News

Cultura e Spettacoli 15 novembre 2018

«L'Italia del latte» e le mille sfumature del Baccanale a Imola. IL VIDEO (1^ parte)

E” iniziato il 3 novembre scorso e, fino al 25, Imola si colora di bianco per l”edizione 2018 del Baccanale. Per tre settimane la città, infatti, è la capitale de «L’Italia del latte» dove risuonano sapori e gusti a tema. Non mancano le proposte dei ristoranti e dei bar, le degustazioni, gli assaggi, gli incontri, i laboratori, gli spettacoli e le mostre.

Il programma completo e tutti i menù sono online sul sito www.baccanaleimola.it e visibili sull”applicazione gratuita per smartphone AppU. Informazioni: 0542/602207. (d.b.)

Nella foto: il Baccanale a Imola

«L'Italia del latte» e le mille sfumature del Baccanale a Imola. IL VIDEO (1^ parte)
Cronaca 15 novembre 2018

Da Black Monkey ad Aemilia: i processi che hanno confermato la presenza della 'ndrangheta in Emilia Romagna

La sentenza del processo Aemilia di mercoledì 31 ottobre ha comminato oltre 1.200 anni di carcere e la piena conferma dell’impianto accusatorio. Soprattutto ha confermato ancora una volta la presenza della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Una ‘ndrangheta che si infiltra nei settori economici, che si radica nell’economia e la sporca, ne cambia i meccanismi; una ‘ndrangheta che, per entrare ancora più in profondità, non si fa scrupoli ad usare la violenza: incendi, sequestri, minacce, estorsioni, danneggiamenti, omicidi e tentati omicidi, sfruttamento.

E’ una violenza che non sempre, però, si manifesta: è una violenza intrinseca. Sentito dai giudici della Corte di Aemilia, Enzo Ciconte, docente di storia della criminalità organizzata, aveva parlato dei mafiosi come «portatori di violenza»: per capire di avere a che fare con un mafioso non c’è bisogno che ci sia una pistola sul tavolo. A volte, infatti, il metodo mafioso si sviluppa senza violenza, «sapendo però che il soggetto è portatore della violenza e potrebbe tirare fuori la pistola». E’ il concetto che sta alla base della forza di intimidazione.

In molti, in troppi, hanno avuto una «idea bislacca», diceva sempre Ciconte, secondo la quale al Nord non c’erano le mafie. «Quante autorità hanno sostenuto che la mafia non c’era? E che il problema era di quei terroni che hanno rotto le scatole e sono venuti qui». La causa è dovuta, secondo l’esperto, alla corazza protettiva che si riteneva essere l’antidoto alle mafie, ma che invece è stata la causa del radicamento di esse: i soldi.a ricchezza dell’Emilia Romagna e del Nord ha tranquillizzato la maggior parte della popolazione che per tanto tempo – e ancora adesso – si sente immune da un radicamento vero e proprio.

Una buona parte di Emilia Romagna non si è svegliata con l’Operazione Aemilia, quando all’alba del 28 gennaio 2015 elicotteri e volanti con le sirene spiegate hanno svegliato interi paesi, non si è svegliata con l’inizio del processo Aemilia, non si è svegliata neanche con le importantissime sentenze del 31 ottobre. Una buona parte si è svegliata lunedì 5 novembre, quando a Pieve Modolena, in provincia di Reggio Emilia, Francesco Amato, condannato in Aemilia per associazione mafiosa, usura ed estorsioni, ha tenuto in ostaggio cinque persone per otto ore all’interno dell’ufficio postale del paesino, armato di coltello, perché riteneva ingiusta la sua condanna a 19 anni. E così, gran parte della popolazione, non tutta, si è accorta che la ‘ndrangheta emiliana fa paura.

