Ozzano dell’Emilia

Sport 9 luglio 2018

Basket serie B, Sinermatic è il nuovo main sponsor dei Flying Ozzano

E” stato presentato oggi nel tardo pomeriggio, alla presenza di tifosi, stampa e autorità e del sindaco Luca Lelli al palazzetto di viale Due Giugno, il nuovo main sponsor dei Flying Ozzano in vista del prossimo campionato di serie B.

Sinermatic, giovane gruppo di aziende specializzate nella realizzazione di macchine automatiche con sede ad Ozzano e filiali in Italia e in Europa, 1200 dipendenti e un fatturato di circa 200 milioni di euro, nella stagione che sta per partire comparirà nelle maglie (oltre che nel nome) dei biancorossi. L”accorso stipulato tra l”azienda e la società del presidente Cuzzani è su base annuale, con la possibilità concreta di estenderlo successivamente per altri due.

«Ho visto in questa società sportiva i valori del nostro gruppo ovvero eccellenza, innovazione, programmazione e amore per il territorio- spiega Andrea Zaccari, amministratore delegato di Logimatic, azienda del gruppo Sinermatic -. Abbiamo così la possibilità di legare lo sport più bello del mondo ad un lavoro in un grande team come il nostro. Vogliamo costruire un percorso per gli anni futuri».

«E” una notizia che fa molto piacere alla comunità – conclude il sindaco Luca Lelli – e il bello è che le motivazioni non sono solo commerciali».

d.b.

Nella foto: da sinistra Gabriele Torregiani, Andrea Zaccari , Stefania Morgano, Paolo Cuzzani e il capitano della squadra Giovanni Agusto

Basket serie B, Sinermatic è il nuovo main sponsor dei Flying Ozzano
Cultura e Spettacoli 9 luglio 2018

La mostra permanente di Ozzano diventa museo di Claterna

Al termine di un lungo iter burocratico con la Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio iniziato nei primi mesi del 2018, l’Amministrazione comunale di Ozzano ha raggiunto un importante traguardo culturale. La mostra permanente con i reperti degli scavi di Claterna ospitata dal 2006 al terzo piano del Palazzo della cultura di Ozzano, al civico 18 di piazzale Allende, è stata promossa a museo della città romana di Claterna.

L’inaugurazione del “nuovo” museo è prevista per il prossimo dicembre in occasione del ventennale del Palazzo della cultura ozzanese. Ne frattempo i locali della mostra permanente, inaugurata nel 2006, sono chiusi già dalla fine della scuola, pronti per un restyling sovvenzionato con circa 15 mila euro da parte dell’Amministrazione comunale che comprenderà anche nuove dotazioni multimediali, tra cui un totem informativo ed un maxischermo per le proiezioni. Tali attrezzature arricchiranno le visite di quelli che sono i maggiori visitatori della mostra-museo su Claterna, città romana rinvenuta proprio nel territorio di Ozzano, ossia gli studenti delle scuole del comune e dei territori vicini.

Anche se il materiale in esposizione non cambierà, non si tratta solo di un cambio di denominazione. Il museo, in quanto tale, infatti, dovrà osservare un orario di apertura ben maggiore rispetto a quello garantito dalla mostra permanente, che era di due sole ore a settimana o, in alternativa, visitabile su richiesta durante gli orari di apertura della biblioteca. Fra i requisiti minimi per il museo, invece , ci sarà un’apertura di 24 ore settimanali di cui almeno un sabato o una domenica al mese.

Il più lungo orario di apertura sarà garantito da nuovo personale addetto al museo, per il quale il Comune ha destinato 30 mila euro annui. Nel dettaglio, ci saranno un direttore scientifico, un responsabile delle attività didattiche e un collaboratore per le visite guidate per scuole e gruppi, che dovranno essere individuati nei prossimi mesi. “Vogliamo ampliare l’offerta per le scuole e il numero di progetti attivabili così da richiamare pubblico da un più ampio territorio – anticipa l”assessore alla Cultura Marika Cavina -. Anche se il progetto scientifico è lo stesso di prima, rinfrescare il concept della mostra-museo potrà richiamare nuove scuole e magari anche nuove utenze, per questo abbiamo pensato di trasformare la mostra in un museo bilingue italiano ed inglese“.

