tra loro uno classificato come urgente (livello 1 e già chiuso al traffico), 11 con priorità alta (livello 2) e 6 con priorità media (livello 3). Al livello 2 tre sono nel territorio di Medicina e si tratta di quelli sulla S.P. 3/2 (secondo tronco della Trasversale di pianura) che attraversano il torrente Quaderna, lo scolo Fossatone e il torrente Gaiana.

Priorità alta, è bene ricordarlo, significa «struttura su cui si rileva uno stato di danno e degrado esteso non trascurabile, ma che non presenta un rischio di collasso a breve. È necessario valutare se istituire delle limitazione di massa al transito, ma non si ritiene necessaria la completa chiusura. Sono necessari ulteriori controlli, monitoraggi e interventi di consolidamento al fine di adeguare la struttura ai carichi e alle azioni previste dalla normativa».

I tecnici della Città metropolitana hanno rispettato a pieno la scadenza del 1° settembre, indicando a tempo di record i 18 ponti «a rischio» tra i 580 di competenza. «Questo – spiega il consigliere delegato alla Viabilità Marco Monesi – è stato possibile anche perché da noi il controllo dei ponti con ispezioni visive non è scattato dopo la terribile tragedia di Genova ma era attivo da tempo. Dall’inizio del 2018 abbiamo inoltre un catasto dei ponti, digitalizzato negli anni scorsi e da mesi è stato avviato un processo di aggiornamento e sistematizzazione delle informazioni disponibili. Contiamo che il Governo, con questa richiesta, passi dalla fase degli annunci a quella dei fatti stanziando le risorse che chiediamo anche perchè degli interventi per “allungare la vita” a ponti con oltre 50 anni di età sono, in prospettiva, comunque necessari».

r.c.

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari
Cronaca 25 agosto 2018

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi

I vigili del fuoco volontari di Medicina stanno per raggiungere un obiettivo ambizioso. A breve, infatti, il distaccamento di via Morara avrà a disposizione un’autoscala da 24 metri da poter utilizzare nel corso degli interventi.

E’ il risultato di una lunga gara di solidarietà che ha permesso di raccogliere i fondi necessari per comprarne una. «L’idea è nata un anno e mezzo fa in collaborazione con il Comando provinciale di Bologna, che ha autorizzato l’acquisto – racconta Giulio Pancaldi, capo del distaccamento medicinese -. Finora utilizzavamo un’autoscala che arrivava da Bologna, ma è un mezzo molto importante per gli interventi in altezza, ad esempio per la messa in sicurezza di alberi o lampioni stradali, oppure per il soccorso a persone. Tra l’altro, quella che abbiamo comprato è montata su un camion piccolo, che consente muoversi agevolmente anche nel centro storico, dove gli spazi sono ristretti».

Per l’acquisto i pompieri medicinesi sono andati fino in Olanda. «Abbiamo trovato un mezzo usato dei vigili del fuoco olandesi, con soltanto 2.000 ore di lavoro sulle ruote – aggiunge Pancaldi -. Ci è piaciuto e l’abbiamo comprato. Complessivamente, tra acquisto, certificazioni e tagliando al motore, ha un costo di 60 mila euro». Ora l’autoscala è parcheggiata in un’azienda del bresciano «e deve completare le certificazioni e i collaudi necessari – prosegue Pancaldi -. L’obiettivo è che arrivi a Medicina a inizio ottobre».

Nell’attesa, è proseguita la raccolta fondi in collaborazione con l’associazione Amici dei pompieri di Medicina onlus. «Abbiamo fatto alcune cene alle quali hanno partecipato numerosi cittadini – dice il presidente dell’associazione, Giuseppe Pasquali -. Inoltre, ci stanno dando una mano diverse aziende, sia del territorio che dei comuni limitrofi, delle quali forniremo un elenco completo alla fine della raccolta fondi, ma anche l’Amministrazione comunale. Manca poco per raggiungere la cifra che ci consentirà di pagare anche le ultime certificazioni».

«E’ importante che la nostra comunità e i territori vicini abbiano un presidio antincendio con le attrezzature e i mezzi necessari – motiva il vicesindaco, Matteo Montanari -. Come Amministrazione abbiamo intenzione di donare 3 mila euro da aggiungere agli oltre 2.500 euro raccolti con la vendita delle magliette durante la fiera di luglio». Quest’anno, infatti, l’ente locale ha deciso di destinare ai pompieri i proventi delle celebri maglie grigliate Cipolla…mi, nate nel 2011 dalla volontà dell’assessore Mauro Balestrazzi (che finanzia la loro realizzazione e stampa) e dalla fantasia dell’impiegata comunale Jessica Torri, che disegna le simpatiche cipolle. Quest’anno, ad esempio, una raffigurava un vigile del fuoco con una manichetta.

Un altro momento di raccolta fondi ci sarà giovedì 30 agosto a partire dalle ore 20 con una cena più concerto dei Gem Boy presso la Trattoria Max di Crocetta (via San Vitale est 4544; per prenotazioni cell. 320/0888414 oppure 339/4974501). (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”autoscala che arriverà a Medicina

Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi
Cronaca 22 agosto 2018

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato la graduatoria per i contributi dei progetti presentati dai Comuni per contrastare il fenomeno della ludopatia e realizzare iniziative a supporto degli esercizi commerciali liberi da slot machine. 