Ma era proprio da un altro sequestro, quello ai danni di Et Toumi Ennaj, che era partito un altro importante processo di ‘ndrangheta: il processo Black Monkey. L’11 gennaio 2010 dall’hotel Molino Rosso di Imola parte una telefonata alle forze dell’ordine: un ragazzo denuncia un tentato sequestro ai suoi danni. Il tentativo di sequestro, in parte riuscito, è partito da un bar di Borgo Tossignano, dove Et Toumi viene «invitato» da Filippo Crusco, condannato in primo grado a tre anni, ad uscire. All’esterno li aspetta un suv bianco, sul quale il ragazzo marocchino viene costretto con la forza a salire. Arrivati all’hotel, poco dopo il casello autostradale di Imola, Et Toumi riesce a scappare e a rifugiarsi nella reception. Questo è il primo dei fatti che svelano le modalità della ‘ndrangheta, in un processo, Black Monkey – il primo grande processo di ‘ndrangheta in Emilia Romagna – lasciato da parte da quasi tutti i media, locali e non, che hanno contribuito a una grande disinformazione al riguardo.

Eppure il processo vede alla sbarra un clan, con a capo Nicola Femia detto Rocco – condannato a 26 anni in primo grado e poi diventato collaboratore di giustizia – che ha creato un vero e proprio impero del gioco d’azzardo, legale e illegale, non solo in Emilia Romagna. A partire da Conselice, in provincia di Ravenna, dove la famiglia si è trasferita nel 2002 da Marina di Gioiosa Ionica, ma anche in Veneto, Campania, Puglia, Calabria, Inghilterra e Romania. Secondo il pubblico ministero Francesco Cale-ca, il gioco d’azzardo era il «polmone finanziario dell’organizzazione».

Tutte le imprese di gioco d’azzardo che facevano capo a Femia avevano un mercato parallelo di schede contraffatte commercializzate su tutto il territorio nazionale. Ma, come in Aemilia, la violenza, a partire proprio dal sequestro tra Borgo Tossignano e Imola, non manca. In entrambi i processi la frase che probabilmente è stata più ripetuta è «non mi ricordo». Frase detta da imprenditori, da professionisti, da persone che, secondo quanto era stato riferito durante le indagini preliminari, erano state minacciate, intimidite, picchiate.

In Black Monkey, il proprietario di un bar con delle slot machine noleggiate da una delle aziende di Femia viene minacciato di morte («stai attento ché ti taglio la gola») dopo aver preso la decisione di cambiare società da cui prendere le slot: decide presto di ritirare la denuncia fatta per paura di ritorsioni e in aula durante la testimonianza dice di non ricordarsi l’accaduto. In Aemilia solo uno dei tredici lavoratori sfruttati dalla cosca durante la ricostruzione post-terremoto si è costituito parte civile.

«All’inizio non ero intimorito, ma ora sì: ho tre bambini. Sono stato avvicinato quando ho deciso di costituirmi parte civile, ora ho paura», ha detto in aula quell’unico operaio che ha deciso di denunciare lo sfruttamento subito. (so.na.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto studenti di Libera davanti al tribunale di Reggio Emilia per seguire il processo Aemilia

Da Black Monkey ad Aemilia: i processi che hanno confermato la presenza della 'ndrangheta in Emilia Romagna
Cronaca 15 novembre 2018

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey

La rassegna di CooperAttivaMente si occupa venerdì prossimo di mafie. «Processo Aemilia, oltre mille anni di condanne. E ora?» è il titolo dell’incontro che vede coinvolti Sofia Nardacchione (Libera Informazione), Daniele Borghi (Libera Emilia Romagna) ed Elisabetta Marchetti (Libera Imola), alle ore 18 alla Sala delle Stagioni in via Emilia 25.

Un incontro che, oltre a segnare la prima uscita della neo referente imolese dell’associazione fondata da don Ciotti, vuole essere l’occasione per dare l’informazione più precisa e puntuale sull’’ndrangheta in Emilia Romagna, un fenomeno criminale che cresce nell’ombra e che nella indifferenza trova la spinta per diventare sempre più forte.

