Medicina

Cultura e Spettacoli 11 febbraio 2018

Sanremo 2018, secondo posto per «Lo Stato Sociale» del medicinese Matteo Romagnoli

Si è concluso ieri sera il 68° Festival di Sanremo e, a trionfare, è stato il duo Meta-Moro, prima sospesi durante la manifestazione per accertamenti sulla violazione del regolamento (presunto plagio) poi riammessi in gara, con la canzone «Non mi avete fatto niente», mentre al secondo posto si è classificata «Una vita in vacanza» de Lo Stato Sociale, il cui autore, manager e produttore è il medicinese Matteo Romagnoli (leggi l”intervista alla vigilia). Il gruppo bolognese, oltre a cantare nella serata dedicata ai duetti con il comico e cantautore Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell”Antoniano (il video su RaiPlay), ha vinto, inoltre, anche il Premio Sala Stampa Radio-Tv-Web “Lucio Dalla”, nella sezione Campioni. A completare il podio Annalisa con il brano «Il mondo prima di te».

La performance de Lo Stato Sociale, molto apprezzata dal pubblico dell”Ariston, è stata impreziosita dalla presenza sul palco, per tutta la settimana dell”evento, della 83enne Paddy Jones, ballerina inglese conosciuta per aver vinto il talent spagnolo Tu si que vales, nel 2009, ed essere stata protagonista, cinque anni dopo, di Britain’s Got Talent,, oltre ad essere attualmente detentrice del Guinness dei Primati come ballerina più anziana di salsa acrobatica.

In attesa della prossima edizione va in cantiere così una kermesse che, sotto il profilo degli ascolti, ha raccolto ottimi risultati anche grazie alla bravura dei conduttori Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, alle scelte del direttore artistico Claudio Baglioni e agli ospiti saliti sul palco come, ad esempio, Fiorello, Laura Pausini, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Gino Paoli e il trio Nek-Pezzali-Renga.

d.b.

Nella foto (dalla pagina facebook di Matteo Romagnoli): l”esibizione de Lo Stato Sociale

Sanremo 2018, secondo posto per «Lo Stato Sociale» del medicinese Matteo Romagnoli
Cultura e Spettacoli 6 febbraio 2018

Matteo Romagnoli, un medicinese al Festival di Sanremo

Hanno fatto il sold out al PalaDozza e riempito il Forum di Assago con quasi diecimila spettatori. Numeri impensabili, fino a qualche anno fa, per un gruppo indie-rock-pop. Invece, a quanto pare, i tempi sono per fortuna cambiati e se n”è accorta anche l”istituzione tradizional-musicale per eccellenza, il Festival di Sanremo che così, per la sua 68a edizione, vede in gara un gruppo bravissimo ed amatissimo, anche se non ancora noto al grande pubblico: Lo Stato Sociale. I cinque musicisti bolognesi approderanno nella città dei fiori tra i venti Big da stasera fino al 10 febbraio (ovviamente in diretta su Rai 1 in prima serata) e, con loro, ci sarà il sesto uomo della band, l”autore, manager e produttore medicinese Matteo Romagnoli.

Matteo, con la sua Garrincha dischi, ha prodotto una quarantina di artisti (tra cui Magellano, Punkreas, I Camillas): l”etichetta è una delle più importanti tra le indipendenti ed è nota per seguire con estrema professionalità il percorso artistico-musicale dei cantanti e gruppi con cui lavora (tra l”altro, ha anche uno studio di registrazione, il Donkey Studio, che si trova a Villa Fontana). Matteo Romagnoli, che è anche musicista e cantante (sia in gruppo, ad esempio con 4 fiori per Zoe e Le-Li, che come solista con il nome di Matteo Costa, omaggio al cognome della madre), ha con Lo Stato Sociale un lungo sodalizio. «Per i primi  dischi del gruppo sono stato produttore artistico – conferma -. Ora seguo ancora il management e sono autore insieme a loro. Mentre l”album nuovo, che arriva durante la settimana sanremese, esce con Universal, a cui Garrincha lo ha dato in licenza».

