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Sport 20 luglio 2018

Acqua Volley, Claudia Zanotti e gli altri «Icicc» hanno vinto il torneo «bagnato» della Clai

La settima edizione dell’Acqua Volley Clai Splash è stata vinta dalla squadra «Icicc» (Ghiselli, Zanotti, Piolanti, Balzani…), che ha combattuto anche contro avversari giunti da Lugo, da Bologna e dalla provincia di Ferrara. Il numeroso pubblico si è rimpinzato allo stand gastronomico della Clai, guidato dallo chef Filippo Bedeschi, che ha messo a disposizione le sue esperienze passate a Londra.

r.s.

Nella foto: la squadra vincitrice degli «Icicc»

Acqua Volley, Claudia Zanotti e gli altri «Icicc» hanno vinto il torneo «bagnato» della Clai
Cultura e Spettacoli 20 luglio 2018

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni

Una serata con il cinema e le sue musiche. L”Arena di Castel San Pietro ospita alle 21.30 l’Estonian Sinfonietta, l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa che si sono esibiti nelle più note sale europee, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibu. Nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival, brani da Pachelbel a Chaplin saranno accompagnati da proiezioni di stralci di film sullo schermo: scorreranno così film di vario genere, da Seven di David Fincher a Tempi Moderni di Charlie Chaplin, con la musica in primo piano sia come parte della colonna sonora dei film che come evocatrice di ambienti.

Il programma delle musiche, eseguite dal vivo, è il seguente: Canone in re di Johann Pachelbel da Gente comune, Divertimento fa maggiore KV 138 di Wolfgang Amadeus Mozart da Atto di forza, Adagio per archi op. 11 di Samuel Barber da Il favoloso mondo di Amélie, Aria da Suite n. 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach da Seven, Suite di Veljo Tormis da Spring, Romance op. 97 di Dmitri Shostakovich da Gadfly, Suite di Bernard Herrmann da Psycho, Libertango di Astor Piazzolla da Frantic, Circus di Sergei Dreznin dalla colonna sonora di Isaak Dunayevsky di Circus, Valse di Lepo Sumera da Spring Fly, Smile da Tempi Moderni di Charles Chaplin.

Ingresso libero (in caso di maltempo, al teatro Cassero).

Nella foto l’Estonian Sinfonietta

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni
Cronaca 19 luglio 2018

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»

Ina Dhimgjini, la nuova assessora alle Politiche sociali e sanitarie, abitative e volontariato, senza dimenticare le novità di famiglia e disabilità, viene da Livorno. Negli ultimi quattro anni ha fatto l’assessore per il sindaco Nogarin (M5S). Le toccano materie «pesanti» come la sanità.

Autonomia dell’Azienda usl, efficienza, integrazione, depotenziamento, reti cliniche. Parole diventate slogan. Durante la presentazione della Giunta la sindaca Sangiorgi sembra aver virato più sull’efficienza rispetto al mantenere la «partita Iva dell’Ausl». L’autonomia va difesa a spada tratta oppure no?
«Può aver fatto scalpore ma la sindaca ha detto qualcosa che è un dato di fatto, ora che stiamo andando verso accorpamenti di Aziende sanitarie le logiche dipendono molto dalla Regione. Ma siamo d’accordo che occorre articolare quei servizi che sono di prossimità al cittadino e su questi si chiede e si esige autonomia, ad esempio il percorso delle liste d’attesa è sovraordinato da un investimento anche di risorse umane che fa l’Ausl ma sindaco e territorio quando ravvisano tempi lunghi possono rappresentare un impulso molto importante di segnalazione e concertazione su percorsi più virtuosi, che può essere condiviso con protocolli o convenzioni. La stessa cosa vale per le disabilità o la non autosufficienza».

Autonomia dell’Ausl significa chiedere per il nostro territorio a prescindere da chi sarà il vertice regionale in futuro?
«Sì, e con l’efficienza di pari passo».

Martedì 17 luglio è stato presentato ufficialmente il documento sulla riorganizzazione e integrazione sanitaria metropolitana. Possiamo essere ottimistisu quello che ci aspetta per l’ospedale di Imola?
«L’attenzione va sempre tenuta alta ma ci possono essere dei presupposti sui quali lavorare. Comunque non facciamo le scelte da soli, ci vuole la condivisione con i professionisti e l’osservatorio della cittadinanza. Ne discuteremo all’interno delle commissioni e faremo dibattiti pubblici per capire se va bene o va integrato». (l.a.) 