I processi Aemilia e Black Monkey hanno stabilito che il fenomeno mafioso si è radicato in Emilia Romagna in questi anni. Come si capisce dall’articolo di questa pagina di Sofia Nardacchione, le mafie sono presenti e attive in questo territorio.

L’impegno di CooperAttivaMente (il cartellone voluto dal Consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 e dalla coop. Bacchilega, editrice del «sabato sera») è quello di informare e promuovere la cooperazione, i suoi valori di legalità e corretti stili di vita.

Il tutto passando da incontri di qualità che stanno riscuotendo grande partecipazione di pubblico come è avvenuto giovedì scorso in occasione della presentazione del libro «Balle mortali» di Roberto Burioni (Rizzoli editore). Il professore che lotta contro la disinformazione scientifica che produce fenomeni pericolosi, come i no-vax, ha intrattenuto il pubblico che ha gremito la Sala delle Stagioni giovedì 8 novembre.

Nella foto la Sala delle Stagioni piena per Roberto Burioni

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey
Cronaca 15 novembre 2018

A Castel San Pietro la 32ª edizione degli «Incontri con la matematica»

La 32ª edizione del convegno nazionale Incontri con la Matematica si terrà da domani, venerdì 16, a domenica 18 novembre e sarà diretto da Silvia Sbaragli e Bruno D’Amore. Un evento sempre atteso dai tanti insegnanti, ricercatori, dirigenti scolastici che ogni anno si danno appuntamento da tutta Italia per confrontarsi sul processo di insegnamento-apprendimento della matematica.

Il successo del convegno, che quest’anno è intitolato La Didattica della Matematica, strumento concreto in aula, è dovuto soprattutto al fatto che non si tratta di un appuntamento solo per addetti ai lavori, ma coinvolge anche gli studenti e un vasto pubblico di curiosi e appassionati. Saranno come sempre tre giorni intensi di relazioni, incontri, seminari, e sono sempre di più i laboratori per tutti i livelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia all’università. I lavori si apriranno domani alle ore 14 al Centro Congressi Artemide in viale Terme 1010 con il saluto dei rappresentanti istituzionali ed accademici e dalle 14.45 prenderanno il via le relazioni. I lavori proseguiranno nella giornata di sabato 17 e nella mattina di domenica 18, con decine di appuntamenti per i diversi ordini scolastici al centro congressi Artemide, al salone delle Terme e all’Anusca.

Fra i principali relatori quest’anno ci saranno diversi universitari italiani: Pierluigi Contucci (Università di Bologna), Mirko Maracci (Università di Pavia), Pier Luigi Ferrari (Università Piemonte Orientale), Ornella Robutti (Università di Torino), Giorgio Bolondi (Libera Università di Bolzano), Gabriele Zanardi (Università di Pavia), Alessandro Bogliolo (Università di Urbino), Paola Vighi (Università di Parma) e tanti altri. Da segnalare anche la partecipazione di Athanasios Gagatsis (Università di Cipro) a cui verrà consegnato un premio per meriti scientifici.

Info sulle iscrizioni (fino al limite massimo di 900 posti): convegno@formath.it -www.formath.it/convegno

Info e programma: www.incontriconlamatematica.net – www.cspietro.it

Nella foto: un momento dell”edizione dello scorso anno

A Castel San Pietro la 32ª edizione degli «Incontri con la matematica»
Cronaca 15 novembre 2018

La sindaca Sangiorgi: “Una società in house per la raccolta dei rifiuti a Imola? Prima vediamo i costi'

«Stiamo predisponendo una manifestazione di interesse per chiedere a diverse società che si occupano di raccolta dei rifiuti quali sono i costi e ponderare un’alternativa ad Hera, ma se non ci saranno delle convenienze o si evidenzieranno problemi, non procederemo». Queste le risposte della sindaca Manuela Sangiorgi durante la Commissione Ambiente sollecitata dalla minoranza Pd, alla luce della delibera approvata il 21 luglio scorso dal Consiglio comunale. Delibera che ricalcava un preciso impegno elettorale della maggioranza 5 Stelle di Imola: arrivare alla gestione autonoma della raccolta dei rifiuti con una società in house.