Sei autore anche del brano che parteciperà al Festival di Sanremo, Una vita in vacanza?

«Sì, è un brano che abbiamo scritto insieme e che affronta il tema del mondo del lavoro e del non lavoro. Gioca coi mestieri più disparati e curiosi facendone un lungo elenco, com”è nello stile de Lo Stato Sociale (che racconta, appunto, la società, ma senza far mai mancare l”ironia, Nda). E affronta il tema dell”altrove: quante volte si prova ad andare altrove? Sia in vacanza che professionalmente…».

Un brano scritto appositamente per Sanremo?

«Non proprio, anche se è perfetto per Sanremo. La scorsa estate abbiamo pensato di scrivere cose nuove, che fossero più immediatamente comprensibili anche al grande pubblico, senza abbandonare lo stile che ci è proprio, ma facendo sì che il messaggio fosse più fruibile. Quando Alberto ha scritto il ritornello di Una vita in vacanza abbiamo capito che era perfetto per Sanremo e così l”abbiamo vestito per l”occasione, con un gran lavoro di arrangiamento: è un brano orchestrale, per il quale usiamo davvero tutta l”orchestra, tutti i sessantacinque elementi, anche i timpani! È un brano d”orchestra ma è anche un pezzo dance».

Andrai anche tu a Sanremo?

«Certo, sarò con loro».

Ma non sul palco?

«No. Qualche volta, nei grandi eventi, sono salito sul palco per fare qualche pezzo insieme. Per cui tutto è possibile, anche entrare in formazione… ma per ora no».

Intanto, però, durante la settimana sanremese uscirà il nuovo album de Lo Stato Sociale che, come dicevamo, ti vede tra gli autori.

«Si intitolerà Primati ed è quello che noi definiamo una raccolta differenziata. Ci sono tredici brani del passato che riproponiamo per presentarci, per far capire chi è Lo Stato Sociale: riempie il PalaDozza ma c”è ancora un pubblico nuovo che non lo conosce, così il festival di Sanremo e il nuovo album sono l”occasione per raggiungerlo. In Primati abbiamo fatto una nuova versione di Sono così indie, che era del 2010, riarrangiandolo e coinvolgendo alcuni artisti amici a cui abbiamo chiesto dei messaggi vocali via Whatsapp: ci sono Jovanotti, J-Ax, Mara Maionchi, Nina Zilli, Giorgio Mastrota… Oltre al brano sanremese ci sono poi altri due inediti, una ballata e Facile, che vede la partecipazione di Luca Carboni».

Per te, il Festival di Sanremo 2018 non è, però, solo Lo Stato Sociale.

«In effetti no. The Bluebeaters, storica band con più di vent”anni di rocksteady alle spalle, sarà la band del Dopofestival: io sono loro manager e produttore, e attualmente stiamo registrando il loro primo disco di brani inediti in italiano a Medicina».

ste.f.

Nella foto (di Melania Pavan): Matteo Romagnoli, con il computer in mano, con tre membri de «Lo Stato Sociale»
Matteo Romagnoli, un medicinese al Festival di Sanremo
Cultura e Spettacoli 2 febbraio 2018

Burattini di fine '900 e dipinti in mostra alla sala Auditorium di Medicina

Negli anni ”30 il burattinaio bolognese Agostino Serra era solito andare a Medicina per fare divertire i bambini delle scuole elementari Vannini con i suoi burattini.  Burattini particolari, perché creati agli inizi del ‘900 dai fratelli Frabboni (Filippo, Emilio e Augusta), una delle più importanti famiglie di burattinai bolognesi. Ora quelle piccole opere d”arte, che Serra donò alla scuola al momento del suo ritiro e che nel 2001 furono portati al Museo civico (grazie alla donazione dell’allora direttore didattico Gattei e alla dedizione di Anna Maria Brini e Giuliana Sarti occupatesi di una prima fase di riordino e ripulitura), vengono messi in mostra in un”esposizione che inaugura sabato 3 febbraio alle ore 11 nella sala Auditorium in via Pillio 1 e che si intitola Baracca e Burattini. Catalogati da Paolo Parmiggiani dell”Ibc dell”Emilia Romagna, sono 155 pezzi tra burattini,  bellissime scenografie, abiti ed attrezzerie varie.

