Medicina

Economia 20 gennaio 2018

Da un garage al mondo della moda, da mezzo secolo la Gemineon produce insegne per aziende

Percorrendo la San Vitale di notte, appena oltrepassata la frazione medicinese di Fossatone, non si può non notare la scritta «Gemineon». L’insegna, pur non trovandosi direttamente sulla strada provinciale, è molto ben visibile. E non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta di un’azienda che da oltre cinquant’anni produce insegne luminose di qualunque tipo. Tra gli ultimi lavori che portano la sua firma, ci sono ad esempio la facciata della Robopac in zona Ca’ Bianca e la Berardi Bullonerie a Poggio Piccolo, due realtà che si sono dotate entrambe di nuovi stabilimenti produttivi e che per la scritta luminosa con il nome dell’azienda hanno deciso di rivolgersi alla Gemineon Srl.

Dagli anni Novanta l’azienda ha sede nella zona artigianale di Fossatone, in un fabbricato da 2.500 metri quadrati in via Torricelli, dove attualmente lavorano una decina di dipendenti. Il titolare è Alessandro Ghini, figlio dei fondatori Giuseppe, originario di Borgo Tossignano, e Tamara Viale. «Inizialmente – racconta Alessandro Ghini -, i miei genitori aprirono l’azienda in un garage nel quartiere Santa Viola, alla periferia di Bologna». Il nome, decisamente curioso, è la fusione di due parole. La più intuitiva è la seconda, «neon», la tecnologia che per anni ha caratterizzato il mondo delle insegne, oggi praticamente del tutto soppiantata dal led («il neon è rimasto un mercato di nicchia, per artisti o amatori del prodotto»). La prima parola, invece, deriva da «Gemini», ovvero il programma di volo umano nello spazio intrapreso dagli Stati Uniti tra il 1963 e il 1966, proprio quando fu fondata la società. «Inizialmente, i miei genitori si proponevano come produttori di semilavorati conto terzi, quindi non si interfacciavano con il cliente finale – prosegue Ghini -. Lo stesso modo di lavorare proseguì anche quando, nel 1982, l’azienda si trasferì in un capannone da 600 metri quadri a Castenaso». Alessandro entrò in azienda nel 1990, dopo il diploma, e «due anni più tardi ci fu il cambio di passo» rivendica Ghini. Innanzitutto, la Gemineon cominciò a proporre le sue insegne direttamente ai clienti finali e acquistò anche il terreno sul quale sarebbe sorto il nuovo stabilimento a Fossatone. «Fu una scelta puramente economica, perché si spendeva meno rispetto altrove – spiega il titolare -. L’inaugurazione avvenne nel 1996».

Da allora l’azienda, il cui fatturato si attesta su 1,5 milioni di euro all’anno, ha ampliato il proprio bacino di clientela. «Lavoriamo prevalentemente con società italiane, anche se il nostro materiale va anche all’estero» dice Ghini. Tra gli ultimi grandi lavori fatti, ad esempio, nel 2014 c’è la sostituzione in tutto il territorio italiano delle insegne della catena alberghiera Nh. Nel 2007, invece, lo stesso era avvenuto per le insegne in tutti gli stabilimenti europei della Cnh del gruppo Fiat. Ma non sono mancate neppure insegne di farmacie a Bologna, Trento e Trieste e del settore bancario (Gemineon si è occupata ad esempio del cambio di insegne da Credito Romagnolo a Rolo Banca e anche di quelle della Banca di Imola). Uno degli ambiti più redditizi è però quello dell’alta moda, dove lavora per nomi quali Gucci, Fendi, Bulgari, Diesel e Moncler. «In questo caso facciamo spesso anche gli espositori illuminati per i prodotti».

Ma come nasce l’idea di un’insegna? «In realtà, spesso è il cliente a darci il progetto di cosa vuole e con quali colori, che spesso richiamano quelli societari» dice Ghini. Ovviamente, ci sono colori più o meno «leggibili». Nel nostro territorio, ad esempio, «bisogna considerare anche la presenza della nebbia – dice Ghini -. Con queste condizioni, le scritte blu tendono a sparire, mentre il bianco resta in assoluto il colore più visibile e anche il più utilizzato».

E per il futuro? «Stiamo investendo di più sul mercato degli espositori perché c’è una discreta richiesta – spiega il titolare -. Inoltre, vogliamo capire se sarà possibile lavorare di più con l’estero, visto che con la crisi economica si è un po’ perso il rinnovo ciclico dell’immagine dell’azienda. In questo caso, però, in quei Paesi servirebbero delle sedi almeno parzialmente produttive».

gi.gi.