«Posso promettervi che non vogliamo rischiare un euro di soldi pubblici – ha aggiunto Sangiorgi -, siamo partiti per essere coerenti con il nostro programma ma vogliamo vedere oggettivamente cosa si potrà realizzare su Imola. In alcune città – aggiunge la sindaca – la raccolta municipalizzata dà riscontri positivi, così come alcuni hanno il porta a porta spinto e altri solo parziale, noi vogliamo dei servizi validi e facilmente fruibili dai cittadini».

Sangiorgi sembra voler rassicurare chi teme scelte azzardate per motivi «ideologici», anche perché i dati che arrivano dalle nuove modalità di raccolta con i cassonetti a calotta, introdotti dalla Giunta Manca, mostrano già una notevole riduzione del rifiuto indifferenziato degli imolesi. «E’ calato dalle circa 20 mila tonnellate del 2017 a 14.527 tonnellate e la previsione è che ci attesteremo sulle 12 mila a fine 2018» ha dichiarato Federica Ferri, dell’ufficio Ambiente.

I rifiuti urbani indifferenziati del bacino ConAmi oggi arrivano con i compattatori alla Tre Monti, subiscono un trattamento meccanico biologico nel Tmb (unica struttura in attività dato che la discarica è chiusa). «Subiscono una separazione – ha spiegato Ferri -, la parte organica viene utilizzata per la copertura di altre discariche, mentre il residuo secco va all’incenerimento, prevalentemente al Frullo di Granarolo a Bologna (di Hera) oppure in altri impianti analoghi della regione come Forlì o Ravenna».

Il costo stabilito da Atersir per il 2018 per lo smaltimento è di 113 euro a tonnellata. «Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali che a seguito del fermo dell’impianto Tre Monti ci siano state variazioni nei costi – ha aggiunto Ferri -, né al momento ci hanno informato di maggiori costi per il 2018». Non solo, quest’anno «c’è stato un leggerissimo calo della Tari sia per i cittadini che per le imprese rispetto al 2017 – ha aggiunto Ferri -, perchè sta dando frutti l’attività di recupero dell’evasione e il miglioramento della banca dati delle utenze, grazie alla distribuzione delle tessere».

Il fatto che la discarica non funzioni, con i relativi introiti che venivano da quanto pagava Hera per l’uso, non ha avuto riverberi sulle tasche dei cittadini imolesi quest’anno. Anzi, aver introdotto le tessere per aprire i cassonetti ha portato a far emergere eventuali irregolarità spalmando il servizio in maniera più equa. Ma per l’anno prossimo la partita è aperta. «Il tavolo con Atersir sul Piano tariffario 2019 è in corso» ha ammesso Ferri. «Il nostro obiettivo è diminuire ancora l’indifferenziata per andare verso una tariffa minore – ha tenuto il punto la sindaca Sangiorgi -, la Tari è un po’ calata ma negli ultimi vent’anni è cresciuta ma non si può dire che se non portiamo i rifiuti nella nostra discarica aumentano i costi, perché si possono individuare altri percorsi». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto cassonetti in centro storico

La sindaca Sangiorgi: “Una società in house per la raccolta dei rifiuti a Imola? Prima vediamo i costi'
Cronaca 15 novembre 2018

Il presidente dell'Ima Alberto Vacchi è Cavaliere al Merito del lavoro, la cerimonia si è svolta al Quirinale

Il presidente del gruppo ozzanese Ima, Alberto Vacchi, è uno dei 25 imprenditori (di cui tre emiliano-romagnoli) e dirigenti che lo scorso 8 novembre hanno ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso di una cerimonia svoltasi al Quirinale, l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine «Al merito del lavoro».