Le teste dei burattini sono state scolpite da Emilio Frabboni. «I tratti del volto sono inconfondibili per le espressioni sobrie e contenute – si legge nella brochure dell”evento -. Le pupille degli occhi sono borchie metalliche dipinte, mentre il contorno è colorato ad imitazione degli ombretti degli attori. I capelli spesso sono veri ed applicati alla testa come parrucche mentre il collo è conico per garantire un saldo fissaggio degli abiti». Gli abiti indossati dai burattini furono probabilmente realizzati dalla sorella Augusta. «Su alcuni compare il timbro “Filippo Frabboni-Burattinaio-Bologna” – si legge ancora -. Il camiciotto (o buratto) è realizzato secondo la tradizione bolognese: un tessuto di canapa interno è cucito al vestito su cui è applicato un gilet con bottoni completato da un abito supplementare. I personaggi femminili della raccolta sono costruiti diversamente da quelli maschili in quanto mossi da un bastone inserito in un busto di legno che conferiva il portamento femminile. Moltissimi gli accessori di scena: dalle corone ai diademi, dai cestini alle borse, dalle spade ai fucili. I fondali, di grandi dimensioni, sono ventisei. La maggior parte di essi è dipinta a tempera e rappresenta paesaggi, scorci di città, interni di abitazioni di vario genere, l’autore si firma G. Rubbiani. Alcuni fondali sono doppi, formati, cioè, da fondale e principale per meglio rendere la prospettiva dello scenario».

Ad occuparsi di spolverare, pulire, stirare i vestiti e rietichettare i burattini sono stati i volontari del Gruppo Acrasma, insieme a Marta Tugnoli, tirocinante universitaria. In contemporanea (l’inaugurazione è alle ore 10.30) si potrà ammirare la mostra pittorica Il teatro della vita di Vittoriana Benini, con soggetti legati al mondo del teatro e delle maschere.

La mostra sarà visitabile fino al 18 febbraio (sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, giovedì dalle 10 alle 12).

Nella foto: un burattino

Burattini di fine '900 e dipinti in mostra alla sala Auditorium di Medicina
Cronaca 1 febbraio 2018

E' nata “Da.Vive', una onlus per ricordare il piccolo Davide Marchese

Vogliamo trasformare il dolore in qualcosa per la comunità in cui viviamo, partendo dalle passioni di nostro figlio». Con queste parole Gennaro Marchese spiega la nascita della onlus «Da.Vive», costituita il 19 dicembre del 2017 ad appena due mesi dalla scomparsa del figlio Davide, morto all’età di 11 anni investito da un’auto in via Gasperini, dopo dodici giorni in gravissime condizioni all’ospedale Maggiore di Bologna.

Ad oggi l’associazione ha un consiglio direttivo composto da sei persone. Oltre a Marchese (presidente), ci sono la moglie Barbara Garzone (vicepresidente), Francesco Della Torre, Donato Marchesano, Stella Pancari e Antonella Zezze. Domenica 28 gennaio, presso l’auditorium di via Pillio, è stata organizzata la presentazione ufficiale. «In occasione del funerale di nostro figlio abbiamo chiesto a chi voleva di non portare fiori, ma di fare un’offerta che sarebbe servita per costituire un’associazione in sua memoria – prosegue Marchese -. Finora abbiamo raccolto una cinquantina di adesioni. Vogliamo coinvolgere le persone e proporre progetti soprattutto per bambini e ragazzi».

Tra le idee messe sul piatto ma ancora da sviluppare, ci sono ad esempio «l’organizzazione di un laboratorio di scrittura rivolto a ragazzi dai 13 ai 18 anni per realizzare una rivista – abbozza -, ma anche la creazione di un gruppo di ascolto autogestito da persone adulte che si riuniscono e parlano dei loro problemi e di un gruppo di assistenti civici che, in collaborazione con le forze dell’ordine, facciano servizio davanti alle scuole all’entrata e all’uscita». Si può seguire l’associazione sulla pagina Facebook «Da.Vive – Associazione Onlus» e sul sito www.davive.it.

gi.gi.