L’intervista alla nuova assessora venuta da Livorno con domande anche sui temi del welfare e delle politiche per la case sul “sabato sera” in edicola dal 19 luglio

Nella foto Ina Dhingjini

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»
Cronaca 19 luglio 2018

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»

Tocca a Giuliano Barigazzi, presidente della Conferenza territoriale metropolitana e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, togliere ogni dubbio agli imolesi su cosa li aspetta dalla «sanità del futuro» alla bolognese. 

Nelle quattro ipotesi di scenario presentate, riusciamo davvero a salvare l’autonomia dell’Ausl di Imola, in particolare se si procedesse con la nuova Azienda ospedaliero universitaria e la nuova Azienda sanitario-universitaria?
«Non è necessaria la fusione per nessuna delle ipotesi messe in campo. Le due a cui si riferisce sono sulle alte specialità e non comportano che si debba fondere l’Ausl di Bologna con Imola. Molti degli strumenti organizzativi, dai distretti con i Dipartimenti di continuità, se vuole, l’Azienda di Imola li può realizzare senza alcun bisogno di fusioni. Vista anche la richiesta del territorio di mantenere una propria autonomia, mi pare che il documento vada in quella direzione».

In effetti da tempo Imola chiede il rispetto dell”autonomia della propria Azienda sanitaria come garanzia per i servizi del territorio. Un impegno sul quale già l”ex sindaco Manca, oggi senatore, si è speso non poco. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” del 19 luglio.

Nella foto l’assessore Giuliano Barigazzi

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»
Cronaca 19 luglio 2018

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini

Dipartimenti di continuità per raccordare ospedale e territorio e rispondere più efficacemente alle esigenze di prossimità e continuità assistenziale dei cittadini. Dipartimenti interaziendali di ambito metropolitano per servizi trasversali come l’Emergenza-urgenza o per aggregare strutture specialistiche. Più quattro scenari che corrispondono ad altrettante ipotesi di cambiamento. Il primo prevede Accordi di programma per esercitare funzioni di programmazione e di alta gestione attraverso un organo di governo comune nel quale siederanno i direttori generali delle Aziende metropolitane. Il secondo, un soggetto giuridico autonomo di tipo Consortile al quale le Aziende rimettono le risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni e delle attività di interesse comune. Il terzo, la creazione di una nuova Azienda ospedaliero-universitaria, centro per il trattamento di patologie complesse a vocazione chirurgico-interventistica e polo di riferimento nazionale per la ricerca e la didattica nella quale far confluire le alte specialità del Sant’Orsola e dell’Azienda usl di Bologna. Il quarto, un’Azienda di nuovo tipo sanitario-universitaria per la piena integrazione di assistenza, didattica e ricerca nei livelli territoriali ed ospedaliero distrettuale di riferimento.

Questo in estrema sintesi il contenuto del famoso e atteso documento sulla riorganizzazione e integrazione della sanità metropolitana. Un centinaio di pagine e dieci allegati, frutto di un anno di lavoro del Nucleo tecnico incaricato. Il documento è stato già acquisito Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana (Ctss), presente il Comune di Imola e presentato pubblicamente martedì 17 in una conferenza stampa da Giuliano Barigazzi, presidente della Ctss e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna, e Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione. Presenti i direttori generali delle Aziende sanitarie, Andrea Rossi per Imola.

Difficile capire quale soluzione sia la migliore per Imola. Il documento rappresenta solo delle ipotesi e neppure tropo dettagliate. Per decidere quale direzione prendere è previsto un percorso di partecipazione aperto a cittadini e addetti ai lavori: è stato attivato uno spazio online dove scaricare i materiali e far pervenire proposte sul sito partecipa.comune.bologna.it. Inoltre il documento è disponibile anche su www.ctss.bo.it e sui siti delle Aziende sanitarie come www.ausl.imola.bo.it.

A settembre saranno poi organizzati degli incontri pubblici gestiti dalla Ctss metropolitana con la Fondazione Innovazione Urbana di Bologna. Questa fase si concluderà in ottobre. Il fattore tempo non è irrilevante dato che tutte o quasi le proposte del documento hanno bisogno di modificare le normative regionali vigenti e nel 2019 l’Emilia Romagna andrà alle elezioni per il rinnovo di presidente e Assemblea. (l.a.)