Nella foto: lo stabilimento della Gemineon a Fossatone di Medicina

Da un garage al mondo della moda, da mezzo secolo la Gemineon produce insegne per aziende
Cronaca 19 gennaio 2018

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni

Ristrutturazione o nuova palestra per la scuola media Simoni? Questo era l’interrogativo che la scorsa estate si poneva il Comune di Medicina per decidere il futuro della struttura di via Battisti. Oggi, dopo aver affidato all’architetto Milena Mazzacurati dello studio bolognese Progetto 04 uno studio di fattibilità tecnica, l’ente locale ha deciso di proseguire con la seconda opzione, demolendo e ricostruendo una nuova palestra, più bella e decisamente più grande.

L’attuale struttura, infatti, risale al 1967. «E’ necessario sia adeguarla alla normativa per la prevenzione di incendi, sia intervenire con un miglioramento strutturale e sismico – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari –. Intervenire sull’edifico esistente comporterebbe dei costi molto alti se paragonati alla possibilità di utilizzo di una struttura ormai datata e sotto molti punti di vista ormai poco funzionale per l’intensa attività che vi viene realizzata dalle scuole e dalle associazioni sportive di Medicina (in particolare pallacanestro e pallavolo)».

Da qui la decisione di procedere con la costruzione di una nuova palestra. Il primo passo è stata l’approvazione da parte della Giunta di un progetto di fattibilità tecnica ed economica e l’inserimento dell’intervento nel piano triennale delle opere, prevedendo una spesa di 1 milione e 90 mila euro nel 2018. L’intervento è decisamente consistente. Innanzitutto, si prevede la demolizione dell’attuale palestra da 650 metri quadri e la costruzione, al suo posto, di nuova palestra con tetto in legno lamellare da circa 1190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio dell’attuale struttura. Il nuovo edificio avrà tre blocchi distinti ma collegati tra loro. L’edificio principale sarà quello al centro, che conterrà l’area di gioco di dimensioni tali da garantire la presenza di un campo da basket regolamentare e una zona spettatori con una piccola tribuna. Il secondo blocco sarà invece a due piani e ospiterà al piano terra un ufficio e quattro spogliatoi, mentre al primo piano ci saranno altri due spogliatoi e una piccola palestra di circa 80 metri quadrati «che potrebbe essere usata ad esempio al pomeriggio e alla sera dalle associazioni sportive per la ginnastica dolce» abbozza Montanari. Dalla parte opposta, invece, è previsto il terzo blocco, che sarà a un solo piano e conterrà servizi igienici, infermeria, depositi e vano tecnico.

«Questa nuova palestra porterebbe tanti vantaggi – dice Montanari –. Innanzitutto, una struttura sportiva a norma e corrispondente ai parametri fissati dal Coni, oltre che più funzionale grazie alla presenza di una seconda palestrina. Inoltre, grazie all’installazione di pannelli per la produzione dell’acqua calda e di energia elettrica, consentirebbe di contenere notevolmente i consumi energetici». Come detto, per costruirla occorrere oltre un milione di euro. Il Comune di Medicina ad oggi dispone di circa 280 mila euro di risorse statali che derivano dalla programmazione nazionale dell’edilizia scolastica. «Per il resto, contiamo di intercettare fondi attraverso bandi come quello regionale pubblicato di recente proprio per gli impianti sportivi – abbozza il vicesindaco –. Inoltre, chiederemo di poter liberare risorse bloccate dal patto di stabilità. Parallelamente, nei prossimi mesi vorremmo arrivare all’approvazione del progetto definitivo». Più facile, dunque, che si arrivi al cantiere vero e proprio non prima del 2019. «In ogni caso, per gli studenti non sarebbe un problema perché potrebbero utilizzare altri impianti, come il palazzetto dello sport» conclude Montanari.

gi.gi.

Nella foto: il rendering della nuova palestra nelle scuole Simoni

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni
Cronaca 2 gennaio 2018

Lavori sulle tubature a Fossatone, l’intera zona artigianale sarà collegata al depuratore

L’intera area artigianale di Fossatone, frazione di Medicina a due passi dalla San Vitale, nel giro di qualche mese verrà collegata al depuratore. Un intervento atteso da tempo che «consentirà di rendere più attrattiva e accogliente quell’area» dice con una punta di orgoglio il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari. Tra l’altro, questi lavori si intersecano con la presa in carico da parte del Comune della zona più vecchia del comparto, quella di via Passo Pecore e Torricelli, rimasta in capo ai privati per quasi trent’anni.