Nella foto: i componenti del direttivo Francesco Della Torre, Antonella Zezze, Gennaro Marchese, Stella Pancari e Barbara Garzone, mentre non è presente Donato Marchesano

E' nata “Da.Vive', una onlus per ricordare il piccolo Davide Marchese
Cronaca 24 gennaio 2018

Il bullismo al Magazzino Verde, uno spettacolo teatrale per riflettere

Dov”è il confine fra scherzo e atto di bullismo? Dove finisce uno ed inizia l”altro? Come riconoscere questa attuale piaga sociale che è sempre più facile trovare anche nelle piccole realtà dove i giovani si conoscono tutti?

Domani 25 gennaio a Medicina, sul palco del Magazzino Verde alle 21, salgono sul palco i ragazzi del nuovo cast di “Fuori Gioco – Una Storia di bullismo”, spettacolo de La Baracca-Testoni Ragazzi consigliato per bambini e bambine a partire da 10 anni che vuole proprio parlare del delicato tema del bullismo.

Lo spettacolo che andrà in scena è la storia di tre adolescenti, tre diverse personalità che mettono in scena le rigide e pericolose dinamiche di una relazione fra ragazzi: quelli che all’inizio sembrano scherzi si trasformano mano a mano in veri e propri atti di bullismo, innescando quel meccanismo in cui ognuno assume un ruolo ben preciso, il bullo, la vittima e lo spettatore-outsider.

“Fuori gioco vuole parlare delle criticità che possono caratterizzare i rapporti a chi si sta affacciando alla prima adolescenza, senza voler fornire soluzioni o facili moralismi – dicono le note al testo -. Uno spettacolo che vuole far riflettere, animare discussioni e confronti, per far fronte al problema innanzitutto parlandone. Lo spettacolo, frutto dell’incontro tra La Baracca – Testoni Ragazzi e l’associazione “Sos – il Telefono Azzurro onlus”, viene proposto a Medicina con un nuovo cast di giovani attori emiliani. Matteo Bergonzoni, Gianluigi Marra e Lorenzo Monti interpretano il testo originale dando nuova linfa e nuovi riferimenti contemporanei, per raccontare con un linguaggio più aderente a quello dei ragazzi di oggi una storia che continua tristemente a ripetersi”.

Biglietti: intero 6 euro, ridotto (fino ai 14 anni e Soci Coop Reno) 5.

mi.mo

Nella foto (dal sito www.medicinateatro.it): una scena dello spettacolo “Fuori Gioco – Una Storia di bullismo”

Il bullismo al Magazzino Verde, uno spettacolo teatrale per riflettere
Cronaca 22 gennaio 2018

Terminati i lavori della nuova palestra in legno di via Flosa

Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma sono finalmente conclusi i lavori per realizzare la nuova palestra in legno in via Flosa. Le ragazze dell’associazione sportiva Ginnastica Medicina hanno cominciato ad allenararvisi da lunedì 15 gennaio, al rientro dopo la pausa natalizia.

Si tratta della struttura che ha sostituito il «pallone» divenuto ormai obsoleto, del quale da una decina di anni si servivano le giovani ginnaste medicinesi. La nuova palestra è composta una struttura rigida ad archi lamellari in legno e pannelli coibentati, senza parti in muratura, per permettere una buona resistenza termica. La falda del tetto che guarda ad est è stata coperta di pannelli fotovoltaici (20 chilowatt) che consentiranno di produrre energia sia per l’illuminazione, sia per la pompa di calore che produrrà aria calda d’inverno e fresca d’estate. La società sportiva, complessivamente ora, ha a disposizione ben 600 metri quadrati, un centinaio in più rispetto al vecchio pallone.