Maggiori dettagli su “sabato sera” del 5 luglio.

mi.mo

Nella foto: una sala della mostra permanente di Ozzano

La mostra permanente di Ozzano diventa museo di Claterna
Cronaca 3 luglio 2018

A Ozzano sono partiti i lavori per la realizzazione delle tre ciclabili

Sono finalmente partiti i lavori per realizzare ad Ozzano le ciclabili rese possibili dal finanziamento statale ottenuto all’interno del bando per riqualificare le periferie. Da alcuni giorni, infatti, gli operai della Dma Costruzioni Srl sono al lavoro sul tratto che, partendo da via San Cristoforo, percorrerà via San Lazzaro e via Val Fiore, fino al confine con San Lazzaro; per finirlo, avranno 120 giorni di tempo.

Contestualmente, verrà avviato il cantiere della Robur Asfalti Srl che si occuperà del tratto che, dal confine con Castel San Pietro, arriva fino a dove oggi si interrompe la ciclabile lungo la via Emilia, poco oltre l’incrocio con via Claterna dal lato verso le colline (occorreranno 90 giorni di lavori). Partirà invece a inizio luglio l’intervento del terzo tratto all’interno di Osteria Nuova; ad occuparsene sarà la Lombardo Pasquale e figli, che avrà sempre 120 giorni di tempo.

Ergo, per l’inizio dell’autunno i tre tratti dovrebbero essere completati. «Per gli interventi il contributo statale è di 515mila euro, mentre la restante quota pari a 220 mila euro è finanziata direttamente dal Comune» dice l’assessore ai Lavori pubblici, Mariangela Corrado.

gi.gi.

Nella foto: il cantiere dei lavori

A Ozzano sono partiti i lavori per la realizzazione delle tre ciclabili
Cronaca 3 luglio 2018

Emergono strada, edifici e un pavimento di Claterna dagli scavi per la ciclabile di Ozzano

Chi cerca, trova. Grazie all’indagine archeologica preventiva prevista in caso di lavori pubblici, dalla città romana di Claterna sono venuti alla luce nuovi rinvenimenti. L’occasione per indagare nuove aree dell’antica città sepolta, sviluppatasi frail primo secolo avanti Cristo e  il sesto secolo dopo Cristo, l’hanno data gli imminenti lavori per la realizzazione della pista ciclabile di Ozzano lungo la via Emilia.

A venire alla luce, grazie agli scavi affidati dall’Amministrazione comunale alla ditta specializzata Phoenix Archeologia, sono stati alcuni rinvenimenti utili per «migliorare la nostra conoscenza dell’effettiva estensione di Claterna– spiega Renata Curina, funzionario archeologo della Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara ma anche responsabile della tutela del territorio di Ozzano e dell’area archeologica di Claterna –. Sono state indagate, attraverso sondaggi lineari lunghi duecento metri e larghi due e mezzo, alcune zone dove è previsto il passaggio della nuova pista ciclabile, arrivando fino alle stratigrafie più recenti del quarto e sesto secolo dopo Cristo, quelle più superficiali e dunque a rischio di essere compromesse dagli scavi per la ciclabile».

Sono due i rinvenimenti principali. Da un lato, un tratto di sede stradale del cardo maximus (cardine massimo), l’asse viario principale perpendicolare alla via Emilia, la quale, al tempo dei romani, era nota come decumano massimo. Dall’altro, nell’area di fronte alla cosiddetta domus dei mosaici, dal lato delle colline, sono state rinvenute le tracce delle fondazioni di una grossa muratura forse riconducibile ad un edificio pubblico.

Anche nell’area più ad est, vicino all’incrocio con via San Giorgio, sono stati individuati i resti di un altro edificio, purtroppo in parte danneggiati dalle arature. Qui le indagini si sono al momento fermate alle aree di proprietà demaniale, mentre sono ancora da indagare le aree di proprietà privata. «Sono comunque emerse tracce di un pavimento in cocciopesto (laterizio macinato impastato consabbia e calce, ndr) che potrebbero indicare una domus o un edificio pubblico di un certo interesse, per questo sarà necessario un approfondimento– anticipa Curina–. Le nuove informazioni emerse sono molto importanti perché ci permettono di programmare nuove campagne di scavo».

mi.mo.