Nella foto 

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini
Cronaca 19 luglio 2018

Osteria Grande, l'impegno di Regione e Città Metropolitana per la tangenziale

Castel San Pietro chiede da tempo il prolungamento della Complanare fino a Osteria Grande, frazione da 5.000 abitanti che, negli ultimi anni, sta facendo fatica a trattenere aziende sul territorio anche per via dei pochi collegamenti con la grande viabilità.

Da qui la necessità di invitare l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Donini, e il consigliere delegato alla Viabilità per la Città metropolitana, Marco Monesi, al Consiglio comunale castellano di lunedì 16 luglio per discutere sulle infrastrutture di viabilità alla presenza anche degli esponenti della Consulta di Osteria Grande, i quali hanno consegnato un documento per sottolineare la necessità di interventi.

«Noi da sempre chiediamo l’allungamento della Complanare fino a Osteria Grande – rimarca il sindaco, Fausto Tinti -. Inoltre, è prioritario realizzare il sistema tangenziale di Osteria Grande, a partire dalla rotonda all’incrocio tra gli Stradelli Guelfi e via San Giovanni».

Un impegno in tal senso è arrivato dall’assessore Donini: «Regione e Città metropolitana possono impegnarsi per destinare una quota dello stanziamento dei prossimi fondi strutturali comunitari. Ci siamo già impegnati a reperire, forse già nel 2020, i 18 milioni necessari per completare la Trasversale di Pianura tra Villa Fontana e Budrio e lavoreremo per inserire ulteriori 3 milioni per la tangenziale di Osteria Grande». (gi.gi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto l”assessore Raffaele Donini interviene in Consiglio comunale

Osteria Grande, l'impegno di Regione e Città Metropolitana per la tangenziale
Sport 19 luglio 2018

Futsal, Imola-Castello rinuncia alla serie A e riparte dalla C1 con tanti giovani

Game over. Adesso i gettoni sono davvero finiti e non si può più iniziare una nuova partita. Almeno non in questa categoria, visto che l’Ic Futsal, dopo due anni, saluta la serie A e nella prossima stagione ripartirà ufficialmente dalla C1. A nulla, infatti, sono valsi i tentativi della società di salvare la massima serie, nonostante mesi di trattative costellate da lunghi silenzi e colpi di scena dell’ultimo minuto. I bianconeroverdi, in extremis, avevano anche provato a giocarsi la carta di cedere il titolo sportivo gratuitamente e accollandosi tutti i debiti, a chiunque fosse interessato, ma nessuno si è fatto avanti concretamente (nemmeno Gubellini, l’ex patron della Ma Group) e, dopo la fumata nera con Marco Calzolari (il «signor» Kaos) passato all’Imolese, anche il famoso sponsor agroalimentare non ha dato le garanzie giuste per l’iscrizione alla serie A. Il loro impegno economico, infatti, sarebbe partito solo nella seconda parte dell’anno sportivo, dando così all’Ic Futsal poca sicurezza su come affrontare l’intera stagione. 

La decisione del presidente Brunori era, comunque, nell’aria da tempo e a bocce ferme rappresenta la soluzione più ovvia, seppur dolorosa, per ripartire. La dirigenza rimarrà la stessa, con l’aggiunta magari di qualche elemento in grado di dare maggiore forza e stabilità alla società. La squadra non abbandonerà la palestra Cavina e anche il nome, ad oggi, rimarrà sempre Ic Futsal. Gli unici cambiamenti importanti riguarderanno la rosa, con lo spogliatoio che, per forza di cose, saluterà tutti i protagonisti della passata stagione (Castagna, Juninho e Vignoli potrebbero passare all”Imolese in serie B) e vedrà arrivare tanti giovani di belle speranze, insieme a 4 o 5 giocatori d’esperienza. L’obiettivo sarà quello di ben figurare in C e cercare di riportare la squadra verso campionati più nobili nel più breve tempo possibile. Rimane, comunque, ancora da risolvere il rebus dell’allenatore. Escludendo un’offerta a Pedrini (sempre più vicino a rimanere senza squadra) che sarebbe quasi offensiva per il tecnico di Dozza, l’identikit porta ad un profilo conosciuto nel circondario, ma al momento ancora top secret. 