La novità sta anche nella modalità con cui è stata realizzata l’opera. A costruirla, infatti, è stata l’Ati formata dalla ditta di impianti Chiarini e Ferrari di Anzola e dal Consorzio bolognese Egg, ossia coloro ai quali dal 2013 Medicina ha affidato la bollettazione di luce e gas. Gli stessi che hanno provveduto ad ammodernare le centrali termiche di due scuole, palazzetto e Palazzo della comunità, nonché ad installare e gestire gli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici medicinesi. Un contratto ventennale di assistenza e gestione per il quale il Comune paga circa 480 mila euro all’anno.

Sempre nella stessa convenzione, era prevista la possibilità che l’Ati proponesse ulteriori interventi per il risparmio e l’efficientamento energetico. Da qui il progetto della nuova palestra per le ginnaste. In soldoni, si tratta di un intervento da 317 mila euro. A coprire i costi è l’Ati che, per contro, avrà in gestione l’impianto per i prossimi quindici anni, ossia quanto manca alla fine della convenzione già in essere con il Comune. Dal canto suo, l’ente locale dovrà corrispondere un canone annuo aggiuntivo di 23.900 euro (Iva esclusa), ovvero 466 mila euro complessivi. Una cifra in linea con quanto spenderebbe nello stesso periodo per le sole bollette di luce e gas, senza contare il costo di eventuali manutenzioni.

«E’ una bellissima struttura – commenta soddisfatto Amerigo Setti del consiglio direttivo dell’Asd Ginnastica Medicina -. In questi mesi abbiamo utilizzato il pallone pressostatico dietro al palazzetto dello sport e per questo dobbiamo ringraziare per l’ospitalità la Virtus pallacanestro, ma anche il Medicina Fossatone calcio, che non l’ha utilizzato per gli allenamenti al coperto dei suoi calciatori consentendoci così di sfruttarlo per le “nostre” atlete».

Sarà forse anche per l’avvento della nuova struttura, fatto sta che il numero di allievi della ginnastica è aumentato. «Siamo passati da 140 iscritti dello scorso anno agli attuali 170» conclude con una punta di orgoglio Setti.

gi.gi.

Nalla foto: la nuova palestra allestita con gli attrezzi per la ginnastica

Terminati i lavori della nuova palestra in legno di via Flosa
Economia 20 gennaio 2018

Da un garage al mondo della moda, da mezzo secolo la Gemineon produce insegne per aziende

Percorrendo la San Vitale di notte, appena oltrepassata la frazione medicinese di Fossatone, non si può non notare la scritta «Gemineon». L’insegna, pur non trovandosi direttamente sulla strada provinciale, è molto ben visibile. E non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta di un’azienda che da oltre cinquant’anni produce insegne luminose di qualunque tipo. Tra gli ultimi lavori che portano la sua firma, ci sono ad esempio la facciata della Robopac in zona Ca’ Bianca e la Berardi Bullonerie a Poggio Piccolo, due realtà che si sono dotate entrambe di nuovi stabilimenti produttivi e che per la scritta luminosa con il nome dell’azienda hanno deciso di rivolgersi alla Gemineon Srl.

Dagli anni Novanta l’azienda ha sede nella zona artigianale di Fossatone, in un fabbricato da 2.500 metri quadrati in via Torricelli, dove attualmente lavorano una decina di dipendenti. Il titolare è Alessandro Ghini, figlio dei fondatori Giuseppe, originario di Borgo Tossignano, e Tamara Viale. «Inizialmente – racconta Alessandro Ghini -, i miei genitori aprirono l’azienda in un garage nel quartiere Santa Viola, alla periferia di Bologna». Il nome, decisamente curioso, è la fusione di due parole. La più intuitiva è la seconda, «neon», la tecnologia che per anni ha caratterizzato il mondo delle insegne, oggi praticamente del tutto soppiantata dal led («il neon è rimasto un mercato di nicchia, per artisti o amatori del prodotto»). La prima parola, invece, deriva da «Gemini», ovvero il programma di volo umano nello spazio intrapreso dagli Stati Uniti tra il 1963 e il 1966, proprio quando fu fondata la società. «Inizialmente, i miei genitori si proponevano come produttori di semilavorati conto terzi, quindi non si interfacciavano con il cliente finale – prosegue Ghini -. Lo stesso modo di lavorare proseguì anche quando, nel 1982, l’azienda si trasferì in un capannone da 600 metri quadri a Castenaso». Alessandro entrò in azienda nel 1990, dopo il diploma, e «due anni più tardi ci fu il cambio di passo» rivendica Ghini. Innanzitutto, la Gemineon cominciò a proporre le sue insegne direttamente ai clienti finali e acquistò anche il terreno sul quale sarebbe sorto il nuovo stabilimento a Fossatone. «Fu una scelta puramente economica, perché si spendeva meno rispetto altrove – spiega il titolare -. L’inaugurazione avvenne nel 1996».