Larticolo completo su «sabato sera» del 28 giugno.

Nella foto: il pavimento in cocciopesto

Emergono strada, edifici e un pavimento di Claterna dagli scavi per la ciclabile di Ozzano
Cronaca 30 giugno 2018

A Ozzano c'è una corsa in più del bus 19 notturno per Bologna, al Comune costa 8.422 euro. “Pensato per i giovani'

Da domani c”è un collegamento in più per raggiungere la Bologna by night. Da domenica 1° luglio la linea 19 di autobus Tper ha una nuova corsa notturna che collega Ozzano al capoluogo. La bella notizia è arrivata dal Comune con una nota.

In realtà, la linea 19 notturna è già attiva da tempo con tempo con partenza da Bologna (via Rizzoli) alle ore 0.20 e arrivo a Ozzano alle 0.54. Eppure «una delle richieste che mi sento fare con più forza dai cittadini, in particolare da chi è genitore, è che Ozzano ha pochi collegamenti serali e notturni con Bologna – afferma il sindaco, Luca Lelli -. La richiesta arriva in particolare da chi ha figli adolescenti che magari invitano degli amici la sera, ma poi non vi sono mezzi pubblici con cui rientrare a San Lazzaro o Bologna costringendo così i genitori ad accompagnarli o ad andare a riprenderli in orario notturno».

Così, il primo cittadino e l’assessore ai Trasporti, Mariangela Corrado, si sono attivati per chiedere un confronto con i dirigenti di Tper, da cui è scaturita, in aggiunta all”esistente il fatto che, sempre la linea 19, partirà da Casteldebole alle 22.58 e si fermerà a Bologna centro (via Rizzoli) anche alle ore 23.20 con arrivo a Tolara alle 23.54. Il ritorno con partenza da Tolara (fermata sulla via Emilia, di fronte al bar Caffè La Nuit) è previsto alle ore 23.55, fermerà ad Ozzano centrale alle 23.57 e a tutte quelle successive con arrivo a Bologna centro (via Rizzoli) alle 0.30 (capolinea a Casteldebole alle 0.52).

Per ottenere l’aggiunta, l’Amministrazione ozzanese dovrà pagare un contributo annuo pari a 8.422 euro. «Ora invito tutti,  ozzanesi e non,  ad utilizzare il più possibile le linee notturne Ozzano-Bologna e ritorno affinchè i servizi possano essere mantenuti in essere» conclude Lelli. (gi.gi.) 

L’orario completo è sul sito www.tper.it. 

A Ozzano c'è una corsa in più del bus 19 notturno per Bologna, al Comune costa 8.422 euro. “Pensato per i giovani'
Sport 23 giugno 2018

Pallavolo, a Ozzano potrebbe sbarcare una squadra di B1 allenata dall'imolese Massimo Benedetti

Molta carne al fuoco nella pallavolo del nostro territorio. Se in casa Clai si parla di possibili cambi a livello societario, spostandosi verso Bologna si vocifera anche del possibile ritorno della pallavolo di B2, se non addirittura B1, in quel di Ozzano. Nel secondo caso a trasferire la prima squadra a Ozzano sarebbe l’Idea Volley Bologna, che però prima dovrebbe cedere il titolo al Volley Team Bologna. In pratica, la società nata qualche stagione fa per diventare la squadra di riferimento a livello giovanile della provincia di Bologna (una sorta di consorzio a cui hanno aderito, almeno per il giovanile, anche Ozzano, Clai Imola, Pontevecchio e Progresso Castelmaggiore) parteciperebbe alla B2 con la stessa squadra che era dell’Idea Volley e potrebbe giocare al palasport di Ozzano e non più a Castelmaggiore, come accadeva lo scorso anno.