I lavori in corso, iniziati in ottobre, sono quelli ad opera di Hera che consentiranno di collegare il sistema fognario di Fossatone alla rete che recapita al depuratore di Medicina, operazione che consentirà finalmente di non avere più deroghe per scaricare direttamente nei fossi oppure vasche ad hoc realizzate dalle singole aziende. «L’intervento è composto da due lotti – dettagliano da Hera –. Il primo prevede la posa di condotte fognarie lungo via Leonardo da Vinci, per una lunghezza di 650 metri, mentre il secondo la realizzazione di un impianto di sollevamento e la posa nei terreni di campagna delle condotte fognarie per una lunghezza complessiva di circa 850 metri, fino al collegamen-to alla rete esistente in prossimità dell’abitato di Fossatone». Si tratta di opere che dovrebbero concludersi nel giro di sei mesi, quindi entro l’inizio della primavera, tuttavia «potrebbero protrarsi a causa del recente ritrovamento di reperti archeo-logici in prossimità della via San Vitale».

Complessivamente, si tratta di un’opera da 660 mila euro (Iva esclusa). Il primo lotto da 270 mila euro è a carico di Hera che lo finanzia tramite la tariffa del ciclo idrico, mentre il secondo lotto da 390 mila euro è finanziato in parti uguali da Conami e dalla Regione Emilia Romagna, quest’ultima per mezzo delle risorse statali provenienti dai residui dell’Accordo di programma quadro per la tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche. Proprio l’imminenza del collegamento delle fognature della zona artigianale di Fossatone al depuratore ha permesso di sbloccare la situazione dell’area che fa capo al Consorzio Passo Pecore (dal nome della strada che, assieme a via Torricelli, lo definisce). «Tutto è stato possibile grazie alla collaborazione delle aziende che volevano risolvere la situazione e del Comune che, grazie anche agli uffici competenti, ha supportato con forza il Consorzio nei vari passaggi» dice il vicesindaco.

In effetti, la lottizzazione artigianale delle vie Passo Pecore e Torricelli è partita all’inizio degli anni Novanta, ma finora è sempre rimasta in capo ai privati del Consorzio. «Il passaggio al Comune non era mai stata possibile perché i consorziati non avevano mai adempiuto a certi lavori – dice Alessandro Ghini, titolare dell’azienda che produce insegne luminose Gemineon e consigliere del Consorzio dal 2016 (il presidente è Raffaele Ricci) –. Negli anni ci sono stati molti cambi di proprietà e anche alcune persone decedute. In particolare dal 2006 al 2012 c’è stato molto “immobilismo” sui lavori da fare. Non è stato facile rintracciare tutti i proprietari, che oggi sono 16 o 17 società, e convincerli che era giunto il momento di completare le opere, ma ci siamo rimboccati le maniche. I lavori di Hera hanno consentito un’accelerata e a breve stipuleremo davanti a un notaio la cessione delle aree dal Consorzio al Comune, dal quale comunque abbiamo già ottenuto formalmente il via libera alla presa in carico».

Nei mesi scorsi, infatti, i consorziati hanno pagato una lunga serie di opere, dalla sistemazione del manto stradale alla segnaletica, dalla pulizia e implementazione della rete fognaria del comparto alla messa a norma dei lampioni stradali, fino ai parcheggi. Per le aziende che hanno la sede in via Passo Pecore e in via Torricelli i vantaggi non si limiteranno quindi al collegamento fognario con il depuratore. «Complessivamente abbiamo speso circa 140 mila euro – prosegue Ghini –. A breve il Consorzio chiuderà, dobbiamo soltanto finire di recuperare qualche pendenza da parte di alcune società .Finora l’unico servizio che avevamo era la raccolta dei rifiuti, ora beneficeremo ad esempio anche dell’illuminazione pubblica e della riparazione delle buche stradali. Tutto il comparto ne guadagnerà e sarà più qualificato».

Nella foto: i lavori di asfaltatura realizzati dal Consorzio «Passo Pecore».

 

Lavori sulle tubature a Fossatone, l’intera zona artigianale sarà collegata al depuratore
Cronaca 28 dicembre 2017

A Medicina capodanno con spumante panettone e il rogo del vecchione

Come da tradizione, Medicina festeggia il capodanno in centro storico in compagnia dei dj e della musica di Radio Bruno. L”appuntamento, organizzato dalla Pro Loco Medicina, è alle 23 in piazza Garibaldi con spumante, panettone e cioccolata calda a cura dell”associazione turistica.

Immancabile, poi, il rogo del vecchione, cioè di ciò che si vuole lasciare alle spalle per guardare al futuro con speranza. Per il capodanno scorso a bruciare in piazza è stato un vecchione dedicato alla violenza contro le donne, per dire basta.

Prima degli auguri in piazza, alla Sala del Suffragio di via Libertà 60, l”appuntamento è con lo spettacolo “Bulgnèis gost talent” a cura della compagnia Al nostar dialatt (ore 21,30). Medicina

A Medicina capodanno con spumante panettone e il rogo del vecchione

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