Da allora l’azienda, il cui fatturato si attesta su 1,5 milioni di euro all’anno, ha ampliato il proprio bacino di clientela. «Lavoriamo prevalentemente con società italiane, anche se il nostro materiale va anche all’estero» dice Ghini. Tra gli ultimi grandi lavori fatti, ad esempio, nel 2014 c’è la sostituzione in tutto il territorio italiano delle insegne della catena alberghiera Nh. Nel 2007, invece, lo stesso era avvenuto per le insegne in tutti gli stabilimenti europei della Cnh del gruppo Fiat. Ma non sono mancate neppure insegne di farmacie a Bologna, Trento e Trieste e del settore bancario (Gemineon si è occupata ad esempio del cambio di insegne da Credito Romagnolo a Rolo Banca e anche di quelle della Banca di Imola). Uno degli ambiti più redditizi è però quello dell’alta moda, dove lavora per nomi quali Gucci, Fendi, Bulgari, Diesel e Moncler. «In questo caso facciamo spesso anche gli espositori illuminati per i prodotti».

Ma come nasce l’idea di un’insegna? «In realtà, spesso è il cliente a darci il progetto di cosa vuole e con quali colori, che spesso richiamano quelli societari» dice Ghini. Ovviamente, ci sono colori più o meno «leggibili». Nel nostro territorio, ad esempio, «bisogna considerare anche la presenza della nebbia – dice Ghini -. Con queste condizioni, le scritte blu tendono a sparire, mentre il bianco resta in assoluto il colore più visibile e anche il più utilizzato».

E per il futuro? «Stiamo investendo di più sul mercato degli espositori perché c’è una discreta richiesta – spiega il titolare -. Inoltre, vogliamo capire se sarà possibile lavorare di più con l’estero, visto che con la crisi economica si è un po’ perso il rinnovo ciclico dell’immagine dell’azienda. In questo caso, però, in quei Paesi servirebbero delle sedi almeno parzialmente produttive».

gi.gi.

Nella foto: lo stabilimento della Gemineon a Fossatone di Medicina

Da un garage al mondo della moda, da mezzo secolo la Gemineon produce insegne per aziende
Cronaca 19 gennaio 2018

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni

Ristrutturazione o nuova palestra per la scuola media Simoni? Questo era l’interrogativo che la scorsa estate si poneva il Comune di Medicina per decidere il futuro della struttura di via Battisti. Oggi, dopo aver affidato all’architetto Milena Mazzacurati dello studio bolognese Progetto 04 uno studio di fattibilità tecnica, l’ente locale ha deciso di proseguire con la seconda opzione, demolendo e ricostruendo una nuova palestra, più bella e decisamente più grande.

L’attuale struttura, infatti, risale al 1967. «E’ necessario sia adeguarla alla normativa per la prevenzione di incendi, sia intervenire con un miglioramento strutturale e sismico – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari –. Intervenire sull’edifico esistente comporterebbe dei costi molto alti se paragonati alla possibilità di utilizzo di una struttura ormai datata e sotto molti punti di vista ormai poco funzionale per l’intensa attività che vi viene realizzata dalle scuole e dalle associazioni sportive di Medicina (in particolare pallacanestro e pallavolo)».