Entro fine mese verrà presa una decisione definitiva dai dirigenti bolognesi, ma le probabilità che ciò avvenga sono alte. In questo modo Ozzano non perderebbe la pallavolo di un certo livello, visto che il titolo della Fatro, che si è salvata in serie C, quasi certamente verrà ceduto ad un’altra società. «Saremo costretti a fare questa scelta perché molte delle nostre giovani, che sono fra le più forti in regione per gli anni 2004-2005, andranno a far parte del Volley Team Bologna Under 16 – spiega il presidente di Ozzano, Giorgio Gambi -. Prendere quasi tutte giocatrici da fuori per disputare la serie C non ha senso e mancavano anche le risorse, visto che noi paghiamo una quota al consorzio a seconda di quante ragazze diamo al Volley Team Bologna e in totale le nostre dovrebbero essere sette. Poi fra due anni, quando la ragazze torneranno da noi, sarà pur sempre possibile riprendere un titolo per partecipare a un campionato nazionale».

A Ozzano, il Volley Team Bologna troverebbe un palasport decisamente più accogliente rispetto a quello di Castelmaggiore. Inoltre la squadra allenata dall’imolese Massimo Benedetti potrebbe decidere di partecipare alla B1. «Se ciò accade – dice il tecnico imolese – è perché qualche società di B1 ci offre lo scambio del titolo a costo zero. Partecipare alla B1 avrebbe un aggravio di costi ridotto e ci permetterebbe di far giocare al nostro gruppo giovane un campionato più qualificato che servirebbe a farle migliorare più velocemente. Quindi accetteremmo di buon grado».

c.a.t.

L”articolo completo su «sabato sera» del 21 giugno.

Nella foto: Giorgio Gambi e dietro Massimo Benedetti, quando la Fatro fu promossa in B2 nel 2012

Pallavolo, a Ozzano potrebbe sbarcare una squadra di B1 allenata dall'imolese Massimo Benedetti
Cronaca 23 giugno 2018

Rifiuti abbandonati in strada a Ozzano, scattano le prime sanzioni delle Gev. Dito puntato sui “vicini'

L’abbandono dei rifiuti sta diventando un tema «caldo» in molti comuni del nostro territorio, sia in quelli che hanno già modificato il sistema di raccolta (i dieci comuni del circondario imolese, in diversi scaglioni temporali), sia in quelli che stanno ancora valutando come muoversi, come Ozzano. Proprio in quest’ultimo, si sta registrando un aumento esponenziale di cassonetti strapieni e conseguente abbandono di sacchetti, in particolare dell’indifferenziato, in strada. Uno spettacolo non certo edificante e che mostra il malcostume di molti. «Ci sono arrivate segnalazioni da parte dei cittadini e dal personale di Hera che si occupa dello svuotamento dei contenitori» conferma l’assessore ozzanese all’Ambiente, Mariangela Corrado.

Il sospetto, che è quasi una certezza, è che questo incremento di sacchetti in strada sia legato alla recente introduzione del nuovo sistema di raccolta nel vicino comune di Castel San Pietro e relative frazioni. Qui i vecchi cassonetti sono stati sostituiti con isole ecologiche di base composte da un cassonetto per i rifiuti indifferenziati con calotta, più contenitori per carta e cartone, plastica e lattine, sfalci e potature e una campana per il vetro. Inoltre, c’è un cassonetto a pedale per l’organico. Da fine maggio, passato il primo periodo per abituarsi al nuovo sistema, sono stati chiusi e per conferire i rifiuti è necessario utilizzare l’apposita tessera fornita da Hera a tutte le utenze. «Abbiamo notato un aumento degli abbandoni dei rifiuti nel nostro territorio proprio in concomitanza con la chiusura dei nuovi cassonetti a Castel San Pietro – prosegue la Corrado -. Pensiamo che in buona parte possa dipendere da cittadini della frazione di Osteria Grande e dintorni, che confinano con Ozzano. Succede in particolare per i sacchi grandi dell’indifferenziata che, con l’introduzione del riduttore a calotta, non entrano più nei nuovi contenitori posizionati a Castello (il massimo è un sacchetto da 30 litri, ndr)».