Alberto Vacchi, classe 1964, è presidente di Ima Spa dal 2007 dopo esserne stato consigliere delegato nel 1996, direttore generale nel 2000 e amministratore delegato nel 2003. L’azienda è leader mondiale nella produzione di macchine per il confezionamento del tè e tra i maggiori operatori mondiali nelle macchine per il packaging di prodotti farmaceutici, cosmetici e alimentari.

Durante la sua presidenza il gruppo, che ora conta 30 società e occupa oltre 5.000 dipendenti, di cui oltre 2.300 in Italia, ha sviluppato in modo considerevole fatturato, presenza all’estero e gamma di macchine prodotte. Nel 2014 ha acquisito l’80% di 5 aziende tedesche, operanti nel segmento delle macchine per il packaging alimentare, con stabilimenti in Germania, Francia, Spagna e India.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto un momento della cerimonia al Quirinale

Il presidente dell'Ima Alberto Vacchi è Cavaliere al Merito del lavoro, la cerimonia si è svolta al Quirinale
Cronaca 15 novembre 2018

Le associazioni di rappresentanza del mondo dell'informazione: «Senza fondi all'editoria a rischio migliaia di posti di lavoro»

«Il pluralismo dell’informazione è un elemento fondamentale per la democrazia, sancito dalla Costituzione, che merita di essere tutelato e promosso. Per questo diciamo No a tagli indiscriminati, ma siamo pronti come sempre a fare la nostra parte per migliorare ulteriormente la legge sull’editoria e il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione».

E’ questo il messaggio lanciato al Governo da tutte le associazioni di rappresentanza del mondo dell’informazione giornalistica che mercoledì della settimana scorsa, 7 novembre, si sono riunite nella sala stampa della Camera dei deputati. L’iniziativa – nel corso della quale è stato espresso anche un ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver sottolineato il ruolo fondamentale del pluralismo dell’informazione e a tutte le forze politiche che hanno ben compreso l’importanza della sua tutela – è stata promossa a seguito delle tante ipotesi emerse nei giorni scorsi di azzeramento delle risorse destinate al Fondo per il pluralismo.

«Abbiamo chiesto di avviare un lavoro, un tavolo tecnico di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla legislazione attuale, nuovi possibili miglioramenti sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’innovazione che ci caratterizzano da sempre. Ma ad oggi non abbiamo avuto risposte, se non ulteriori dichiarazioni di volontà di tagli. Vogliamo chiarezza, ci sono in gioco migliaia di posti di lavoro in tutta Italia», hanno spiegato i rappresentanti dell’Alleanza delle cooperative italiane Comunicazione, di File (Federazione italiana liberi editori), Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e Uspi (Unione stampa periodica italiana).

Negli anni scorsi sono già stati fatti importanti passi avanti. La nascita del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione si è infatti accompagnata alla scelta di inasprire controlli e procedure di verifica sulle condizioni di accesso ai contributi e, nel contempo, a quella di limitarne la soglia massima, in cambio di una diversa certezza per le imprese giornalistiche di risorse, di tempi e modalità di erogazione dei contributi. In questi anni, infatti, tante testate hanno dovuto chiudere anche per il fatto di non poter confidare su piani di sviluppo imprenditoriali che potessero avvalersi con qualche certezza della quota di contribuzione pubblica (di media inferiore al 40% del totale delle attività) prevista dalla legge, ma poi regolarmente dimezzata (ex post).