Tra i 30 progetti presentati c”è anche quello del Comune di Medicina (al 12° posto e unico del circondario imolese) che riceverà così un contributo di 15mila euro per proseguire il percorso nella lotta alla al gioco d”azzardo attraverso l’organizzazione di eventi informativi e iniziative culturali come concerti, spettacoli, reading o eventi sportivi, in collaborazione con le associazioni del territorio, presso le attività commerciali aderenti al marchio «Slot free ER».

«Riteniamo di fondamentale importanza – commenta l’Assessore alla Cultura Valentina Baricordi – arginare con tutte le nostre forze il fenomeno della ludopatia e del gioco d”azzardo ma vogliamo farlo in modo concreto e razionale. In questi mesi abbiamo voluto incontrare i gestori degli esercizi commerciali di Medicina per capire le loro difficoltà e le loro esigenze. Non volevamo “calare un provvedimento dall”alto” ma comprendere ed insieme agire. Siamo infatti ben consapevoli che un”amministrazione comunale possiede poche armi per fronteggiare questi fenomeni ma sappiamo anche che, purtroppo, le entrate derivanti dall”utilizzo dello slot consentono a molti esercizi di sopravvivere. Dismettere le slot e aderire al circuito “Slot FreEr” è oggi una scelta non solo etica ma anche di grande coraggio. Siamo quindi estremamente orgogliosi di aver vinto il bando regionale che finanzia azioni a sostegno degli esercizi aderenti al marchio “Slot FreEr”. Nelle prossime settimane, sempre spinti dalla volontà di agire insieme, convocheremo tutti i commercianti e i centro sociali aderenti al circuito e studieremo con loro eventi ed iniziative culturali ed azioni di promozione e marketing. Concertazione e collaborazione saranno le nostre direttrici».

L”elenco dei locali di Medicina liberi da slot machine e aderenti al marchio Slot-FreeEr sono il Circolo MCL – Villa Maria circolo privato, A la Romana, Gasparotto Maria Pia tabaccheria, Tazza d”Oro, Bar Anna, Centro sociale Nuova Vita, Centro sociale S. Antonio, Centro sociale Fiorentina, Centro sociale Medicivitas, Sapori di Casa Max e Osteria di Medicina.

Nella foto (dal sito del Comune di Medicina): il marchio Slot free ER

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»
Cronaca 21 agosto 2018

Tragedia in Trentino, cinquantenne annega in un lago sotto gli occhi della moglie

Come riferisce l”Ansa, è stato recuperato nella tarda serata di ieri il corpo senza vita del cinquantenne originario di Medicina, ma residente a Budrio, Luca Tamburini disperso dal pomeriggio dopo un bagno nel lago di Lavarone, in Trentino

L”uomo, in vacanza con la moglie, aveva preso il largo per effettuare la traversata del lago e l”allarme è stato lanciato dalla stessa moglie quando lo ha visto inabissarsi improvvisamente.

Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco di Trento che per ore hanno effettuato le ricerche, prima di ritrovare il corpo in fondo al lago, in uno dei punti più profondi.

r.c.

Foto d”archivio

Tragedia in Trentino, cinquantenne annega in un lago sotto gli occhi della moglie
Cronaca 17 agosto 2018

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione

Sei residente a Medicina, studente, disoccupato sotto i 35 anni oppure hai più di 60 anni e sei già in pensione? Allora puoi fare domanda per ottenere la concessione di un orto sociale da parte del Comune di Medicina.

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi e ci sarà tempo fino al 7 settembre alle 12 per presentare domanda.

I lotti di terreno che il Comune medicinese mette a disposizione sono 18 e si trovano in via delle Fragole. Per partecipare, oltre ad essere residente a Medicina, avere tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti oppure più di 60 anni e non possedere un”occupazione, occorrono anche altri requisiti: l”assenza di situazioni di morosità sia nei confronti del Comune sia degli enti che svolgono servizi per conto del Comune e il fatto di non avere a disposizione altri terreni o orti coltivabili.

La domanda potrà essere recapitata a mano e consegnata all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio, 1), oppure spedita a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Comune di Medicina – Via Libertà 103, oppure tramite Pec all”indirizzo comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per informazioni: Servizi Scolastici e Politiche Sociali tel. 051 6979247; e-mail: serviziallapersona@comune.medicina.bo.it.

La foto è tratta dal sito del Comune di Medicina

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione
Cronaca 16 agosto 2018

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni

Si concluderanno i primi giorni di settembre, a Medicina, i lavori di consolidamento in corso nella scuola materna Calza e nella scuola media Simoni. Gli interventi, partiti a luglio, sono stati finanziati grazie al contributo di 238 mila euro complessivi proveniente dal Fondo per il sisma del 2012.  

A fine anno, poi, partiranno i lavori per un terzo edificio, la Scuola di musica della Banda municipale di via Mazzini, per i quali saranno investiti 60 mila euro, anche questi parte del fondo per la ricostruzione. 