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto: Mauro Castagna potrebbe passare all”Imolese Calcio a 5 

Futsal, Imola-Castello rinuncia alla serie A e riparte dalla C1 con tanti giovani
Cultura e Spettacoli 19 luglio 2018

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei

«La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio… ». Cantava così Jovanotti nel 1991 ricordando le notti come dj prima ancora che come il cantautore che sarebbe poi diventato. Allora, più di venticinque anni fa, l’imolese Gherardo Casini in arte Gary Caos muoveva i primi passi di quella che sarebbe poi diventata una lunga carriera prima solo come dj e poi, da dieci anni, anche come producer per la propria etichetta discografica Casa Rossa, che ha sede a Castel Guelfo. Un quarto di secolo che Casini oggi, a 44 anni, ha deciso di raccontare nel libro Il caos… Tra dj e producer, scritto con Francesca Sanzo per Giraldi Editore.

Una lunga carriera ancora attiva. Perché la voglia di raccontarla in un libro?

«In venticinque anni il mondo è cambiato tanto e mi sono accorto che avevo già molte cose da raccontare – spiega il dj –. Io ho iniziato a suonare in un mondo analogico, fatto di vinili e della ricerca dei dischi nei negozi di musica, delle corse per accaparrarsi le ultime uscite o le novità prima di tutti. Allora ci volevano impegno e tempo per la ricerca. Oggi, invece, il mondo intero è a portata di click e la musica digitale è più fruibile. Da un certo punto di vista è un libro che racconta la storia di una professione, quella del dj, per chi l’ha vissuta e vuole rispolverare ricordi ma anche per i giovani che sono nati nell’era digitale e rischiano di perdere qualità per colpa di questa facilità».

Qualche aneddoto?

«Nel libro ce ne sono tanti. Dalle prime serate in Corea per suonare, dove ho visto e vissuto una spettacolarità degli eventi in discoteca più alta al mondo, con un’energia del pubblico travolgente. Fino a Marsala, in Sicilia, dove ho suonato all’aperto, in spiaggia, di fronte a quindicimila persone: un’esperienza totalizzante, anche se a dire il vero ho sempre preferito i piccoli club bui per intenditori e non le discoteche dove si va per ballare uno sopra all’altro e rimorchiare. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta del mio lavoro, che ad oggi mi ha fatto viaggiare per tutti i continenti ad eccezione del Sud America, è la possibilità di conoscere gente sugli aerei e negli aeroporti, capire perché gli altri viaggiano ed ascoltare storie incredibili».

Parte dei ricavi del tuo libro saranno devoluti ad Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Perché?

«C’è un capitolo del libro dedicato a dj Fanny, Andrea, un ragazzo di appena trent’anni malato ed immobilizzato a letto, ma che non per questo non segue il suo sogno: scrivere musica e suonarla, chiaramente con l’ausilio di un commutatore. Tempo fa ho preso parte ad un progetto insieme a lui in favore della ricerca sulla sla. Per questo anche questa volta ho voluto continuare quanto iniziato insieme». (mi.mo.)

L”intervista completa a Gary Caos è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto Gary Caos

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei
Sport 19 luglio 2018

Ultramaratona, Francesco Lupo e Matteo Lucchese convocati per i Mondiali di 100 km

Il guelfese Francesco Lupo (Atletica Imola Sacmi Avis) e il forlivese Matteo Lucchese (Avis Castel San Pietro) sono stati convocati da Responsabile Tecnico Paolo Germanetto, per i Mondiali di 100 km che si terranno sabato 8 settembre a Sveti Martin na Muri, in Croazia.

Nella selezione azzurra che prenderà parte alla 30^ edizione della manifestazione iridata ci saranno anche il tre volte campione mondiale Giorgio Calcaterra, il vincitore dell’ultima edizione della 100 km del Passatore Andrea Zambelli e il bolzanino Hermann Achmueller. 

Una stagione da incorniciare, quindi, per Matteo Lucchese e Francesco Lupo dopo che ai campionati italiani di 100 km hanno conquistato, rispettivamente, la medaglia d”oro e quella d”argento.

d.b.