La nuova legge ha, per ora, positivamente avviato un diverso meccanismo in grado di dare alle realtà che abbiano legittimamente titolo di accesso al Fondo, una nuova opportunità di programmare con criteri di efficienza, efficacia e di valore sociale i propri piani industriali. «E’ indispensabile ed urgente – hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni – poter avviare un confronto con il Governo che si basi su una nuova logica “comune” di investimento sul pluralismo dell’informazione. Una diversa fase di approfondimento e proposta che potrebbe partire da un’ulteriore verifica delle regole di accesso al Fondo, già molto selettive, ma sempre migliorabili, per accentuarne anche la massima trasparenza e una più forte capacità di rendicontazione sociale; ma che potrebbe anche essere rivolta al terreno dell’innovazione, delle piattaforme collaborative, di un nuovo rapporto di interazione con le community e con i territori ed aprire anche una riflessione sul terreno, complementare, della ricerca di nuove forme di sostegno alla domanda».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto un momento della conferenza stampa alla Camera dei Deputati

Le associazioni di rappresentanza del mondo dell'informazione: «Senza fondi all'editoria a rischio migliaia di posti di lavoro»
Cultura e Spettacoli 15 novembre 2018

Arte e matematica unite nella mostra di Gabriele Gelatti a Castello

Una serie di dipinti basati sulle geo-metrie del «numero aureo» per mettere in mostra il progetto di un’architettura dove si fondono arte e matematica e dove l’edificio sacro è dedicato al mistero della natura, fonte di comune ispirazione per la creazione artistica e la ricerca matematica. È l’esposizione  dell’artista genovese Gabriele Gelatti allestita alla galleria comunale d’arte moderna di Castel San Pietro intitolata Il tempio d’oro e organizzata in occasione del Convegno nazionale «Incontri con la matematica».

Gelatti ha realizzato il suo progetto facendo sì che «le forme e i colori delle cose che la luce rende visibili» veicolino «il mistero che sente chi contempla la natura, nell’atomo, nel fiore, nell’uomo, nella galassia. L’arte e la matematica sono manifestazioni del medesimo stupore dinanzi al mistero della bellezza», come scrive: «Nel progetto di edificazione del Tempio d’Oro confluiscono un decennio di ricerche sulle corrispondenze della mente umana con le proprietà archetipe dei numeri e delle geometrie della proporzione aurea».Scrive Bruno D’Amore nel testo critico per l’esposizione: «Metafora del tempio è dunque qualsiasi altro luogo specifico, pensato e costruito per raccogliere spiritualità, sogni, traguardi ultramondani. Ma deve essere un luogo concreto, non solo ideale, per lo meno tanto concreto da essere identificabile non solo da chi l’ha pensato e realizzato, ma anche da chi lo frequenta o anche solo lo visita o solo ne conosce l’esistenza. Gelatti costruisce il suo tempio, riconoscibile, identificabile, la cui sacralità è l’arte, intrisa di una visione razionale della stessa, permeata di studi scientifici che la rendono sacrale, come succedeva alle credenze ancestrali e poi egizie, sumere, babilonesi, maya che non solo imponevano una venerazione acritica del credo, ma sue interpretazioni scientifiche, soprattutto aritmetiche, geometriche e astronomiche. Il tempio è dunque una metafora dei luoghi dell’arte, ma di questa specifica visione dell’arte, sacrale ma in forma pagana, puntuale porto d’arrivo di navi spirituali destinate a viaggi sorprendenti, a cambiare la storia del senso della vita umana (…)».

La galleria comunale è in via Matteotti 79. La mostra sarà inaugurata giovedì 15 novembre alle 17 e visitabile dal 15 al 18 novembre e dal 24 al 25 dalle 14 alle 19.