Per la materna Calza un primo intervento era già stato realizzato l’anno scorso, con un investimento di 100 mila euro. In quell’occasione furono realizzati i micropali e un nuovo cordolo per rinforzare murature e fondamenta, realizzato il marciapiede perimetrale esterno e sostituita parte della nuova linea fognaria.

“Prosegue l’impegno dell’Amministrazione per garantire strutture sempre più sicure e accoglienti – illustra l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari. – Oltre ai fondi propri del bilancio comunale, sono importanti i contributi che continuano ad esserci assegnati dall’Agenzia regionale alla ricostruzione, oltre ai numerosi bandi ai quali il Comune di Medicina partecipa”.

La scuola Calza si trova in un immobile costruito all’inizio del Novecento e da tempo viene monitorata, viste anche le crescenti preoccupazioni dei genitori per fessure e pavimenti con avvallamenti nelle aule. Inoltre, sul finire del 2016, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle aveva presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiedeva per l’appunto che venisse appurata la situazione strutturale della scuola. Dal canto suo, l’Amministrazione aveva tranquillizzato tutti impegnandosi a intensificare i controlli periodici in attesa dell’intervento vero e proprio. 

Passando alle medie Simoni, i lavori in corso, del costo di 100 mila euro, riguardano «consolidamenti statici, in particolare con l’irrobustimento di alcune travi portanti e il rinforzo dei punti di giuntura tra le parti dell’edificio realizzare in epoche diverse (il fabbricato è stato costruito a blocchi tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, ndr)» conclude il vicesindaco.

Le informazioni complete nell’articolo di Giulia Giuffrida su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto la materna Calza

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni
Cronaca 16 agosto 2018

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali

«Non abbiamo abbandonato l’agricoltura, bensì cercato di dare continuità e creare un diversivo, non un’alternativa, dalle produzioni storiche quali patata, cipolla, vigna ed erba medica. E’ un modo per differenziare il rischio, non per voltare pagina». Enrico Dall’Olio, presidente della società agricola cooperativa Agribioenergia, esordisce così dal suo ufficio in via Canale, mentre racconta dell’ultima avventura, iniziata quattro anni fa, della coltivazione ed essicazione delle piante officinali da utilizzare soprattutto in campo medico, erboristico, cosmetico e alimentare.

Un ramo totalmente nuovo, ma che sta dando grandi risultati per via dei terreni, a quanto pare, davvero adatti e che proprio da questa estate può contare su un nuovo grande capannone e ben dieci forni per l’essiccazione. Un investimento da 2 milioni di euro per la cooperativa che, nata nel 2005, oggi conta 25 soci provenienti soprattutto da Medicina, Castel Guelfo e Imola e coltiva complessivamente 1.800 ettari, dei quali 60 oggi vengono dedicati alle piante officinali. «Dal 2010 abbiamo attivato un impianto a biogas da 1 Megawatt – riassume Dall’Olio -. Inizialmente veniva alimentato con l’insilato di mais, mentre ora al 70% con sottoprodotti e scarti prodotti dai nostri soci, quali bucce di pomodoro, patate e, in piccola parte, liquami bovini. L’energia elettrica che riusciamo a generare con questo impianto viene immessa in rete, mentre finora non eravamo ancora riusciti a sfruttare appieno l’acqua calda a 80 gradi che deriva dal raffreddamento del cogeneratore».

Da qui l’idea di buttarsi nel business delle piante officinali. Questa energia termica, infatti, serve per riscaldare i dieci forni all’interno dei quali avviene l’essiccazione a una temperatura compresa tra i 30 e i 50 gradi, prolungata in alcuni casi anche per 72 o 96 ore. «Nel 2014 siamo partiti con appena tre forni assistiti dai consulenti di una multinazionale farmaceutica che abbiamo conosciuto quasi per caso ad un evento del settore – prosegue Dall’Olio -. Facendo le analisi è emerso che i principi attivi estratti dalle nostre piante sono di alta qualità, dovuta soprattutto ai terreni fertili e argillosi di Medicina e dintorni, che sono difficili da lavorare, ma ottimi per queste coltivazioni. Basti pensare che anche la cipolla e l’erba medica (quest’ultima usata in gran parte per alimentare le mucche da cui si ricava il latte per il parmigiano reggiano), due peculiarità del nostro territorio, sono due erbe officinali e hanno proprietà importanti per l’organismo. Quattro anni fa siamo partiti coltivando un ettaro con il cardo, che ha importanti proprietà per protegge e regolare la funzionalità epatica. Poi abbiamo aggiunto anche tanaceto, melissa e camomilla. Di quest’ultima, ora abbiamo 15 ettari. Inoltre, coltiviamo il meliloto e, di conseguenza, siamo tra i produttori della cumarina, ossia il principio attivo contenuto nell’anticoagulante Coumadin».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nelle foto: a sinistra il nuovo capannone e i campi con la calendula in fiore, a destra il presidente Dall”Olio (sesto da sinistra) con altri soci di «Agribioenergia»

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali

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