Nella foto: a sinistra Matteo Lucchese, a destra Francesco Lupo

Ultramaratona, Francesco Lupo e Matteo Lucchese convocati per i Mondiali di 100 km
Cronaca 19 luglio 2018

Sabato 21 il Gay Pride a Imola. L’evento fa discutere. La testimonianza di Elena. Le critiche di Lega, Pdf e Vacchi

Imola sabato 21 luglio vedrà il suo primo Gay Pride. L’ha annunciato e organizzato un gruppo raccolto nella sigla «Rivolta Gaya». «Siamo una ventina, soprattutto imolesi, ci ritroviamo al centro sociale Brigata 36 ma non ne facciamo parte – spiega Elena Gentilini -. L’obiettivo è farci sentire, dire che esistiamo, crediamo sia importante perché c’è ancora molto lavoro da fare sul tema dei diritti, lo si vede guardando cosa gira su Facebook e dalle critiche che ci sono giunte. Le persone non sono ancora molto aperte e viviamo in un periodo politico che non è proprio favorevole, con un ministro della Famiglia che dice che non esistiamo e un ministro dell’Interno che ci apostrofa come una schifezza. Ma siamo in una democrazia e una manifestazione pacifica non si può impedire, inoltre stiamo ricevendo tante adesioni (ad esempio di Rifondazione comunista e Potere al popolo)».

Elena sa bene di cosa parla, ha 39 anni, una compagna, Lidia, stanno insieme da dieci anni e hanno una bimba di 21 mesi, poco più un anno fa si sono sposate (unione civile). «Le famiglie arcobaleno esistono, anche qua ad Imola» rivendica il comunicato che annuncia il Gay Pride. l Gay Pride andranno con la bimba: «Lo facciamo proprio per il suo futuro, perché le cose cambino». Se le si ricorda certi eccessi visti in altre città, da Berlino passando per Roma, Elena non ha dubbi: «Per noi il Pride è una manifestazione per le famiglie non c’è nulla di volgare o che possa turbare i bambini, se qualcuno si sentirà offeso il problema sarà suo. Il Pride serve a far capire che ci sono tanti tipi di persone e vanno accettate. Molti pensano sia volgarità o persone sessualmente esplicite, ma la maggior parte è tranquilla, magari con l’arcobaleno dipinto in faccia o un boa rosa. Credo che sarà una sfilata inclusiva e colorata. Speriamo di essere in tanti, ma ci siamo mossi un po’ all’ultimo e la città è piccola».

Contro il Pride imolese si sono mossi il Popolo della famiglia e la Lega Nord che, per mano del segretario Marco Casalini, ha chiesto «al prefetto, al sindaco e a tutte le forze politiche di attivarsi sin da subito per bloccare la manifestazione» che «incita all’odio» nei confronti «di chi legittimamente e pacificamente esprime un’opinione diversa». Anche Nicolas Vacchi di Forza Italia ha chiesto alla sindaca Manuela Sangiorgi, così come alla componente cattolica del Movimento 5 Stelle, di prendere le distanze. Nel comunicato di «Rivolta Gaya» in effetti, si sostiene che i «discorsi razzisti e machisti» di «Lega, Forza Nuova, Popolo della Famiglia» legittimano la «violenza psicologica e fisica» e che «in nome d’una malintesa libertà d”espressione, viene lasciata la possibilità di fare propaganda contro la fantomatica teoria del gender che va a braccetto con la propaganda razzista e anti-abortista (come negli inquietanti manifesti Pro-vita apparsi nei mesi scorsi in giro per Imola)». Prese di posizione molto forti che concludono con la frase: «Fuori Stato e Vaticano dalle nostre mutande». «E’ vero, ma le critiche che ci arrivano sono altrettanto forti e vogliamo farci sentire» taglia corto Elena.

Sabato ci sarà anche un furgone con la musica lungo il corteo che partirà dalla stazione di Imola alle ore 17.30, sfilerà sotto il centro e l’Orologio per arrivare all’Osservanza. Alla sfilata del Gay Pride di inizio luglio a Bologna ha partecipato anche il sindaco Virginio Merola, spingendo la carrozzina dello storico leader della battaglia per i diritti dei gay, Franco Grillini, malato da tempo. (l.a.)  

Nella foto Lidia ed Elena Gentilini

Sabato 21 il Gay Pride a Imola. L’evento fa discutere. La testimonianza di Elena. Le critiche di Lega, Pdf e Vacchi

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