Nella foto un particolare dell’immagine della locandina della mostra

Arte e matematica unite nella mostra di Gabriele Gelatti a Castello
Cronaca 15 novembre 2018

Daspo a 5 tifosi dell’Amaranto calcio per minacce all'arbitro. La società: «Solo incitamento e sfottò»

Il questore di Bologna ha emesso cinque Daspo per altrettanti tifosi dell”Amaranto Castel Guelfo, squadra di calcio che milita nella Seconda Categoria. Secondo gli accertamenti dei carabinieri, lo scorso 21 ottobre a Medicina, durante la partita contro il Fly Sant”Antonio nel girone L (finito con un pareggio 1-1), dalla tifoseria guelfese sarebbero partiti insulti di vario tipo verso gli avversari e soprattutto contro l”arbitro, al quale venivano contestate un paio di espulsioni. Tra le frasi incriminate: «Vieni fuori che ti ammazziamo» e «ti bruciamo la macchina». Parole che ravviserebbero vere e proprie minacce al direttore di gara. I carabinieri hanno quindi proceduto ad identificare le persone coinvolte e a segnalare il fatto alla questura che ha emesso i Daspo: per quattro maggiorenni (età fra i 22 e i 29 anni) la misura ha una durata di due anni, mentre per un sedicenne di un anno. Oltre a ciò, il giudice sportivo ha elevato una sanzione di 150 euro per l’Amaranto.

Alcuni dei ragazzi coinvolti hanno già espresso la loro intenzione di fare ricorso. Uno di loro è seguito dagli avvocati imolesi Carlo Machirelli ed Emanuele Alpi, che non hanno dubbi sull’«estraneità del nostro assistito dalle condotte a lui contestate». Anche secondo l’Amaranto Castel Guelfo, «i provvedimenti interdittivi in questione si basano su di una ricostruzione dei fatti infedele a quanto effettivamente avvenuto». In una nota hanno sintetizzato il loro disappunto partendo dall’assunto che: «L”Amaranto Castel Guelfo si dissocia e prenderà le distanze in ogni contesto da qualsiasi episodio di violenza, odio e discriminazione. Noi, come Amaranto, non vogliamo avere niente a che fare con tali degenerazioni. Per tale ragione, l”occasione ci è utile per esprimere la massima solidarietà alla classe arbitrale italiana  – aggiungendo -. Una cosa, però, è la violenza, un”altra scambiare forme di incitamento e sfottò con minacce. Perchè questo è ciò che è accaduto domenica 21 ottobre sul campo del Fly Sant”Antonio». Il grande rammarico è che «agendo in questa maniera, facendo di tutte le erbe un fascio, vengono chiamati a pagare lo scotto ragazzi totalmente estranei alla vicenda». (l.a an.ca.)

Foto d”archivio

Daspo a 5 tifosi dell’Amaranto calcio per minacce all'arbitro. La società: «Solo incitamento e sfottò»
Cronaca 15 novembre 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

A Imola c”è il rebus dei rifiuti. Tra gli appuntamenti da non perdere l”evento di CooperAttivaMente sul processo di Aemilia, la Colletta alimentare e la risposta della città alla violenza sulle donne.

A Medicina, invece, aperto il cantiere nell”ex stazione. Castel San Pietro inaugura un magazzino dietro l”altro, ma lo sapete che l”oliveto più grande è sui colli di Varignana? Passando ad Ozzano ecco il progetto della nuova «Panzacchi». 

Sport. Domenica tutti al Romeo Galli per big match tra Imolese e Ternana. Pallavolo protagonista con la Clai che guarda tutte dall”alto nella B2 femminile. Ottimo campionato finora, dopo sette giornate, anche per la Sinermatic Ozzano nel basket. Chiudiamo con il ciclismo e con il bilancio di una società che fa tanto per i giovani come il Villafontana.

Su «sabato sera due» proseguono gli appuntamenti del Baccanale. Per l”occasione date un”occhiata alle ricette con il latte come assoluto protagonista. Arte in mostra alla galleria comunale, ma ve lo ricordate quando Imola celebrò Leonardo nel ”94? Jazz e blues fanno tappa al Sersanti, mentre Ivano Marescotti sarà sul palco del Cassero. In campo editoriale, infine, sono usciti due libri sequel di alcuni successi targati Bacchilega Junior. (d.b.)

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast