Mordano

Cronaca 7 marzo 2018

Calamità, il gruppo Wienerberger socio dell'associazione Ingegneria sismica italiana

L’associazione Ingegneria sismica italiana (Isi) conta una trentina di soci sostenitori. Da gennaio di quest’anno si è unito anche Wienerberger, il gruppo leader nella produzione di materiali per l’edilizia di cui fa parte anche l’ex Laterizi Brunori di Bubano, azienda quest’ultima che vanta una lunga storia (iniziata nel 1819) ed acquisita dal gruppo austriaco nella seconda metà degli anni Novanta.

L’Isi è un’associazione che raccoglie persone fisiche e giuridiche, come aziende università ed enti, che operano in Italia nel campo dell’ingegneria sismica, allo scopo di promuovere e divulgare studi e ricerche per lo sviluppo di tecnologie antisismiche all’avanguardia. Fra le azioni che propone grazie al contributo economico annuo versato dai soci sostenitori, l’Isi promuove la formazione di commissioni scientifiche per l’approfondimento di temi specifici inerenti le finalità associative e partecipa a tavole rotonde con gli enti nazionali che si occupano di normativa antisismica.

Per l’azienda bubanese la scelta di diventare socio sostenitore di Isi è in linea con il proprio lavoro di ricerca e sviluppo che ha prodotto, nel tempo, soluzioni sempre più innovative per la progettazione di edifici con un altissimo coefficiente di sicurezza sismica. L’Italia è uno dei Paesi europei a maggior rischio sismico e contemporaneamente con il patrimonio immobiliare più datato e meno sicuro. Wienerberger è presente nel Belpaese con quattro dei circa 200 stabilimenti dislocati in trenta nazioni.

mi.mo

Nella foto: l”azienda Wienerberger, dal sito aziendale

Calamità, il gruppo Wienerberger socio dell'associazione Ingegneria sismica italiana
Cronaca 1 marzo 2018

Maltempo, le abbondanti nevicate hanno provocato la caduta di un cedro a Mordano

A Mordano, oggi, le abbondanti nevicate hanno provocato la caduta di un cedro posto nel cortile della scuola elementare e media Aldo Moro, all”incrocio tra via Cavallazzi e via Lughese, proprio sotto al semaforo.

L”incidente si è verificato nel pomeriggio, quando l”albero è caduto in mezzo alla strada nel tratto che da Imola va verso Massalombarda. Per fortuna non si sono registrati danni a persone e auto e tutto si è risolto, per fortuna, solo con un grande spavento.

Sul posto sono intervenute le forze dell”ordine e i Vigili del fuoco che hanno provveduto a rimuovere lo stretto indispensabile, prima di transennare la zona e chiudere la strada. La riapertura è prevista per lunedì.

Tra l”altro è stato dichiarato pericolante un altro albero quindi dovrà essere abbattuto.

r.c.

Nelle foto l”albero caduto

Maltempo, le abbondanti nevicate hanno provocato la caduta di un cedro a Mordano
Sport 13 febbraio 2018

Calcio serie D, l'ex Imolese Nicolò Scalini ora alla Massese si racconta

«Abbiamo avuto tante sfighe…». Il verbo coniugato alla prima persona plurale che usa Nicolò Scalini per parlare della sua ex squadra, ovvero l’Imolese, fa capire come il legame di «Scalo» con quei colori indossati fino a dicembre sia ancora forte, nonostante adesso il centrocampista di Bubano sia aldilà dell’Appennino, con la maglia bianconera della Massese. Filippini e Gadda, poi Zanetti e Magrini: due squadre per 4 allenatori nella stagione di Scalini.

«Non mi aspettavo che a Massa ci sarebbe stato il cambio di panchina: Zanetti (che aveva voluto espressamente Scalini, nda) ha rassegnato le dimissioni, visto che ormai era contestato dal tifo organizzato che segue la squadra molto da vicino. La Massese – parola del centrocampista di Bubano, che ha segnato contro la Rignanese il primo gol in maglia toscana – era partita per un campionato tranquillo, poi a metà campionato hanno acquistato 6 giocatori e dichiarato di puntare alla vittoria del girone: le cose non sono andate per il verso giusto, ma finché c’è vita c’è speranza».

Si può fare un confronto tra Massese e Imolese?

«Beh, certamente l’Imolese ha individualità migliori, così come il girone D è più forte di quello nel quale gioco attualmente».

Ci spieghi la tua scelta?

«La mattina in cui siamo partiti con il mio procuratore (Loris Donatini, nda) l’idea era quella di andare a Ponsacco, poi strada facendo mi ha chiamato Zanetti ed è stato bravo a convincermi ad andare alla Massese. Mentre stavamo andando là arrivò anche una chiamata del Forlì: una mattina strana, non pensavo di aver tante richieste, visto che anche il Mezzolara, la Vigor Carpaneto e il Lentigione mi avevano cercato, ma pensare di dover poi giocare contro l’Imolese sarebbe stata dura. La Massese è una squadra che ha tradizione ma che, come mi dicono tutti i compagni, non ha certo le strutture dell’Imolese, che sono conosciute in tutta Italia per la qualità».

Hai salutato per trovare con continuità quel posto fisso che, al Galli, in queste ultime due stagioni non sei mai riuscito a ritagliarti.

«All’Imolese ero a casa ed avevo amici in una squadra che ritengo più forte di quella dello scorso anno che, altra domanda alla quale devo sempre rispondere qua a Massa, non so ancora dare una spiegazione sul perché non abbia vinto il campionato».

Qualche rimpianto?

«Quello di aver lasciato Imola un pochino ce l’ho, inutile negarlo: probabilmente in serie D ci si fida più di centrocampisti esperti rispetto a un ’95 come me, ma sono scelte che fa l’allenatore, per cui va bene così».

Emanuele Filippini?

«Era l’allenatore sbagliato nel posto giusto: con noi non si è comportato al meglio, non c’è mai stato feeling e quella storia sulla mancanza di leader in squadra per me è una cavolata. Se l’Imolese se non avesse avuto tutti questi infortuni sarebbe davanti a tutti: il Rimini adesso ha alcune partite difficili, se l’Imolese riesce a fare un filotto di vittorie poi nello scontro diretto può giocarsela, andrebbe bene arrivarci anche con 6 punti di ritardo, a patto di vincere al Neri».

E la Massese?

«Se non riusciremo a rimontare e a vincere il campionato, punteremo ai play-off: lo stadio è già stato sistemato per l’eventuale ripescaggio in C, quindi noi dovremo in ogni caso cercare di vincerli».

an.mir.

Nella foto: Nicolò Scalini con la maglia dell”Imolese insieme a Gustavo Ferretti

Calcio serie D, l'ex Imolese Nicolò Scalini ora alla Massese si racconta

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