Il dito puntato contro i «vicini» di Osteria Grande è giustificato da una semplice constatazione. «Oltre al fatto che gli abbandoni si sono intensificati dopo la chiusura dei cassonetti – prosegue l’assessore -, le postazioni più critiche sono proprio quelle al confine con Castel San Pietro. Avevamo già avuto un problema analogo anni fa quando a Budrio fu introdotto il sistema porta a porta e ancora oggi registriamo abbandoni dovuti a questo in via Pedagna a Ponte Rizzoli».

Per quanto riguarda le criticità attuali, invece, i cassonetti «di confine» attorno ai quali ci sono più sacchetti sono «all’incrocio tra via Frate Giovanni e via di Varignana, all’altezza del civico 4 di via San Pietro, all’intersezione tra via San Pietro e via Panzacchi e sugli Stradelli Guelfi a Ponte Rizzoli, dietro l’edicola – snocciola la Corrado -. A nostro parere il fenomeno “migratorio” è evidente».

Come fare, allora? Già l’anno scorso il Comune di Ozzano aveva chiesto alla Gev (guardie ecologiche volontarie) di Bologna, con le quali ha una convenzione, di intensificare i controlli sui rifiuti. «La polizia municipale e le Gev stanno collaborando per monitorare la situazione e segnalare a Hera se e dove c’è bisogno di svuotare i cassonetti più spesso, ma possono anche sanzionare se risalgono all’identità dei trasgressori» afferma l’assessore. In sostanza, possono aprire i sacchetti trovati in strada e se trovano elementi riconducibili a una persona in particolare (può essere sufficiente una busta con l’indirizzo) scatta la multa.

La municipale applica il regolamento Atersir che prevede una sanzione da 52 a 312 euro; nello specifico, viene applicata una sanzione da 104 euro (il doppio del minimo). «Quest’anno ne abbiamo già notificate 24, delle quali le ultime 2 sono state rilevate a Ponte Rizzoli e riguardano entrambe residenti di Castel San Pietro – dice la Corrado -. Inoltre, useremo a questo scopo anche un paio di telecamere mobili, posizionandole in corrispondenza delle postazioni più critiche».Intanto, il Comune di Ozzano prosegue il percorso per arrivare a definire la nuova modalità di raccolta differenziata nella quale sono stati coinvolti i cittadini attraverso un percorso partecipato promosso dall’Unione dei comuni Savena-Idice (oltre a Ozzano, ci sono Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro).

Negli incontri organizzati finora sono stati portati ad esempio i sistemi attivati nei comuni limitrofi che, in sostanza, applicano la raccolta porta a porta o, in alternativa, la tessera personale per aprire i cassonetti e le calotte per limitare la grandezza dei sacchetti. «Stiamo valutando – dice l’assessore -. In ogni caso, per evitare ulteriori disagi, ci piacerebbe introdurre un sistema uguale tra territori vicini».Nel frattempo, continua la possibilità di conferire rifiuti sia nei cassonetti della differenziata in strada, sia presso la stazione ecologica di via dello Sport. In quest’ultimo caso, sono previsti sconti sulla bolletta della Tari in base a quanto conferito (ogni oggetto conferito consente di accumulare un certo numero di punti; gli sconti partono al raggiungimento dei 170 punti per le utenze domestiche e dei 600 per le non domestiche).

«Sono 650 gli utenti che troveranno nella cartella della Tari l’applicazione di uno sconto sulla tassa rifiuti dovuto ai conferimenti del 2017 per un totale di 11.151 euro, in linea con quanto versato nel 2016 e in crescita rispetto ai circa 9.000 euro degli anni precedenti» conclude Corrado. (gi.gi. ) 

Nella foto i sacchetti abbandonati fuori da cassonetti a Ponte Rizzoli

Rifiuti abbandonati in strada a Ozzano, scattano le prime sanzioni delle Gev. Dito puntato sui “vicini'
Cronaca 21 giugno 2018

Giochi d’acqua e panchine al posto della fontana, al via i lavori nel parco della Resistenza

Un po’ in ritardo rispetto al previsto, ma sono finalmente partiti i lavori per riqualificare l’area dove si trova la fontana nel parco della Resistenza lungo via Aldo Moro, che da tempo era senz’acqua e con le piante secche all’interno. L’idea di mantenere un elemento d’acqua all’interno del parco, tra i più frequentati dalle famiglie ozzanesi, è stata sostenuta dalla maggior parte dei cittadini che hanno aderito al percorso partecipato «Ozzano ti voglio bene» che si è svolto tra il 2015 e il 2016.