Da qui la decisione di procedere con la costruzione di una nuova palestra. Il primo passo è stata l’approvazione da parte della Giunta di un progetto di fattibilità tecnica ed economica e l’inserimento dell’intervento nel piano triennale delle opere, prevedendo una spesa di 1 milione e 90 mila euro nel 2018. L’intervento è decisamente consistente. Innanzitutto, si prevede la demolizione dell’attuale palestra da 650 metri quadri e la costruzione, al suo posto, di nuova palestra con tetto in legno lamellare da circa 1190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio dell’attuale struttura. Il nuovo edificio avrà tre blocchi distinti ma collegati tra loro. L’edificio principale sarà quello al centro, che conterrà l’area di gioco di dimensioni tali da garantire la presenza di un campo da basket regolamentare e una zona spettatori con una piccola tribuna. Il secondo blocco sarà invece a due piani e ospiterà al piano terra un ufficio e quattro spogliatoi, mentre al primo piano ci saranno altri due spogliatoi e una piccola palestra di circa 80 metri quadrati «che potrebbe essere usata ad esempio al pomeriggio e alla sera dalle associazioni sportive per la ginnastica dolce» abbozza Montanari. Dalla parte opposta, invece, è previsto il terzo blocco, che sarà a un solo piano e conterrà servizi igienici, infermeria, depositi e vano tecnico.

«Questa nuova palestra porterebbe tanti vantaggi – dice Montanari –. Innanzitutto, una struttura sportiva a norma e corrispondente ai parametri fissati dal Coni, oltre che più funzionale grazie alla presenza di una seconda palestrina. Inoltre, grazie all’installazione di pannelli per la produzione dell’acqua calda e di energia elettrica, consentirebbe di contenere notevolmente i consumi energetici». Come detto, per costruirla occorrere oltre un milione di euro. Il Comune di Medicina ad oggi dispone di circa 280 mila euro di risorse statali che derivano dalla programmazione nazionale dell’edilizia scolastica. «Per il resto, contiamo di intercettare fondi attraverso bandi come quello regionale pubblicato di recente proprio per gli impianti sportivi – abbozza il vicesindaco –. Inoltre, chiederemo di poter liberare risorse bloccate dal patto di stabilità. Parallelamente, nei prossimi mesi vorremmo arrivare all’approvazione del progetto definitivo». Più facile, dunque, che si arrivi al cantiere vero e proprio non prima del 2019. «In ogni caso, per gli studenti non sarebbe un problema perché potrebbero utilizzare altri impianti, come il palazzetto dello sport» conclude Montanari.

gi.gi.

Nella foto: il rendering della nuova palestra nelle scuole Simoni

E' stato approvato il progetto per la nuova palestra della scuola media Simoni
Cronaca 2 gennaio 2018

Lavori sulle tubature a Fossatone, l’intera zona artigianale sarà collegata al depuratore

L’intera area artigianale di Fossatone, frazione di Medicina a due passi dalla San Vitale, nel giro di qualche mese verrà collegata al depuratore. Un intervento atteso da tempo che «consentirà di rendere più attrattiva e accogliente quell’area» dice con una punta di orgoglio il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari. Tra l’altro, questi lavori si intersecano con la presa in carico da parte del Comune della zona più vecchia del comparto, quella di via Passo Pecore e Torricelli, rimasta in capo ai privati per quasi trent’anni.

I lavori in corso, iniziati in ottobre, sono quelli ad opera di Hera che consentiranno di collegare il sistema fognario di Fossatone alla rete che recapita al depuratore di Medicina, operazione che consentirà finalmente di non avere più deroghe per scaricare direttamente nei fossi oppure vasche ad hoc realizzate dalle singole aziende. «L’intervento è composto da due lotti – dettagliano da Hera –. Il primo prevede la posa di condotte fognarie lungo via Leonardo da Vinci, per una lunghezza di 650 metri, mentre il secondo la realizzazione di un impianto di sollevamento e la posa nei terreni di campagna delle condotte fognarie per una lunghezza complessiva di circa 850 metri, fino al collegamen-to alla rete esistente in prossimità dell’abitato di Fossatone». Si tratta di opere che dovrebbero concludersi nel giro di sei mesi, quindi entro l’inizio della primavera, tuttavia «potrebbero protrarsi a causa del recente ritrovamento di reperti archeo-logici in prossimità della via San Vitale».