Da qui la scelta di trasformarla in un’area di sosta e relax, con panchine e un angolo pensato principalmente per i bambini dai 2 ai 12 anni, quindi provvisto di giochi quali, ad esempio, due padiglioni per simulare l’effetto del telefono senza fili. Sebbene non ci sarà più una fontana analoga all’attuale, il disegno della vecchia vasca verrà comunque mantenuto all’attraverso l’uso di pavimentazioni colorate e verrà conservato un richiamo all’acqua attraverso un gioco d’acqua a raso, che consentirà anche di bagnarsi e giocare sotto la nuvola di gocce con la bella stazione, e a una vasca degradante, che permetterà di godere dello scorrere dell’acqua e di giocare e toccare la supericie di sioro anche ai più piccoli.L’intervento, che ha un costo di 74 mila euro, verrà realizzato dalla ditta Ar Group Srl di Avellino, che ha proposto un ribasso del 20,5%.

«Abbiamo tardato un po’ con l’assegnazione perché la ditta prima classificata al bando non era risultata in regola con i versamenti contributivi e abbiamo dovuto fare una seconda assegnazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Mariangela Corrado -. Ora hanno 60 giorni di tempo per completare i lavori». (gi.gi.) 

Giochi d’acqua e panchine al posto della fontana, al via i lavori nel parco della Resistenza
Cultura e Spettacoli 17 giugno 2018

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro

Nello splendido giardino archeologico di San Pietro a Ozzano, ai piedi di una suggestiva Torre Campanaria del 1200, da tredici anni va in scena “La torre e la luna”, festival di teatro e danza ideato e organizzato da Ote Compagnia Le Saracinesche e patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune.

Quest”anno, il sipario si aprirà domani 18 giugno e proseguirà fino al 9 luglio con quattro appuntamenti seguendo come filo conduttore il sorriso: «Una forma espressiva che non necessita di parole aggiuntive, poiché il messaggio implicito è codificato dunque universalmente compreso – si legge nel comunicato stampa della rassegna -. Appartiene alla categoria dei gesti primari innati ed ha, a tutti gli effetti, un unico scopo: la comunicazione. È un potente strumento per relazionarsi positivamente con le altre persone, perché permette di stabilire un contatto diretto e immediato, abbattendo barriere e imbarazzi».

Si comincia, come detto, doma con “Chi ama brucia”, spettacolo di Alice Conti scritto da Chiara Zingariello, una produzione di «Ortika – gruppo teatrale nomade» sui campi di accoglienza per migranti stranieri, tratto da interviste originali. Lunedì 25 giugno, invece, è la volta di “Homo ridens – Ozzano”, un’indagine cinica e dissacrante sui meccanismi della risata firmata dal collettivo toscano Sotterraneo.

Lunedì 2 luglio, in anteprima nazionale, arriva il nuovo lavoro della Compagnia Dna di Bologna intitolato “Guida per risolvere il cubo di Rubik”, con un gruppo di uomini e donne di differenti età (tra i 16 e i 60 anni) che danza su una playlist liberamente scelta dal pubblico per parlare d’amore, incontri, attese, gioie. Conclusione lunedì 9 luglio con una produzione C&C Company e Ote Le Saracinesche: ideato, diretto e interpretato da Carlo Massari, “Youkali – Concerto Scenico” è uno spettacolo musicale e sensoriale fatto di suggestioni sonore e brani tratti dal repertorio di celebri artisti.

Gli spettacoli iniziano alle 21.30. In caso di maltempo saranno messi in scena nel palazzo della Cultura di piazza Allende 18 a Ozzano dell’Emilia. Info: 331/7813138.

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro
Economia 17 giugno 2018

Parte la produzione industriale degli imbutini, la pasta brevettata dell'ozzanese Flavia Valentini

La macchina per gli imbutini è pronta. Da molti considerato il piatto tipico ozzanese, ora esiste una macchina progettata tutta allo scopo, cioè quello di dare forma agli imbutini. «A partire dalla metà di luglio saremo pronti per la messa in vendita», spiegano l’ozzanese Flavia Valentini e Luca Tommasi di San Giorgio di Piano, la prima colei che ha inventato il nuovo tipo di pasta, il secondo il progettista meccanico che ha disegnato e prodotto la macchina. Ma c’è un’altra novità: proprio in questi giorni si sta costituendo la società che produrrà e metterà in commercio gli imbutini. Si chiama Sapori in Forma Srl e ha come soci, appunto, lo studio tecnico Cad Project di Luca Tommasi e Flavia Valentini. L’abbinamento delle parole è semplice: dal sapore dell’imbutino, «capace di racchiudere il condimento come nessun altra pasta» giurano in molti, e in «forma» come l’originale design del prodotto. Sì, perché anche la pasta ha il suo design.

Non solo al dente o cotta al punto giusto, è la forma della pasta a catturare il sugo o i vari condimenti. Al momento la sede legale della neo società è ad Argelato, negli uffici della Cad Project, mentre la macchina sarà istallata in un primo tempo presso un pastificio del bolognese, anche se la Valentini e Tommasi preferiscono non dire dove esattamente. Non manca nulla dunque, tranne che poche cose come il logo e l’etichetta che comparirà sulle confezioni.«Gli imbutini saranno sugli scaffali dei negozi dei prodotti tipici locali, mentre stiamo sviluppando una rete commerciale che possa raggiungere anche la grande distribuzione». Ogni cosa a suo tempo.

Chi ha provato gli imbutini sfornati dalla nuova macchina sostiene che sono in grado di mantenere le caratteristiche dell’imbutino fatto a mano. Sono passati infatti quattro anni da quando Flavia ha inventato l’imbutino partendo dal tagliere di casa sua e da uno strano tagliapasta trovato in un mercatino di San Lazzaro. «Ancora oggi non so a che scopo servisse quello strano aggeggio, ma con un po’ di adattamento e fantasia ha dato forma ai primi imbutini sperimentali. Oggi lo conservo come una reliquia» afferma Flavia Valentini. Da lì la popolarità degli imbutini si è sparsa, ma sempre nell’ambito di Ozzano e comuni limitrofi. Con tante iniziative, come nella scorsa estate quando Flavia ha partecipato a un workshop presso la Notte bianca di Ozzano in cui insegnava la tecnica della sfoglia e dell’imbutino.

Ora, con l’arrivo della macchina, la società è pronta per il grande salto: «Far conoscere il più possibile, partendo dagli stand fieristici di Bologna, le glorie dell’imbutino» affermano i due soci.Inoltre, con l’arrivo della tecnologia per produrli in serie, il nuovo tipo di pasta brevettato da Flavia Valentini si è sdoppiato. Può essere fatto come cappello di strega oppure imbutino propriamente detto. «L’unica differenza – spiega Tommasi – è la forma della punta, piegata per il cappello di strega, dritta per l’imbutino».

La macchina automatica, in grado di produrne circa 70 chilogrammi al giorno e (almeno per ora) 40 imbutini al minuto, li produce entrambi. «Ma la discrepanza è poca, e decideremo quale forma adottare. Entrambe, cappello di strega e imbutino, sono nomi coperti dal brevetto».«Alta 1,6 metri, ingombra 2×1,5 metri e funziona sia a 220 e 380 volt – spiega Tommasi, che oltre agli imbutini si occupa di progettazione e disegno industriale -. Può lavorare il singolo rotolo di sfoglia con carico manuale o in linea con un’altra sfogliatrice. L’imbutino viene poi pastorizzato o essiccato». La favola dell’imbutino, dunque, continua. (ti.fu.) 

Nelle foto: Flavia Valentini mostra un libro sugli imbutini; la macchina per fare il particolare tipo di pasta inventato dalla ozzanese

Parte la produzione industriale degli imbutini, la pasta brevettata dell'ozzanese Flavia Valentini

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