Complessivamente, si tratta di un’opera da 660 mila euro (Iva esclusa). Il primo lotto da 270 mila euro è a carico di Hera che lo finanzia tramite la tariffa del ciclo idrico, mentre il secondo lotto da 390 mila euro è finanziato in parti uguali da Conami e dalla Regione Emilia Romagna, quest’ultima per mezzo delle risorse statali provenienti dai residui dell’Accordo di programma quadro per la tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche. Proprio l’imminenza del collegamento delle fognature della zona artigianale di Fossatone al depuratore ha permesso di sbloccare la situazione dell’area che fa capo al Consorzio Passo Pecore (dal nome della strada che, assieme a via Torricelli, lo definisce). «Tutto è stato possibile grazie alla collaborazione delle aziende che volevano risolvere la situazione e del Comune che, grazie anche agli uffici competenti, ha supportato con forza il Consorzio nei vari passaggi» dice il vicesindaco.

In effetti, la lottizzazione artigianale delle vie Passo Pecore e Torricelli è partita all’inizio degli anni Novanta, ma finora è sempre rimasta in capo ai privati del Consorzio. «Il passaggio al Comune non era mai stata possibile perché i consorziati non avevano mai adempiuto a certi lavori – dice Alessandro Ghini, titolare dell’azienda che produce insegne luminose Gemineon e consigliere del Consorzio dal 2016 (il presidente è Raffaele Ricci) –. Negli anni ci sono stati molti cambi di proprietà e anche alcune persone decedute. In particolare dal 2006 al 2012 c’è stato molto “immobilismo” sui lavori da fare. Non è stato facile rintracciare tutti i proprietari, che oggi sono 16 o 17 società, e convincerli che era giunto il momento di completare le opere, ma ci siamo rimboccati le maniche. I lavori di Hera hanno consentito un’accelerata e a breve stipuleremo davanti a un notaio la cessione delle aree dal Consorzio al Comune, dal quale comunque abbiamo già ottenuto formalmente il via libera alla presa in carico».

Nei mesi scorsi, infatti, i consorziati hanno pagato una lunga serie di opere, dalla sistemazione del manto stradale alla segnaletica, dalla pulizia e implementazione della rete fognaria del comparto alla messa a norma dei lampioni stradali, fino ai parcheggi. Per le aziende che hanno la sede in via Passo Pecore e in via Torricelli i vantaggi non si limiteranno quindi al collegamento fognario con il depuratore. «Complessivamente abbiamo speso circa 140 mila euro – prosegue Ghini –. A breve il Consorzio chiuderà, dobbiamo soltanto finire di recuperare qualche pendenza da parte di alcune società .Finora l’unico servizio che avevamo era la raccolta dei rifiuti, ora beneficeremo ad esempio anche dell’illuminazione pubblica e della riparazione delle buche stradali. Tutto il comparto ne guadagnerà e sarà più qualificato».

Nella foto: i lavori di asfaltatura realizzati dal Consorzio «Passo Pecore».

 

Lavori sulle tubature a Fossatone, l’intera zona artigianale sarà collegata al depuratore
Cronaca 28 dicembre 2017

A Medicina capodanno con spumante panettone e il rogo del vecchione

Come da tradizione, Medicina festeggia il capodanno in centro storico in compagnia dei dj e della musica di Radio Bruno. L”appuntamento, organizzato dalla Pro Loco Medicina, è alle 23 in piazza Garibaldi con spumante, panettone e cioccolata calda a cura dell”associazione turistica.

Immancabile, poi, il rogo del vecchione, cioè di ciò che si vuole lasciare alle spalle per guardare al futuro con speranza. Per il capodanno scorso a bruciare in piazza è stato un vecchione dedicato alla violenza contro le donne, per dire basta.

Prima degli auguri in piazza, alla Sala del Suffragio di via Libertà 60, l”appuntamento è con lo spettacolo “Bulgnèis gost talent” a cura della compagnia Al nostar dialatt (ore 21,30). Medicina

A Medicina capodanno con spumante panettone e il rogo del vecchione

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